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Chef in Green: cuochi e golf, connubio vincente

DovePieve emanuele (MI) - Castello di Tolcinasco Golf Country Club & Spa

Quandoil 28 ottobre 2019

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Un gran bel finale per l’evento di #ChefinGreen 2019 nella splendida scenografia del Castello di Tolcinasco Golf Country Club & Spa di Pieve Emanuele, un circolo raffinato ed esclusivo alle porte di Milano

Chef in Green, il gusto del gioco, il gioco del gusto, è nato per portare almeno una giornata gli chef a esplorare il mondo del golf e a emozionarsi. Sono stati ben 35 gli chef, provenienti da varie regioni d’Italia, che fin dal loro arrivo nella Club House, indossata la loro divisa con la giacca della Ditta Giblor’s, si sono subito immedesimati nel nuovo ruolo pronti alla sfida sul campo. Tutti insieme hanno incontrato il maestro di golf del team Tolcinasco, per più di un’ora di lezione, dando prova di grande concentrazione nel gioco, la stessa che sono abituati ad avere quotidianamente in cucina. Dopo di che hanno deliziato il palato con qualche assaggio delle eccellenze proposte dei produttori presenti e quindi un piatto di polenta di Mais Spinato di Gandino, cotta all’aperto in un grande paiolo, con un buon erborinato Berghem Blu, gorgonzola dolce al cucchiaio di Arrigoni Formaggi, partner della kermesse, che ha appena ricevuto la nomination all’Italian Cheese Award’s 2019 a Verona.

Sempre più carichi, sono tornati sul green, a seconda dell’abbinamento fatto da Franco Sfregola, il direttore del Golf, verso le diverse buche per uno shot gun, formula che permette il rientro a quasi tutti i team partiti, in contemporanea. Sul percorso, a seconda, alcuni provano anche lo swing sotto lo sguardo attento del compagno giocatore, alcuni hanno qualche buon feeling, ma il punto forte e battersi con il team con cui stanno facendo le nove buche per il miglior score. Al loro seguito l’abilissima Cristiana Casotti, fotografa esperta di tanti anni di golf, che ha saputo cogliere i momenti più interessanti con l’eleganza e la naturalezza dei suoi scatti, e Roberto Fazio per portare loro l’acqua aromatizzata Oaza per dissetarli.

Il format Chef in Green ha concluso la serie di eventi per quest’anno. Sono stati finora oltre 1400 gli chef che hanno aderito alla manifestazione e si sono sfidati sul green, 250 quelli che appoggiato il bastone hanno poi indossato il grembiule entrando in cucina per firmare piatti che hanno conquistando il palato degli oltre 6000 commensali alle cene gourmet che si svolgevano a conclusione di ogni tappa. Oltre 200 le aziende presenti con aree di esposizione e degustazione dei propri prodotti legati al mondo della gastronomia e non solo.

“Questa edizione ha visto crescere la manifestazione che è pronta ad un ulteriore salto verso una dimensione internazionale con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più vasto - ha affermato Roberta Candus, direttrice della testata Golf & Gusto e grande esperta di cultura enogastronomica - che ha saputo portare questo format innovativo, da lei ideato e tappa dopo tappa sapientemente organizzato, all’interno dei più belli ed esclusi golf club italiani. Golf e gusto, buon gioco e buon cibo, è questa la ricetta di base di un format ormai divenuto di forte richiamo tanto da essere richiesto dai principali golf club e che in molti stanno anche provando ad imitare”.

Il gioco del golf fa squadra e ha infatti destato sempre maggiore curiosità tra gli chef che anno dopo anno sono intervenuti coinvolgendo a loro volta colleghi, molti di loro neofiti, altri ormai giocatori provetti ma tutti desiderosi di andare in campo. D’altronde le statistiche ufficiali della Federazione Italiana Golf parlano nel 2018 di oltre 91.000 i giocatori tesserati in Italia.

