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Una favola eno-astronomica diventa realtà, di Enzo Zappalà

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Una favola eno-astronomica diventa realtà

di Enzo Zappalà

Chi mi conosce bene sa che amo unire due grandi passioni: quella professionale di astrofisico e quella amatoriale di appassionato di vino. Dove per vino intendo, però, il frutto di millenni di storia, cultura, tradizioni, nato dal più antico processo metabolico della vita terrestre.

Cosa poteva esserci di meglio, allora, che riuscire a scrivere non un singolo racconto più o meno fantastico, ma una storia più complessa che servisse sia a descrivere la tormentata vita della bevanda sacra per antonomasia sia la meravigliosa potenza del Cosmo? E così ho tentato di fare, scrivendo un testo dal titolo molto indicativo: Lo Spirito del Vino.

E’ raccontato da un’entità immateriale che vive nell’Universo, portatrice dei valori più alti dell’intelligenza e della ragione. Essa decide di regalare la felicità, la gioia e la fratellanza agli uomini, attraverso i frutti di una pianta e del loro succo: l’uva e il vino. Deve, però, avere pazienza, in quanto l’uomo è ancora troppo vicino alla scimmia, anche se assetato di voglia di conoscere e di progredire.

L’entità, ossia lo Spirito del Vino, si cela all’interno di una collina, in attesa che gli eventi portino la sua creatura vicino a lui per potere finalmente uscire allo scoperto. Davanti a lui scorrono i secoli, dalla scoperta del vino nelle colline preistoriche del Caucaso, ai Simposi greci, alla raffinatezza etrusca, alle taverne e alle ville romane, fino ai pendii della “sua” collina nelle Langhe. Il vino è finalmente arrivato a casa?

Si è illuso troppo presto. La paura del Mille, la fame e le pestilenze trascinano il vino nuovamente in balia degli eventi, delle disgrazie e delle brevi fortune umane. Lo Spirito prosegue nella sua attesa finché in un castello nei pressi della sua collina, un uomo lungimirante e una donna appassionata decidono di spartirsi compiti essenziali per la futura Italia: a lui, Camillo, la storia del paese che sta per nascere, a lei, Giulia, la storia del barolo, il vino dei re e il re dei vini.

La fatica degli uomini che lavorano la sua collina sembra essere finalmente destinata ad una fortuna irrefrenabile e gloriosa. Il vino, però, perde lentamente i suoi valori più profondi, schiavo di nuovi interessi e di mode futili e passeggere. Ma vi è anche di peggio. Lo spirito della fratellanza e della partecipazione è ben lontano dall’essere compreso. Regna terribile la paura della diversità e i colori della pelle negano quella stretta di mano che lo Spirito aveva cercato di regalare all’uomo con il suo frutto meraviglioso.

La pazienza e la calma dell’entità immateriale sono giunte al limite e lo Spirito decide di passare all’azione. L’uomo teme la diversità? E allora si scontri con la “vera” diversità! Un buco nero mostruoso e gigantesco compare nel cielo e deforma lo Spazio. I colori della pelle e le lingue diverse non hanno più senso e la paura dell’ignoto unisce le mani delle fragile creature in balia della disperazione e del terrore.

La porta verso un Universo alieno si richiude, ma il mondo non è più lo stesso, le mani non si staccano, i colori si unificano e ogni lingua è comprensibile. I bambini smettono di piangere per fame e il sorriso inonda il pianeta.

Lo spirito è felice e può tornare nell’Universo senza fine. Il “suo” vino ha compiuto il miracolo. All’uomo “nuovo” non resta che aspettare, con grande speranza, che quella porta si apra di nuovo.

Ero già contento così. Ma il vino e i suoi valori più profondi hanno compiuto un miracolo. Il testo, pensato e discusso con il carissimo amico fraterno Giorgio Viberti, grande produttore di barolo, e con la banda musicale Gabetti di La Morra, guidata dal suo presidente Ivan Castagno verso sfide ed obiettivi sempre più ambiziosi, ha colpito e appassionato una giovane e brillante regista teatrale, Stefania Borgogno. Pochi incontri, molte emozioni e poi via. Dal testo semplice ed essenziale è nata una vera rappresentazione teatrale, con attori, ballerini, trascinata dalla musica e dallo Spirito stesso del Vino. Tutti i sensi sono coinvolti nello spettacolo e lo spettatore diventa esso stesso attore virtuale.

L’appuntamento per la prima è ad Alba, come chiusura di Nebbiolo Prima, il prossimo 19 maggio. Un piccolo antipasto si avrà già con la presentazione ufficiale al Vinitaly, nel padiglione del Piemonte, domenica 25 marzo alle ore 16,.

Insomma, una favola eno-astronomica è diventata realtà.

Nel frattempo, è stato anche pubblicato da Arduino Sacco Editore il mio testo originario. Lo potete trovare e acquistare presso il sito della casa editrice (Arduinosacco.it) o al Vinitaly o alla prima di Alba.

Lo spettacolo è incentrato sul barolo per ovvie ragioni di “nascita”, ma è facilmente modificabile per adattarsi a qualsiasi zona vitivinicola italiana. E speriamo che anche questo sogno si avveri …

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Enzo Zappalà

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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