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Wine Trotter

Dalla Scozia con amore, Whisky Single Malt

di Kate Maciejewska Serra

MappaArticolo georeferenziato

Vi vorrei parlare di whisky, e non di whisky qualsiasi, ma di Single Malt scozzese. In questa fase della mia conoscenza di questo nobile superalcolico - che posso definire come breve, ma deliziosa fase d'innamoramento - (che spero si trasformi in un sentimento più duraturo e profondo), sono fortemente affascinata dal suo carattere unico e dal suo mondo per me del tutto sconosciuto, perciò vi vorrei avvertire che non sarà un racconto troppo sistematico. Mi auguro anche che grazie agli spunti che vi offrirà il mio testo il sempre più numeroso gruppo di appassionati di Whisky Single Malt possa ampliarsi ulteriormente.

Lo spunto per parlarne è arrivato, un po' per caso, dal "Classic Malts Club" dedicato agli intenditori di whisky, che ha deciso ad insegnare ai fiorentini, piuttosto restii agli esperimenti gastronomici, la vera cultura del whisky. La giusta occasione per promuoverla si e presentata durante il mercatino scozzese allestito nella prima metà di dicembre nella bellissima Piazza Santa Maria Novella a Firenze, dove, accanto a kilt, tè e biscotti, funzionava uno stand dedicato al whisky, affollato in tutte le ore. Proprio lì ho avuto piacere di assaggiarli, attraverso una sorta di scuola di Whisky Single Malt svoltasi nei locali dell'Hotel Minerva.

La degustazione, sapientemente condotta dall'esperto Franco Gasparri, è stata per me una vera e propria rivelazione, o meglio, un amore a prima vista per il Whisky Single Malt. Perfino gli slogan pubblicitari letti nell'opuscolo di "Classic Malts Club" sembravano illustrare il mio stato d'animo di quel momento: "Talvolta è meglio essere single" per provare come "Bere un bicchiere di whisky è come fare l'amore con tutta laScozia". Ed io ero sola e assaggiavo non uno, ma sei straordinari whisky! Ho provato sensazioni uniche, per certi versi paragonabili alle degustazioni dei grandi vini rossi, ma moltiplicate all'infinito. Come tra volare nel cielo e volare nello spazio - sensazioni entrambe piacevolissime (immagino), ma completamente diverse.

E' importante notare l'importanza del giusto approccio nella fase di degustazione, che può e deve essere insegnato, per non commettere errori che nascono spesso dalla mancanza di un'adeguata conoscenza. Un errore gravissimo l'ho commesso anch'io : la totale ignoranza del mondo whisky considerato, da me, (e da tanti altri) un rozzo superalcoolico maschile da usare come base dei più bevibili, ma insani, drink. Sulla scia di questi errati ma diffusi luoghi comuni perfino alcune bottiglie dei qualificati whisky regalatimi da amici rimanevano a lungo negli angoli più bui della mia dispensa.

Ora, finalmente munita dell'infarinatura minima necessaria, grazie alle degustazioni fiorentine ed ai miei successivi approfondimenti, ho potuto gustare bottiglie "immortali". Come ben ricorda il saggio detto di Talleyrand: "Più conoscenza e legata al nostro amato oggetto più cresce il sentimento verso di lui".

L'alcool prodotto dal malto tostato e distillato gli scozzesi lo chiamavano "uisge beatha" cioè "acqua vite" e proprio da questo nome gaelico proviene la parola whisky. L'inconfondibile carattere dello Scotch Whisky è legato all'uso dei caratteristici componenti di questa terra, cioè il malto fresco raccolto nei campi scozzesi, purissima acqua delle sorgenti di montagna priva di calcare e l'aromatica torba locale.

La più spiccata differenza tra whisky scozzese e irlandese (oltre il nome stesso, dacché gli irlandesi hanno adottato la parola whiskey) è l'utilizzo, nel processo di essiccazione, del malto con la torba cioè la "terra umida macerata" che dona al whisky un caratteristico profumo e sapore di fumo. Questo forte gusto dato dalla torba distingue in modo netto il whisky scozzese dal più delicato whiskey irlandese per il quale viene anche effettuata una tripla distillazione. Non possiamo neanche dimenticare che l'Irlanda è un'isola e perciò l'aria nel quale si produce whiskey profuma di brezza marina.

Il whisky Single Malt è considerato la più nobile versione di whisky scozzese perché è ottenuto esclusivamente dal malto d'orzo e proviene da una singola distilleria. Decisamente più comune il Blended Scotch Whisky viene prodotto attraverso la miscela dei diversi whisky di malto e di grano. Tra queste due grandi categorie esiste anche il Whisky Pure Malt, cioè prodotto dalla miscela di whisky di solo malto.

L'attuale norma europea stabilisce che il whisky deve maturare in barili di quercia di capacita di 700 litri per un periodo minimo di 3 anni. Questa ed altre severe norme relative alla produzione di scotch whisky fanno sì che sia uno dei più tutelati superalcoolici nel mondo, sia dal punto di vista di produttori locali, sia dei consumatori.
La creatività delle singole distillerie consente l'uso, durante il lungo processo d'invecchiamento, delle diverse botti di legno che cambiano profumo e sapore del whisky ottenuto.

Tradizionalmente vengono usate le botti vecchie recuperate dai produttori di porto, sherry ed altri vini (come affermano gli inglesi, sempre polemici nei confronti degli scozzesi, poiché questa pratica soddisfa pienamente il loro proverbiale gusto del risparmio). Grande diversità dei legni e dei gusti da loro lasciati insieme agli altri caratteristici componenti del processo di produzione, costituiscono la straordinaria ricchezza e unicità dei whisky scozzesi. Il Single Malt Whisky è migliore degustato da solo a temperatura ambiente (il whisky blended va bene anche con ghiaccio e nei drink) con un'eventuale aggiunta di acqua per abbassare l'alta gradazione alcolica e meglio distinguere i ricchi profumi presenti nel whisky (io confesso di preferire whisky puro).

