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Viaggi enogastronomici

Cembra - la Valle, il Müller Thùrgau e i vini eroici (Prima Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

 Sono già passati 25 anni da quando il Club 3P di Cembra sentì l’esigenza di un confronto sul Müller Thùrgau, un vino poco noto, talora confuso col Sylvaner, e grazie a giovani agricoltori locali, in primis Fausto Peratoner, ideò la mostra locale, che in pochi anni divenne Rassegna dei Müller Thùrgau, in un primo tempo nazionale, riferita all’Arco Alpino, e poi internazionale.

La manifestazione negli anni è cresciuta di peso e di qualità, ha promosso occasioni di studio attorno al vino e grazie al presidente Bruno Pilzer che dal 2001 è succeduto a Fausto Peratoner, ha contribuito ad affiancare il Guyot alla pergola e a usare la pressatura soffice in atmosfera controllata per mantenere nel vino gli aromi dell’uva.

Dal 4 all’8 luglio si sono tenuti a Cembra la XXV rassegna e il IX Concorso Internazionale dei vini Müller Thùrgau.

Il programma ricco e variato predisposto da Federica Schir per Trentino Marketing S.p.A. diretto e coordinato dalla Provincia Autonoma di Trento, ha consentito di conoscere meglio Cembra e dintorni, strutture come Maso Franch a Giovo, l’agritur Val Fraja e la Locanda al Passatore a Cembra, e poi produttori come l’azienda agricola Zanotelli, l’azienda Cembra Cantina di Montagna inaugurata proprio il sabato, l’azienda Pelz, la distilleria Pilzer a Faver. Non poteva mancare l’assaggio dei Müller Thùrgau medagliati all’interno di Palazzo Maffei e il Convegno “Rendering del Müller Thùrgau” a cura della Fondazione Mach, dove si è affrontato l’aspetto scientifico legato alla storia di questo vitigno che predilige i terreni ad alta quota per esprimere il meglio di sé, concluso con la premiazione dei vincitori del IX Concorso Internazionale.

Vedi anche Cembra – il Convegno, Maso Val Fraja e la cena da Pelz (Seconda Parte)

Vedi anche Cembra – Cantina di Montagna e le grappe di Pilzer (Terza Parte)

Vedi anche Cembra – Palazzo Maffei, il Passatore e un salto da Pojer (Quarta Parte)

Durante i quattro giorni sono previste manifestazioni ed eventi come “La Polsa del Dürer” un approfondimento su cosa significa vivere un paesaggio terrazzato oggi, sviluppato  lungo la strada della Corvaia (nel comune di Faver), antica via carrabile percorsa dal pittore tedesco Albrecht Dürer nel 1494. Il progetto è una collaborazione tra la Comunità della Valle di Cembra e la Sezione Italiana dell’International Alliance for Terraced Landscapes (ITLA). Da non perdere i Sentieri Musicali in Val di Cembra lungo il Duererweg, un mini-trekking di chitarre dalla musica rinascimentale al folclore iberico. Per i più golosi sono previsti a palazzo Maffei incontri-degustazione a cura della Strada del vino e dei sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra.

Alla sera lungo viale IV Novembre, il viale principale di Cembra, da curiosare, la rassegna delle “Casette dei sapori” con degustazione e vendita dei prodotti locali tipici ne la “Mostra di lavori al tombolo”, organizzata dalle donne dell’Associazione Culturale Donne del Tombolo di Cembra.

Alla sera di sabato ci siamo goduti, dopo l’inaugurazione della Cantina di Montagna Cembra, il concerto diretto dal maestro Marco Somadossi, a cura dell’Apt Altopiano di Piné Valle di Cembra, e poi Tosca e il Corpo Bandistico Albiano nelle tradizioni canore trentine.

La domenica invece dopo la sfilata del gruppo musicale locale “Zinto Boys”, quella dei trattori d’epoca lungo le vie di Cembra e nel pomeriggio, per chi è rimasto, la IX Rassegna delle “Cante popolari”, un concerto itinerante di cori spontanei, a cura del gruppo Tradizioni Cembrane e la finale del Concorso musicale “Contest” con i 4 gruppi finalisti.

Altre curiosità interessanti “La cucina delle Donne Rurali” a palazzo Barbi, con deliziose e stuzzicanti proposte enogastronomiche, così come, presso i ristoranti aderenti, i menù di “A Tavola con il Müller Thùrgau”, rassegna enogastronomica a prenotazione.

Venerdì 6 Luglio 2012.

Maso Franch e Zanotelli

Si parte alle otto da Chiavari per arrivare poco dopo mezzogiorno. Scrosci di pioggia, traffico a serpentina, scoppi di gomme di camion proprio davanti a noi, un incidente probabilmente mortale con auto rovesciata nella corsia di sorpasso tra Trento sud e Trento Nord ci rallentano il viaggio e arriviamo a Giovo poco prima delle due. Il Maso Franch di Giovo, Gourmet e Relais, ci ospita per il pranzo con un aperitivo di Trento Doc di Cesarini accompagnato da deliziosi appetizers sia caldi che freddi consumati passeggiando ad ammirare il panorama della valle e sorseggiando lo spumante freschissimo nel calice a tulipano.

