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Vocacibario

La Drago Forneria: un vanto di Genova

di Virgilio Pronzati

La storia di una città è fatta da grandi e piccoli avvenimenti, perlopiù realizzati da personaggi che la rendono ancor oggi nota nel mondo. Un tempo, come il resto del nostro Paese, fu terra di santi, poeti e navigatori. Di quest’ultimi il più illustre fu Cristoforo Colombo. Nell’arte della musica l’insuperato  Niccolò Paganini. Ma non solo. Genova dette i natali a Dogi e Papi. Poeti come Montale e statisti come Mazzini e Pertini.  Anche nell’imprenditoria industriale e terziaria Genova era e rimane un polo importante. Se Genova  non l’avessero già definita La Superba non per la ricchezza del patrimonio di fastosi palazzi, ma per la forza con cui difese la sua indipendenza e la strenua opposizione alle pressioni del Barbarossa, l’avrebbero chiamata La Dolce. Alcune delle più antiche aziende dolciarie italiane sono nate e cresciute a Genova. In questo ultimo decennio le aziende genovesi produttrici di alimenti lievitati hanno segnato il passo, ad eccezione di una: La Drago Forneria. Un’azienda giovane di nemmeno trent’anni che ha già raggiunto importanti...
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Le delizie dell'amico - Mangiare genovese

di Virgilio Pronzati

Parlando di farinata e torte di verdure, è naturale pensare a Genova. Ghiottonerie, che superando l’usura dei tempi e delle mode, sono ancor oggi apprezzate da genovesi e foresti.  Per i zeneixi la farinata o meglio a fainâ, non è solo un mangiare ma un simbolo di genovesità. Una focaccia salata morbida e sottile alcuni millimetri, fatta con farina di ceci, acqua, olio d’oliva e sale, cotta nel forno a legna e, appena tolta dal forno, condita con un pizzico di pepe nero. Le sue origini affondano le radici in un lontano passato. L’etimo del nome farinata è sempre più certo che derivi dalla voce dialettale scribilita, ossia  una sorta di sottile focaccia citata da Catone nel suo De re rustica. In un decreto del 1447 emanato dal Governo di Genova si parla appunto della scribilita o scripilita, e delle norme che ne disciplinavano la produzione, la qualità dell’olio d’oliva, misura del testo e il prezzo: . Quale prezzo debbono esigere i fornai, per cuocere le scribilite… Le antiche botteghe dove si faceva la farinata si chiamavano sciamadde ed erano quasi tutte collocate nei carruggi...
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Il recupero di un vitigno dimenticato

di Virgilio Pronzati

Origini e storia Il vitigno Simixà (o Scimiscià) era già coltivato nell’entroterra del levante genovese sin da almeno quattro secoli. Di tali testimonianze purtroppo non c’è traccia, poiché molti scritti sul vitigno e sul vino sono andati persi. Sue notizie scritte, le troviamo nella seconda metà dell’Ottocento. Tra i vari vitigni presenti nel circondario di Chiavari, oltre i già noti Vermentino e Albarola, c’era il Simixà, chiamato allora Cimiciato dal G.B.Arata, nel bollettino agrario del febbraio 1882. Un vitigno non molto produttivo ma certamente qualitativo, dalle cui uve si otteneva un buon vino. Non solo, ma con loro si miglioravano i mosti locali. In Val Fontanabuona era il vitigno dominante. Altre importanti informazioni ci vengono da C. Garibaldi, un proprietario terriero di Pontori, in Valgraveglia. Nei suoi “Ricordi al Padrone e Doveri da Manenti” scritti tra il 1802 e il 1822, annota”…non ti scordare la Moscatella, Vermentino, e Cimixiaro che (l’uva) la fan migliore”. “Le vigne principali da coltivarsi in Garibaldo sono le Brazole, Rolli, uve...
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Il Brunello? Sempre il Benvenuto!

di Virgilio Pronzati

Montalcino e il Brunello Se il Brunello di Montalcino è oggi uno dei vini più conosciuti e apprezzati nel mondo, il merito è in gran parte della famiglia Biondi Santi. Una lunga storia iniziata con Clemente Santi, che prosegue oggi con Franco e i suoi figli Jacopo e Alessandra. Quasi alla fine dell’Ottocento, da una felice intuizione del garibaldino Ferruccio Biondi Santi, nacque il Brunello di Montalcino. Un vino divenuto mito, che oggi occupa le posizioni di vertice nel mondo del vino. Da quella bottiglia datata 1888, una pietra miliare del vino toscano, sono seguiti i tempi duri e bui, prima della fillossera e poi quelli ancor più nefasti del periodo bellico. Per merito d’alcuni produttori come i Santi e i Colombini, il vino locale, iniziò il lento ma graduale riscatto che condusse Montalcino all’attuale prosperità.  Non solo. A Montalcino c’è l’esempio (tra i pochi al mondo) di come il vino dia più reddito dell’industria, salvaguardando inoltre la salute dell’uomo e dell’ambiente. Un vino carismatico che valorizza non solo il territorio da cui nasce, ma tutta...
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Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano

di Virgilio Pronzati

La Toscana come gran parte d’Italia si potrebbe definire un museo a cielo aperto.  Antiche città patrie d’illustri personaggi di ogni forma di cultura. Nelle vaste e suggestive zone verdi, dominano la vite e l’ulivo.  Colline ornate da castelli, pievi e cipressi. Un altro patrimonio storico paesaggistico che si coniuga con tutto il resto. Montepulciano ne è un validissimo esempio. Poche città al mondo vantano simili preziosità.  Non solo. L’economia di questa città d’arte poggia sul vino e sul turismo.  “Montepulciano d’ogni vino è Re”. Così lo definisce Francesco Redi nel ditirambo della sua opera Bacco in Toscana. Una delle tante citazioni e lodi fatte secoli fa da illustri personaggi storici. Ampio e ricco in suo bagaglio storico. Più che meritato il suo inserimento tra le prime Doc nazionali. Non solo. Nel 1980 il Vino Nobile di Montepulciano è la prima Docg d’Italia a essere immessa in commercio con le prime fascette statali con la serie dalla n°1 alla n° 50, custodita dal Consorzio.  Quest’anno il Vino Nobile di...
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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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