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Buridda Clandestina

Quando il vino è comunale

di Alessandro Ricci

MappaArticolo georeferenziato

Due premesse d'obbligo. LA Barbera è il mio vino prediletto e Castagnole delle Lanze è il comune di residenza dei miei genitori. Il mio sguardo, dunque, può essere appannato da un (sottile) velo di campanilismo. Ma l'iniziativa del comune di Castagnole delle Lanze è di quelle da raccontare, senza ombra di dubbio.

Premessa generale
Castagnole delle Lanze (che gli appassionati di musica forse conosceranno per il ControFestival della musica d'impegno, che si svolge a fine agosto), quasi 4000 abitanti, in bilico tra Langhe e Monferrato, è una zona vocata alla Barbera e al Moscato d'Asti.

Problematica
Il prezzo pagato ai contadini per le uve, negli ultimi anni, è drasticamente sceso.

Soluzione
Nel 2010 l'amministrazione comunale ha un'idea: comprare le uve dei contadini di Castagnole per produrre un vino del comune.

L'idea è brillante, e l'iniziativa, a cui viene dato il nome Adotta un filare, è ben congeniata.
Ai produttori, il comune paga le uve circa il doppio del normale prezzo di mercato. In cambio, chiede uve selezionate, diradamenti, buona qualità. Il risultato è un vino ben fatto: una barbera possente, profumata e fresca, che rispecchia le caratteristiche del vitigno e della terra.

Per promuovere l'iniziativa, nasce un sito (www.lanze.it), con tutte le news e le modalità per partecipare. E tanto di bella mappa interattiva dove sono indicate le vigne dei produttori aderenti, che ricorda la parcellizzazione di cru prestigiosi.

Come si adotta un filare
Con un contributo di 100 euro, chiunque può scegliere e adottare un filare, sul cui palo di testa viene apposto il nome e cognome dell'adottante. La primavera successiva, ogni adottante riceve un minimo di 12 bottiglie da 0,75 di Barbera, con etichetta personalizzata (nel 2011 la personalizzazione ha riguardato il collarino), numero di filare e nome della vigna.

Risultati
Nel 2010 hanno aderito 21 vignaioli di Castagnole delle Lanze, che hanno conferito le loro uve in una cantina (Bel Sit) scelta per la produzione del vino. Le bottiglie prodotte sono state circa 20.000. Gli “adottanti” sono stati circa 1500, provenienti da tutta Italia (Lombardia in testa), e dall'estero (svizzeri su tutti). Pochi i castagnolesi, poiché l'iniziativa è rivolta soprattutto a chi non conosce queste colline, e propone una forma di turismo fidelizzato. Anche perché gli adottanti vengono invitati a partecipare ad alcune feste: la “festa della potatura”, che si svolge in primavera (nel 2012 hanno partecipato in 260). E poi la festa della Barbera, ad inizio maggio, durante la quale possono ritirare il vino e riconfermare l'adozione.

“Siamo stati il primo comune in Italia a dare vita ad una iniziativa di questo genere – spiega Marco Violardo, sindaco di Castagnole delle Lanze- Esistono sì casi di adozioni di formaggi, animali, piante, ma sono iniziative private, non comunali. È stata un'idea di successo, pensata per salvaguardare il territorio e garantire la sopravvivenza ai custodi di questo territorio, ovvero i produttori. Anche grazie all'aiuto di tanti volontari, abbiamo ricavato un piccolo surplus economico, che abbiamo reinvestito nella promozione”.

Per conoscere Castagnole delle Lanze e questa iniziativa, il modo migliore è partecipare alla 34° Festa della Barbera (www.festadellabarbera.it), che si svolgerà questo weekend (4-5-6 maggio): è una manifestazione che negli anni è molto cresciuta, svestendo i panni della piccola fiera di paese per diventare una festa veramente interessante e ricca, da non perdere.

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