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I primi segnali della coltivazione della vite si hanno con la popolazione dei Lucani ma ancora di più con l'insediamento delle prime colonie greche. In quegli anni la vite era un mezzo di sostentamento e di commercio molto importante per le popolazioni infatti la troviamo raffigurata sulle facce di alcune monete. Anche i romani proseguirono e svilupparono la coltivazione della vite. Poi, per moltissimi anni non si sa più nulla fino a quando nel 1629, uno storico descrive "Melfi e il suo Melfiaco" come vino fragrante, dorato e dolcissimo. Anche in tempi più moderni la regione non è stata particolarmente attiva nella produzione di vini di qualità fino a quando nel 1971 ottenne la prima DOC Aglianico del Vulture. Il territorio è per il 47% montuoso, il 45% collinare e solo l'8% pianeggiante. Il terreno montuoso è molto vario, principalmente calcareo e argilloso mentre la collina è argillosa-sabbiosa. La zona del Vulture è invece di origine vulcanica, composizione ideale per la coltivazione della vite. Il clima è continentale nell'interno e mediterraneo sulla costa con precipitazioni di media entità che avvengono principalmente in autunno o nei mesi estivi. La zona più importante è il Vulture, in provincia di Potenza dove si coltiva il vitigno aglianico. Altri vitigni utilizzati sono montepulciano, primitivo, sangiovese e bombino nero tra i vitigni a bacca nera e bombino bianco, chardonnay, asprinio e trebbiano toscano tra i vitigni a bacca bianca.

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