Tra i protagonisti che si sono sfidati sono stati tantissimi i grandi nomi dei ristoranti più esclusivi ma anche i nuovi talenti emergenti. Da Claudio Sadler a Felix lo Basso, Claudio Gatti, Cristian Benvenuto, Giuseppe Lo Presti e Marc Bernardi, chef emergente che cucina a 2000 metri in Val Gardena. Antonio Sorrentino chef executive di Rosso Pomodoro, Il pastry chef Nicolò Moschella e Cinzia Fumagalli, chef e vincitrice del talent Top Chef Cup e oggi giudice del programma televisivo La Prova del cuoco, e questa volta una prima entrata di due chef cinesi del Mu Dim Sum.

Dopo l’aperitivo offerto da Agroittica Clarabella con i suoi sapori del Lago d’Iseo, accompagnati dal Bardolino Classico Tenuta La Ca’, si è passati alla premiazione per proseguire poi con la cena a più mani.

Ai fornelli lo Chef Sebastian Fitarau del ristorante Il Gusto della Semplicità che ha servito l’antipasto: Tartare di filetto di manzo al coltello, affumicata al melo, cipolla rossa, zabaione alla senape e capperi. Gli Chef Romeo Landi e Alfio Colombo del ristorante Beccaccino di Sorico che hanno servito il Raviolo di Lucio Perca su due colori, pesto e acqua di pomodoro. Gli Chef Ugo Vairo e Renata Siboni del ristorante il Gallo della Checca di Ranzo che hanno elaborato il Risotto Riso Buono Carnaroli mantecato al tartufo e terra di olive taggiasche. Gli Chef Alessandro Bianucci e Raffaele Cannistrà del ristorante Il Tolcino che hanno creato il secondo a base di Manzo all’olio con mandorle, spinacio soffiato e cremoso di patate. Dulcis in fundo i Cannoli micro con ricotta e pistacchi, su salsa d’Arance candite di Ribera dello Chef Vito Naccari, Vicepresidente Associazione Cuochi Milano e Provincia F.I.C  che ha concluso la serata deliziando i numerosi commensali.

www.chefingreen.it

Protagonisti nella vetrina di eccellenze enogastronomiche da parte di alcuni produttori al seguito di questo interessante appuntamento:

Casa, cantina e agriturimo: è triplice l’anima della Tenuta La Cà, 15 ettari coltivati a vite e olivo adagiati sulle colline moreniche di Calmasino di Bardolino, a pochi chilometri dalle sponde venete del lago di Garda e fa parte delle realtà vitivinicole più importanti della provincia di Verona. L’intero processo è biologico e certificato e si basa su una vinificazione di precisione, per esaltare le differenze di ciascun vigneto, nel rispetto delle caratteristiche organolettiche originali dei vitigni utilizzati. È questo l’accento di Tenuta La Cà: il segno grafico del nome si concretizza, nell’attività quotidiana, nell’impronta personalissima data dai due giovani vignaioli a ogni fase del loro lavoro, dalla coltivazione all’imbottigliamento.

I vini dell’azienda Tenuta La Ca' sono caratterizzati dal giusto tenore zuccherino e alcolico e da buona acidità fissa, la quale contribuisce ad esaltarne i profumi e a mantenerli nel tempo. Il vino "Bardolino Chiaretto Classico Doc"  è un vino rosato, fermo e secco, vinificato da uve Corvina, Rondinella, Molinara nel contesto delle tipologie previste dalla denominazione. Si contraddistingue per il suo profilo organolettico caratteristico e originale al tempo stesso.

