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Wine Trotter

Chianti Brunello e Nobile, Anteprime 2007, il report

di Kate Maciejewska Serra

MappaArticolo georeferenziato

Durante le ultime Anteprime di febbraio tre grandi Consorzi toscani hanno premiato con un massimo di voti la scorsa annata 2006. È un ottimo sguardo al futuro, particolarmente importante per l'immagine di questi vini. Tutti sanno che il più grande (e in costante crescita, come dimostrano i dati ufficiali) mercato per questi nobili figli del toscanissimo Sangiovese è l'estero, molto sensibile al discorso dei giudizi generali sulle singole annate; ed è senz'altro comprensibile, visto il numero sempre crescente dei produttori aderenti ai tre Consorzi. Particolarmente rilevante si presenta il caso del Chianti Classico, che dopo la recente riunione dei due consorzi del Chianti sotto il marchio del Gallo Nero, amatissimo proprio dalla clientela internazionale, ha visto crescere a dismisura il numero dei produttori.

Ma anche il Brunello non rimane in coda, con i suoi oltre 150 produttori aderenti al Consorzio, che in ultimi anni durante le Anteprime si presentano ad un pubblico internazionale. In questa realtà risulta davvero complicatissimo, anche per gli appassionati del vino italiano, conoscere e seguire tutte le aziende e i loro prodotti, perciò non si può fare a meno dei giudizi e delle classifiche generali. La situazione si complica molto nel caso delle annate meno fortunate e questo è ciò che è successo per il Brunello di Montalcino 2002, presentato proprio quest'anno, giudicato malissimo dagli operatori del settore già prima dell'uscita (proprio grazie alle sfavorissime, come tra l'altro per altri vini toscani del 2002, classifiche generali).

È stato infatti boicottato durante le Anteprime da diversi giornalisti. In genere i ben 110 Brunelli 2002 presentati quest'anno a Montalcino, cioè parecchio di più di ciò che ci si poteva aspettare da quest'annata, che ha visto destinare molte uve del Brunello al comune Rosso di Montalcino, sono stati accolti in un modo piuttosto tiepido, anche se con qualche positiva eccezione, che purtroppo non poteva cambiare il clima generale che si è creato intorno questa annata. Il fatto è che non si è ripetuta la rivalutazione molto positiva, come quella avvenuta durante le Anteprime 2005, quando è stato "riscoperto" il Nobile di Montepulciano 2002, un vino così curato e coccolato dai "nobili di Montepulciano", che era in grado di sconfiggere la disgraziata stagione 2002 in Toscana. La consolidazione ci ha offerto invece quest'anno il presentato Brunello di Montalcino Riserva 2001, al mio parere un vino, anche se giovanissimo, in genere discreto e già piacevole.


Un mare di Brunello

Assaggiando una sessantina di Riserve 2001 in degustazione alla Fortezza di Montalcino mi sono soffermata sui Brunelli dei produttori meno conosciuti, che hanno prodotto da 1 a 3 mila bottiglie di Riserva 2001 e che proprio per questa limitata produzione vengono raramente considerati dagli operatori del settore, compresi i giornalisti, anch'essi spesso interessati a discorsi puramente commerciali. Tra loro sono le Riserve 2001 di BRUNELLI (www.tenutabrunelli.it), COLLEMATTONI (www.collemattoni.it), INNOCENTI (www.innocentivini.com), LA COLOMBINA (www.lacolombina.it), SAN FILIPPO (www.sanfilippomontalcino.com) e UCCELLIERA (www.uccelliera-montalcino.it).

Tra le aziende più grandi invece ho notato le Riserve 2001 di BARTOLI GIUSTI-COMUNALI (www.bartoligiusti.it), CAPANNA, CAPRILI (www.caprili.it), COLLOSORBO (www.collosorbo.com), GIANNI BRUNELLI, IL POGGIONE (www.tenutailpoggione.it), LA PODERINA (www.saiagricola.it), LA SERENA, MASTROJANNI (www.mastrojanni.com) e PIANCORNELLO.
Devo dire però che non sono rimasta colpita da nessuna delle Riserve 2001 presentate quest'anno, come mi è successo invece con Brunello 2001 non riserva, che mi è rimasto nel cuore …e nella mente come un bellissimo punto di riferimento. Infine, per coccolarmi un po' dopo gli assaggi del sobri Brunelli, ho degustato i pochissimi Moscatelli di Montalcino presenti alla Fortezza quest'anno e come ogni anno, visto che possono essere davvero deliziosi, mi domando perché così pochi produttori di Montalcino lo producano. Non sarebbe più giusto farlo piuttosto che curare vitigni internazionali come questi inseriti sulla nata nel 1996 DOC Sant'Antimo, estranei a questo territorio? Ma tutti sappiamo anche che produrre un ottimo vino dolce è una impresa piuttosto laboriosa e commercialmente poco appetibile. A tal proposito vi segnalo i Moscatelli di CAPANNA e della PODERINA, molto diversi tra loro, ma entrambi piacevolissimi.


