Warning: mysql_fetch_assoc(): supplied argument is not a valid MySQL result resource in /www/MW_qPnIayRGG/tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php on line 208

Warning: mysql_free_result(): supplied argument is not a valid MySQL result resource in /www/MW_qPnIayRGG/tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php on line 214
Abbiamo capito come si fa il vino? Forse no…, di Enzo Zappalà

Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in
Pubblicità
Home > Esperti > Vino

Abbiamo capito come si fa il vino? Forse no…

di Enzo Zappalà

Ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno fatto una straordinaria scoperta. Una sostanza organica trovata nell’Universo contiene una miscela di composti aromatici (struttura ad anello) e di composti a catena. Il risultato è talmente complesso che la struttura finale assomiglia a quella del petrolio.

La faccenda potrebbe anche essere archiviata facilmente, dato che non siamo nuovi a scoperte di molecole molto complesse nello Spazio. Il problema è che sulla Terra il petrolio si forma solo attraverso i residui della vita biologica. I risultati degli studiosi di Hong Kong dimostrano che invece possono essere anche sintetizzati direttamente nello Spazio. I casi sono due: o la base della vita si costruisce negli spazi interstellari o quello che vediamo sono residui di vita aliena. Data la quantità dei composti osservati si propende, ovviamente, per la prima ipotesi.

Analisi più accurate hanno mostrato che questi composti si formano velocemente (poche settimane) durante l’esplosione delle Novae e che le stesse esplosioni inseminano di questi composti ampi spazi interstellari. Teoricamente sembrerebbe impossibile formare composti organici nel vuoto quasi assoluto, ma la Natura ci dimostra che riesce a fare benissimo quello che le nostre teorie sembrano vietare.

Non sono però fenomeni che avvengono troppo lontano da noi e con i quali non abbiamo interazioni. Il collegamento tra questi composti e il nostro Sistema Solare esiste e come. I composti di cui si parla sono rintracciabili anche nelle meteoriti. Il che vuol dire che anche la nebulosa proto-solare ne è stata “contaminata”. La pioggia di comete e asteroidi delle fasi di bombardamento pesante potrebbe facilmente avere inseminato tutta la Terra.

A questo punto, però, una dubbio e una domanda molto imbarazzanti per tutta la chimica del vino (e non solo, ovviamente) diventano quasi obbligatori.

Con grande fatica -e molta soddisfazione- si pensa ormai di aver capito tutta l’evoluzione dei polifenoli dell’uva e della Natura in genere. Anche loro sono catene contenenti anelli aromatici e anche loro “dovrebbero” sintetizzarsi durante la vita biologica. Oggi sappiamo benissimo perché nel vino si sentono aromi di viola, di frutti di bosco e cose del genere. Nessun segreto, proprietà dei grandi specialisti. La soluzione è molto più ovvia: gli antociani e gli altri composti del vino sono gli STESSI che vi sono nella frutta e quindi è del tutto banale che si rintraccino profumi e sapori estremamente simili… la scoperta dell’acqua calda, in altre parole.

Tuttavia, l’infinità dell’Universo ci dà una bella ”mazzata”. Pensavamo che la sintesi dei polifenoli fosse una prerogativa della vita cellulare. Eravamo convinti di averne capito quasi tutti i segreti, tanto da passare al contrattacco e cercare, più o meno violentemente e lecitamente, di intervenire sulle abbondanze delle sostanze biochimiche più importanti per il vino, come tannini e cose del genere.

E invece la Natura ci mette ancora una volta in riga: Non vi è necessità di vita biologica per sintetizzare catene aromatiche e quindi probabilmente anche antociani, tannini e via dicendo. Può bastare l’esplosione di una stella…

Ma allora abbiamo capito qualcosa della vita biologica e del vino in particolare? Oppure, non è che vi siano modi diversi -e magari più semplici- per creare ciò che la vita è riuscita a fare in miliardi di anni di evoluzione biologica? Una stella che esplode lo riesce a fare in poche settimane e sicuramente anche meglio…

Pensare che ciò che vediamo negli Spazi enormi interstellari sia il residuo (magari enoico) di extra-terrestri è impossibile a credere. Sì, è vero che si osservano nuvole gigantesche di metanolo tra le stelle, ma non penso proprio sia scoppiato uno scandalo come quello che anni fa ha sconvolto l’Italia vinicola. Si parlava di Tanaro colorato in rosso per il vino versato, ma colorare decine di anni luce di spazio è molto più complicato…

Tuttavia, i casi restano solo due: o esistono gli ET che sparpagliano vino e petrolio nel Cosmo (occhio alla concorrenza e ai prezzi!) o, più probabilmente, la Natura vuole darci una lezione di modestia e umiltà: pensiamo di sapere tanto e poi basta una Nova a distruggere molte convinzioni. E non solo per il vino…

Continuiamo pure a scrivere formule, a imparare processi fisici e chimici, a sentirci sempre più importanti e intelligenti, ma -ricordiamoci- che la Natura la sa molto più lunga di noi.

A quando gli astro-enologi?


Letto 4784 voltePermalink[0] commenti

0 Commenti

Inserisci commento

Per inserire commenti è necessario essere registrati ed aver eseguito il login.

Se non sei ancora registrato, clicca qui.
PUBBLICITÀ

Enzo Zappalà

Enzo Zappalà

 Sito web
 e-mail

Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

Leggi tutto...

Archivio Risorse Interagisci

 feed rss area vino

PUBBLICITÀ

Ultimi Commenti