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Ecco il nuovo “Contrada Santo Spirito” Etna Doc Rosso

DoveC.da Santo Spirito, Catania (CT) - Cantina Palmento Costanzo

Quandoil 14 dicembre 2018

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Dalla Cantina siciliana Palmento Costanzo una piccola produzione di pregio (cinquemila bottiglie)
 frutto della vendemmia 2015, svolta a fine ottobre

La Sicilia è una terra in grado di stupire per la sua bellezza. L’Etna riesce anche a emozionare

Con una nuova etichetta, “Contrada Santo Spirito” Etna Doc Rosso, Palmento Costanzo, una delle più prestigiose realtà della vitivinicoltura siciliana, amplia la propria gamma: “Questo nuovo vino, commenta Valeria Agosta, titolare della Cantina, rappresenta il vertice della nostra produzione ed esprime l’anima più profonda del nostro terroir, in cui è fondamentale il legame con l’Etna: abbiamo perciò selezionato le vigne più antiche (spesso con oltre un secolo di vita) e abbiamo prestato la massima cura a ogni particolare, per ottenere un prodotto del quale siamo orgogliosi”.

Le vigne sono proprio a Contrada Santo Spirito, da cui il nome dell’etichetta, nel borgo di Passopisciaro, sul versante Nord dell’Etna, zona ad altissima vocazione vitivinicola. Siamo a un’altitudine di 700-800 metri s.l.m., su suoli composti per il 70 % da sabbie vulcaniche nere e brune e per la parte restante di sassi e rocce effusive.

“Contrada Santo Spirito” è ottenuto da un’accurata selezione dei grappoli raccolti a mano da vigne secolari allevate ad alberello (tutti sostenuti da pali di castagno). È risultato di un assemblaggio di Nerello Mascalese (90%) e Nerello Cappuccio: solo cinquemila preziose bottiglie, frutto della vendemmia 2015, svoltasi alla fine del mese di ottobre. Prezzo in enoteca tra i 35 e i 40 €.

La fermentazione è avvenuta in tini tronco-conici di rovere francese. Fino a venti giorni di macerazione sulle bucce. La maturazione avviene per un periodo di 18-24 mesi in OVUM , tini dalla forma ovoidale nei quali si ha un batonnage naturale grazie ai moti convettivi che muovono lentamente il vino all’interno. Successivo affinamento di almeno otto mesi in bottiglia.

“Il nostro obiettivo, spiega Nicola Centonze, enologo della maison, è quello di valorizzare le specificità del nostro territorio, assecondando la natura in modo poco invadente”.

“Contrada Santo Spirito” Etna DOC Rosso 2015 si distingue per purezza e armonia, per i sentori dei piccoli frutti del sottobosco, le note floreali di viola, la delicata speziatura, la pietra focaia, per un bouquet complesso e intrigante.

Palmento Costanzo coltiva 12 ettari di vigne (di cui 10 di proprietà) sulle pendici del versante settentrionale dell’Etna: oltre cento terrazzamenti, a un’altitudine che va dai 650 agli 800 metri s.l.m. La produzione complessiva è di 98 mila bottiglie (delle quali il 40% va all’export), che si declinano in una gamma di sei etichette, incluso il “Contrada Santo Spirito”. Tutti i vini prodotti rientrano nell’ambito della Doc Etna e sono certificati “Bio”. Tutte le etichette sono stampate con pigmenti di polvere lavica.

La Tenuta

È questo un luogo dove è possibile assaporare la bellezza dell’Etna più autentica, in una cornice di eleganza e raffinatezza.

Situata a Passopisciaro, all’interno del Parco Naturale dell’Etna, patrimonio dell’UNESCO, Palmento Costanzo è una tenuta di circa 20 ettari, di cui 10 sono vitati (a questi 10 ettari di proprietà recentemente si sono aggiunti altri due ettari di vigneto in affitto), disegnati da terrazze (650-800 metri di altitudine) con vigneti ad alberello etneo, che tendono a risalire le pendici del vulcano sul versante Nord. Al centro, immerso tra i vitigni autoctoni, è stato portato a nuova vita un “palmento” – edificio autentico del luogo - in pietra lavica, di fine ‘700: è in questa struttura che i vignaioli, secolo dopo secolo, svolgevano tutti i processi di vinificazione. Ed è proprio all’interno del palmento, frutto di un attento restauro conservativo, che è nata la cantina: qui ogni dettaglio è stato progettato per ottenere il meglio dalle uve coltivate nei vigneti. Tutti gli edifici dell’azienda sono stati realizzati nel pieno rispetto per la tradizione locale, la storia e l’ambiente, seguendo la filosofia della sostenibilità.

