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Culatello & Jazz 10a Edizione

DoveCastello di Roccabianca, Roccabianca (PR) - Roccabianca

Quandoil 07 settembre 2018

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Decimo anniversario per la manifestazione che unisce la musica e il gusto sotto il cielo di Roccabianca 


Venerdì 7 settembre 2018
a partire dalle 20 torna Culatello & Jazz. Attesissimo appuntamento, realizzato grazie a Spirito Verdiano e all’Associazione Castello Eventi, nello splendido castello quattrocentesco di Roccabianca: una cena gourmet con ospite d’onore il culatello di Parma e il grande jazz ad amalgamare tutto.

Ingredienti della serata: il prodotto d’eccellenza della bassa parmense, il culatello, degustazioni di prodotti tipici abbinati a vini del territorio, musica jazz internazionale, cena “stellata” a cura di Massimo e Luciano Spigaroli.

Massimo Spigaroli – lui stesso eccellenza parmense - nel 2010 ha conquistato la sua prima stella Michelin con il ristorante “Antica Corte Pallavicina” di Polesine Parmense, e da grande interprete della tradizione parmigiana, proporrà un menù appositamente pensato attorno all’eccellenza del culatello.

E mentre la cena volge al termine, inizia la musica dal vivo con il concerto BLUE MOKA feat. FABRIZIO BOSSO. Protagonisti: FABRIZIO BOSSO – tromba, ALBERTO GURRISI -  hammond, EMILIANO VERNIZZI – sax, MICHELE BIANCHI – chitarra, MICHELE MORARI – batteria.

Ad aprire la serata Elisa Aramonte alla voce, Giovanni Ghizzani al piano, Kim Baiunco al contrabbasso e Enrico Smiderle alla batteria

Una serata dall’elevatissima qualità di tutti i suoi momenti nata 10 anni fa dalla vivace e proficua collaborazione tra Spirito Verdiano ed all’Associazione Castello Eventi.

 

BLUE MOKA

feat. FABRIZIO BOSSO

Blue Moka è energico, intenso, “made in Italy”, e propone uno show di brani e arrangiamenti originali, ripercorrendo il sound della new generation di hard-bopper del mainstream newyorkese, musicisti di riferimento che hanno saputo ri-esplorare il jazz accattivante degli anni '60 attraverso un linguaggio personale focalizzato sul continuo ed incalzante interplay. Il risultato è di grande impatto sonoro, bluesy, elettrico, con rimandi R&B alla contemporaneità.

Il gruppo nasce nel 2009 dalla collaborazione tra Michele Bianchi, Michele Morari, Alberto Gurrisi. I tre giovani musicisti elaborano il loro personale interplay formando “il motore ritmico” che tutt’ora caratterizza Blue Moka. Ben presto arriva il quarto elemento Emiliano Vernizzi che apre le porte a diverse forme di contaminazioni musicali. Dal 2013 nasce la collaborazione con Fabrizio Bosso, e vengono scritti ed arrangiati brani in formazione quintetto.

“Blue Moka” è l’album d’esordio dell'omonimo quartetto con la partecipazione straordinaria di una leggenda del jazz, Fabrizio Bosso.

Il disco è prodotto da Jando Music/Via Veneto Jazz e raccoglie 8 brani originali che coniugano atmosfere blues con ritmi funky e r'n'b, aprendosi al nu-jazz newyorkese. A questi brani si aggiungono due standard rivistati (Footprints e Brazilian Like) di Wayne Shorter e Michel Petrucciani e un tributo a Lucio Dalla (Futura), musicista molto caro alla band.

“Blue Moka” raccoglie le diverse anime della band ed è una miscela di modern jazz, R&B e funk, con un grande rispetto per la tradizione hammondistica degli anni '60. Sullo sfondo, i numerosi artisti che hanno influenzato e formato i componenti del quartetto: Jimmy Smith, Art Blakey, Winton Marsalis, Michael Brecker, fino a Robert Glasper, Roy Hargrove, Brian Blade, Pat Metheny, Larry Goldings.

