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Home > Autori > Food > Rotfl!

Rotfl!

La traccia dei soldi

di Dante De Benedetti

Forse sarà una conseguenza del passare del tempo, ma ormai quando vedo succedere qualcosa di strano non mi sorprendo più: mi limito a chiedermi per un attimo cosa c’è sotto e poi… mi metto a seguire l’unico indizio attendibile (ed infallibile): la traccia dei soldi. Anche questa volta niente di diverso. Quando Striscia la Notizia, nello scorso mese di aprile, si è messa a dare uno spazio incredibilmente ampio ad un argomento incredibilmente privo di interesse per il grande pubblico come quello della cucina molecolare, io mi sono limitato a far presente che bisognava andare a vedere a chi questa cosa avrebbe dato vantaggi economici. La risposta, piuttosto semplice, era che da un baccano diffamatorio sulla ristorazione stellata avrebbero tratto giovamento alcuni ristoratori rosiconi (in primis quel Rocco Iannone ancora adesso sinonimo di zerbino in molti negozi di arredamento), la ristorazione di basso livello e l’industria alimentare. Ora, le prime due categorie non avevano certo un peso economico e politico tale da far pensare che dietro a tutto sto circo ci potessero essere loro. La risposta, quindi, era che si trattava...
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Facciamoci del male

di Dante De Benedetti

Riprendiamo dalla cucina e dalla memoria? Una sera, da Massimo Bottura (che il cielo – ma solo quello – abbia in gloria Ricci e Striscia la Notizia per l’ingiustizia che hanno fatto ad uno dei migliori cuochi del mondo), assaggiando la sequenza dei suoi piatti, ho provato questa sensazione ed è stato commovente nel senso più profondo e nobile del termine, sino al punto che avrei voluto che quella cena, non diversamente dal pomeriggio di Intelligenza Artificiale, non finisse mai. Massimiliano Alajmo ha chiamato “memoria” il suo profumo d’ambienti: un caso? Non so, chiederemo… Sta di fatto che, dopo oltre venticinque anni di peregrinare per ristoranti e scrivere di cucina, mi sono convinto che la maggior parte delle definizioni che tra appassionati abbiamo coniato o, meglio, che poco preparati ma fantasiosi giornalisti ci hanno appiccicato (cucina creativa, alta cucina, cucina tradizionale, cucina del territorio, cucina molecolare e avanti c’è posto…) in realtà esprimano il nulla allo stato puro. Non esistono “le cucine”. Esiste “la cucina”, una ed una sola, che può avere due finalità: (a) nutrire e, in tal caso non ha senso parlarne o se ne parla solo dal punto di vista...
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Palombella Rossa

di Dante De Benedetti

“Non torneranno più… i pomeriggi di maggio … le merendine di quando ero bambino, con il pane e la cioccolata… non torneranno più!”. In una scena quasi straziante nella sua contagiosa malinconia, l’allora trentacinquenne Nanni Moretti (il film, per chi non lo ricordasse, è Palombella Rossa) grida in lacrime la disperazione di chi sente definitivamente perduti i momenti più belli della sua vita, avendo capito di colpo che “non torneranno”. Stavo rivedendo questo capolavoro negletto (ogni tanto su Sky passano anche qualcosa di diverso da film splatter, milionesime repliche di Boldi e De Sica e cose del genere…) e… ho pensato. Ho pensato che ci sono cose che accomunano praticamente tutti noi e, prima tra queste, l’attaccamento al nostro passato, a ciò che eravamo e che, pur sapendo che è andato per sempre, nel nostro intimo più profondo vorremmo che, almeno per un attimo, potesse tornare. Gli esempi cinematografici si potrebbero sprecare: mi vengono in mente, a parte Moretti (http://www.youtube.com/watch?v=2wNbFtU6zRc), mi vengono in mente trai tanti...
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Fuori menù

di Dante De Benedetti

(scombinato spoiler di una calda notte di fine estate) Una volta, ad ottobre, arrivava l’autunno, iniziavano le scuole ed il campionato di calcio e, per chi ha voglia di andare un pochino indietro con la memoria, c’erano le grandi agitazioni sindacali e studentesche. Per carità, non che si tratti dei momenti più importanti dell’anno (anche se il rituale dei remigini al primo giorno di scuola, con il sospirato grembiulone ed il fiocco azzurro, qualche sospiro ad un romantico malinconico come me non può non farlo tirare), ma comunque qualche buona ragione per aspettare e ricordare questo mese c’era. Ora, il ministero della pubblica istruzione (che sicuramente nel frattempo avrà cambiato tre volte nome) ha deciso che gli studenti facevano troppe vacanze, il meteo impazzito ha anticipato l’ingiallimento delle piante ad agosto, con buona pace delle romantiche passeggiate di innamorati, che, mano nella mano nei giardini carichi di foglie variopinte nei primi freschi pomeriggi autunnali condividono un sacchetto di caldarroste (ora che ci penso, però, se si è mano nella mano, come si sbucciano le caldarroste?...
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Striscia la Notizia e l'ABC

di Dante De Benedetti

Da buoni ultimi, arriviamo a parlare di c.d. cucina molecolare o meglio dell'uso improprio di questo termine al centro del dibattito della critica gastronomica italiana e non, grazie anche alla popolarità data all'argomento da parte del noto programma televisivo "Striscia La Notizia". L'ingresso di Dante De Benedetti tra gli autori di TigullioVino, va ulterirmente ad arricchire le fila dell'area Food con contributi lucidi e attenti che, ne sono certo, porteranno sicuramente qualcosa di buono al vostro magazine online. Confido molto nelle capacità di analisi, nell'ironia e nel sano spirito del leale dibattito dialettico che tutti i frequentatori di newsgroup della prima ora hanno imparato ad apprezzare (o a detestare, a seconda) sotto lo pseudonimo di JFSebastian. Un caloroso benvenuto al nostro nuovo...
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Dante De Benedetti

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A quattro anni ho cucinato la prima pastasciutta: pare non fosse nemmeno male. A tre anni ho imparato a leggere e a scrivere. A due anni passavo il...

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