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Waiting for Moebius Milano pranzo evento di Enrico Croatti alla Locanda San Leone, sui colli riminesi

DoveSan Leo, Rimini (RN) - Locanda San Leone

Quandoil 26 maggio 2019

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Vent’anni dopo, Enrico Croatti  torna all’origine, nel luogo dove per la prima volta ha preso in mano le redini di una cucina, per proporre un menu sospeso tra passato e presente, dal titolo “ritorno al futuro”.

Il primo amore non si scorda mai. Vent’anni dopo lo chef riminese Enrico Croatti, Stella Michelin in Italia e in Spagna, torna all’origine, nel luogo dove per la prima volta ha preso in mano le redini di una cucina, a soli 17 anni: la Locanda San Leone, a San Leo, sui colli riminesi.  È qui che domenica 26 maggio sarà protagonista di un vero e proprio pranzo-evento intitolato “Ritorno al futuro”: protagonisti alcuni grandi classici del suo menu al San Leone alternati a piatti iconici del suo percorso di questi anni che lo ha portato sin qui e che tra poco evolverà ancora con il suo nuovo progetto, Moebius, l’apertura più attesa dell’estate 2019 a Milano.

Moebius, nome liberamente ispirato al celebre fumettista francese, all'anagrafe Jean Giraud, aprirà a Milano alla fine di giugno in via Cappellini 25, nel dedalo di vie sempre più cool tra via Vittor Pisani e corso Buenos Aires. Con Moebius, che sarà diviso in due anime (un bistrot e un’Osteria gastronomica) Croatti – definito da molti «uno dei migliori talenti d’Italia» - farà il suo ritorno sulla scena ristorativa italiana. Riminese classe 1982, Croatti vanta un curriculum che, dopo la Locanda San Leone lo ha visto volare a Los Angeles per lavorare all'Angelini Osteria di Gino Angelini, poi in Spagna all’Akelarre con Pedro Subijana, tre stelle Michelin di San Sebastian; in Francia al Les Terrasses de Lyon del Villa Florentine di Lione, quindi tornare in Italia al Grand Hotel Miramonti Majestic di Cortina d’Ampezzo e pi tornare in Francia, a Lione, con Paul Bocuse a l’Auberge du Pont de Collonges. Un golden boy che illumina di stelle tutte le cucine di cui prende le redini:  la prima l’ha conquistata nel 2013 a Madonna di Campiglio come executive chef del Dolomieu, dove ha firmato la carta per 10 anni fino al 2018, la seconda è arrivata lo scorso anno come chef dell’Orobianco di Alicante (progetto spagnolo che seguiva dal 2015), primo ristorante di cucina italiana a ricevere il riconoscimento in terra iberica. Ora la realizzazione del suo più grande (per ora) sogno nel cassetto, che cullava da tempo: arrivare a Milano.

Moebius, come detto, richiama alla memoria un autore d'avanguardia, sperimentale, un po’ folle, capace di ridisegnare un mondo: «È quello che voglio fare anch'io – spiega Croatti –, ossia proporre un concetto nuovo di cucina, ritornando alle mie origini romagnole, quindi all'idea di osteria, ma contemporanea e gastronomica. Il locale sorgerà in un ex deposito di tessuti, su una superficie di 700 metri quadrati per 12 metri di altezza, con una specie di piattaforma sospesa in aria, una sorta di navicella spaziale dalla struttura architettonica impressionante, dove troveranno posto i 35 coperti del gastronomico. Sotto invece, ai piedi di un ulivo di 700 anni inserito in una teca in vetro, ci sarà un tapas-bistrot e american bar dove uniremo Spagna, Francia e Stati Uniti. Saranno un’ottantina di posti con piatti che andranno a celebrare le tradizioni dell'Appennino tosco-emiliano». Croatti, infatti, è romagnolo, mentre il 27enne Lorenzo Querci, proprietario di Moebius, è toscano e la sua passione per la cucina viene dall’impresa di ristorazione di famiglia nel senese: «Per questo – prosegue lo chef – abbiamo pensato di avviare uno studio specifico sulle cucine toscana e romagnola, fin dalle origini storiche, che proprio sull'Appennino trovano un punto d'incontro». Il tutto declinato in forma di tapas, alla spagnola, e poi i cocktail dell'american bar, musica jazz dal vivo, uno spazio dedicato alla vendita di vinili, orchestrato, oltre che da Croatti e Querci, anche da Luca Pilia (sous-chef), Paride Mencarani (maitre), Filippo Arrighi (sommelier) e da Marco Siclari (barman).

Il pranzo-evento alla Locanda San Leone vuole essere una sorta di preambolo, di “waiting for” dell’apertura di Moebius, un “Ritorno al Futuro” (il titolo del menu che sarà proposto) perché l’evoluzione della cucina deve avere come punto di partenza le basi tradizionali, quelle che fanno parte di un grande patrimonio gastronomico da preservare.

 Ecco il menu “Ritorno al Futuro”

Torta di carote in salsa bernese

Scalogno agrodolce al lardo, foglie e fiori 

Puntine di maiale all’orientale e mazzancolle abbrustolite

Crostini post-moderni

Sformatino allo Squacquerone e funghi

Galletto al mattone in un raviolo, sugo intenso

Manzo al bastone di quercia, Erbe di campagna crude e scottate, Patate al rosmarino

Cioccolato in Sudamerica ai frutti rossi, ricordando la “settima strega”

“Biscotto e Caffè”

In abbinato ci saranno i seguenti vini: Podere Vecciano Metodo Charmat Brut

Torre Fornello Olubra Metodo Classico Brut

 

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