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Vocacibario

Langhe: Paradiso del Gourmet

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato


Carrù ed il suo bue grasso


Per la seconda volta, il collega Luciano Scarzello ci ha condotto per due giorni (dal 2 al 3 dicembre) sulle golose strade dei vini e dei piatti tipici delle Langhe. Prima tappa a Carrù per un irrinunciabile bollito di bue grasso. Questa industre cittadina può vantarsi di essere la capitale piemontese del bollito. Non a caso, da ben 101 anni vi si svolge la storica ed ormai famosa Fiera del Bue di Carrù. Una manifestazione che ogni anno richiama migliaia di visitatori, con indubbia ricaduta su tutto il territorio. Un vero e proprio marketing territoriale, da cui è nato un curioso e straordinario evento: l’Asta online del Bue Grasso di Carrù. Tra le molte offerte, non poche sono arrivate alla succursale di “Eataly” a Tokio, dove il bue di Carrù era in concorrenza con il “divino” bue di Maesawa, noto come il bue di Kobe. A coordinare l’evento, Anna Bracco, direttrice della Cantina di Clavesana coadiuvata da Tessa Donnadieu. Questa Cantina non è solo la principale azienda vitivinicola della zona ma è il maggior produttore di Dolcetto di tutto il Piemonte, nonché sponsor ufficiale della Fiera del Bue di Carrù. Altri vini Docg e Doc prodotti da Clavesana: Roero Arneis, Nebbiolo d’Alba, Langhe Nebbiolo, Piemonte Barbera, Barbera d’Alba e Superiore, Barolo e Moscato d’Asti.

Gran bollito con Dogliani Docg

Per l’occasione, su invito della Cantina di Clavesana, la sede del pranzo non poteva che essere il ristorante Moderno, tempio incontrastato del bollito. Un mangiare di saporosa sostanza che, per tutto l’inverno è il live motive delle tavole dei ristoranti piemontesi. Al tavolo del gruppo di giornalisti, il presidente e il direttore della Cantina di Clavesana, rispettivamente Giovanni Bracco e Anna Bracco, l’Assessore alla Cultura di Carrù Antonio Morra, Tessa Donnadieu (cura i rapporti con l’estero per Cantina di Clavesana), Katia Mampreso, vice presidente della Pro Loco di Carrù, e il dr Valter Rivetti patron del B&B Casaforte di Alba in Mango, dove alloggiavano gli altri 6 colleghi. Il ghiotto menu era più da gourmand che da gourmet. Dopo la squisita carne cruda all’Albese, la decisa ed appetitosa bagna caoda con cardi gobbi, seguita da un gran bollito misto di bue con ben 9 salsine. A questa punto, solitamente c’è il dessert, ma non qui. Sono seguiti degli agnolotti in brodo (ovviamente di bue) da antologia e, la seconda parte di bollito. Una sequenza di buoni piatti e impegnativi, sposati come di consueto, non ai Barbera d’Alba o d’Asti, ma al Dogliani Docg e Dogliani Docg Superiore della Cantina di Clavesana. L’abbinamento, sulla carta difficile, si è rivelato ottimale, in particolare col Dogliani Superiore. Un vino dall’intenso bouquet, sapido, gradevolmente tannico, di buon corpo e continuità. Per il bonet e la torta di nocciole (Gentile delle Langhe), il Sansossì: un buon vino chinato con base Dogliani, che non faceva rimpiangere l’illustre Barolo Chinato.

