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Wine Trotter

Piombino con Gusto

di Kate Maciejewska Serra

MappaArticolo georeferenziato

Che gli Etruschi sapessero godersi la vita è cosa conosciuta e risaputa, ma avere l'opportunità di rivivere e bearsi nei loro luoghi, è effettivamente un'altra cosa. Così, nell'attraversare la Toscana è possibile incontrare ed immergersi in alcuni degli insediamenti Etruschi che, oltre ad offrire testimonianze archeologiche, ci fanno assaporare profumi e sensazioni climatiche e paesaggistiche di assoluta unicità. Un luminoso ed autentico esempio di "Etruria" si trova in Val di Cornia, dove, sempre sotto l'ormai millenaria protezione garantita dalla città di Populonia, sorse ed ancora oggi risplende, il Golfo di Baratti. Una delle località toscane fra le più belle in assoluto dove i corsi d'acqua che percorrono boschi e radure continuano a mantenere in vita questo piccolo esempio di EDEN, dimora di piante secolari e tanta fauna selvatica.

Nel cuore di questo paradiso sorge Piombino, spesso considerata (non sempre a ragione) fra le città costiere meno romantiche della Toscana, la cui immagine è da sempre legata all'industria siderurgica, anch'essa testimonianza della genealogica presenza etrusca, in quanto oggi, come per gli Etruschi allora, quest'insediamento rappresentava uno dei più importanti centri di lavorazione di ferro del Mediterraneo. Nel tentativo di sconfessare quest'etichetta, voglio sottolineare che la città di Piombino offre uno degli angoli più suggestivi e romantici della costa toscana. Infatti, il piccolo ed interessantissimo centro storico affacciato sul mare, accoglie e preserva l'antico Castello della città a picco sul mare, dove è possibile apprezzare viste e scenari molto suggestivi su tutto l'arcipelago toscano. E' proprio in questo luogo "un po' magico" che ogni anno ad Agosto si tiene una festa dedicata ai sapori e ovviamente agli ottimi vini della Costa degli Etruschi. La manifestazione, appropriatamente denominata "Agosto con Gusto" (quest'anno svoltasi dal 6 all'8 di agosto) è già alla sua quarta edizione ed è finalizzata all'assaggio dei tanti prodotti enogastronomici del territorio.

Veri protagonisti della manifestazione piombinese sono stati gli ottimi vini della Selezione della Costa degli Etruschi, della Val di Cornia e della nuova DOC Monteregio di Massa Marittima. "Agosto con Gusto" rappresenta un vero appuntamento estivo da non perdere, un evento in cui la tipicità del territorio viene messa a disposizione di tutti. Oltre alle degustazioni di vino, all'interno del castello, sono stati allestiti diversi stand gastronomici in cui venivano serviti piatti e prodotti tipici locali, come i formaggi della Val di Cornia con miele, i salumi e gli insaccati dell'entroterra, la frittura di pesce azzurro, vari tipi di legumi conditi secondo tradizione…

Qui, l'atmosfera medievale del castello veniva esaltata non solo dai pensieri suscitati dai merletti, dalle volte e dalle celle delle segrete, ma da un autentico "nettare medievale" servito in uno degli stand : si tratta del famoso "ippocrasso" un vino ricco, costruito fedelmente secondo i metodi del 1100 - 1200 con miele, scorze d'arancio e spezie varie, fra cui la rara "grani del paradiso" che conferisce gradevolezza e digeribilità, grazie al suo olio essenziale. E proprio la massiccia presenza di spezie come la galanga, lo zenzero ed i grani del paradiso, contribuiva a rendere i banchetti medievali interminabili e ad aumentare l'atmosfera afrodisiaca.

Merita dedicare qualche parola in più ai vini della VAL DI CORNIA , sempre in aumento e sempre più vicini agli alti standard toscani. Si tratta di una vecchia DOC un po' dimenticata per via della sua lontana costituzione avvenuta addirittura prima dell'aristocratica DOC Bolgheri famosissima in tutto mondo. Il territorio di Val di Cornia, che si distende dal mare antistante l'isola d'Elba verso l'interno, rappresenta oggi una delle più belle realtà vitivinicole della Toscana e senza dubbio, una valida alternativa al vicino Bolgheri. Non a caso, in questa estremità della Maremma si sta investendo moltissimo e i risultati - specialmente con i grandi vini rossi - non sembrano mancare. Tra gli altri, segnaliamo produttori importanti come Gualdo del Re (con il suoi eccellenti DOC Suvereto "Federico I" e "I'Rennero"), Tua Rita di Suvereto (con il suo famoso Merlot "Redigaffi") e Jacopo Banti di Campiglia Marittima (con il suo DOC "Peccato").

Le grosse aziende come Saiagricola (produttrice di tante prelibatezze, fra cui gli ottimi Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano e Montefalco Sagrantino e che recentemente ha acquistato nella zona La Villetta di Monterufoli con 12 ettari di terreno che andranno in produzione entro un paio di anni) si sono accorte delle potenzialità di questo territorio, in cui è possibile dar vita ad ottimi connubi fra vitigni internazionali come quello rappresentato da Merlot e Sangiovese. La Val di Cornia rappresenta quindi un territorio destinato al successo che tuttavia deve ancora lavorare per dare ai suoi vini un poco più di finezza che a volte manca.

