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Viaggi enogastronomici

Versilia e Franciacorta: 60 Classici alla Versiliana

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

 Sabato 23 Giugno 2012

I classici per significare il paradigma dell’eleganza, della finezza, dell’armonia. Classica anche l’ambientazione in questa villa La Versiliana a Marina di Pietrasanta, in quel di Lucca,  nel parco ampio e fresco all’esterno.

Infine classici i 60 vini dei 30 produttori che hanno deciso di proporre, in queste sale storiche, ciascuno un paio delle loro tipologie di produzione. Dunque proprio sessanta vini, da scegliere tra Brut, Brut Rosé, Satèn, Pas Dosé, Riserve, Millesimati, Extra Brut, Rosé Demi Sec. Tante sfumature all’interno di un’orchestra di interpreti davvero eccellenti.

La villa è del 1886 e il nome glielo diede Renato Fucini, spesso ospite dei proprietari, i conti Digerini Nuti. A inizio novecento Gabriele D'Annunzio vi scrisse “La pioggia nel pineto” e senz’altro gli esemplari di pino domestico coltivati per legname e pinoli devono averlo bene ispirato in qualche pigra giornata di pioggia. Nel 1980 la tenuta venne acquistata dal Comune di Pietrasanta e destinata a parco pubblico, parco in cui in estate si tiene il Festival omonimo.

Con Aspettando il Festival ogni sera ristoranti, enoteche e wine bar della Versilia propongono aperitivi, cene e degustazioni dedicate ai Franciacorta. Da perdere la testa!

A curare il servizio i sommeliers di AIS Toscana e a proporre le differenze gustative Massimo Castellani, delegato AIS di Firenze, in un percorso attraverso le diverse tipologie dei Franciacorta, un vino, una terra.

Alle 18.30 il premio al miglior sommelier della Toscana.

Dalle 19 musica e finger food, sotto gli alti pini del parco alla luce radente del sole al tramonto, che accentua i riflessi di luce nei bicchieri ormai quasi vuoti. 

Un primo assaggio

 Massimo Castellani apre la sua presentazione del Franciacorta leggendo un breve brano del grande Gianni Brera fu Carlo:che si rifà al vino e al territorio, ma mettendo in primo piano uno stile e un’identità.

Il territorio da cui nasce è una piana morenica di origine glaciale a sud del Lago d’Iseo. In tutta Europa sono solo dieci i marchi che, come il Franciacorta, identificano nel loro nome sia il territorio, sia il prodotto.

Da disciplinare la resa per ett5aro è di 100 quintali. Dunque grande selezione delle uve, se pensiamo che la Champagne ha ancora 140 quintali per ettaro.

Qualità per rese più limitate e qualità per la sosta sui lieviti del mosto per 18 mesi, con le punte delle riserve che possono arrivare a 60 mesi. Sempre nel confronto con i cugini francesi, le loro riserve si limitano a 36 mesi.

Nel 2007 gli ettari vitati erano 2283. Oggi sono cresciuti fino a 2876.

Anche i dosaggi sono inferiori, rispetto ai francesi. Il territorio è stato studiato e analizzato a fondo per definire i potenziali di produzione zona per zona. Abbiamo così vini grassi e di maggiore struttura a Erbusco e a Passirano. A Capriolo il terreno fluvio glaciale dà vini più freschi e leggeri.

Quelli di Rodengo hanno grande forza aromatica. Borgonato e Fornaci sprigionano effluvi floreali e vini assai morbidi e piacevoli, eleganti. Tra Cussago e Monticelli Brusati si ottengono vini freschi e quasi speziati con un ottimo pinot nero e accumulo di zuccheri nelle uve.

In tutta la Franciacorta il clima è più mite, grazie alla presenza del lago che lascia passare i venti freschi del nord.

Il Consorzio del Franciacorta nasce il 5 marzo 1990 e associa 83 viticoltori e 106 aziende produttrici per 189 soci. Nel 2011 ha prodotto 11,6 milioni di bottiglie, che valgono circa il 45% di tutta la produzione di spumante italiano metodo classico, che arriva a quasi 26 milioni di bottiglie..

I vitigni base sono Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco, quest’ultimo al massimo per il 50%.

La tipologia Satèn è un neologismo che identifica lo spumante più setoso e avvolgente, neologismo creato dal Presidente del Consorzio, Maurizio Zanella e da lui regalato al Consorzio. La morbidezza maggiore e l’eleganza gli derivano dalla minore pressione in bottiglia e dal derivare da sole uve bianche.

 Schematicamente, un quadro degli invecchiamenti e delle caratteristiche di maturazione:

Franciacorta Brut: 18 mesi di fermentazione e 25 mesi per la commercializzazione.

Franciacorta Satèn e Rosé: rispettivamente 24 e 31 mesi.

