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La Nuova Frontiera dell'Asti spumante e del moscato.

di Redazione di TigullioVino.it

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L’ultima edizione di Vinitaly ha fatto registrare ancora interesse per lo spumante, uno dei comparti dove il prodotto italiano continua a farsi apprezzare nel mondo, anche su nuovi e inaspettati mercati, con i paesi a più elevata rapidità di crescita, entrati nel mirino degli esperti di marketing di aziende e consorzi. In Piemonte un'importante realtà è quella del moscato a tappo raso e dell' Asti spumante entrambi docg che nascono dal vitigno moscato bianco di Canelli, in Italia certamente tra i più apprezzati nella categoria vini e spumanti dolci. Dopo un periodo di crisi alla fine degli anni '90 dovuto anche al calo  della qualità dell'Asti venduto spesso a non più di 2 euro la bottiglia, ora si sta cercando un rilancio incoraggiato anche dalle statistiche che vedono una sorprendente ripresa specie per quanto riguarda il moscato a tappo raso.
“L’attività principale del Consorzio di Tutela dell'Asti  – spiega il direttore, Giorgio Bosticco, albese,  con un brillante curriculum professionale alle spalle tra cui il ruolo dirigente di punta della “Campari”- oltre ad assicurare la tutela e la vigilanza delle denominazioni consiste nel promuovere e valorizzare il prodotto in Italia e soprattutto all’estero con differenti strategie di comunicazione e marketing. Tre sono le aree di intervento con progetti differenziati: la prima riguarda le nazioni con potenzialità di crescita, vedi Asia, Medio Oriente, Bric (Brasile, Russia, India e Cina) dove il Consorzio dovrà svolgere l’azione di “apripista” per le case spumantiere e le aziende vitivinicole.
In particolare in Giappone è stata avviata, con successo, l'operazione “Kampai” che in giapponese significa “Cin Cin” e ha già dato buoni risultati. La seconda area si focalizza nei mercati consolidati (Europa, Usa) con iniziative mirate a valorizzare e accrescere l’immagine del prodotto. Terzo capitolo di intervento sarà il mercato nazionale, da riposizionare in termini di valorizzazione con un complesso lavoro di sensibilizzazione del trade in particolare della distribuzione moderna. Non ultimo l’impegno di conquistare uno spazio nel consumo Ho.re.ca. nelle provincie del disciplinare di produzione”.
Il bacino di produzione  comprende le tre province del basso Piemonte e cioè Cuneo, Asti ed Alessandria. In totale circa 10 mila ettari di vigneto dai quali, lo scorso anno, hanno avuto origine 107 milioni le bottiglie . Le percentuali di vendita sono in costante aumento. Per citare un esempio – rileva il direttore del Consorzio-  basta ricordare che in Germania su 100 milioni di bottiglie, 38 sono del vino dolce piemontese a bassa gradazione.  Questo  numero e altri confermano l’Asti come il vino italiano Docg più esportato nel mondo. Un favore conquistato sia dalle bollicine che dal  Moscato a tappo raso, entrambi docg  -  con un sempre maggior utilizzo come base di cocktail degustati in tutto il pianeta.  In particolare da segnalare  proprio il boom del  moscato a tappo raso docg passato in pochissimi anni da 7 ai  25 milioni di bottiglie dell'ultima vendemmia e a tirare  soprattutto è il mercato USA dove è scoppiato il cosiddetto fenomeno della “Moscatomania”. Tutti sembrano volere moscato anche se ne esistono di tipi diversi compresi quelli americani. L'obbiettivo che si prefigge il Consorzio, di cui quest'anno ricorre l'80° di fondazione avvenuta per l'appunto nel 1932 (l'atto notarile venne firmato dal notaio Conte, padre di Paolo e Giorgio, entrambi celebri cantautori) è anche quello di sviluppare ulteriormente il discorso della destagionalizzazione del prodotto. Risulta che almeno il 70 per cento dell'Asti viene venduto in occasione delle feste di Natale e Capodanno ( da ricordare la celebre  e vincente la pubblicità televisiva che recita “Asti spumante, unico al mondo”) mentre – secondo Bosticco – è un vino che si può consumare anche in altre occasioni come, per preparare  i già citati cocktail,  con i gelati e anche in cucina (un'ottima ricetta è, per citarne uno, il risotto con il moscato). Da ricordare che già da anni altri esperti del settore puntano sul contrasto dolce/salato suggerendo abbinamenti del vino con specialità gastronomiche come i formaggi. Per restare in Piemonte un ardito abbinamento tra il Gorgonzola e il moscato. E a proposito sempre di destagionalizzazione l'estate è vicina e quale ideale soluzione non bersi una coppa di Asti o di moscato?

Nella foto Il territorio dell'Asti D.O.C.G., dal sito del Consorzio di Tutela: www.astidocg.it

Per Informazioni

LUCIANO SCARZELLO
E-mail: luciano.scarzello@tiscali.it
Mobile: 338-4657629

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