 

FABRIZIO BOSSO – Tromba

Fabrizio Bosso inizia a suonare la tromba all’età di 5 anni e a 15 si diploma al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Nel 2000 pubblica “Fast Flight”, il primo disco a suo nome. Nel 2002 esce il primo disco degli High Five intitolato “Jazz For More”, al quale seguirà “Jazz Desire” nel 2004, per la prestigiosa Blue Note “Five For Fun”nel 2008 e “Split Kick” per Blue Note Japan nel 2010. Fin dall’inizio della sua carriera Fabrizio può vantare collaborazioni importanti come, fra i tanti, Gianni Basso, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Charlie Haden, Carla Bley.Con la Blue Note, pubblica nel 2007 uno dei suoi dischi più importanti, “You’ve Changed”, in quartetto e 13 archi magistralmente arrangiati da Paolo Silvestri, con alcuni ospiti come Stefano Di Battista, Bebo Ferra, Dianne Reeves e Sergio Cammariere, al quale deve l’ingresso nel mondo del pop e la sua prima apparizione al Festival di Sanremo. Sempre con la storica etichetta Blue Note, pubblica anche “Sol”, primo disco della formazione Latin Mood, nata nel 2006 e che condivide con Javier Girotto. Seguirà poi nel 2012 “Vamos”, pubblicato con la Schema Records. Era sempre di Schema Records anche “Handful Of Soul”, ancora con gli High Five, che consacrerà al successo Mario Biondi. Nel 2010 pubblica “Spiritual”, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto con cui pubblicherà anche “Purple” nel 2013, per la Verve/Universal. Nel 2011, un altro punto di svolta: la registrazione, presso gli Air Studios di Londra, dell’album “Enchantment- L’incantesimo Di Nino Rota” con la London Symphony Orchestra e la ritmica di Claudio Filippini, Rosario Bonaccorso e Lorenzo Tucci. Gli arrangiamenti e la direzione sono di Stefano Fonzi. A un anno di distanza, esce il disco “Face To Face”, per Abeat Record, in duo con il fisarmonicista Luciano Biondini. Nel frattempo, molte sono le partecipazioni a Festival prestigiosi, in Italia e all’estero. In particolare, raggiunge una grande popolarità in Giappone, dove torna sistematicamente con i suoi progetti. Negli anni, partecipa ancora a Sanremo, sia con Sergio Cammariere che con Simona Molinari, Raphael Gualazzi e Nina Zilli.   Molte sono le collaborazioni cross over (come “Uomini in Frac” dedicato a Domenico Modugno e “Memorie di Adriano”, dedicato al repertorio di Celentano) e anche interdisciplinari con “Il Sorpasso”, sonorizzazione dal vivo di un montaggio di immagini tratte dal capolavoro di Dino Risi, o “Shadows”, un omaggio a Chet Baker con Julian Oliver Mazzariello al piano e Massimo Popolizio voce recitante. Non mancano le partecipazioni di Fabrizio Bosso come solista, insieme a grandi direttori d’orchestra come Wayne Marshall o Maria Schneider, e nella rivisitazione della Bohème dal titolo “Mimì è una civetta”, ad opera di Alessandro Cosentino e nata da un’idea di Cristina Mazzavillani Muti. Alla fine del 2014, esce l’atteso duo con Julian Oliver Mazzariello “Tandem” (con ospiti Fiorella Mannoia e Fabio Concato) e nella primavera 2015 pubblica “Duke” (entrambi per Verve/Universal), dedicato a Duke Ellington, con il suo nuovo quartetto composto da Julian Oliver Mazzariello, Luca Alemanno e Nicola Angelucci e una sezione di sei fiati. Gli arrangiamenti e la direzione sono affidati al magistrale Paolo Silvestri. A Maggio 2016, sull’onda dell’incontro in occasione di Tandem e poi del progetto live “Canzoni”, esce il disco con Julian Oliver Mazzariello e Fabio Concato, “Non Smetto Di Ascoltarti”, pubblicato da Warner Music.

 

ALBERTO GURRISI – Hammond

Pianista e organista, è diplomato ai Civici Corsi di Jazz di Milano, dove ha suonato in concerto con diverse formazioni della scuola (tra cui la Civica Jazz band di Enrico Intra). Da anni si dedica all’organo hammond ed è membro stabile del quartetto di Franco Cerri, che lo ha fatto conoscere nel contesto nazionale del jazz, nel quale si è mosso anche in seno all’Hammond Trio, formazione con cui ha partecipato al festival di Iseo Jazz e che è stata trasmessa a Radio Tre Suite. Inoltre, ha accompagnato Enrico Rava in seno all’iniziativa ‘Maurizio Franco Incontra il Jazz’ e svolge un’intensa attività nell’ambito della scena milanese.

