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Viaggi enogastronomici

Trentino: la lente sui produttori (Seconda Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Lo Scrigno del Duomo

Stasera si cena in Piazza Duomo allo Scrigno del Duomo, un bel locale dall’aspetto storico, con sale interne e dehor all’esterno tra le mura e la casa.
Mi stupisce piacevolmente la lavagna che sta all’ingresso con la lista dei vini proposti a bicchiere, ciascuno con il suo prezzo, suddivisi tra spumanti, vini bianchi e vini rossi, vini da dessert. In totale ne conto ben trenta, che non sono pochi. In altri ristoranti non se ne contano più delle dita di una mano.
Siamo in dieci nella seconda sala verso il fondo, a una tavolata lunga ma abbastanza colloquiale.

Vedi anche Trentino: Vini e Chef (Prima Parte)

Si comincia con un aperitivo di Trento DOC Alterasi Brut 2005.
Il primo piatto è una crema di zucchine con filetti di triglia, delicatissima, profumata di fresco e davvero ben fatta e saporita. Il vino in abbinamento è il Cuvèe Maso Toresella 2008, di sicuro il migliore dei vini di stasera, pieno e complesso.
Si prosegue con i ravioli di ortaggi primaverili con salsa di sedano bianco e tonno, di buon sapore ma di sfoglia non abbastanza delicata. Li correggo con un eccellente olio extravergine di oliva della Riviera del Garda. Lo accompagna uno Chardonnay Maso Toresella 2007.
Il piatto forte è il Piccione all’aceto tradizionale con spinaci al burro e insalata di patate. Il vino è un rosso, immancabilmente, il Teroldego Maso Cervara 2006.
Il dessert è un semifreddo al caffé con salsa al cioccolato e foglioline di menta. Il vino è il Cavit Rupe Re Vendemmia Tardiva 2007.
Il ristorante nel frattempo si è riempito e si torna all’albergo prima delle undici.
Domani comincia la visita ad alcuni dei produttori della Mostra, direttamente alle loro cantine.

Visti da vicino: Pravis nella Valle dei Laghi

Oggi è il primo giorno delle visite ai produttori. Si parte alle nove in punto con un nove posti Mercedes, in compagnia di Federica e Valentina.
Prendiamo le strade interne della Valle dei Laghi, a sud est di Trento, a metà strada tra il capoluogo e la punta nord del Lago di Garda. Una valle bellissima e privilegiata da un clima caldo di giorno e fresco di notte, in tutte le stagioni, con un venticello che qui chiamano l’Ora, dal latino Aura, una brezza fresca e salutare che tiene lontana l’umidità e i rischi di malattie delle viti.
Il terreno di Lasino dove sta l’Azienda Pravis, che è la prima che visitiamo, è una marna calcarea, ideale per vini bianchi fini ed eleganti, come ci spiega Erika Pedrini, giovanissima enologa e agronoma, già con due lauree. Siamo ai bordi della vigna attaccata alla casa, in cima alla dolce collina. Il vigneto ha un bell’impianto di irrigazione di soccorso, per i momenti più delicati della maturazione delle uve. Erika ci spiega anche la differenza tecnica tra la pergola, che privilegia la quantità e il sistema a cordone speronato o quello a Guyot, che danno invece più qualità.
L’enologo fino ad ora è stato e rimane papà Domenico, Mario cura l’amministrazione e Gianni è l’agronomo. Le viti davanti a noi sono una piccola parte dei 30 ettari vitati che oggi possiede l’azienda. Le viti sono il bianco Kerner (un incrocio tra Riesling e Schiava grossa), quelle più vecchie, di circa 25 anni e Incrocio Manzoni (incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco).
Splendido il paesaggio circostante con le punte delle montagne a 360 gradi, con le vigne, i boschi, i castelli antichi, proprio qui sopra quello di Madruzzo, e le rare case sparse o dei piccoli borghi in lontananza.
Dopo una veloce visita nella cantina e nella barricaia ci sediamo nella sala di rappresentanza per alcuni assaggi di buona qualità.
Il primo vino è un Kerner 2009 IGT di 13,5 gradi dal lotto L/A3030 di 3312 bottiglie
Il colore è un paglierino brillante con note balsamiche al naso su un fruttato fine ed elegante. In bocca si fa sentire pieno e di grande sapidità e armonia.
Il secondo vino è un Sauvignon blanc Teramara 2009 di 13,5 gradi dal lotto L/B2130.
Colore paglierino luminoso. Al naso emerge la nota minerale di pietra focaia, accompagnata dalla foglia di pomodoro su un fruttato pulito, intenso e persistente. In bocca à fresco, armonico, fine ed elegante.
Il vino successivo è L’ORA Vino delle Dolomiti IGT 2007 di 14,5 gradi dal lotto L/C4317.
È ottenuto da uve nosiola appassite sui graticci e vinificato in legno di acacia.
Il colore è un giallo dorato con lievi tonalità ambrate.
Al naso si percepiscono piacevoli note di fungo, di mela matura e di miele.
In bocca è pieno. Elegante, di lunga persistenza.
Infine un Pinot Nero Madruzzo per concludere, in ricordo del castello che si vede dall’aia davanti alla casa. Anch’esso è un Vino delle Dolomiti IGT 2007 di 13 gradi dal lotto L/A5508 di 3324 bottiglie.
Il colore è un rosa antico carico. Al naso piacevoli sensazioni di speziato e fruttato.
In bocca è elegante, completo, equilibrato e di buona persistenza.
Mi accorgo alla fine che ho valutato tutti i vini 16/20, con una leggerissima preferenza per L’ORA.
Gli impegni della giornata sono densi e non possiamo trattenerci oltre.
Ci spostiamo verso i terreni attorno al Lago di Cavedine