La sfida è nata intorno gli anni novanta quando alcuni produttori locali, incoraggiati dal crescente successo della vicina Bolgheri, con la sua rinomatissima e prelibata Sassicaia, hanno provato, alla stregua dei famosi Supertuscans, a piantare Merlot e Cabernet Sauvignon vinificandoli in purezza. Questa tendenza andava in disaccordo con la tradizione locale che, in questa zona, prevedeva l'uso esclusivo del Sangiovese.…ma la sfida era gia vinta. Nel 2000 infatti, è stata revisionata la vecchia DOC Val di Cornia originariamente istituita nel 1989 (comprendente i comuni di Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta e Monteverdi Marittimo in provincia di Pisa e Livorno) che prevedeva tipologie Bianco, Rosso e Rosato - tutte basate sui vitigni autoctoni come Sangiovese, Trebbiano e Ciliegiolo. Il nuovo disciplinare ha rivoluzionato questa vecchia DOC, introducendo tipologie specifiche che prevedono l'utilizzo in purezza di vitigni internazionali. Nonostante ciò, alcuni produttori che negli anni precedenti avevano creato propri vini, considerati a quei tempi "innovativi", continuano ancora oggi ad imbottigliarli come IGT Toscana.
Altra novità è il riconoscimento di Suvereto come sottozona della DOC Val di Cornia, giusta l'importanza dei suoi vini rossi di maggior pregio.

Nell'ambito di "Agosto con Gusto" si sono svolte interessantissime degustazioni di vini organizzate dalla "Strada del Vino Costa degli Etruschi" (Direttore Paolo Valdastri) e dalla locale condotta di "Slow Food" (affidata al fiduciario Stefano Ferrari) in collaborazione con i preparati e gentilissimi sommelier FISAR. L'originale manifestazione piombinese si svolge secondo una formula molto valida e simpatica. Per dirla in gergo calcistico, sono previsti tanti "derby" in cui, alla stregua delle squadre di calcio, si confrontano le singole DOC del territorio. Durante quella a cui ho partecipato in qualità di giurato, la promettende DOC Val di Cornia veniva sfidata dall''affermatissima Selezione della Costa degli Etruschi.

Alla commissione dei giurati, formata in prevalenza da semplici appassionati e in minoranza da addetti ai lavori, è stato presentato un totale di 10 bottiglie-campione, rigorosamente coperte, contenenti 5 vini DOC Bolgheri e 5 DOC Val di Cornia. I vini, appartenenti ad annate anche molto diverse fra loro, comprendevano produzioni dal 2000 al 2003 e ciò, ovviamente, non ha fatto che rendere più complesso il compito dei "degustatori", proprio per la difficoltà di confronto fra strutture, profumi e sensazioni tanto diverse fra loro. Unico filo conduttore, la prevalente presenza delle toscanissime uve Sangiovese. Al contrario di quanto fanno i "veri esperti" quindi, (che di solito giudicano i vini per come dovrebbero essere), la gioiosa "giuria popolare", ha giudicato i vini per come risultavano in quel momento e cioè quelli più gradevoli in senso assoluto, cosicché il clima, le temperature ed il periodo, hanno sicuramente fatto la differenza, inevitabilmente influendo su risultato finale. In quella sera, calda e ferma, il responso della giuria è stato il seguente:

1 posto : San Giusto DOC 2001, San Giusto di Bonti, Piombino (Val di Cornia)
2 posto : Acciderba Bolgheri Rosso DOC 2002, Serni, Castagneto Carducci
3 posto : Tuscanio DOC 2000 Bulichella, Suvereto (Val di Cornia)
4 posto : Bolgheri Rosso DOC 2002, Guado al Melo
4 posto (exequo) : Guado dei Gemoli IGT 2001, Giovanni Chiappini, Bolgheri

E' curioso notare come tra i vini premiati il primo e il terzo posto siano andati ai vini della DOC Val di Cornia, a testimonianza della piacevolezza e della bevibilità di questi vini i quali hanno sconfessato in maniera decisa, il luogo comune secondo il quale i vini della DOC Bolgheri dovrebbero essere comunque superiori.

Forse è stato un puro caso (vista la poca omogeneità dei vini presentati) - ma una cosa è certa: i vini della Val di Cornia - almeno per i campioni presentati, interessantissimi - non sembrano aver nulla da invidiare alle più blasonate DOC toscane. Quali però le motivazioni addotte dagli improvvisati giudici, a supporto della sentenza?

Trattandosi di giurati molto diversi tra loro, con netta prevalenza dei semplici appassionati, è solo possibile azzardare qualche congettura.
Al primo posto e stato scelto un vino già "importante" vista l'imponenza dell'annata 2001 e molto alcolico (14%) costituito da Sangiovese in purezza, cioè un "vero toscano", lindo, puro e senza troppi fronzoli, semplice nei profumi e nei sapori e quindi facile da bere. Fra gli altri premiati, un vino senz'altro molto interessante e completo : il "Guado dei Gemoli" di Giovanni Chiappini che si è distinto nettamente dagli altri vini presentati per il suo carattere deciso ma arrotondato nei modi. Questo piccolo produttore di vino e di ottimo olio di Bolgheri (14 ettari situati accanto alla famosissima Ornellaia ed equamente suddivisi in vigne ed di ulivi) ha cominciato a commercializzare i propri prodotti solo di recente, ottenendo fin da subito risultati davvero importanti. Un altro vino interessante (non entrato in classifica probabilmente per la sua eccessiva giovinezza), è stato l'IGT "Borgeri" 2003 di Giorgio Cavallari (un nuovo produttore), che, composto da Cabernet, Merlot e Sangiovese in piccola percentuale, si è distinto per la sua grande freschezza ed ottima struttura.

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