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Secondo vecchie leggende, le preistoriche tribù dei Salassi di stirpe ligure-gallica già praticavano la coltivazione della vite, antichi popoli vinti dai romani nel 23 a.c. La Valle d'Aosta vinicola oggi può essere considerata la sola vallata centrale percorsa dalla Dora Baltea e in particolare le pendici di sinistra del fiume, quelle più soleggiate in una regione ricca di montagne. Attualmente troviamo vitati solo 500 ettari di terreno mentre alla fine dell'800 erano circa 4.000 gli ettari vitati. Di particolare interesse storico è un affresco che si può vedere all'interno del castello di Issogne dove è rappresentata proprio una scena di vendemmia. I terreni, molto differenti tra le varie zone, permettono una interessante diversificazione dei vitigni e comunque la zona più fertile è proprio quella a ridosso della Dora Baltea. Questo fiume che nasce dal Monte Bianco riesce a influenzare positivamente il clima della zona specialmente nel lato sinistro del fiume dove infatti troviamo la quasi totalità dei terreni vitati. Il clima della regione è continentale freddo, ma varia molto dall'altimetria; le piogge sono generalmente scarse. Per quanto riguarda il tipo di allevamento, si trovano spesso terrazzamenti, necessari dato il tipo di terreno spesso scosceso in cui la vite deve essere coltivata, si definisce viticoltura "eroica" proprio per la fatica che il contadino fa su questi terreni che spesso raggiungono e superano anche i 1.000 metri di altitudine. Una particolarità interessante, vista l'altitudine, molte viti sono immuni da fillossera e si possono trovare anche a piede franco, il che rende la tipicità del vino prodotto ancora maggiore. La Valle d'Aosta è ricca di vitigni internazionali come Merlot, Pinot Nero, Syrah ma anche di autoctoni. Uno dei più importanti a bacca rossa è il Petit Rouge, seguito dal Vien de Nus e dagli autoctoni Neyret e Premetta. Tra i vitigni a bacca bianca ricordiamo il Blanc de Morgex, il Petit Arvine, il Moscato Bianco, il Priè Blanc. La prima DOC della Valle D'Aosta fu il Donnaz, oggi noto come Donnas, riconoscimento ottenuto nel 1971, seguito dall'Enfer d'Arvier. I vini della regione sono caratterizzati da un colore delicato e da profumi non particolarmente intensi, anche il titolo alcolometrico presente varia da 9% a 12% nella maggior parte dei vini. I bianchi sono spesso sapidi e freschi.

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