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Wine Trotter

Orizzonti e Vertici de l'AcquaBuona, piemontesi in Versilia

di Kate Maciejewska Serra

MappaArticolo georeferenziato

Per la gioia …ed il piacere di tante persone, lo staff della rivista enologica on-line "L'AcquaBuona" ha organizzato un'interessante iniziativa enogastronomica, riuscendo con successo a portare sulle spiagge toscane una validissima selezione di vini piemontesi accompagnati dai rispettivi produttori. L'aver dato ai tanti interessati la possibilità di incontrare i produttori delle Langhe e Roero è stato proprio il punto forte di questa manifestazione a cui ha fatto da cornice il brillante ed assolato week-end versiliese del 15 e 16 Maggio.

L'appuntamento degustativo ha di fatto rappresentato una sorta di gemellaggio fra due regioni che da decenni ormai, si danno appuntamento estivo incontrandosi proprio nelle località balneari della Versilia, per vivere e condividere le notti estive in compagnia dell'ottimo cibo toscano…e dei vini di qualità.

Come avete capito, la manifestazione, nell'essere indirizzata agli "addetti del settore enogastronomico" era aperta anche a tutte quelle persone che per cultura, curiosità e piacere volevano sfruttare l'irrepetibile occasione di assaggiare vere e proprie perle dell'enologia piemontese, versando un modestissimo contributo di soli 15 euro, tale è risultato il costo del biglietto d'ingresso.

Insieme agli stupendi rossi piemontesi rappresentati da Barolo, Barbera, Barbaresco, Nebbiolo e Dolcetto c'erano anche interessanti vini bianchi, come i freschi Arneis di Roero e i più raffinati Langhe Bianco, forse meno conosciuti dal pubblico toscano….motivo in più per scoprirli proprio in occasione di questa manifestazione. Sono stati proprio questi vini ad incuriosirmi maggiormente, in virtù delle loro caratteristiche che ritengo costituiscano elemento di perfetto abbinamento con la cucina marinara toscana. Questi grandi vini bianchi del Piemonte infatti hanno avuto l'occasione per dimostrare di essere in grado di reggere il confronto con quella certa "rilassatezza" che investe i vini bianchi toscani (rilassatezza che certamente non sfiora il grande e particolarissimo bianco toscano Vernaccia di San Gimignano o i Vermentini costieri, purtroppo ancora numericamente pochi).

L'autoctono piemontese Arneis "nato" nell'angolo nord-orientale della provincia di Cuneo e precisamente nel variopinto territorio di Roero, è un vitigno che fino a pochi anni fa era considerato "un minore", come testimonia anche il suo nome, usato per appellare un personaggio birichino (in Piemonte infatti "non fare l'arneis" vuol dire proprio "non fare il bambino"). Cosicché, proprio nel rispetto dell'appellativo assegnatogli, questo vitigno veniva "furbescamente" usato nella zona di Roero, soprattutto per "addolcire" il potente e ruvido Nebbiolo, ovvero assegnando a quest'uva un ruolo importante ma secondario, come quello di "un attore non protagonista".

La "scalata in carriera" dell'Arneis, incomincia circa venti anni fa, quando per la prima volta questo vitigno è stato proposto in purezza, cosicché, attraverso l'esperienza ed i continui studi dei viticoltori, abbinati alle capacità professionali degli enologi e degli agronomi, il nostro Arneis è riuscito negli anni successivi a far diretta concorrenza al ben più noto bianco Gavi. Un buon Arneis deve possedere un colore paglierino, talvolta leggermente ambrato - un profumo fresco e delicato con note fruttate ed erbacee - un sapore delicato e giustamente asciutto con un gradevole e leggero finale amarognolo. Ritengo si tratti di un vino senz'altro molto "attraente" e preposto ad un facile consumo, proprio in virtù della sua fresca finezza abbinata alla poca "aggressività" e ad un equilibrio generale che lo rende protagonista sia negli aperitivi sia come perfetto partner di delicati piatti a base di verdure e di pesce.

Vorrei però presentarvi anche un diretto cugino dell'Arneis. Mi riferisco alla Favorita, un vitigno meno raffinato che, proprio in quest'ultimo periodo sta riscoprendo e valorizzando le sue caratteristiche. Appartiene della famiglia dei Vermentini mediterranei, come quello ligure e quello sardo, anche se al momento non è certamente in grado di raggiungere i livelli qualitativi di questi due capostipite. La Favorita nell'essere un vino abbastanza aspro è molto fruttato e risulta un ottimo "compagno di viaggio" per saporiti piatti di pesce.

Voglio quindi spendere una parola anche per un altro "piccolo" vitigno piemontese dal nome curioso: il NasCëtta che a quanto pare possiede tante caratteristiche in affinità con la sofisticata versione gallurese del Vermentino sardo e che ho avuto il piacere di assaggiare proprio alla degustazione versiliese (vi confesso che….erano proprio due autentici rappresentanti di questi rarissimi bianchi piemontesi).

