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Villa Giada

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Andrea Faccio, titolare di Villa Giada, viene da Ceirole di Canelli, sulla strada verso Agliano Terme. Siamo a una decina di chilometri a ovest di Nizza Monferrato. L’azienda l’ha fondata il nonno di Andrea negli anni ’30. Ceirole è ai confini del Barbaresco ma è soprattutto terra di Moscato e anche di ottimi Barbera. È una zona vitata dalla metà del 1800. Per un centinaio di anni, fino alla metà del secolo scorso, ogni famiglia contadina aveva una produzione per il proprio consumo di circa una damigiana al mese, dunque 500, 600 litri di vino bastavano per cinque, sei persone. Dal 1970 i consumi si sono pressoché dimezzati e si è lavorato sulla qualità piuttosto che sulla quantità, come prima.

Nel primo ‘900 in Piemonte si contavano almeno 200 varietà di uva. Oggi sono circa una ventina, compresi i meno noti come Gamba di Pernice, Ruchè, Arneis. I 25 ettari dell’azienda sono distribuiti tra Canelli, dove si coltivano i bianchi e Agliano, più vocato per i rossi. Il Gamba di Pernice prende il nome dalla forma del grappolo appassito e dal colore rossastro che ha il raspo appassito. È una vite a maturazione tardiva, si raccoglie all’inizio di ottobre. Un tempo i contadini ne tenevano qualche pianta per avere un po’ di uva da mangiare per Natale. Appendevano i grappoli ad asciugare in alto nelle soffitte oppure su graticci al coperto. Oggi, dice Andrea, è molto diffusa in Argentina (vai a capire!) e dal 2011 si potrà produrre nella DOC Calosso e non più come semplice vino da tavola.


Considerazioni di TigullioVino

Novembre 2011
Ho trovato degni di Terroir vino il Barbera Riserva per la struttura, e il Gamba di Pernice per la particolarità. Il Barbera Surì potrà essere presentabile quando avrà completato l’affinamento in bottiglia.
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