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Autoctono si nasce

di Sergio Ronchi

MappaArticolo georeferenziato

Go Wine ha inaugurato il 2010 con un incontro di degustazione sui vitigni autoctoni svolto a Milano giovedì 21 gennaio 2010 presso il Westin Palace Hotel promuovendo ricordando il volume “Autoctono si nasce”, edito dall’associazione e dedicato ai vini rari o poco conosciuti dal grande pubblico.
I vini da uve autoctone sono prodotti altamente legati al territorio e alla storia e aiutano a promuovere la grande diversità enologica che troviamo nel nostro Paese. E proprio su questo punto che molti produttori hanno investito negli ultimi anni per riuscire a portare sul mercato dei vini caratteristici del territorio anche se in quantità ancora limitate ma cercando al tempo stesso di offrire la migliore qualità lavorando spesso su cloni antichi e con studi specifici sul territorio.E i risultati stanno arrivando, è bastato assaggiare alcuni prodotti in degustazione per capire come la strada intrapresa da molti potrà portare a grandi risultati.
Se vitigni quali cesanese, marzemino, cortese, croatina, pigato, schippetino, frappato e vespolina possono essere già conosciuti, meno invece si può dire di casavecchia, centesimono, albarossa, verdeca, durella o mantonico, solo per fare alcuni nomi di vitigni prodotti nella nostra penisola.
C’è stata anche una breve conferenza sull’uso di questi vini nella ristorazione. Incontro intreressante dove è scaturito che l’interesse per i vitigni autoctoi eiste anche se è ancora difficile trovare molti di questi vini nella ristorazione, non tanto per il costo (non superiore alla media) ma per i quantitativi limitati.

Sono riuscito ad assaggiare solo alcuni vini e quindi potrei scrivere di questi e dimenticarne altri ma partendo dagli spumanti presenti, interessante il brut metodo classico e anche il rosè di Redaelli de Zinis (Cavalgese delle riviera BS), oltre che gli spumanti della Valle D’Aosta della Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle, spumanti a base Priè Blanc 100%, grande freschezza e rotondità.
Tra i bianchi mi ha colpito particolarmente il Val di Neto Efeso di Librandi (Cirò Marina, KR) 100% mantonico, fermenta in acciaio e poi ha un affinamento di 8 mesi in barrique; si presenta di un bel colore paglierino carico, quasi dorato con profumi di fiori, di fruta tropicale e una leggera nota vanigliata sul finale che non disturba. Molto interessante anche la Lugana Superiore di Cà Lojera, azienda lombarda (100% trebbiano di lugana) oltre che la Ribolla Gialla di Radikon.
Una sorpresa (per me) i vini di Adriano Gigante friulani di Corno di Rosazzo tra cui la Ribolla Gialla, vino base ma molto intressante e in particolare il (Tocai) Friulano da vigne di circa 25 anni e lo Storico sempre 100% uve tocai ma da vigne di 60 anni! Veramente interessante con un bel colore giallo dorato carico, profumi di fiori e frutta tropicale con una classica nota i mandorla sul finale, sono vini che non fanno passaggi in legno ma solo affinamento in acciaio. Molto interessante anche la Passerina di Ciccio Zaccagnini di Bolognano (PE).
Una conferma invece da Cantina Sant’Andrea di Terracina (LT) che ha presentato un Circeo bianco DOC a base Trebbiano 70% e Malvasia di Candia 30% con una buona quantità di prpfumi di fiori di campo e frutta tropicale uniti a una discreta acidità. Ma veramente ottimo il Moscato di Teracina nella versione Spumante bianco secco DOC Oppidum, oltre ai profumi classici del moscato, si possono trovare note di fiori, frutta tropicale e di albicocca sorrette da una buona acidità, la persistenza aromatica è notevole.
Tra i vini rossi sempre molto buona la Lacrima di Morro d’Alba di Stefano Mancinelli azienda sita in Morro d’Alba, sulle colline di Ancona sia nella versione criomacerata che in quella base. Molto interessante anche il passito sempre di Lacrima, dolce ma non stucchevole.
Da segnalare anche il Ruchè di Montalbera di Castagnole Monferrato (AT); il Dedalo, un vino 100% ottavianello di Accademia dei Racemi di Manduria (TA).
Un dei migliori rossi, molto particolare è il Cesanese d’Olevano Romano DOC “Cirsium 2006” da 100% cesanese d’Affile, di Cantine Ciolli (LT). Rosso rubino, profumi di ciliegia matura e frutti rossi, una grande persistenza e un corretto titolo alcolometrico (13%), cosa non facile per questa tipologia di vino.
Per ultimo ho lasciato Masi, S. Ambrogio di Valpolicella (Vr). Tutti prodotti ottimi quelli assaggiati, a aprtire dal Serego Alighieri un Valpolicella Superiore Classico DOC, al Campofiorin IGT Rosso Veronese (corvina 70%, rondinella 25% e molinara 5%) o al Costasera, un Amarone della Valpolicella Classico DOC. Colore rosso scuro, intenso, come i profumi di frutta rossa matura e di confettura di more e prugne, grandissima persistenza. Certamente non è un vino facile a tavola ma si può pensare anche di degustarlo da solo, senza doverlo portare a tavola ma per il piacere di assaporarlo a lungo.

Una bella manifestazione che ha riscosso un notevole intresse di pubblico e ha dato la possibilità a operatori del settore e appassionati di entrare in contatto direttamente con i produttori e conoscere un’altra faccia della produzione vinicola italiana di qualità, quella dei vitigni autoctoni.

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Appassionato di vino da molto tempo, ho organizzato vari eventi di presentazione prodotti utilizzando varie location a Milano, Padova, Bergamo,...

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