La gamma proposta è un misto di tradizione e spunti innovativi: sei nuovi vini, in equilibrio tra tradizione e inventiva: il Bardolino Classico Dritto, speziato e fresco, dal sentore di frutti rossi;  Chieto, un Chiaretto Classico vellutato e dissetante; Cento, Bardolino Chiaretto Brut elegante e fruttato. C’è tutto l’estro dei Giambenini in Rovescio, bianco “D’Origine Creativa”, perché nato dall’unione di Traminer, Pinot Bianco e Pinot Grigio e in Calis, un grande rosso a vocazione internazionale, un blend inedito che esprime la forza del terroir. Infine, Intuito1, capostipite di vini unici, prodotti in quantità limitata e mai uguali, da uve garganega, dagli spiccati sentori minerali. www.tenutalaca.it

L’Olio Extravergine di Oliva prodotto dall’Azienda Agricola BuondiOli solo con le migliori olive del Leccino, una pianta di ulivo che cresce nelle splendide terre garganiche. Estratto a freddo, non filtrato e 100% biologico, perfetto per esaltare le vostre ricette. Si presenta con un bel colore verde oro, opaco - con un odore fruttato, con forte sentore di oliva - e dal sapore persistente e armonico, con un piacevole retrogusto piccantino.

Agli inizi del 1900 Domenico (Mimmo) Buondioli ha fondato l’Antica Azienda Agricola BuondiOli, abbracciando sin da allora il valore inestimabile della splendida biodiversità della terra garganica. La forza dell’azienda è racchiusa nella particolare attenzione per i terreni e per le esigenze delle piante, simbolo di un prodotto fatto con amore e dedizione. L’intera filiera infatti segue processi svolti nel pieno rispetto della Natura: dalla produzione al packaging, tutte le fasi sono monitorate per diminuire l’impatto ambientale del prodotto finale. L’esperienza di un’azienda alla sua quarta generazione e le nuove tecniche agricole unite al contributo di agronomi esperti del settore permettono di creare le condizioni ideali per produrre un Olio Extravergine di Oliva Biologico ad alto livello qualitativo.

Quattro Oli Extravergine di Oliva Biologici, differenti per cultivar di oliva e quindi gusti del consumatore, non per qualità. Ogliarola Garganica è sicuramente il più verace dei tre. Monocultivar, non filtrato, nasce da una varietà di olive autoctona della nostra zona. Ottimo per esaltare il gusto di qualsiasi piatto. Il suo sapore viene messo in risalto in particolare, oltre che sui crudi, su carni rosse e bruschette; Leccino - un grande classico. Monocultivar, non filtrato, è un fruttato medio. Molto gradevole, soprattutto se impiegato sui piatti della tradizione, magari a crudo. Ha un profumo penetrante di olive fresche ed un sapore gradevolmente intenso; Denocciolato - un blend 50% Ogliarola Garganica, 50% Leccino, con una significativa differenza nella lavorazione: le olive vengono denocciolate prima della gramolatura, e quindi viene molita solo la polpa del frutto. Questo gli garantisce un sapore più fruttato; Blend - un mix di Ogliarola Garganica e Leccino, con una piccola percentuale di Picholine che lega il tutto, rendendolo un olio delicato ma allo stesso tempo deciso: perfetto per il consumatore medio che non vuole sapori troppo forti o troppo delicati. Tutti i prodotti non sono filtrati, ma lasciati decantare naturalmente. Si tratta di una produzione artigianale che punta innanzitutto sulla qualità.  www.aziendabuondioli.com

Ancora grande protagonista il Montébore, un formaggio unico, per la forma (che ricorda una torta a tre strati) e per la storia che tramanda. È un prodotto di nicchia a latte crudo, e potrebbe inserirsi tranquillamente tra i più rari al mondo. Attualmente sono solo due i caseifici che lo lavorano (con noi c’era Cascina Boschetto), e circa quattro gli allevatori che hanno nelle loro stalle vacche, pecore e anche capre. Sì, perché il Montébore è un formaggio a latte misto. Sembra che anticamente si usasse solo latte di pecora, mentre la formula attuale prevede circa il 65% vaccino, il 30% ovino e saltuariamente il 5% di capra. Fino a qualche decennio fa in campagna, dove viveva buona parte della popolazione, era facile che ciascuna famiglia avesse qualche bovino, qualche pecora e poche capre, che venivano tenute soprattutto per i bambini, poiché il loro latte è il più simile a quello materno. Cascina Boschetto - Via Cascina Boschetto 94, Stazzano (Alessandria).

