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Il progetto "Pesce ritrovato" promuove le 18 specie meno conosciute

di Redazione di TigullioVino.it

Forse non tutti sanno che in mare esistono moltissime specie di pesce commestibili, ma poco conosciute. Secondo il rapporto della Fao, presentato nel 2010: il 28 % delle specie marine sono sovra sfruttate, il 3% sono esaurite, il 12 % sono moderatamente sfruttate, il 3% sono sotto sfruttate, 1% sono in recupero da esaurimento e il 53 % sono pienamente sfruttate. Delle oltre 700 specie marine commestibili solo il 10% circa è commercializzato. La conseguenza di questa "ignoranza" è un sovrasfruttamento degli stock delle specie più conosciute, che tendono col tempo a scarseggiare nei nostri mari. Un problema questo messo sotto la lente di ingrandimento dal progetto europeo "Pesce ritrovato". Da oltre un anno, con una passione pari solo alla loro testardaggine, un gruppo di biologi dell'acquario di Genova è impegnato nella divulgazione delle specie dimenticate dei nostri mari, ed hanno quindi ideato il progetto "Pesce ritrovato", partito nell'ottobre 2010 e finanziato fino alla fine del settembre 2013: e visto il successo che sta riscuotendo, anche tra ristoratori, coop e soprattutto gli utenti finali sulle loro tavole, potrebbe continuare ancora a lungo.

Si tratta di un progetto di sensibilizzazione sul consumo ittico consapevole cofinanziato dalla Commissione europea, all'interno del programma Life+ e dalla regione Liguria. L’obiettivo di questi laboratori è quello di farli conoscere al grosso pubblico, di diffondere il concetto di stagionalità del pescato, che consente di comprare, in certi periodi dell’anno, il pesce migliore ai prezzi migliori ed infine incentivare il consumo di pesce proveniente dall’area geografica ligure, promuovendo così sia la pesca locale sia i punti di prima vendita sul territorio.
Il progetto prevede la creazione di una rete nazionale che raggruppi gli operatori di settore, le istituzioni locali, i consumatori, la piccola e grande distribuzione e gli operatori turistici.

"Pesce ritrovato" promuove 18 specie poco note e di solito trascurate dai consumatori, seppur altrettanto buone e versatili per le preparazioni culinarie, rispetto alle specie più conosciute e consumate: Aguglia, Alaccia, Alalunga, Barracuda, Boga, Cefalo, Lampuga, Leccia Stella, Menola, Mostella, Palamita, Pesce Sciabola, Pesce Serra, Potassolo, Sardina, Sugarello, Tombarello, Tonnetto Alletterato. Il team del progetto ha individuato queste specie che sono, tra l’altro, non a rischio, meno conosciute e che quindi hanno un valore di mercato basso. Che siano poco conosciute lo si è evinto dai sondaggi: il team ha distribuito 800 questionari al pubblico, durante degli eventi o degustazioni, mostrando i pesci e chiedendo se per caso li conoscessero Si sono accorti che la maggior parte dei consumatori non li conosceva: l'ignoranza diffusa dipende anche dal fatto che quelle specie particolari non arrivano sui banchi del mercato. I ricercatori hanno allora pensato di coinvolgere anche i distributori per rompere questo circolo vizioso".

L’idea era di coinvolgere pescatori e rivenditori nei punti di prima vendita: di fatto, lungo le banchine dei porti pescherecci. Le risposte non sono tardate ad arrivare, soprattutto da parte dei pescatori: loro sono felici, conoscendo bene il pesce, di venderlo invece di ributtarlo a mare (ogni anno, stima la Fao, lo scarto a livello mondiale è del 25%, pari a oltre 40 tonnellate), e si sono convinti subito che con una maggiore richiesta sarebbe per loro un vantaggio economico non indifferente, anche se il pesce non noto non spunta prezzi alti. Dalla banchina al ristorante il passo è breve, e ricercatori hanno poi coinvolto nel progetto una sessantina di ristoratori liguri e un gruppetto di pescherie, per ora solo in Liguria Inoltre, le Coop locali dedicano per un mese all'anno una parte del reparto pescheria ai "pesci ritrovati", con tanto di hostess che spiegano ai clienti di cosa si tratta anche mettendo gentilmente l'accento su una parola magica: risparmio. Infine, non va mai perso di vista l'utente finale: adesso stanno realizzando dei video su come si prepara il pesce. Uno dei problemi che si incontra, infatti, è come cucinare questi pesci: per ogni specie si preparano informazioni e ricette, e persino immagini di come si fa.

Il progetto quindi rispecchia pienamente l’obiettivo di Mare in Italy, associazione che difende e promuove la cultura del mare. E salvaguardare significa far conoscere varietà di pesce ormai poco utilizzate in cucina, anche riscoprendo straordinarie ricette tradizionali. Salvaguardare significa far sì che la diversità del nostro mare non si perda nel ristretto e angusto mare di una moda, che privilegia solo alcune specie, la cui pesca è ormai insostenibile.


Fonte news: Aiol.it

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