I sei Whisky Single Malt assaggiati durante la degustazione fiorentina hanno evidenziato la straordinaria diversità di questo superalcoolico scozzese che, come il vino di qualità, "metabolizza" le caratteristiche delle zone di produzione. Il mio preferito, Dalwhinnie 15 anni e 43% d'alcool, proviene dal cuore delle Terre Alte, le Highlands. La distilleria DALWHINNIE, che in gaelico significa "punto d'incontro", posta a 350 m sul livello del mare, è una delle più vecchie distillerie della Scozia. Il piacevolissimo whisky "Dalwhinnie" ha il gusto dolce che lo distingue dai classici whisky a volte eccessivamente amari. E' un whisky "variopinto": un profumo delicato e leggermente fruttato con sentori di erica e vaniglia che ritornano nel sapore affiancate ai sentori di torba, spezie, tabacco e nota di miele, il retrogusto secco e complesso e una sorprendente chiusura molto decisa e amara degna dei migliori whisky.
Nel caso del vino questi "eccessi" darebbero un prodotto squilibrato, nel caso del whisky possono invece divenire caratteristiche in grado di conferire un carattere unico che testimonia le straordinarie potenzialità di questa categoria di superalcoolici che conquista sempre più numerosi appassionati in tutto il mondo.

Il Lagavulin 16 anni e 42% di alcool, proveniente dalla distilleria LAGAVULIN che si trova nella piccola isola di Islay, è il più particolare tra i sei whisky assaggiati durante la degustazione (è senz'altro il mio numero 2 dopo l'amabile, ma caratteristico "Dalwhinnie"). Di evoluto color miele nascosto sotto il caratteristico vetro scuro della bottiglia, il profumo secco e molto intenso con nota di tabacco, pepe nero, chiodi di garofano, della torba mischiati con forti sentori medicinali che, come affermava il nostro insegnante "o si ama o si odia" è il whisky per veri intenditori, cioè per coloro che "hanno già provato tutto". Nei whisky di LAGAVULIN si sente la particolare torba usata durante la produzione, ma anche la forte componente marina presente nell'aria che circonda questa distilleria posta sul mare.

Il whisky più "selvaggio" è senz'altro il Talisker" 10 anni e 45% di alcool prodotto nella distilleria TALISKER che si trova sulla piccola Isola di Skye, protetta dal WWF. Il suo colore carico, l'intenso aroma torbato, di brezza marina e di spezie, il sapore pastoso e persistente lo lega fortemente alla famiglia dei whisky tradizionali. Il "Talisker" ha personalità davvero forte e, curiosamente, piace alle donne che, grazie alla sua natura potente e un po' "rozza" ritrovano in lui il carattere del maschio (confermo !).

Un whisky decisamente più classico è l'Oban 14 anni e 43% di alcool, che nasce nella distilleria ubicata sulla costa delle West Highlands, nel centro della piccola cittadina di OBAN. E' un prodotto molto "lineare" con un profumo delicato e leggermente secco con note floreali e fruttate, di tè e bergamotto. Il gusto è pieno e pastoso, fresco e sapido, molto persistente. Grazie al suo bel profumo, al gusto fresco e deciso nonché al notevole equilibrio, può essere definito un whisky "aristocratico".

Il Cragganmore 12 anni e 40% di alcool prodotto nell'omonima distilleria, nella fredda ed umida Scozia Orientale, sul Mare del Nord, è un whisky molto ricco di profumi diversi, tra quali tabacco, fumo, cuoio, pelle bagnata e frutta matura, dal sapore di vaniglia (dato dal legno che nell'ambiente umido lascia più questo profumo) e con il sapore fresco che continua le note di frutta secca presenti nel profumo.

Ultimo nella scala delle mie preferenza tra i whisky della degustazione del "Classic Malts Club", il
Glenkinchie 10 anni prodotto nella distilleria GLENKINCHIE dei bassopiani, le Lowlands. E' un whisky decisamente più delicato e leggero dei precedenti. Ha colore chiaro, profumo d'orzo, pane tostato, lieviti, note fruttate (pera e agrumi) e leggermente floreali della fermentazione, sapore secco ma rotondo e non molto "invadente" con un retrogusto piuttosto dolce e poche note torbate (nel sud della Scozia la torba viene usata in misura inferiore). Il suo punto forte è la notevole persistenza, anche un po' eccessiva, rispetto alla leggerezza delle altre componenti gustative. Può essere considerato una "introduzione" o meglio un "aperitivo" prima degli altri, decisamente più difficili da apprezzare, Whisky Single Malt scozzesi (nella degustazione fiorentina è stato giustamente proposto per primo).

I whisky descritti non sono prodotti economici, tutt'altro : il loro costo supera i 50 Euro a bottiglia ma considerato l'altissimo livello qualitativo, sono soldi ben spesi. Potete approfondire la vostra conoscenza di Whisky Single Malt Scozzesi attraverso gli articoli del collega Angelo Matteucci, qui su TigullioVino.it oppure visitando il sito www.classicmaltsclub.it e www.singlemaltclub.it

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Salve a tutti, permettete,che mi presenti nel modo piuttosto tradizionale. Sono nata a Poznan' in Polonia nel 1970. Nel ormai lontanissimo passato ho...

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