Franciacorta millesimato: 30 mesi di fermentazione e 37 mesi per la commercializzazione

Franciacorta Riserva: 60 mesi di fermentazione e 67 mesi per la commercializzazione

 La produzione effettiva e percentuale nel 2011, su un totale di 11.593.000 bottiglie, suddivisa per tipologia, ha fornito i seguenti numeri: 

Brut: 7.953.000 bottiglie pari al 68,6% della produzione totale
Millesimato: 1.495.000 bottiglie pari al 12,9% della produzione totale
Satèn: 1.078.000 bottiglie pari al 9,3% della produzione totale
Rosé: 939.000 bottiglie pari al 8,1% della produzione totale
Riserva: 128.000 bottiglie pari al 1,1% della produzione totale
                            

Il dosaggio in grammi di zucchero va dai meno di 3 grammi per il dosaggio Zero ai meno di 6 per l’Extra Brut, ai meno di 12 per il Brut, ai meno di 17 per l’Extra Dry, ai meno di 32 per il Dry, ai meno di 50 per il Demi Sec.

 Massimo ci guida a degustare  cinque vini: il Brut Mandini, il Satèn Quadra 2008, il Rosé Lantieri de Paratico, il Pas Dosé Villa Crespia e infine il Brut Millesimato 2006 della Tenuta Ambrosini.

Tutti eccellenti, al giusto livello di freschezza e temperatura e di ampia soddisfazione.

In chiusura la citazione di Luchino Visconti che parlava di degustarlo con la testa, con l’anima e quella di Arnaldo Pomodoro: “è una stella del firmamento, un sole caldo che dà energia”. 

Il Concorso.

 Eccoci alle prese con l’esame dei tre giovani sommeliers che devono contendersi il titolo di numero 1.

Hanno tre vini da assaggiare e descrivere, due rossi e un bianco.

Presenta il concorso Leonardo Taddei e motiva il concorso che vuole aiutare i giovani sommeliers a crescere e migliorarsi.

Sei i giurati, oltre a Massimo Castellani anche Osvaldo Baroncelli, Presidente AIS Toscana, Roberto Bellini, Antonello Maietta, Maurizio Zamolla, Cristiano Cini, che fa anche da presidente di giuria.

I tre concorrenti hanno superato una prova scritta in mattinata e hanno degustato due vini.

Oggi vi saranno prove varie legate sia al vino, sia all’abbinamento vino – cibo.

Si inizia con la prova di assaggio, poi la prova di abbinamento tra cinque piatti di un menù e tre vini del territorio oppure vini biodinamici. La terza prova è un test di decantazione di un vino dalla bottiglia, cui segue la rilevazione di errori da una carta dei vini predisposta e infine la descrizione di un’immagine legata al mondo del vino.

Tutti i tre concorrenti affrontano con grande preparazione il proprio esame ed è arduo assegnare la corona del più bravo, tant’è che vince Daniele Arcangeli e sono secondi ex aequo Luca Degl'Innocenti e Iacopo Tonelli. 

Assaggi in villa

 Mi sposto poi all’interno della Villa per l’assaggio di alcuni dei Franciacorta proposti dai produttori presenti.

Faccio una preselezione delle proposte nelle varie sale e assegno un punteggio personale ad ogni campione. Questa la mia valutazione:

Produttore

Spumante

Punti /100

Barone Pizzini

Pas Dosé Bagnadore Riserva 2005

89

Bellavista

Franciacorta Vittorio Moretti 2004

88

Ca’ del Bosco

Franciacorta Satèn 2007

87

Contadi Castaldi

Franciacorta Satèn 2007

86

Il Mosnel

Franciacorta Extrabrut 2007

86

Majolini

Franciacorta Brut Electo 2005

86

Ricci Curbastro

Franciacorta Satèn 2007

89

Riva di Franciacorta

Franciacorta Rosé Brut

90

Uberti

Franciacorta Extrabrut Comari del Salem 2006

90

 Indiscutibile l’eleganza e la pienezza dei campioni assaggiati, come la morbidezza e la struttura. Le differenze sono dovute a sfumature di temperatura, di acidità, di maggiore o minore armonia, ma il livello medio è senz’altro elevato e di grande qualità complessiva.

A proposito di qualità mi piace citare una delle iniziative del Consorzio che riguarda la limitazione della produzione al fine del miglioramento qualitativo costante delle uve e del vino:

“Attualmente il Disciplinare di produzione del Franciacorta è il più severo a livello internazionale nella tipologia di vino relativa. L’intenzione è di sperimentare per 4 vendemmie una riduzione della produzione di Franciacorta, scendendo dalle 8.600 bottiglie per ettaro attuali, fino a 8.000, passando da 65 hl/ha di oggi a 60 hl/ha. Per ottenere questo risultato, oltre ad una pressatura più soffice, sono previste azioni mirate come la riduzione della produzione di uva. La proposta passata a larghissima maggioranza in assemblea prevede che per il primo e per il secondo anno, non si trasformi uva in Franciacorta; il terzo e il quarto anno se ne trasformino 40 q.li/ha; dal quinto anno in avanti 95 q.li/ha. La riduzione di uva serve per accompagnare verso la maturità il vigneto preservando l’equilibrio fisiologico dello stesso per una maggiore qualità delle uve e quindi del vino. L’uva in eccesso verrà utilizzata per produrre Curtefranca o destinata ad altri utilizzi.”

 Terminati gli assaggi ci accodiamo agli altri ospiti per alcuni spuntini di finger food sotto i pini in una piacevole serata “versiliana”.

 Foto Credit: Dal sito del Consorzio, La stampa di Luca Signorelli che rappresenta il Franciacorta, da Sarnico a Brescia.

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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