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Wine Trotter

Ramandolo, una dolce delizia friulana

di Kate Maciejewska Serra

MappaArticolo georeferenziato

Il Ramandolo conquista in un attimo e non si dimentica facilmente. E' con questo vino dagli occhi dolci ma con un carattere deciso, che la delegazione friulana ha allietato i palati degli addetti ai lavori presenti alla fiera milanese MiWine, chiudendo proprio con Ramandolo una serie d'interessantissime degustazioni organizzate negli stand della Regione Friuli. Poiché si è trattato di veri e propri laboratori del gusto, preparati in collaborazione con i grandi chef friulani, risulta doveroso dare l'opportuno risalto a questi binomi che hanno già rappresentato veri e propri pasti, cortesemente e generosamente offerti al pubblico di MiWine. I connubi che di seguito si elencano, rappresentano un vero e significativo esempio di maestria nell'abbinare il vino ai prodotti tipici, in cui la linea di confine tra il gusto espresso dal vino e quello delle pietanze risultava inscindibile, dando vita ad un insieme veramente armonico e delizioso.


Viva il gusto e buon appetito con:

- "Annia al profumo di mare" - Sono stati proposti vini della recentissima DOC del Friuli Venezia Giulia Annia collocata tra Aquileia e Latisana, in abbinamento con branzini e gamberetti locali;

- "Vini del Collio e trota di San Daniele". In omaggio alla quarantenne DOC del Friuli Venezia Giulia Collio (nata nel 1964) gli sono state abbinate le ricercate e squisite trote del Tagliamento di San Daniele;

- "Vin di Latisane e pesce di laguna". Vini della DOC Friuli Latisana sposati al gustosissimo pesce di laguna, tra cui "l'anguilla in umido" ed il "brodetto di Marano";

- "Vini della DOC Isonzio e salumi di montagna". A testimoniare la varietà del territorio friulano che abbraccia sia le Alpi che il mare, sono arrivati i salumi montani lievemente affumicati fra cui i prelibati prosciutto e speck di Sauris proposti con vini DOC Friuli Isonzo;

- "Sapori di Carnia e vini del Carso". Un insolito ma suggestivo matrimonio tra sud-est costiero (vini del Carso) e montano e verde nord-ovest rappresentato dai salumi e dalle polente preparati ed avvolti in abbondanti erbe aromatiche.

- "Aquileia romana…e Palmanova veneziana". Una splendida occasione per assaggiare sei vini Refosco abbinati ai salumi d'oca, preparati dagli "artigiani del gusto "di Jolanda de Colò, veri leader italiani, specializzati nella produzione dei prodotti d'oca;

- "Vini autoctoni dei Colli Orientali e formaggi di montagna". I vini delle due DOC dei Colli Orientali di Friuli in abbinamento con il noto Montasio e altri gustosi formaggi friulani.

- "I vini delle Grave e la…Peta, Petuccia, Petina". I vini della più estesa delle zone vinicole del Friuli Venezia Giulia DOC Friuli Grave, proposti con la Peta (petuccia, petina) - il cosiddetto "Insaccato non insaccato", ovvero un particolare "salume non suino" prodotto con carni ovine, caprine e selvaggina nella montagna pordenonese.

E' giunta poi l'ora del dessert con "Ramandolo dolce & salato", che simbolicamente ha coinciso con la chiusura dell'appuntamento milanese ed in cui il nostro vino ha completato la presentazione delle sue varie "sfaccettature". Durante questa interessante degustazione sono stati presentati sei Ramandolo:

il primo - Ramandolo 2002 di "Gervasi Daniele" di Nimis;
il secondo - Ramandolo 2001 di "Merlino Caterina" di Nimis.
Il terzo - Ramandolo 2001 di "Vizzutti" di Nimis;
il quarto - Ramandolo"Settimo cielo" 2001 di "Zaccomer" di Nimis;
il quinto - Ramandolo "Ronc de Madalene" 2000 del "I Comelli" di Nimis;
il sesto - Ramandolo "Annodomini" 2000 di "Anna Berra" di Nimis;

Si è trattato di sei ottimi vini che, come già apprezzato nelle degustazioni iniziali, hanno testimoniato in modo chiaro ed inequivocabile, una diffusa qualità di questa unica DOCG friulana del 1999. Inoltre l'accurata scelta delle annate ed i sapienti abbinamenti hanno consentito di osservare la giovane storia e la crescente evoluzione di questo vino, dimostrando altresì una grande versatilità di questo vino considerato da tanti solamente da dessert. Infatti, proprio per evitare quest'incongrua definizione, il Ramandolo è stato proposto in abbinamento con alcuni dei più caratteristici dei prodotti tipici friulani: con il classico formaggio Montasio invecchiato, accompagnato dal delicato lardo di Monteaperta - con la gustosissima zuppa al foie gras e infine, insieme ad alcuni dolci friulani per eccellenza, gli Stucchi, l'Esse di Raveo ed i biscotti polentini. I piatti sono stati preparati con grande sapienza ed arte - necessaria anche per superare le difficoltà legate ai ridottissimi spazi fieristici, dallo chef Giuseppe, della Fattoria dei Gelsi di Lignano.


Questo "nettare dorato", già servito ai Papi nel Quattrocento, ha una produzione molto limitata (solamente 150 mila bottiglie l'anno) e proviene da una zona ristretta collinare, racchiusa fra quelle di Nimis e Tarcento. L'area di produzione di questo vino rappresenta l'estremo nord della viticoltura friulana, dove l'uva è necessariamente coltivata sulle strette terrazze, tra numerosi alberi da frutta (ciliegi, meli, susini e fichi). In questi "piccoli orti", la lavorazione delle uve, come ogni altro accorgimento produttivo, deve essere spesso fatta interamente a mano e la tardiva raccolta delle uve, gia parzialmente appassite sulle piante, può essere eseguita anche alla fine di ottobre.

Il disciplinare del Ramandolo prevede l'uso del Verduzzo friulano, localmente nominato anche Verduzzo giallo che raggiunge la sua massima espressione, proprio in questo particolare ambiente. Ricco di tannino, il Verduzzo si presta ad un invecchiamento lungo e "costruttivo" che consente di ottenere vini importanti con caratteristici profumi di frutta matura (susine e albicocche) e miele di montagna.

Un'altra nota positiva che spontaneamente è emersa dai laboratori a base di "Ramandolo", è il suo ottimo rapporto qualità/prezzo. Infatti nella versione vendemmia tardiva (ovvero il primo dei vini elencati, tra l'altro con il gusto molto fresco e con sorprendente nella sua categoria complessità) si oscilla tra i 5 e gli 8 euro, mentre nella più elaborata versione passita non si superano i 10 euro. Fra le primizie presentate e degustate, la parte del leone è stata senz'altro assunta dal Ramandolo di "Anna Berrà", che ha deliziato tutti con il suo spiccato e caratteristico colore ambrato ed esprimendo notevole equilibrio e versatilità. Un'altra nota di merito particolare è da assegnare ad uno dei vini più dolci fra quelli proposti durante il laboratorio, il Ramandolo di "Zaccomer", che si e rilevato un vero esempio di "fusione enogastronomia", in abbinamento alla delicata zuppa di patate e foie gras.

Purtroppo non è così frequente assistere e partecipare a degustazioni progettate e preparate con simile professionalità, cura ed attenzione, soprattutto rivolta verso l'importantissima e fondamentale fase di abbinamento, che invece spesso risulta trascurata, al contrario di questa, presentata dal"vigneto chiamato Friuli".

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