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Il principe, il povero, il roero e il Roero (appendice), di Enzo Zappalà

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Il principe, il povero, il roero e il Roero (appendice)

di Enzo Zappalà

Per concludere, ecco una breve descrizione di alcuni luoghi artistici, scelti a mio giudizio personale, che potrebbero diventare un’arma vincente per il Roero, una volta accostati alle meraviglie naturali, come le Rocche, e alle prelibatezze eno-gastronomiche. Così fanno le nazioni più avanzate e proprio questo connubio è ciò che cercano i turisti più smaliziati, soprattutto se esteri. Un’offerta ampia e diversificata allungherebbe certamente il periodo di soggiorno nel Roero, diminuendo le visite “mordi e fuggi”.

Naturalmente, i monumenti e le pitture dovrebbero essere resi visitabili e restaurati qualora necessario. Azioni, queste, che necessitano sicuramente soldi. Sarebbero comunque denari ben spesi sia per il valore delle opere sia per il ritorno di immagine che ne otterrebbe l’intero Roero. Sicuramente di più che invitare VIP e giornalisti, meteore che a fatica ricorderanno dove sono stati ospitati e osannati.

1. Govone. Il maestoso castello, di antichissima origine, domina l’abitato e l’ampia valle del fiume Tanaro. Esso è stato ricostruito nelle elegantissime forme attuali a partire dal Seicento, seguendo i disegni degli architetti Guarino Guarini per la facciata sul lato sud e Benedetto Alfieri per quella a nord. Due architetti fondamentali nel quadro dell’architettura barocca piemontese.

2. Priocca. La pieve di San Vittore risale all’anno mille ed è un importantissimo monumento pre-romanico. Spiccano, all’esterno, le due absidi bicolori abbellite da lesene e archetti pensili. All’interno, nell’abside più piccola, si trova un affresco del XIV secolo.

3. Castellinaldo. L’abside e il presbiterio della chiesa di San Servasio furono affrescati nel 1581 con figure di Santi, per la maggior parte di devozione locale: Antonino di Apamea, Rocco, Dalmazzo, Giovanni Battista, Pietro, Servasio, Marta, Sebastiano, Liberata e Bovo; al centro dell’abside è rappresentata la Madonna col Bambino. Recentemente è stata messa in luce una Maestà più antica. Il carattere popolare rende gli affreschi molto caratteristici e godibili.

4. Guarene. Il castello è uno splendido esempio di architettura barocca piemontese che rivela l'influenza dell'architetto Filippo Juvarra. Iniziato nel 1726, domina un bellissimo giardino all’italiana progettato nel 1740.

5. Vezza d’Alba. Nel Santuario della Madonna dei Boschi, si può vedere una singolare Annunciazione quattrocentesca, che richiama uno stile di chiara impronta nordica, probabilmente tedesca. Da notare, in particolare, l’angelo con i capelli a boccoli e con le ali a piume di pavone.

6. Canale d’Alba. Nel santuario della Madonna di Loreto si trova un affresco quattrocentesco della Vergine col Bambino di grande finezza pittorica, come dimostrano la delicatezza e la plasticità del volto.

7. Ceresole d’Alba. La Cappella della Madonna del Buon Tempo era ornata di pregevoli affreschi del 1553: Pietà, San Giovanni Battista, San Bernardino, San Nicola da Tolentino, San Rocco, la Vergine con S. Antonio Abate. Caduta in abbandono, l’opera pittorica è ora esposta nella sala di rappresentanza del Comune.

8. Baldissero d’Alba. L’antica parrocchiale di san Antonino è situata a circa 1 km dal paese e risale probabilmente al 1200. Resta l’interessante abside romanica.

9. Sommariva Perno. Un preziosissimo capolavoro di Giovanni Martino Spanzotti, uno dei maestri della pittura rinascimentale dell’Italia settentrionale, si trovava nel Santuario di Tavoletto. La Pietà, vero gioiello del quattrocento, dovrebbe ora essere posta all’interno della chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Valle dei Rossi. Un’opera fondamentale che DEVE essere resa visibile a tutti.

10. Monticello. Il Castello è una delle più imponenti e meglio conservate costruzioni medievali della zona. Tipico esempio di residenza fortificata mostra la singolare presenza di tre torri: una quadrata, una rotonda e una ottagonale.

