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I primi reperti della storia antica dell'Umbria enoica sono stati ritrovati nelle necropoli etrusche. La vite era presente in questa regione già prima dell'arrivo dei romani che ne parlarono in molti scritti indicando vini ormai scomparsi. Poi per moltissimo tempo non si sentì più parlare di vino dall'Umbria fino a quando nel 1549 Sante Lancerio scrive dei vini preferiti da Papa Paolo III Farnese e l'Umbria torna a fare parlare di sé per il vino Sucano, prodotto vicino a Orvieto, era un vino rosso contrariamente a oggi dove la DOC Orvieto precede solo vini bianchi. Con il passare degli anni ogni zona geografica ha preso una strada ben precisa nella scelta del vitigno, favorito nel 1968 dall'introduzione della prima DOC, Torgiano e seguita in rapida successione da molte altre, grazie anche all'opera di Giorgio Lungarotti che convinto della grande potenzialità dei terreni è riuscito a migliorare la qualità complessiva dei vini prodotti. Nonostante il vino sia importante per la regione, la produzione è circa il 7-8% del complessivo dove fanno da padrone allevamenti, uova, tabacco e cereali. La regione è al 70% collinare e per il restante 30% montagnosa e non ha sbocchi sul mare. Sul suo territorio troviamo il Lago Trasimeno, uno dei più estesi laghi centro-meridionali. I terreni sono di origine calcareo-argilloso ed è possibile trovare marne e tufi che garantiscono un'ottima permeabilità. Molti fiumi l'attraversano ma il più importante è certamente il Tevere. Nonostante l'altitudine media elevata del suo territorio, il clima è mite in quanto le catene montuose riparano le colline e l'interno della regione dai venti freddi dell'inverno; le piogge sono normali e ben distribuite nel corso delle stagioni. Questo tipo di clima e di terreno favorisce la coltivazione della vite e i due vitigni più utilizzati sono il grechetto e il sagrantino, entrambi autoctoni. Le zone vitivinicole più importanti sono quella di Torgiano, la zona più piccola della regione, a sud di Perugina. Da segnalare che il clima particolare di questa zona va poi ricondotto alla sola collina di Forgiano dove estati particolarmente calde e secche portano ad avere maturazioni particolarmente ricche di zuccheri, in questa zona si coltiva il sangiovese. Alle pendici dei Colli Martani troviamo poi Montefalco, antico borgo dove si coltiva il sagrantino. E infine Orvieto, vicino al Lazio e zona nota nella storia vinicola per i prodotti certamente amabili o dolci conosciuti e apprezzati da molti Papi in quanto le cantine ricavate nel tufo, essendo molto fredde non permettevano una fermentazione completa e quindi una trasformazione di tutti gli zuccheri in alcool. Altri vitigni coltivati sono montepulciano, ciliegiolo, colorino, cabernet franc e cabernet sauvignon a bacca nera e trebbiano toscano, malvasia, verdicchio bianco, biancame e pecorino tra quelli a bacca bianca.

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