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IV edizione di Terre di Vite

DoveCastelvetro di modena (MO) - Castello di Levizzano Rangone

Quandodal 12 novembre 2011 al 13 novembre 2011

di Redazione di TigullioVino.it

MappaArticolo georeferenziato

Apertura banchi d’assaggio: sabato 11:00 – 20:00 / domenica 12:00 – 18:00
Quarantanove produttori provenienti da quindici regioni, le denominazioni più prestigiose a fianco di quelle meno conosciute, i volti noti e quelli dei giovani emergenti: la quarta edizione di Terre di vite (www.terredivite.it) offrirà al pubblico e agli addetti ai lavori una fotografia della viticoltura italiana e dei territori dei quali è espressione. Uno sguardo alla lista delle aziende presenti può fornire un’idea della varietà dell’offerta presentata al pubblico dagli organizzatori, che hanno voluto privilegiare – oltre al criterio qualitativo – gli aspetti relativi al legame con il territorio e alla valenza culturale dei produttori e dei loro vini.

Come d’abitudine, Terre di vite vuole raccontare un grande vitigno come il nebbiolo nelle sue varie declinazioni: da quella più blasonata del Barolo, che sarà proposto nelle versioni tradizionali di Schiavenza e Luigi Oddero al fascino del Nord Piemonte, qui presente con i vini di denominazioni emergenti come la Doc Boca (Cantine del Castello Conti e Le Piane) e Coste della Sesia (Montecavallo) e quelli di zone più note come quella di Gattinara, che i visitatori potranno assaggiare nella versione di Paride Iaretti. La panoramica sarà completata dai nebbioli di Valtellina di Le Strie e da quelli di una delle più quotate cantine italiane, Ar.pe.pe. Piemonte e Toscana verranno raccontate anche da angolazioni inconsuete, come quella della Barbera di Fabrizio Iuli, un vignaiolo che ha creduto in un territorio abbandonato ed è riuscito a vincere la sua scommessa, o la sfida di Guido Zampaglione (Tenuta Grillo), giovane campano che con i suoi vini è riuscito a raccontare il Monferrato come pochi altri.
 
La Barbera di Carussin e il Dogliani di Nicoletta Bocca (San Fereolo) sono espressione di un Piemonte tradizionale ma capace di mettersi in continua discussione, mentre il Sol di Ezio Cerruti è un vino sovversivo che ha restituito dignità a una zona prigioniera delle logiche dettate dagli uffici marketing. I Brunello di Montalcino di Podere san Lorenzo e Podere Paganico offriranno una rappresentazione classica della Toscana nella sua denominazione più celebre, mentre due gioielli come il Syrah di Stefano Amerighi e il Cristino, Aleatico Passito di La Piana (dall’isola di Capraia) racconteranno storie fatte di coraggio, talento e passione. Un “garagista” come Giulio Moriondo porterà i suoi gioielli a tiratura limitata dalla Valle d’Aosta, mentre un grande nome come quello di Bressan racconterà il fascino del Friuli, territorio caro agli appassionati più raffinati; non mancherà l’Amarone della Valpolicella, qui nella versione naturale e “autentica” di Monte dall’Ora. Liguria rappresentata nel ponente dal Rossese di Maccario – Dringenberg e nel Levante dallo Sciacchetrà di Capellini e dal Vermentino di La pietra del focolare.

Nutrita la pattuglia di casa, con i produttori del Simposio del Lambrusco (tre aziende) a fianco di due realtà emergenti di sicuro interesse come Ancarani, Manaresi e Vigneto San Vito capaci di mettersi in gioco nella tradizione quanto con i vitigni internazionali. Terre di vite racconta le Marche attraverso i rossi del Piceno di Maria Pia Castelli e un bianco di grande fascino, il Verdicchio dei Castelli di Jesi della Marca di San Michele; il Lazio, terra sospesa a metà tra le sperimentazioni e la tradizione, è rappresentato da Occhipinti e Poggio alla meta. Poi ancora il Sud, con la Campania di Nanni Copé – nome tra i più interessanti dell’ultima ondata - e Vadiaperti, una delle cantine di riferimento quando si parla di un vitigno come il Fiano; l’Aglianico “vulcanico” lucano della bella e brava Sara Carbone, i vini di territorio del pugliese Carpentiere. Il Cirò di Terre del Gufo e quello – ricercatissimo – di ‘A Vita offriranno al pubblico l’opportunità di scoprire un territorio spesso ingiustamente sottovalutato.

A Levizzano non mancherà la Sicilia, con rappresentazioni di territorio e vitigno ben lontane dall’impostazione modaiola alla quale spesso è associata l’isola dal punto di vista enologico: Barraco, Paola Lantieri e La Presa sono tre nomi accomunati dallo sforzo per la valorizzazione del vitigno autoctono, capaci di fornire un’interpretazione dei rispettivi territori fieramente autentica. Per finire, una selezione delle bollicine di Franciacorta (Arici, Togni, Camossi, Ca’ del Vent) e il Prosecco “colfondo” di Lorenzo Gatti.


Per informazioni:
Marco Arturi
E-mail: m.art@fastwebnet.it
Mobile: 338 1052937

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