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Il vino Bordeaux cade in picchiata

di Redazione di TigullioVino.it

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Dopo un anno all’insegna del boom, adesso il Bordeaux non naviga in buone acque. Le difficoltà di uno dei più prestigiosi vini francesi sono dovute, da un lato, alla domanda cinese non brillante e, dall’altro, a una qualità inferiore. Così le vendite en primeur di millesimato (prodotto con uve di una singola annata), quelle effettuate prima ancora che il vino venga imbottigliato, hanno visto i prezzi precipitare mediamente del 40-50%. Un assaggio di quello che avverrà nei prossimi mesi si è avuto alla settimana di degustazione svoltasi a Bordeaux, che ha attirato migliaia di professionisti e appassionati da tutto il mondo. Le quotazioni erano dimezzate rispetto a un anno fa. La tendenza è stata confermata da alcune case vinicole: il millesimato 2011 di Pontet-Canet registra un -40%, Cos d’Estournel -50%, Pape Clément de Bernard Magrez viaggia a -30%. Stesso ritornello per Florence Cathiard, proprietario della Chateau Smith-HautLafitte, che tuttavia attende che altre case scendano in campo per definire i prezzi.
 
Nel 2010 la vendita dei cru en primeur, su una media di 60 marche, avveniva a 166 euro alla bottiglia rispetto ai 146 euro dell’anno precedente. La diagnosi di Philippe Casteja, presidente del consiglio dei grands cru, è che il mercato non sia omogeneo: grandi vini vengono venduti molto bene e altri, invece, faticano a farsi strada. Non è soltanto una questione di prezzo o qualità: la gente è timorosa e rinvia le proprie scelte a causa della crisi economica, soprattutto in Europa. Un elemento di preoccupazione riguarda la richiesta dei cinesi. L’ex Celeste Impero rappresenta uno sbocco fondamentale per i Bordeaux. Nel 2011, in cima alla classifica di vendite, figuravano Hong Kong e Cina, con valori pari rispettivamente a 348 e 334 milioni di euro. In terza posizione il Regno Unito a 296 milioni, seguito da Stati Uniti (127 mln), Germania e Belgio (121 mln). Laurent Gapenne, vicepresidente del Comitato interprofessionale dei vini di Bordeaux, constata un leggero ripiegamento della domanda proveniente da Pechino.

Ma proprio la sete del paese asiatico ha dato linfa alla speculazione avvenuta negli ultimi anni. Il millesimato 2010 di Chateau Lafite è balzato a mille euro alla bottiglia. E le vendite di Bordeaux, pari a 3,9 miliardi di euro, hanno toccato un livello record lo scorso anno. L’export è salito del 30% sfiorando i 2 miliardi di euro: una cifra che si avvicina a quella registrata dallo champagne e dal cognac. Il boom, però, non si ripeterà nel 2012. Non è affatto incoraggiante quel che circola Oltreoceano, dove il famoso e altrettanto temuto degustatore americano Robert Parker ha lanciato un inquietante messaggio via Twitter: il millesimato 2011 è senza alcun interesse, se la mia intuizione è buona. Tanto è bastato per orientare verso il basso le quotazioni del Bordeaux. Colpa, dicono gli addetti ai lavori, delle pessime condizioni atmosferiche, che hanno annebbiato uno dei migliori rossi in assoluto.


Fonte news: Massimo Galli

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