11. Monticello. Nell’abside di San Ponzio si possono ammirare frammenti di decorazioni di grande interesse storico e artistico. In particolare, le figure di S. Ponzio e di un monaco. Autorevoli studiosi sostengono che possano trattarsi di esempi fondamentali di arte carolingia da collocarsi verso la seconda metà del nono secolo. Sulla parete sinistra è invece visibile un riquadro rettangolare con la raffigurazione di un santo che dovrebbe riferirsi all’undicesimo secolo. All’estrema sinistra della parete dell’altare è affrescata una Madonna col Bambino di stile franco-piemontese, riconducibile al XIII secolo. Eccezionale interesse ha anche la Crocifissione affrescata sull’altare.

12. S. Vittoria d'Alba. L’oratorio di San Francesco contiene un importantissimo ciclo pittorico quattrocentesco: le Storie della Passione. E’ considerato l’esempio più prezioso di pittura parietale del sud Piemonte.

13. S. Vittoria d’Alba. Salendo dalla strada statale Alba-Bra verso il colle di Santa Vittoria, si notano sulla destra i resti di un’importante struttura muraria romana che va sotto il nome de “ il Turriglio”. Sono ancora visibili fuori terra due tamburi circolari sovrapposti, il più ampio dei quali ha un diametro di circa dodici metri. Il complesso è datato intorno al I sec. a. C. e sorgeva lungo la diramazione della Via Fulvia che si dirigeva verso Pollentia, l’odierna Pollenzo. La Via Fulvia passava per Priocca e si inerpicava tra i colli sopra la valle del Tanaro per evitare le zone paludose. Sarebbe interessantissimo segnalare l’antico tracciato che unirebbe l’interesse storico a quello panoramico.

14. Pollenzo. La città romana di Pollentia venne fondata alla fine del II° secolo a. C. nella valle del Tanaro (a poca distanza dalla confluenza con la Stura di Demonte), all’incrocio di importanti corridoi naturali quali le vie Fulvia ed Aemilia Scauri. La città romana si estendeva su di un’area oggi in gran parte occupata dall’ex tenuta reale e possedeva importanti opere pubbliche quali il teatro, l’anfiteatro, alcuni templi e acquedotti. La struttura dell’anfiteatro è stata sfruttata per la costruzione del borgo nel corso dei secoli e, ancora oggi, è ben visibile la sua forma ellittica. Molte cantine furono parzialmente o totalmente ricavate utilizzando muri collegati alle volte a botte dell’edificio romano. Inoltre, nel villaggio, sono visibili alcuni resti del teatro e, nel parco dell'Agenzia di Pollenzo, un torrione celebrativo e una strada romana pavimentata.

Riassumendo:

1 Govone: Castello (secoli XVII-XVIII)
2 Priocca: S.Vittore. Absidi romaniche (secolo XI) e affresco (secolo XIV)
3 Castellinaldo: S.Servasio. Affreschi del XVI secolo
4 Guarene: Castello (secolo XVIII)
5 Vezza d’Alba: Madonna dei Boschi. Affresco (secolo XV)
6 Canale d’Alba: Madonna di Loreto. Affresco (secolo XV)
7 Ceresole d’Alba: Palazzo Comunale. Affreschi (secolo XVI)
8 Baldissero d’Alba: S. Antonino. Abside romanica (XIII secolo)
9 Sommariva Perno: Cuore Immacolato di Maria. Tavola della Pietà di Martino Spanzotti (secolo XV)
10 Monticello d’Alba: Castello (secoli XIV-XV)
11 Monticello d’Alba: S. Ponzio. Affreschi (secoli IX-XI-XIV)
12 Santa Vittoria d’Alba: S.Francesco. Affreschi della Passione (secolo XV)
13 Santa Vittoria d’Alba: Il Turriglio. Edificio simbolico romano (secolo I a.C.)
14 Pollenzo: Anfiteatro romano visibile nella struttura urbana (secolo I d.C.)

Forza roero e Roero, uscite dalla vostra visione un po’ troppo provinciale, dimenticate il campanilismo e affacciatevi al mondo! Diventerete ricchi principi sotto tutti i punti di vista.

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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