Semplicemente strepitoso il successivo trancio di salmone cotto a bassa temperatura (36 gradi) per una ventina di minuti, cottura che lo rende morbidissimo e gli fa perdere la classica leggera stopposità per trasformarlo in una crema deliziosa che si scioglie in bocca, accompagnato da verdurine miste di stagione, zucchine in agrodolce e insalatina di finocchi.

Il vino è (ça va sans dire) il Müller Thùrgau  della Valle di Cembra, piacevolmente profumato e dal giusto equilibrio sensoriale e gustativo.

A seguire deliziosi spaghettoni di farina biologica saltati ai gamberoni bardati in manto di speck della Val di Cembra con pomodorini freschi (e si sente!), anzi freschissimi e dunque davvero saporiti.

Si chiude con i pasticcini al banco del bar insieme al caffé perché, causa il nostro viaggio, siamo in ritardo e il tempo è tiranno.

Ripartiamo alle tre per Cembra. Davanti al cimitero prendiamo la stradina che scende nella valle e con qualche centinaio di metri di ripida discesa ci lascia davanti al Maso Val Fraja dove passeremo la notte. Il tempo di scaricare le valigie, risalire sul piccolo bus a otto posti e riguadagnare la ripida salita verso la piazza del paese per la visita all’azienda Società Agricola Zanotelli Elio e fratelli.

Ci aspetta Nicola per presentarci l’azienda. A proposito del cognome, sembra che ci sia una lontana parentela con il Padre missionario in Africa.

La produzione arriva a circa 50.000 bottiglie e si divide in sette tipologie di vino, tra cui la tradizionale Schiava, dal colore rosato di un cerasuolo, che fino alla fine del secolo scorso era il vino di punta e che oggi è sostituita dal Müller Thùrgau, grazie alla qualità elevata del prodotto. Altre tipologie sono il Riesling, il Kerner, lo Chardonnay, il Pinot grigio, il Pinot nero, l’incrocio Manzoni, alcuni a livello sperimentali, altri già selezionati e produttivi.

Gli ettari vitati sono 15 di proprietà , di cui circa 6 a Müller Thùrgau (per circa 26.000 bottiglie), più 8 ettari in affitto, cui si aggiungono altri 6 ettari di proprietà coltivati a frutteto, prevalentemente mele. Le vigne sono tutte a pergola, per il Müller, qualcosa a spalliera per i vigneti più nuovi.

La Valle di Cembra conta circa 500 ettari vitati,.

La resa dell’azienda è attorno ai 90 q/ha. Molta parte delle uve raccolte viene conferita a Ferrari e a qualche altro produttore.

Il mercato italiano assorbe circa il 70% della produzione mentre quello estero è distribuito tra USA, Svezia, Giappone. Le nuove etichette delle bottiglie sono molto originali e ricordano nella grafica una sorta di ideogrammi giapponesi.

I tavoli di legno del punto vendita sono il luogo ideale per la degustazione dei vini.

Iniziamo con il vino base, il Trentino Doc Müller Thùrgau 2011, di 12,5 gradi dal lotto L R1504/12.

La piacevolezza dell’assaggio nasce già con la vista del bel colore paglierino chiaro, cui seguono i sentori del naso balsamico, pulito e persistente, accompagnato alla pienezza in bocca con una buona sapidità, freschezza e chiuso con una bella mandorla fresca che ti lascia la bocca pulita e pronta a ribere.

Il Müller Thùrgau fa parte della linea Le Strope, i resistenti fili naturali che “annodano abilmente la vigna e i tralci al sostegno. È un legame d’amore e di protezione, che unisce sapienza contadina e generosa fecondità della vite”.

L’assaggio successivo è il Trentino Doc Pinot nero 2009, di 13,5 gradi dal lotto L R2005/12, affinato da passaggio in barrique di primo, secondo e terzo passaggio e poi assemblato. Il vigneto è esposto a sud e la resa è di circa 50 q/ha.

Il colore è un granato chiaro con sfumature rosa antico. Al naso senti la speziatura pulita, quasi inebriante, seguita da un bel fruttato di lampone e mora. In bocca lo senti fresco per la giusta acidità, di buona struttura, sapido, persistente e davvero piacevole.

Infine il terzo assaggio è il FOR4NERI metodo classico Trento Doc Brut 2008, di 12,5 gradi dal lotto L R3005/12. Il vino è stato sboccato nel 2012, con 36 mesi sui lieviti, ottenuto da uve 100% Chardonnay.

Il nome del vino vuole ricordare l’origine della famiglia Zanotelli, che prima di avviarsi alla vinificazione si occupava di pane e derivati (Fornai, Forneri). Il 4 in mezzo al nome sta a indicare i quattro giovani che oggi conducono l’azienda.

Il perlage è perfetto per finezza e consistenza, il colore è un giallo paglierino pieno con un naso di note lievitate di crosta di pane, pulito, intenso e un’entrata in bocca equilibrata che si chiude con una nota sapida e una sensazione di eleganza e finezza.

Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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