 

EMILIANO VERNIZZI – Sax

Riconosciuto come musicista trasversale tra tradizione e modernità, apprezzato solista ed improvvisatore, coinvolto attivamente in svariati progetti originali contraddistinti dal termine “contaminazione”. Emiliano “Emi” Vernizzi è un sassofonista rappresentativo della scena musicale contemporanea. Il suo contributo va al di là dell’Italia – Parma, città in cui è cresciuto – grazie a residenze più o meno lunghe a NewYork, partecipazioni a festival e prestigiosi club con decine di tour in tutta Europa e USA, produzione/composizione/arrangiamento di musica originale, incisioni discografiche, attività didattica. Il suo variegato background musicale lo porta ad esplorare diversi idiomi, in primis il mainstream del jazz, american roots, rock, funk e hip-hop, pop music, fino alle correnti più sperimentali ed avant-guarde.

Co-leader del pluripremiato gruppo transatlantico (US/IT) Pericopes, vincitori assoluti del prestigioso premio Padova Carrarese indetto dalla rivista MusicaJazz e del contest di Umbria Jazz, segnalati al TopJazz 2012 come tra i migliori nuovi talenti della scena jazz italiana, cinque album all’attivo tra cui “These Human Beings” – presentato da Dave Liebman ed Enrico Rava – viene riconosciuto dalla critica internazionale (DownBeat, AllAboutJazz, Jazziz, MusicaJazz,…) e seguito da altrettanti tour in USA ed Europa (UK, Olanda, Germania, Austria, Rep.Ceca, Francia, Svizzera, Italia, Slovenia).

Dal 2011 Emi è membro della band americana di Izzy Zaidman; quattro album e numerosi tour negli States (Alabama, California, Colorado, Connecticut, Florida, Georgia, Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maryland, Massachusetts, Missisippi, Missouri, Nebraska, Nevada, New Jersey, New York, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, South Carolina, Tennessee, Utah, Virginia, West Virgina, Wyoming) ed Europa (Svizzera, Olanda, Belgio, Germania, Italia).

In Italia è co-fondatore del neo quartetto BlueMoka, che vede ospite il trombettista Fabrizio Bosso, oltre ad un decennale sodalizio con Gianni Cazzola (tra cui il BlakeyLegacy) e parallelamente con il 5etto di BeppeDiBenedetto con il quale incide due album.

Nel 2015 inizia la collaborazione con il cantante Luciano Ligabue battezzata dopo la partecipazione al concerto titanico di Campovolo (150.000 spettatori) in veste di ospite, e proseguita successivamente dalla registrazione del nuovo album ed il tour del 2017.

Ha militato per molti anni nella Jazz Art Orchestra in veste di 1°tenore, rinomata big-band diretta da Carlo Gelmini (ospiti Massimo Manzi, Christian Mayer, Ellade Bandini, Michael Rosen, Mauro Negri, Fabrizio Bosso, Tullio de Piscopo, Roberto Gatto, Walter Calloni, Emanuele Urso) partecipando a diversi festival.

Gli esordi di Emiliano cominciano agli inizi degli anni ’90 tra varie band di cover, rhythm ‘n blues e original. L’avvicinamento al jazz sarà poi la strada di tutto il suo percorso formativo, avvenuto simultaneamente nel circuito di Milano e Bologna per mezzo di corsi, insegnanti privati, jam, workshop, e situazioni lavorative come freelance.

Prenderà parte alla Civica Jazz Band del M°Enrico Intra all’interno dei Civici Corsi di Jazz di Milano, un’esperienza che gli permetterà di partecipare a festival in Italia e all’estero con ospiti del calibro di Eddie Daniels, David Raksin, David Liebman, Max Roach, Bobby Watson, David Murray, Paolo Fresu, Enrico Rava, James Newton, Evan Parker, Franco Ambrosetti, Gianluigi Trovesi, Antonio Farao, Enrico Pieranunzi, ed altri ancora. Il progetto si concretizzerà nel disco “Italian Jazz Graffiti” (Soul Note – 2001).

