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Podere La Regola

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Podere La Regola
Via A. Gramsci 1 Riparbella (PI)
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Telefono Telefono: 0588.81363
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Indirizzo web Web: www.laregola.com
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Indirizzo Email E-mail: info@laregola.com
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Nel Territorio dove oggi si trova il Podere La Regola sorgeva un antico insediamento Etrusco che vi prosperò per molti secoli, poiché sorgeva in una zona, la Val di Cecina, dove il clima è temperato, il terreno è fertile ed a solatio e influenzato dalle brezze del vicino mare tirrenico (8 km.). Anche gli etruschi, scelsero questa zona per coltivare la vite, ottenendo un vino gradevole e corposo che conservavano in Anfore, numerose trovate in questo luogo. Gli Etruschi si erano spinti in questa valle del Cecina, dalla vicina ed imponente città di Volterra, che ancora oggi risulta uno dei più importanti siti etruschi del mondo. In questa terra vocata per la vite sorge l’azienda Podere La Regola. La famiglia Nuti acquistò un piccolo appezzamento di terra agli inizi del ‘900, in loc. La Regola nel Comune di Riparbella, per coltivarvi un po’ di olio e un po’ di vino genuino per consumo familiare.

Il bisnonno Corrado, fabbro-ferraio usava dissetarsi con del “Vinello” (vino allungato con acqua) dopo aver ferrato i buoi ed i cavalli da traino, nonché durante il lavoro di forgiatura a caldo per fabbricare sull’incudine, a colpi di martello, i ferri da cavallo. Dalla piccola cantina sotto casa, che si chiamava “cillieri” nacque la prima produzione della regola, in versione “allungata” di vinello genuino e beverino che contava ben 30 damigiane!!. Dal Bisnonno, il Nonno Nilo, ereditò la sua arte dell’artigiano del ferro per poi nei primi anni 30’ iniziare in proprio l’attività di servizi in agricoltura acquistando le prime trebbie per il grano ed i primi trattori per arare il terreno. Il babbo Rolando, anch’egli seguendo le orme del padre, ha continuato fino ad oggi tale attività di servizi in agricoltura, ammodernando ed espandendo la propria impresa in tutta la provincia di Pisa e Livorno, e ampliando i servizi anche all’impianto di vigneti secondo le più moderne tecnologie (laser).
Fra i propri clienti vi sono aziende importanti, quali La Tenuta dell’Ornellaia, La Tenuta Belvedere del Marchese Piero Antinori, la Tenuta il Terriccio, la Fattoria Cusona del Principe Guicciardini-Strozzi, La Fattoria di Querceto dei Marchesi Ginori-Lisci e non ultima la Tenuta di S.Guido del Marchese Incisa della Rocchetta, proprietario e produttore del leggendario “Sassicaia”.

Luca e Flavio, sin dall’infanzia, hanno ereditato l’amore per la terra, le cose semplici e genuine come il vino, anche se soltanto il primo ha seguito gli studi appropriati, laureandosi in agraria all’università di Firenze, mentre Flavio, ha conseguito la laurea in legge ed esercita l’attività di avvocato tributarista. Quest’ultimo è il responsabile amministrativo e Marketing dell'Azienda. Luca, invece,è l'agronomo dell'azienda ed il responsabile della produzione, che segue personalmente con la consulenza dell’ esperto enologo,dott. Giovanni Bailo. Sua è stata, appena laureato, l’idea di trasformare una piccola produzione vinicola per consumo familiare, in un’azienda vitivinicola vera e propria, impiantando nuovi vigneti e reinnestando quelli esistenti in loc. La Regola, risalenti al Bisnonno, con nuovi cloni Cabernet-Sauvignon, Syrah, Merlot, Sauvignon Blanc e Chardonnay, oltre a vitigni autoctoni già coltivati di Sangiovese, Trebbiano e Vermentino toscano.

Gli obiettivi dell’azienda sono di raggiungere il traguardo delle 100.000 bottiglie e di conquistare una posizione di rilievo fra le numerose ed eccellenti aziende vitivinicole della Toscana.
L'azienda produce vino in bottiglia soltanto dal 1997, quando ne ha iniziato la commercializzazione e la vendita. L'azienda produce anche una particolare grappa "La Regola" grappa affinata in barrique, un vino passito " sondrete" e un olio extravergine di oliva a bassissima acidità.


Considerazioni di TigullioVino


Agosto 2005

I vini rossi degustati - tutti di ottimo livello qualitativo - hanno espresso caratteristiche varietali di rilievo, in particolare i Montescudaio Doc Rosso Beloro, Vallino delle Conche e La Regola. Quest'ultimo, se non fosse per un lievissimo squilibrio di armonia dovuto all'acidità fissa presente (in gran parte derivata anche dalla particolare annata di vendemmia) - quindi non molto morbido - può senz'altro competere con i migliori di Toscana. Gran vino il Beloro che conquista per rispondenza al varietale del vitigno, intensità gusto olfattiva e finezza. Tra i bianchi, interessante il profumato Montescudaio Doc Bianco Steccaia, meno il Lauro - qui non recensito - vino caldo e morbido ma un poco piatto (per limitata acidità fissa e il PH alto) e con note "boisé" sia al naso che in bocca, troppo accentuate. Da sottolinerare, invece, un utilizzo quasi perfetto dei piccoli legni sui rossi.
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