Montalcino e dintorni

Dopo le massacranti degustazioni dei Brunelli alla Fortezza di Montalcino ho scelto di visitare tre aziende del territorio: una sperduta tra le centinaia di ettari di boschi della tenuta del CASTIGLION DEL BOSCO che di recente ha inaugurato la bellissima e ultramoderna cantina (www.castigliondelbosco.it), la piccola tenuta LA FUGA di uno dei big dell'enologia italiana, AMBROGIO E GIOVANNI FOLONARI (www.tenutefolonari.com), e la curatissima cantina di CIACCI PICCOLOMINI D'ARAGONA) che si trova nella zona del misterioso Monastero e la Chiesa di Sant'Antimo (www.ciaccipiccolomini.com).

In queste suggestive atmosfere della campagna montalcinese ho assaggiato interessanti Brunello di Montalcino 2001 Selezione "Campo del Drago" di CASTIGLION DEL BOSCO e Brunello di Motalcino 2001 Riserva "Le due sorelle" della FUGA . Da CIACCI PICCOLOMINI D'ARAGONA, oltre a uno straordinario Brunello di Montalcino 2001 "Pianrosso", ho potuto provare altri "rappresentanti" dell'enologia locale, cioè il moderno Sant'Antimo DOC e il promettente Montecucco DOC. Si trattava del profumato e morbido Sant'Antimo Rosso DOC 2003 "Anteo"( Sangiovese 60%, Cabernet Sauvignon 20% e Merlot 20%), un floreale e "carnoso" Syrah dell'impronta australiana Sant'Antimo Rosso DOC 2004 "Fabius" e il piacevole Montecucco Sangiovese DOC 2005 (con una piccola aggiunta di Merlot e Syrah).


Nella patria dei Nobili

Tornando alle Anteprime …un grandissimo salto di qualità che si è registrato negli ultimi anni nel caso di Nobile di Montepulciano è stato seguito dal vero e proprio boom delle vendite soprattutto negli Stati Uniti (mentre nel 2004 la percentuale d'export in Usa aveva fatto registrare un 7,2%, il 2005 è stato l'anno della svolta con la percentuale che ha toccato il 9,9% superando nel 2006 quota 10%). Quest'anno il Consorzio del Nobile di Montepulciano ha presentato 34 Nobili dell'annata 2004 e 7 Nobili Cru/Selezione 2004 (annata è stata giudicata in tempo con le quattro stelle).

Si sono rivelati tutti vini corretti e di buona qualità, ma senza piacevolissime sorprese, com'è capitato l'anno scorso per l'annata 2003, quando risultavano in generale più completi ed equilibrati. Ho notato molto positivamente i Nobili 2004 di DEI (www.cantinedei.com), CONVENTINO (www.ilconventino.it), LA CIARLIANA (compresa la loro migliore delle Selezioni 2004 "Vigna Scianello", (www.laciarliana.it), POLIZIANO (www.carlettipoliziano.com), TENIMENTI ANGELINI (www.tenimentiangelini.it) e TORCALVANO GRACCIANO "TORCALVANO" di AMBROGIO E GIOVANNI FOLONARI (www.tenutefolonari.com). Tra le sole quattro Selezioni del 2003 presentate quest'alla Fortezza di Montepulciano mi ha deliziato il corposo Nobile di SALCHETO (www.salcheto.it).
I 16 Nobili di Montepulciano 2003 Riserva li ho giudicati molto corretti, ma in genere leggermente sotto le mie aspettative (considerando discreta l'annata 2003) e ho notato i vini di TORCALVANO GRACCIANO "TORCALVANO" e di CONVENTINO.