A Scuola di Dolcetto

La notizia che una cantina acquisti una ex scuola elementare è quantomeno curiosa ed inedita. Dal 25 novembre scorso, la Cantina di Clavesana è proprietaria dell’ex scuola elementare delle Surie. A volerlo, i 350 coviticoltori della cantina presieduta dal dinamico Giovanni Bracco. Al suono della campanella e al richiamo di “Tutti a Scuola”, i soci si sono riuniti in una delle aule storiche per ascoltare dalla voce del presidente Giovanni Bracco e della direttrice Anna Bracco, le motivazioni che hanno spinto il direttivo a partecipare all’asta pubblica indetta dal Comune. Molteplici sono stati i fattori che hanno fatto intravedere al Consiglio d’Amministrazione l’investimento che stava dietro all’acquisizione dell’edificio: “Si tratta – spiega il presidente – di un pezzo di storia del nostro paese, non solo per la valenza architettonica e la posizione panoramica in cui è ubicato, ma anche per il suo valore sociale, visto che per anni ha consentito ai piccoli abitanti delle Surie di andare a scuola. Acquisire la scuola significa dare lustro al territorio e fare un investimento culturale per il futuro. Tutte le nostre iniziative che spaziano dalle degustazioni guidate ai convegni e iniziative di enogastronomia, e alla valorizzazione del nostro prodotto e del territorio vi si terranno”. La prima lezione c’è già stata, con la presentazione di un progetto innovativo voluto da Cantina di Clavesana sulla mappatura dei vigneti. Un sistema informatizzato e disponibile online che permetterà di visionare tutti gli ettari dei soci della Cantina comodamente dal proprio computer, dando modo all’agronomo di monitorare in tempo reale ogni singola vigna e agire tempestivamente in caso di problemi.

Neive: Grand Cru del Barbaresco

Neive alta col suo bel centro storico e Neive bassa che comprende il centro commerciale con gli annessi servizi urbani. Quello che unisce entrambe, sono i vigneti. Non a caso è denominata Terra dei Quattro Vini: Barbaresco, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Moscato d’Asti. Dei 4 comuni che producono il Barbaresco, Neive possiede la maggiore superficie vitata. Molte anche le zone altamente vocate ed altrettanti buoni produttori. Tra questi, le aziende Francone e Massimo Rivetti. La prima, nata all’inizio degli 60, è oggi gestita dai fratelli Marco e Fabrizio ed il padre Mauro Francone. Dai loro circa 20 Ettari di vigneti nei Comuni di Neive (85%), Castagnito (8%) e La Morra (7%), ottengono annualmente tra 90.000 e 120.000 bottiglie. Produzione venduta per il 60% in Italia e per il 40% in Europa, USA, Cina e Canada. Fiore all’occhiello della produzione, il Barbaresco (due linee) ottenuto dal vigneto Gallina, considerato tra le migliori sottozone dell’intera zona di produzione. Ma non solo: Barolo; Nebbiolo, Barbera e Dolcetto d’Alba; Langhe Rosso e Chardonnay, Roero Arneis, Moscato d’Asti e, uno spumante classico da uve nebbiolo, completano la gamma. L’assaggio di alcuni vini ha confermato la finezza ed armonia del Barbaresco, la struttura e persistenza del Barbera d’Alba e, la fragrante freschezza dello spumante classico rosè. Oltre alla vendita diretta nella propria enoteca, c’è un piccolo museo del vino di Langa.
La seconda, Rivetti Massimo, anch’essa con venti ettari distribuiti in tre cascine: Froi, il centro aziendale con la cantina e dodici ettari nelle vocate sottozone Rivetti e Serraboella dove, oltre il nebbiolo, allignano barbera, moscato e cabernet sauvignon, con vigneti di oltre i 35 anni. Garassino, a Mango, comprende quattro ettari con vigneti più giovani con merlot, pinot nero, affiancati al nebbiolo e all’arneis. La Palazzina, di Alba, comprende anch’essa quattro ettari vitati con varietà tradizionali come il nebbiolo, barbera e il dolcetto, anch’esse con vigne di 35 anni. Anche in questo caso i vini vertice sono i Barbaresco Froi e Serraboella di varie annate. Assaggiati prima e durante una sostanziosa cena preparata dalla moglie di Massimo Rivetti, hanno espresso intenso bouquet, pienezza, persistenza ed armonia. Di buon livello anche il Barbera ed il Dolcetto d’Alba, il Nebbiolo d’Alba, il Langhe Arneis e Rosso, e il Moscato d’Asti.