Nel 2000 Emi viene premiato al Concorso Nazionale Giovani Jazzisti di Verbania nella categoria “nuovi talenti”, e nello stesso anno comincia la collaborazione con Rossano Sportiello e la dixieland band Sidela Stompers di Milano.

L’anno successivo iniziano gli appuntamenti settimanali al Chet Baker di Bologna con la Reunion Big Band di Marco Tamburini. Nel frattempo si sviluppano varie formazioni di musica originale (fusion, cross-over, rap) e la concretizzazione del progetto Taphros, viaggio sonoro del chitarrista sardo Valentino Tamponi con il quale incide due album tra cui l’omonimo d’esordio presentato da Paolo Fresu.

Si consacra poi l’incontro con Roberto Bonati all’interno dei corsi di jazz del conservatorio di Parma, da cui partiranno una serie di appuntamenti musicali e concerti che lo vedranno coinvolto in veste di arrangiatore e performer, permettendogli di approfondire la musica jazz di estrazione europea. Il ParmaJazzFrontiere festival sarà una piattaforma di lavoro formativa oltre che l’occasione di partecipare ad ensemble a fianco di Roberto Dani, Roberto Ottaviano, Claudio Fasoli, Alberto Tacchini, Alberto Mandarini, Gianluigi Trovesi, Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini. Il percorso di perfezionamento proseguirà ulteriormente a NewYork negli anni a seguire.

Indipendentemente da progetti più o meno consolidati, le partecipazioni di Emiliano diventano sempre più molteplici: Bobby Durham, Franco Cerri, Stefano Cerri, Paul Jeffrey, Tommy Campbell, Yuri Goloubev, Felice DelGaudio, Tullio Ricci, Giovanni Amato, Flavio Boltro, Antonio Zambrini, Alberto Tacchini, Roberto Rossi, Piero Odorici, Mauro Ottolini, Carlo Atti, Max Govoni, Tony Arco, Lucio Terzano, Marco Vaggi, Paolo Pellegatti, Davide Ghidoni, Andrea Tofanelli, Roberto Tarenzi, Paolo Benedettini, Alberto Gurrisi, Iren Robbins, Sandro Gibellini, Emanuele Basentini, Max Furian, James Thompson, Carl Potter, Tony Esposito, per citarne alcuni.

Tribute band e svariati organici straight-ahead si alterneranno ad altri interessanti capitoli creativi tra i quali B-sharp, bizzarro risultato di improvvisazione/jazz/pop/elettronica che si avvale di un collettivo di musicisti; Cuckoo’s Nest Trio, uno laboratorio piano/chitarra/sax di avant-garde, free ed elettronica; Altare Thotemico sarà invece il rilancio di un fortunato progetto jazz-prog rinnovato ora dall’ingresso di Vernizzi e Max Govoni. Il disco è subito primo in classifica in Germania e la band paragonata dalla critica ai nuovi Area.

 

MICHELE BIANCHI - Chitarra

Discepolo di Franco Cerri; dal 2010 al 2015 entra stabilmente nella band di Mario Biondi; vanta collaborazioni in studio con Mina nel disco "Piccolina" del 2011 e live come chitarra solista con la cantante americana Dee Dee Bridgewater.

Fino a 16 anni studia rock, blues, pop e funky con vari insegnanti poi la folgorazione per il jazz. Frequenta il seminario della Berklee School a Umbria jazz 2002 con Pat Martino e l’anno seguente entra all' Accademia Civica di Jazz a Milano. Si specializza in chitarra jazz e gipsy-jazz con il maestro Carmelo Tartamella. Dal 2003 al 2010 è chitarrista del cantautore Irlandese Owen Gerrard, con il quale partecipa a numerose tournèe in Inghilterra, Germania e Svizzera.

Dal 2010 a tutto il 2015 fa parte in pianta stabile della band di Mario Biondi, accompagnandone i duetti con Renato Zero, Claudio Baglioni e Marco Mengoni e ad esibirsi nei più importanti teatri e club in tutta Europa, America e Giappone. All'Ah Bein presenta in anteprima assoluta il suo progetto solista di composizioni originali e rivisitazioni funamboliche toccando tutti i colori della storia musicale, non solo Bianchi.