Visti da vicino: Gino Pedrotti al Lago di Cavedine

L’azienda è in punto incantevole della valle. Ci riceve Giuseppe, seguito dal piccolo Matteo, due anni ben portati. In casa ci sono le sorelle Clara e Tullia e mamma Rosanna.
L’azienda è nata ai primi del ‘900. Oggi Giuseppe dirige ed esegue i lavori in vigna e i sistemi di vinificazione. Sta ritornando a usare rame e zolfo come una volta, cioè a dosi basse, come facevano i nonni e i bisnonni.
Ha solo cinque ettari vitati, con cinque varietà e circa 22.000 bottiglie tra Nosiola, Rebo, Merlot, Chardonnay e Schiava nera.
A Giuseppe piace molto sperimentare per fare vini con personalità, caratterizzati e devo dire che ci riesce benissimo. I suoi vini te li ricordi, sono di sostanza e ti ammaliano con i loro profumi e quello che ti lasciano dentro.
Da un po’ di anni sta sperimentando anche un Vino Santo. La resa è del 18%, ma la qualità è davvero eccellente, tant’è vero che lo finisce molto in fretta. Lo imbottiglia dopo 9 – 10 anni di invecchiamento in legno e ne fa due tremila bottiglie al massimo. Visitiamo la cantina e il locale di appassimento delle uve con aerazione naturale da settembre a marzo.
Assaggiamo sei dei suoi vini su un tavolo all’aperto, alla brezza della tarda mattinata. Tutti i vini hanno un ottimo rapporto qualità / prezzo. Li accompagniamo con assaggi di salame, speck, lardo eccellente e una squisita trota affumicata.

Primo vino
Nosiola Vino delle Dolomiti IGT 2008 di 12,5 gradi dal lotto L29
Il colore è un paglierino brillante.
Al naso è pulito, con sentori fruttati di nocciola.
In bocca è sapido, persistente, armonico.
Lo vende sui 6 Euro.
Punteggio personale 17/20

Secondo vino
L’Aura Vino delle Dolomiti IGT 2008 di 13 gradi dal lotto L33.
È un uvaggio di Nosiola e Chardonnay
Il colore è un paglierino vivo e luminoso.
Al naso è persistente, complesso, con sentori balsamici e note di fico, di nocciola e di mandorla.
In bocca è sapido, pieno, elegante e di lunga persistenza.
Lo vende sui 6 Euro.
Punteggio personale 17/20