Nella terra di Cesare Pavese

Prima tappa dell’ultimo e secondo giorno, una gradita visita al paese del Moscato: Santo Stefano Belbo, indiscusso Cru del Moscato d’Asti e paese natio dell’indimenticato scrittore Cesare Pavese. La meta, la Cantina Vellebelbo, una delle più importanti aziende cooperative italiane, essendo il maggiore produttore italiano di moscato d’Asti. Fondata nel lontano 1956 da solo una settantina di viticoltori, oggi ne conta oltre 250 per ben 1.000 ettari di vigneto (Doc e Docg), che danno origine a 1.500.000 bottiglie. Una grande e moderna struttura con una tecnologia d’avanguardia per la produzione di qualsiasi vino, dove c’è anche una vasta sala con botti di rovere di Slavonia per l’invecchiamento dei classici rossi piemontesi. A questo si aggiunge un altro tassello importante per raggiungere la qualità: tutti i produttori associati, nella conduzione del vigneto, godono dell’aiuto di un esperto agronomo. A raccontarci tutto questo, il dinamico presidente Romano Scagliola, il quale ne ha illustrato le peculiarità, facendoci visitare l’intero impianto e fatto assaggiare il Moscato prelevato direttamente dalle botti d’acciaio inox. L’asti ed il Moscato d’Asti rappresentano al meglio l’Italia del vino nel mondo, con oltre 90 milioni di bottiglie vendute nel 2010, di cui 42 milioni e mezzo in Europa. Sensibile l’aumento del Moscato d’Asti, salito a 19 milioni di bottiglie vendute.

Cena di commiato a Montelupo Albese

Degna conclusione della due-giorni enogastronomica a Montelupo Albese, con cena con tartufo bianco al ristorante “Cà del Lupo”. Una struttura dal moderno design che comprende oltre il ristorante, un hotel 4 stelle. Costruita nel 1975 come abitazione privata su disegno dell’architetto Demaria, nel 1991 è stata trasformata in ristorante ed hotel dall’architetto Bremer. Tutto questo per onorare e continuare l’attività della nonna Quintina che, negli anni 60, gestiva una piccola trattoria nel paese. Tre comode salette da 40 persone ognuna con vista panoramica, dove si servono piatti albesi tipici e rivisitati. Nel nostro caso, un’insalata di galletto con tartufo bianco d’Alba, risotto con tartufo bianco d’Alba, coniglio nostrano cotto con fuoco a legna con patate, e dulcis in fundo con cremino al torrone con salsa al cacao e panna cotta con granella di nocciole e caramello. Sfogliando il menu e la carta dei vini, emergono due dati importanti. Un menu con quattro piatti (dall’antipasto al dolce) senza vino, ha un costo di 33 euro, ben spesi. Ricca di buoni ed ottimi vini piemontesi la carta dei vini, con una selezione di vini bianchi e rossi di varie regioni. Succinta ma buona la scelta di champagne e spumanti, cosi pure per i vini esteri.
Ancora una volta la Langa Albese ci ha conquistato. Suggestivi paesaggi, antichi castelli, vigneti infiniti, vini e piatti da ricordare, così anche per gente e ospitalità. Quest’ultima, di non comune calore ed accoglienza, l’abbiamo ricevuta dalla famiglia Cerrino che gestisce l’agriturismo Finestre di Langa a Trezzo Tinella. Una grande casa con cantina immersa nei vigneti, per passarvi ideali vacanze e week end. Dopo la colazione o durante il giorno, il piacere di assaggiare i buoni - sia in qualità che prezzo - vini aziendali, in particolare il Moscato d’Asti Docg, il Barbera d’Alba Doc Masun e il Langhe Rosso Doc Mescià.


Nella foto: Vigneti di Langa

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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