 

MICHELE MORARI - Batteria

Michele è un batterista Jazz, Funk, R&B sempre in continua ricerca e contaminazione. Dal 2014 è Co-Leader del progetto Blue Moka ft. Fabrizio Bosso (con Emiliano Vernizzi, Alberto Gurrisi, Michele Bianchi), con il quale ha inciso un album prodotto da Jando Music – Via Veneto Jazz e suonato in palchi di prestigiosi Festival, Clubs e Rassegne Jazz (IUC-La sapienza Roma, Civita Festival, Blue Note Milano, etc). Dal 2012 è batterista del Beppe Di Benedetto 5tet, progetto di composizioni originali con cui ha inciso “Another Point Of View del 2015”. Il quintetto ha all’attivo partecipazioni a vari Festival e rassegne di Jazz (ParmaJazz Frontiere, Barezzi, Jazzit Festival, Piacenza Jazz Club, ecc.)

Attualmente collabora stabilmente in formazioni “Modern Jazz”, come Beppe di Benedetto 4tet ft. Giovanni Falzone, Falvio Boltro, Gianluca Di Ienno, Roberto Tarenzi.

Ha suonato con: Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Giovanni Amato, Hengel Gualdi, Andrea Braido, Orchestra filarmonica Toscanini, Gegè Telesforo, Mattia Cigalini, Fabio Giachino, Jenny-B, Chiara Pancaldi, Massimiliano Milesi, Antonio Ciacca, Aida Cooper, Daniela Galli, Stefania Rava, Matteo Setti, Gianluca Di Ienno, Roberto Tarenzi, Claudio Filippini, Stefano Senni, Giulio Corini, Darryl Hall, Joe Pisto, Cristiano Arcelli, Andrea Tofanelli, Davide Ghidoni, Jazz Art Orchestra (JAO), Saxofollia, Achille Succi, Daniele Scannapieco, Carlo Atti, Alberto Gurrisi, Marina Santelli, Alexia, Filippo e Virginia Perbellini, Iskra Menarini, etc.

Michele è nato a Reggio Emilia il 5 Luglio 1984. Inizia a suonare la batteria all’età di 5 anni, visto che cresce con le bacchette in mano – grazie al padre batterista. Da subito si avvicina alla musica Jazz e Swing. All’età di 11 anni entra nella Viadana Big Band, a 15 è batterista di CB Band Orchestra e ‘900 Orchestra, nelle quali partecipano Hengel Gualdi, Jenny-B, Aida Cooper, Daniela Galli, Stefania Rava. Continua gli studi con Massimo Savioli, Sandro Ravasini, Lele Melotti, Mauro Gherardi, Massimo Manzi, Ettore Fioravanti, Ari Hoenig (negli USA).

Festival/Rassegne/Clubs: Concerti IUC – La sapienza ROMA, Blue Note Milano, Civita Festival, Alessandria Jazz, Guastalla Jazz, Calcinato Jazz, ParmaJazz Frontiere, Lovere Jazz Festival, Festival Delle Terre Verdiane, Festival Barezzi Live, Calcinato Jazz Festival, Soresina Jazz Festival, Jazzit Festival, Giovani Titani Jazz Festival, Rassegna Nottetempo, Rassegna Bacoli Jazz Club, Cento Jazz Club, Bergamo jazz Club, Piacenza Jazz Club, Jazzit Club Montefalco, Zerbini Jazz Club, Correggio JAZZ, Modena Jazz, Estate Sforzesca Milano, Mundus, Festival Fotografia Europea Reggio Emilia, Trentino Jazz, Soli Deo Gloria, etc.

“Si trova perfettamente a suo agio sia nello Swing più delicato che nel Funk più bollente, conosce la lezione dei grandi batteristi Jazz del passato da Blakey, a Rich, passando per Erskine fino ad Antonio Sanchez. Da questo costruisce una sua identità precisa che comprende tutte le influenze e le unisce in un sound compatto, energico ma delicato.” – Gilbert Cerbara, Parma Musica.

 

 

 

Serena Galasso


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