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Viaggi enogastronomici

Verdicchio Fresco di Grotta: Vini e cibi di nicchia ... con sorpresa finale (Seconda Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Jesi e l’Enoteca Regionale

Si fa la superstrada per coprire la quarantina di chilometri fino a Jesi per la visita della città di Federico II e gli assaggi all’enoteca regionale.
Cominciamo con la visita all’enoteca dove Alberto Mazzoni illustra da par suo gli autoctoni di nicchia di questo bel territorio, gestiti e rappresentati dal Consorzio di Tutela dei vini marchigiani, nato nel 1999. nei primi sette anni si è fatto controllo di qualità. Le 18 aziende associate iniziali sono diventate oltre mille (1134 l’ultimo dato aggiornato). Il consorzio, con la sua attività, offre una garanzia alla zona di produzione, alla regione al produttore ma soprattutto al consumatore finale che acquista e beve quella bottiglia particolare che ha deciso di acquistare e provare.
Le Marche inseguono la qualità con molti più vini con caratteristiche DOCG, DOC, IGT, che qui coprono l’84% della produzione, contro il solo 53% della media nazionale. Il resto è rappresentato dai vini da tavola.
Per quanto riguarda la tipologia prevalgono per un’incollatura i rossi (51%) sui bianchi (49%).
Obiettivo del Consorzio, che vuol dire filosofia di Mazzoni, è che la produzione segua il mercato e le sue richieste, in modo da non avere rimanenze eccessive alla fine dell’anno agricolo, tra una vendemmia e la successiva.

Vedi anche Verdicchio Fresco di Grotta: Abisso superato (Prima Parte)

Vedi anche Verdicchio Fresco di Grotta: Lucchetti a Morro, poi Corinaldo e Senigallia (Terza Parte)

Sono quattro le DOCG marchigiane e 15 le DOC.
Per quanto riguarda il Verdicchio, quello dei Castelli di Jesi copre 2.400 ettari e produce 166.000 ettolitri, mentre quello di Matelica vale circa un decimo, con 240 ettari e 16.000 ettolitri.
Le cantine aderenti al Consorzio, pur contando circa il 55% dei produttori marchigiani (poco più della metà), tuttavia rappresentano il 90% degli ettari complessivi.
L’appartenenza al Consorzio garantisce al produttore una maggiore penetrazione sui mercati e una massimizzazione degli sforzi sinergici legati al marketing del vino.

Ed ecco il momento degli assaggi con la proposta di  sei vini che rappresentano il territorio.
Vitigno Maceratino
Superficie: 244 ettari.
Produzione 1200 tonnellate di uva per circa 8.240 ettolitri.
Colli Maceratesi DOC 2010 di 12,5 gradi
Colore paglierino chiaro con lievi riflessi verdognoli. Al naso si avvertono note floreali e balsamiche intense. In bocca si presenta sapido, leggermente tannico, piuttosto corto.

Vitigno Biancame
Superficie: 244 ettari.
Produzione 2000 tonnellate di uva per circa 16.000 ettolitri.
Bianchello del Metauro DOC 2009 di 13,5 gradi
Colore paglierino. Al naso si avvertono note fruttate discretamente persistenti. In bocca ha una discreta piacevolezza, fresco per una adeguata acidità..

Vitigno Verdicchio
Superficie: 2762 ettari.
Produzione 25.800 tonnellate di uva per circa 180.000 ettolitri.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC 2009 Classico Superiore di 13 gradi
Colore giallo paglierino chiaro con riflessi verdognoli. Al naso si avvertono note minerali e balsamiche, discretamente complesso. In bocca si presenta elegante, pieno, di buona persistenza.

Vitigno Aleatico di Pergola
Superficie: 27 ettari.
Produzione 260 tonnellate di uva per circa 1.400 ettolitri.
Pergola DOC 2010 di 12 gradi
Colore rosso chiaro ciliegiolo, quasi rosa antico. Al naso si avvertono note floreali di rosa canina. In bocca si presenta fresco, con una lieve nota tannico, corto, con un retrogusto finale di mirtilli e piccoli frutti rossi maturi.