Terzo vino
Schiava nera Vino delle Dolomiti IGT 2008 di 12,5 gradi dal lotto L39.
È un uvaggio di Nosiola e Chardonnay
Il colore è un rosa antico leggermente ramato sull’unghia.
Al naso è persistente, complesso, ricco.
In bocca è elegante, piacevole, discretamente persistente.
Lo vende sui 6 Euro.
Punteggio personale 16/20

Quarto vino
Rebo Vino delle Dolomiti IGT 2007 di 14 gradi dal lotto L109.
Il colore è rosso rubino pieno e brillante.
Al naso si avvertono sentori di ciliegia e di prugna.
In bocca è pieno, caldo, equilibrato, con un piacevole retrogusto di prugna e frutta secca.
Lo vende sugli 8 Euro.
Punteggio personale 16/20

Quinto vino
L’Auro Vino delle Dolomiti IGT 2006 di 14 gradi dal lotto L79.
È un uvaggio di Cabernet Franc e Merlot
Il colore è rosso rubino con note amaranto sull’unghia.
Al naso è fine e complesso.
In bocca è fresco, di buona pienezza, equilibrato e piacevolmente armonico.
Lo vende sui 10 Euro.
Punteggio personale 17/20

Sesto vino
Vino Santo Trentino 1998 di 13,5 gradi dal lotto L69.
È una bottiglia da 500 ml ed è la numero 42 di 2425
Il colore è giallo ambrato luminoso e brillante.
Al naso è di grande complessità olfattiva e si succedono una dopo l’altra le note di fungo, di frutta passa, di miele, di mela, di albicocca.
In bocca è pieno, armonico, intenso, con una nota decisa di nocciola tostata in retrogusto.
Lo vende sui 30 Euro.
Punteggio personale 18/20

Lasciamo a malincuore i vini di Giuseppe e la sua casa ristorante a due passi dal lago.
Penso proprio che torneremo presto.

A pranzo in Hostaria

Si va a pranzo qui vicino, a pochi chilometri c’è la Cantina Toblino, a Sarche. È una via di mezzo tra l’enoteca e la trattoria, ma con un’ambientazione moderna, con tanto legno e tanto spazio e tanta pulizia. I piatti sono scritti su grandi lavagne, con il gesso bianco, come alle scuole elementari di una volta. 7 Euro per gli antipasti, 8 per un primo, 12 per un secondo.
L’aperitivo è un buon Trento DOC Antares in Magnum, un brut millesimato di 12 gradi dal lotto L12576338. Il perlage è fine e continuo. Il colore un bel giallo paglierino vivo e luminoso. Al naso è netto il sentore di crosta di pane ingentilito anche da note floreali ampie e qualche nota fruttata. In bocca è equilibrato, di buona sapidità e discretamente pieno e persistente. Mi sento di dargli un 16 / 20 meritatissimo.
Da mettere sotto i denti un fagottino di formaggio Casolet seguito da abbondanti Tortelloni con speck e noci, un pochino esagerati nello spessore della pasta. Concludo con un ottimo strudel caldo per dessert. In alternativa, per chi non ama lo strudel, un semifreddo.
In abbinamento al Fagottino di formaggio e ai tortelloni abbiamo provato, sempre della Cantina Toblino, la Nosiola Trentino DOC 2009 di 12,5 gradi dal lotto L12942198. Il colore è paglierino chiaro con note di fruttato intenso al naso con prevalenza di mela e pera. In bocca è sapido, fresco, equilibrato, di pronta beva.
Con lo strudel un sorso di Vino Santo 1998 di 13 gradi dal lotto L03/98, imbottigliato dopo 10 anni di affinamento in botte. Il colore è un ambrato vivo. Al naso piacevoli note di mela, albicocca e miele. In bocca ha una buona freschezza, è pieno, lungo e persistente con un retrogusto di fico secco.
Lasciamo l’Hostaria per riprendere il nostro piccolo bus che ci porta fino a Mezzolombardo.
Tocchiamo il Lago di Toblino, il castello, il piccolo ma delizioso lago di Santa Massenza, madre di San Vigilio, patrono di Trento. Sulla SS45 bis la bella chiesetta di Ciago e poi Vigolo Baselga e si prosegue ancora verso nord e verso Mezzolombardo.

Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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