Grande successo delle Delizie di Alice con i Maroncelli, il dolce ufficiale della città di Albino. Alla base dei Moroncelli c’è il desiderio di richiamare la tradizione bergamasca e di reinterpretarla in chiave dolcemente moderna. Una fragrante brisée nasconde al suo interno un ripieno ogni volta diverso e sorprendente, ricco di sapori da scoprire. La ricetta nasce per il concorso indetto dall’associazione Percorsi Albinesi nel 2016 di cui si rivela essere la vincitrice, diventando così, il dolce ufficiale della Città di Albino. E’ proprio per questo motivo che è dedicato al suo cittadino più illustre: il pittore Giovan Battista Moroni. Queste le golose declinazioni: Maroncelli Classici, Maroncelli Mori, Maroncelli Pere, Cioccolato, Rabarbaro e Maroncelli Vegan. Assolutamente da provare questi dolci genuini e moderni, ma radicati nella tradizione e prodotti con passione uno ad uno. www.ledeliziedialice.it

E ancora i prodotti semplici e genuini come le gallette, la farina e i biscotti e la crostata fatti con il Mais Spinato di Gandino, tutti da gustare.

Mangiare bene e bere acqua è importante per una buona salute, se poi è gustosa come la tua bibita preferita e contiene calcio e magnesio, acqua curativa, il piacere è assicurato. Infatti Oaza Radenska, le acque aromatizzate con estratti naturali di erbe e frutta, sono pure e ricche di minerali, per questo vengono proposte ad ogni tappa di Chef in Green. Naturale o Effervescente Naturale, a basso contenuto calorico. Oaza (Oasi) di Radenska nasce nella zona termale di Radenci in Slovenia, cuore verde d’Europa. E’ nota in tutto il mondo per le proprietà delle sue acque ricche di oligoelementi. A garanzia della sua integrità, Oaza viene imbottigliata in ambiente asettico, con la sola aggiunta di aromi 100% naturali: Fiori di sambuco, Uva rossa con estratto di roibos, Timo, Beauty con melograno e collagene, pesca e, in arrivo altri nuovi gusti. https://aqqaitalia.wixsite.com/aqqaitalia

La nuova piattaforma Deliveristo, strumento innovativo in Italia, che mette in contatto chef, gestori e patron di locali, ristoranti, enoteche e bistrot con i produttori di tutta la Penisola, aveva portato una serie di partner come: Agroittica Clarabella di Davide Massetti che, oltre agli assaggi di filetti di pesce fresco e affumicato durante l’intera giornata, per l’aperitivo ha preparato dei finger food con i “Sapori del Lago d’Iseo”, prodotti ittici, non solo aole, sardine e coregoni del Sebino. Il salmerino, la trota affumicata e tutto il resto, molto apprezzati dagli ospiti e dagli chef. www.agroitticaclarabella.it

Non potevano mancare le Eccellenze Elleniche con l’eclettico Giorgio Bakagias e il mitico Zafferano Greco Krokus Kozanis, l’oro rosso della terra greca - così viene chiamato - ed è annoverato fra le spezie più amate e più preziose delle antiche civiltà per l’ aroma, il colore, le proprietà medicinali e afrodisiache, e la Bottarga Avgotàrago, nonchè il Pistacchio, l’Olivello spinoso e la Pasta della Grecia antica, sia allo yogurt che alle verdure, tra le sorprendenti novità dell’Eccellenza Ellenica offerta da Krokos Kozanis, sempre presente. www.zafferanoellenico.com/wp/krokos-kozanis

 

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