Vitigno Montepulciano
Superficie: 350 ettari.
Produzione 3.300 tonnellate di uva per circa 22.000 ettolitri.
Conero DOCG 2007 di 14 gradi
Colore rosso rubino pieno. Al naso si avvertono note fruttate di frutti maturi, persistenti, complesso. In bocca si presenta pieno, abbastanza armonico se non fosse per la nota tannica evidente.

Vitigno Vernaccia nera
Superficie: 66 ettari.
Produzione 270 tonnellate di uva per circa 1.600 ettolitri.
Vernaccia di Serrapetrona DOCG 2008 di 13 gradi
Colore rosso rubino brillante. Al naso si avvertono note fruttate mature con leggere sensazioni di ridotto. In bocca mostra una buona acidità che gli conferisce freschezza e una buona piacevolezza.

Moie e l’Osteria delle Delizie

Alla fine della degustazione non possiamo mancare di fare ancora due passi nel fresco di Jesi per raggiungere il bus che ci aspetta alla fine del rettilineo centrale, dopo una passeggiata in Piazza Federico II, dove una coppia di sposi tutta solitaria sta facendo delle foto agli ordini di un fotografo appassionato di attrezzi “old style”, in questo caso una di quelle biciclette anni ’20 o ’30 che si vedono forse in qualche museo dell’arte contadina. Le pose sono piuttosto improbabili, ma la sposa è una bella mora di stampo marchigiano (chissà!).
Per la cena ci spostiamo a Moie, frazione di Maiolati Spontini, nel retro di un bel negozio di salumeria.
Il posto è sulla strada principale, piuttosto anonimo, a una prima impressione.
Entrando e guardandosi in giro comincia a prendere vita e già leggendo la lavagna appesa al muro ti rassicuri sul fatto di essere arrivato forse nel posto giusto:
“Cucinare è una passione
Farvi star bene è una soddisfazione
Buon appetito”
Gherardo, Sandra e Mila ci danno il benvenuto e ci invitano ad accomodarci alla tavolata a ferro di cavallo preparata apposta per noi.
Ci sediamo e inizia il corteo delle portate dalla cucina: si comincia con la crescia, di loro produzione, ad accompagnare la bieta e la cicoria da una parte e poi ciauscolo, salame di fegato eccellente, crudo locale e capocollo. Il primo vino è uno spumante Bonci.
Ecco poi i vincisgrassi bianchi, quelli senza pomodoro, dalla ricetta del Nebbia, cuoco maceratese, del 1779, bene accompagnati dall’ottimo Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico di Sartarelli.
A seguire il coniglio e maiale in potacchio, cotti nel vino bianco a fuoco vivo, con il bianco Novalis di Moncaro, fresco vincitore del primo premio al concorso mondiale di Bruxelles 2011.
Insalata verde già condita e patate al forno come contorno
Arriva il trittico di formaggi e arriva anche il Cingulum di Colognola un interessante Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito.
Per finire in bellezza il Muffato di Fazi Battaglia con le torte dell’Osteria, quelle fatte da Sandra, la prima con le mele, l’altra con pere e pinoli, la terza con crema e cioccolato, la quarta alla ricotta, la quinta all’arancia, una più buona dell’altra.
Infine il caffè e il ritorno all’albergo.

Al rientro in albergo riusciamo a condividere, insieme a Chiara e David, il loro rinfresco di nozze nel momento del taglio della torta sul prato accanto alla piscina, dove una piccola cascata d’acqua tra le rocce simula un piccolo paesaggio quasi alpino. Lui è molto serio e compassato. Lei è bellissima nel suo vestito bianco e con i capelli biondo oro raccolti sul capo, di una bellezza classica. Mi ricorda la Grace Kelly giovanissima, oppure la Nicole Kidman di Eyes Wide Shut, ma anche la Gwyneth Paltrow, affascinante protagonista in Emma e anche la Giulietta / Viola de Lesseps di Shakespeare in Love con cui vince l’Oscar nel 1999. Una bella coppia e una bella festa qui, all’Hotel Le Grotte, per ricordare la loro unione.
Anche la luna in cielo sembra più allegra del solito … forse le bollicine sono arrivate fino a lei.

Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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