Una storia chiamata Etna

Il borgo di Passopisciaro, piccola perla incastonata sulle lave del versante Nord dell’Etna, è una frazione di Castiglione di Sicilia, collocata nel circuito dei borghi più belli d'Italia. L’azienda si trova in una zona dalla millenaria tradizione vitivinicola. Molti contadini si insediarono qui nell’800, poi durante il Regno d’Italia il borgo vide la sua fondazione: il centro crebbe rapidamente e lo sviluppo fu agevolato anche dalla ferrovia Circumetnea (1895) e dal suo porto di carico e scarico merci: il vino, soprattutto Nerello Mascalese, veniva esportato per tagliare il Chianti, il Barolo e i vini francesi. A partire dalla fine degli anni '90 del Novecento, si vive una nuova fase di crescita del territorio, grazie soprattutto al rilancio dell'attività vitivinicola dell'area etnea.

I Vigneti

Nei vigneti sono piantate solo viti ad alberello di varietà autoctona. Intorno al palmento c’è un altro tesoro raro e prezioso: un vigneto prefillossera. Lungo le sciare, monumenti di colate laviche, si estende la parte più antica di questa vigna delle "meraviglie". Sono viti straordinarie per forma, altezza e forza vitale. Sono a piede franco, sembrano fiere sculture della natura, in cui è ancora viva la memoria di chi le piantò. Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Catarratto sono le varietà di viti allevate: hanno un’età variabile da pochi anni fino alle più vecchie che superano i 100 anni. Prendendo la forma del tipico alberello etneo, le viti animano le centinaia di terrazze che disegnano un paesaggio ricco di suggestione e da emozioni mozzafiato. I suoli sono ricchi di sostanza organica e minerale, caratterizzati da sabbie vulcaniche brune derivanti dalla disgregazione dei depositi di lava. Spiccano dal suolo, e anche dalla sciara che attraversa la tenuta a ridosso di un suo fianco, molti fiori di ginestra gialla, violette, fiori bianchi e varie erbette selvatiche che si ritrovano al naso quando si degustano i nostri vini.

La filosofia produttiva: Dalla lavorazione alla vendemmia

Nella regione etnea esistono sostanziali differenze climatiche anche tra una contrada e l’altra del vulcano. I detriti vulcanici e le condizioni pedoclimatiche, con significative escursioni termiche giornaliere, rendono la terra fertile e adatta alla coltivazione della vite, che si alimenta naturalmente grazie a una piovosità fino a dieci volte superiore alla media dell’isola e dalla neve accumulata in inverno sulla sommità dell’Etna. La filosofia aziendale è improntata a seguire ogni singola vite e terrazza (con esposizione al sole e al vento differente ognuna dall’altra), valorizzando e tutelando i vigneti con interventi naturali, in regime biologico, e sempre ad hoc. La vendemmia porta con sé la suggestione di gesti antichi. La selezione minuziosa dei grappoli sia in vigna sia in cantina porta in fermentazione solo gli acini migliori. L’intero processo di vinificazione è sostenuto da una sapienza centenaria, coadiuvata dalla massima tecnologia applicabile al principio del minimo intervento. I grappoli vengono raccolti esclusivamente a mano, accompagnati in cassetta al palmento e, attraverso un nastro vibrante, condotti alla diraspapigiatrice. Macerazione, fermentazione e affinamento concludono il ciclo produttivo e aprono un nuovo ed entusiasmante capitolo: la nascita dei nostri vini.

La Cantina: Un viaggio che parte dal restauro del Palmento

Il restauro conservativo del palmento è stato condotto secondo i principi della bio-architettura, con l’idea di riprodurre il processo di produzione tradizionale. Per questo, il design e gli impianti sono stati sviluppati nell’ottica della bellezza e della massima efficienza, senza mai modificarne la struttura originaria. Il processo di lavorazione si svolge a “caduta“, seguendo l’andamento della gravità: dal livello più alto, che accoglie le uve appena raccolte, pigiate e subito poste nei tini di fermentazione, a quello inferiore dove si trovano le vasche di acciaio (che proteggono le originali in pietra lavica) su griglie di supporto, fino a scendere nella bottaia per l’affinamento. Questo metodo ci consente di utilizzare in misura minima i sistemi di pompaggio meccanico per il trasferimento da un  contenitore all’altro, evitando di danneggiarne il tessuto delle uve. In bottaia, accanto a tonneaux e grandi botti in legno di rovere francese da 3000 e 5000 litri, abbiamo aggiunto quattro botti Ovum da 2000 litri: la loro forma ovale consente di attivare il bâtonnage per effetto dei naturali moti convettivi dei liquidi, senza bisogno di attrezzature esterne.

Palmento Costanzo
 C.da Santo Spirito, 95012 Passopisciaro CT - 
t. 0942 983239 

 

 

 


 

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