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Vinicola Savese - Vini Pichierri

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.Il territorio di Sava ha sempre rappresentato un eccezionale patrimonio per l’enologia regionale, qui infatti i terreni calcareo argillosi ben si prestano alla coltivazione della vite. In modo particolare il Primitivo. In passato il Primitivo veniva definito "Vino di Sava" o "Primitivo di Sava", a testimonianza della provenienza delle uve. Con il tempo assunse il nome di Manduria, dalla cui stazione veniva spedito su cisterne in partenza per il Nord, e su queste cisterne cariche di Primitivo veniva affisso il nome della stazione di partenza, per l’appunto Manduria. Fu così che si affermò come Primitivo di Manduria.

La storia della nostra azienda è legata a una grande figura paterna: Gaetano.
Contadino di nascita, affinava le sue conoscenze di vignaiolo nelle cantine savesi che, nei primi del 900, erano conosciute in tutto il territorio nazionale grazie anche agli enologi Amerigo Mancini e Guido Calò. Nell’immediato dopoguerra la famiglia Pichierri, guidata dalla figura paterna, cominciò per proprio conto la produzione di vini scelti nelle proprie cantine, lasciando ai figli Cosimo, Vittorio, Roberto e Aldo il compito di continuare la grande tradizione. Negli anni ’70 questi avviavano l’imbottigliamento, per divulgare meglio la produzione vinicola di Sava.

La parola d’ordine per la cantina dei Pichierri è ormai e per sempre: perseguire la migliore qualità per i tipi secco e dolce naturale. Quattro generazioni hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo di questa azienda. Tre continuano ogni giorno tenacemente ad amare e lavorare questa terra e a far crescere i propri vini e le proprie passioni. I Pichierri continuano con fierezza il loro lavoro di “Artigiani del Primitivo”: la definizione che preferiscono.


Considerazioni di TigullioVino

Gennaio 2012
La Puglia da sempre tra i vertici nazionali per produzione di vino, da alcuni decenni ha dimostrato che può fare vini di pregio, in particolare rosso. Su guide ed enoteche sono presenti vini pugliesi ottenuti da negroamaro. Ma stanno salendo anche quelli da primitivo, vitigno classificato da molti esperti come dolcetto. A parte l’ampelografia, il primitivo (primo vitigno da vendemmiare in Italia), dà origine a vini di pronta beva, di medio e lungo affinamento e addirittura passiti. La conferma da 3 di questi 4 Primitivo di Manduria. Il Terrarossa è solo discreto. Poi si sale nettamente con il Tradizione del Nonno. Un vino bouquete, strutturato e quasi completo. Un gradino superiore gli ultimi due. Il Sava, da uve quasi surmature, ha si una percezione dolce ma gli estratti ed il tannino lo rendono di buona armonia. Il Passione è da centellinare.

Giugno 2013
E’ la seconda volta che assaggiamo i validi vini di quest’azienda che si definisce l’artigiano del Primitivo. Infatti, con questo vitigno ottengono vini di gran carattere e personalità, che spaziano dai rosati e rossi di pronta beva a rossi di medio invecchiamento, nonché da lungo invecchiamento ai passiti. I tre vini, uno rosato e due rossi, hanno confermato validità e pregio. Il Salento Rosato ha espresso le tipiche note fruttate, sensibile sapidità e struttura. L’Ajanoa, un vino inconsueto, con caratteristiche singolari conferite dai tipici capasoni. Un gran prodotto il Capasonato: la fusione delle migliori doti del vino.
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