Ad un'altra categoria di bianchi piemontesi appartengono i raffinati…e non solo, vini Langhe Bianco, composti da vari vitigni, fra cui spicca la presenza prevalente di Sauvignon e Chardonnay e che, nonostante l'internazionalità dei vitigni che li compongono, dimostrano il possesso del tipico "carattere locale", suffragando il loro stretto legame con il territorio.

Devo sottolineare che il livello generale dei vini bianchi presentati da circa 30 produttori, durante la manifestazione versiliese, è risultato, a mio avviso, davvero buono. Quindi, com'è mio solito fare voglio segnalarvi, la selezione dei vini bianchi che ho assaggiato in questo caldo pomeriggio del 16 Maggio, sui suggestivi viali a mare di Viareggio, nell'accogliente Centro Congressi Principe di Piemonte, ovviamente accompagnati dai prezzi "franco cantina-senza IVA", giusto per darvi un'ulteriore elemento di riscontro:

- Roero Arneis 2004 di "Angelo Negro & Figli"; Fraz.Sant'Anna 1, Monteu Roero (CN); alcool 13 % (6 €);
- Roero Arneis Perdaudin 2004 di "Angelo Negro & Figli"; alcool 14 % (7 €);
- Roero Arneis 2004 di "Matteo Correggia", Via Santo Stefano Roero 124, 12043 Canale d'Alba (CN), alcool 13,5 % (5 €);
- Roero Arneis Daivej 2004 di "Deltetto", Corso Alba 43, 12043 Canale d'Alba (CN); alcool 13,5 % (5,20 €);
- Roero Arneis Luèt 2004 di "Cascina Val del Prete", Strada Santuario 2, 12040 Priocca (CN); alcool 13,5 % (4,50 €);
- Roero Arneis Camestri 2004 di "Marco Porello", Corso Alba 71, 12043 Canale d'Alba (CN); alcool 13 % (4 €);
- Roero Arneis 2004 di "Gomba", Via Biglini 74, 12051 Alba (CN); alcool 13,5% (4,80 €);
- Langhe Arneis 2004 di "Fontanbianca", Via Bordini 15, 12057 Neive (CN); alcool 13 % (5 €);
- Langhe Favorita 2004 di "Malvirà", Loc. Canova, Case Sparse 144, 12043 Canale d'Alba (CN); alcool 13% (4,20 €);
- Nas-Cëtta 2004 di "Le Strette", Via Le Strette 1/c, 12060 Novello (CN); alcool 12,5% (5 €);
- Nas-Cëtta 2004 di "Elvio Cogno", Loc. Ravera 2, 12060 Novello (CN); alcool 13% (6,80 €);
- Langhe Bianco La Dote 2003 di "Punset", Frazione Moretta 5, 12042 Neive (CN); Chardonnay 100%, alcool 13,5% (4,60 €);
- Langhe Bianco 2003 di "San Fereolo", Borgata Valdibà 59, 12063 Dogliani (CN); Riesling Renano 70% e Traminer Aromatico 30%, alcool 14% (7,50 €);
- Langhe Bianco Bel Ami 2004 di "Boroli Silvano e Elena", Loc. Madonna di Como 34, 12051 Alba (CN); Chardonnay 100%;
…e per un bel brindisi alla amicizia toscano-piemontese un corposo Extra Brut 2001 di "Deltetto"; Pinot Nero 60% e Chardonnay 40%, alcool 13% (11 €).

Fino a qualche tempo fa questi "bianchi tesori" del Piemonte hanno avuto una forte richiesta di mercato soprattutto in terra d'origine, dove le conosciute ed apprezzate caratteristiche venivano sposate con i tipici piatti tradizionali, serviti proprio nei numerosi ed ottimi ristoranti di questa "gustosissima" regione italiana. Mentre oggi, sia in virtù del cospicuo incremento delle aziende produttrici e dell'aumento dei volumi prodotti, sia in conseguenza ad una più avvertita crisi generale dei consumi, i produttori sono incentivati e costretti a cercare nuove sacche di mercato sia in terra nazionale sia all'estero, come del resto accade anche per i più affermati rossi piemontesi.

E' per questo che ogni iniziativa come quella organizzata in Versilia oltre renderci tutti lieti per la possibilità di gustare ottimi vini, certamente apporta un significativo contributo nel difendere e consolidare la "cultura del vino" che, oggi come oggi, risulta invece paradossalmente trascurata proprio in un paese enologico per eccellenza come l'Italia.Vale la pena sottolineare come i bianchi piemontesi della vendemmia 2004 si stiano caratterizzando per il possesso di una buona struttura abbinata al mantenimento della loro tipicità, cosi difficile da ottenere in annate anomale, come ad esempio quella del 2002.

Perciò quest'estate, peraltro già annunciata dalle elevate temperature degli ultimi giorni, può essere un'ottima occasione per scoprire un altro angolo enologico di "bell'Italia" dove, accanto ai blasonati ed abbastanza costosi rossi, si producono ottimi vini bianchi proposti ad un buon rapporto qualità/prezzo. Vi saluto e al proposito vi devo ricordare che sembra non sia proprio vero che solo i vini rossi fanno bene alla salute.

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