Tra le dolci colline di Montepulciano

Il pomeriggio in nostro numerosissimo gruppo dei giornalisti internazionali, ospitato dai simpaticissimi produttori del Nobile, si è sparso nella tranquilla campagna montalcinese. Con gran piacere sono andata a visitare la panoramica azienda d'ICARIO (www.icario.it) che per quest'occasione offriva a tutti il lunch a base di tartare e carpaccio delle cinque razze autoctone italiane. Per la cena invece sono stata ospite alla bella Villa Grazianella della FATTORIA DEL CERRO (www.fattoriadelcerro.it) che ci ha accolto con una degustazione dei loro piacevolissimi vini aziendali, tra i quali Nobile, Brunello e Sagrantino di Montefalco e una singolare degustazione-sorpresa dei migliori vini dolci tra i quali l'indimenticabile Tokaji Aszu' 1999 OREMUS e stupendo Sauternes 1997 CHATEAU D'YQUEM, proposti accanto al loro "cuginetto" toscano Moscatello di Montalcino 2004 Vendemmia Tardiva della PODERINA. Entrambe le degustazioni sono state guidate dal Prof. Denis Dubourdieu, ordinario di enologia all'Università di Bordeaux che ci ha portato delle interessantissime e stimolanti riflessioni sul nostro fortemente relativo modo di percepire il vino, accompagnate da una magica atmosfera poetica che distingue un grande pensiero francese. Questo relativismo tipicamente francese non può trovare il consenso tra i degustatori e i giornalisti del vino, alla ricerca della verità assoluta, spesso anche a tutti costi, come ha dimostrato il confronto alla Villa Grazianella.


Gallo Nero a Firenze

Durante le due giornate dedicate al Chianti Classico sono stati presentati in tutto 310 vini tra i quali 90 Chianti Classico 2005 giudicati in genere molto positivamente dai più di 100 giornalisti del settore presenti in questi giorni alla Stazione Leopolda di Firenze. Quest'anno ho deciso di saltare i vini "nella fase di costruzione" e in questo profondo oceano del vino, ho scelto di assaggiare una sessantina delle Riserve 2003, tutte molto corrette e abbastanza piacevoli, ma che non mi hanno entusiasmati più di tanto. Sembra proprio che quest'annata, non aveva il destino di diventare immortale, come ho potuto confermare anche con le Riserve 2003 del Nobile di Montepulciano. Le mie scelte sono state: Chianti Classico Riserva 2003 di CASALE DELLO SPARVIERO (www.casaledellosparviero.it), CASTELLO VICCHIOMAGGIO "La Prima" (www.vicchiomaggio.it), FATTORIA LA RIPA (www.laripa.it), IL MOLINO DI GRACE e IL MOLINO DI GRACE "Il Margone" (www.ilmolinodigrace.com), LAMOLE DI LAMOLE (www.lamole.com), QUERCIAVALLE (campione di botte; www.aziendagricolalosi.it ), VIGNAVECCHIA (www.vignavecchia.com) e VILLA MANGIACANE (www.mangiacane.it). Alla Stazione Leopolda è stato allestito anche un ricco banco d'assaggio degli Oli Extravergine d'Oliva di altissima qualità, sui quali puntano ultimamente molto i produttori del Chianti Classico.


Un tocco di bianco

La settimana più calda in Toscana dell'anno enologico è stata inaugurata dai vignaioli aderenti al Consorzio di San Gimignano che, come l'anno scorso, hanno organizzato la degustazione della loro Vernaccia, il più famoso vino bianco toscano. Questa volta hanno pensato di affiancarla alla bella carrellata dei vini stranieri, molto diversi tra loro ma, come la locale Vernaccia, legati da un'idea di "affermare il territorio" facendo un pacifico confronto con i vitigni autoctoni e le diverse tradizioni agronomiche. A un numeroso gruppo dei giornalisti accolti nell'antico Palazzo Comunale di San Gimignano è stato offerto "un viaggio" in Svizzera alla ricerca del Fendant de Sierre dell'AOC Vallais, un vino caratterizzato da bassa acidità e dalla presenza di CO2, presentato dal produttore DOMINIQUE ROUVINEZ, in Grecia per degustare Thalassitis di Santorini AOC presentato da GAIA WINES S.A. e in Galizia per scoprire uno dei più caratteristici vini spagnoli, Rias Baixas DO di Albariño, che nasce nell'area del limite di coltivazione d'uva e sposa le contrastanti note di salato, dolce e acido, presentato dal produttore PAZO DE SEÑORANS. A loro sono state affiancate le Vernacce di TENUTA LE CALCINAIE, SAN QUIRICO, PANIZZI, VAGNONI, PALAGETTO e LA LASTRA.

A tutti gli appassionati dei vini bianchi è da segnalare la singolare bottiglia della Vernaccia di San Gimignano prodotta con le uve di tutte le aziende associate del Consorzio per ricordare i primi 40 anni della DOC, ottenuta nel 1996. Le 4 mila bottiglie numerate di questo vino saranno vendute sul territorio di San Gimignano e acquistabile anche tramite Consorzio per corrispondenza a prezzo di 15 Euro, che sarà devoluto in beneficenza alla Fondazione Francesca Pecorari - Onlus che agisce principalmente in Birmania (www.vernaccia.it; www.francy.org ).

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