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Viaggi enogastronomici

Comunicare il Verdicchio: Vino e Blog (Prima Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Casal Farneto promuove un incontro per discutere di vino e di comunicazione ai tempi del Web 2.0. Si pensa al Verdicchio, vino di punta della Regione Marche, ma anche agli altri suoi fratelli e cugini. In un mondo sempre più piccolo e veloce, la comunicazione corretta e nei modi giusti è diventata un modo per avere quel piccolo passo in più che ti consente di sopravvivere e anticipare la concorrenza quel tanto che basta per fare nuovi affari e continuare ad essere competitivi.
Ne parlano in azienda personaggi che da anni ormai vivono con la rete e nella rete per comunicare e stimolare la discussione e l’apprezzamento dei vini e dei prodotti naturali che escono dalla terra.
Alberto Mazzoni, Direttore di IMT (Istituto Marchigiano Tutela vini), Franco Ziliani di Vino al Vino, Vincenzo Reda, scrittore, blogger e artista del vino, Monica Pisciella di Wineup, Andrea Petrini di Percorsi di Vino e Luigi Bellucci di Tigulliovino, con Giorgio Dell’Orefice di Agrisole, Il Sole 24 ore, che fa da Moderatore, discutono di rete, di enogastronomia, di esperienze dirette di fronte a un’assemblea di varia estrazione che va da tecnici, enologi, esperti di informatica e altri giornalisti e blogger. L’obiettivo è capire come e in che tempi e modi si possa migliorare la promozione del vino, del Verdicchio e degli altri vini delle Marche.

Vedi anche Comunicare il Verdicchio: Vini Grandi e un omaggio al SIC che ci ha lasciato (Seconda Parte)

Dopo l’incontro a Jesi all’Hotel Federico II, struttura multifunzionale di eccezionale bellezza, si discute nella sede di Casal Farneto, a Serra de’ Conti e infine si verifica in corpore vili quanto emerso mediante una deliziosa e stimolante verticale di Verdicchio di annata, dal 2003 al 2010, presso l’Enoteca delle Marche di Jesi, sede dell’Istituto. A chiusura del Convegno una cena da ricordare nella prestigiosa cornice del Fortino Napoleonico di Portonovo, del 1810, a picco sul mare ai piedi del Monte Conero.


Venerdì 21 Ottobre 2011

Cena al Federico II

Approfitto di questa discesa in terra marchigiana per concedermi un giorno in più a Verucchio, incontrare Valter e Rino, salutare Giuseppe e Valentina, saldare il debito con Sante e cenare, la sera di giovedì, da Ro e Bunì. Gabriella e Sabrina sono sempre gentili e accoglienti. Ci trovano un tavolo nella sala del camino, che stasera è acceso e riscalda bene tutta la stanza. Qui fanno meravigliosi cappelletti in brodo e tagliatelle al ragù tradizionali e inarrivabili, appena uscite dalle mani e dal mattarello di Pia.
Partiamo per Jesi nel primo pomeriggio di venerdì. Decido di prendere l’Adriatica. Ieri ho fatto troppa autostrada e vedere il mare e sentirne il rumore e il profumo è tutto un altro guidare, senza premura.
Alle sette siamo al Federico II. Alberto sta preparando l’incontro di domani con Giorgio. Un breve saluto e via in stanza a disfare i bagagli, rinfrescarsi e cambiarsi per la cena.
Alle 20.30 in punto, come da programma, ci sediamo al tavolo ovale nella sala grande, rotonda, al piano terra dell’Hotel, appunto La Rotonda, Lounge Restaurant. Ambiente rilassante, soffitto alto in legno con un’ottima acustica per parlare sottovoce senza disturbare né essere disturbati dai vicini. C’è anche Danilo, il direttore tecnico di Casal Farneto, che cena con noi. Simpatico e gioviale, ci accompagnerà discreto per tutto il convegno e la durata del soggiorno.
Si comincia con un bollicine Gran Lasco Rosé, discreto e beverino, che accompagna, dopo il doveroso brindisi alla nuova avventura, il saporito Strudel di melanzane con scamorza della Valle Esina su crema di pecorino, che Vincenzo deve saltare per incompatibilità con i latticini. In attesa dei piatti successivi si parla di vini, di verticali, di eccellenze antiche e viene fuori che “non si sa se sia nata prima la Montalcini o il Brunello … di Montalcino”, a proposito di viti antiche che danno i migliori vini.
Si prosegue con gli gnocchi al ragù di papera, che sarebbero davvero eccellenti se fossero un po’ più morbidi. Il ragù è comunque ottimo. Lo accompagniamo con il Verdicchio Pallio di San Floriano 2010, di 14 gradi, accattivante al naso con le note fruttate e lievemente balsamiche e la bocca elegante e beverina. A seguire un Rosso Conero “Alberto Serenelli” di Monteschiavo e poi un Esino Rosso 2007 di 14 gradi, che meglio accompagna il fritto misto alla marchigiana, con carne di vitello, di pollo, di agnello e cubetti di crema dolce, croccanti ma ancora da asciugare dall’olio di cottura, non perfetto.
Per ultimo il Cimaio Marche IGT bianco 2008 di Casal Farneto di 14,5 gradi ad accompagnare la degustazione di formaggi tipici, una caciotta fresca e saporita, un pecorino di media stagionatura e un morso di formaggio di fossa ben stagionato, con sapa e miele di castagno. Un abbinamento indovinato con il vino che ricorda uno sherry, sia nel colore giallo dorato luminoso, sia nel naso lievemente mieloso e vanigliato, sia nel sapore secco e asciutto, che gli fornisce eleganza e piacevolezza.
Si chiude con il caffè e una correzione di Varnelli, immancabile nelle Marche, oppure con il solo Varnelli per chi non gradisce il caffè.
La serata piacevolissima si chiude alle undici e poco più con i saluti per chi deve rientrare a casa e con la buona notte per chi va in camera.
Domattina alle nove si parte, colazione fatta, per Casal Farneto, a Serra de’ Conti.

Sabato 22 Ottobre 2011

Casal Farneto

Alle otto e venti scendiamo, io e Gabri, nella sala ampia a piano terra del Federico II. Le mie proteine oggi saranno uova strapazzate calde e due piccole salsicce di puro maiale e quattro fette di pane integrale fresco. Poi caffè d’orzo e latte con zuccheri e carboidrati e vitamine, miele per addolcire, una pasta al cioccolato, una fetta di torta margherita con un cucchiaio di marmellata di arance amare, tre prugne cotte e qualche pezzetto di ananas fresco. La prima colazione è il pasto principale della giornata. Deve essere completa ma con dosi assai limitate.
Un salto in camera per l’igiene dentale e alle nove meno cinque siamo tutti pronti nella hall. Si parte con il minibus da otto posti di Lori, che rivedo con piacere dallo scorso mese di giugno, quando ero qui per i vini da pesce. La sua stazza da corazziere è inconfondibile e gradevolissima per simpatia la sua compagnia.
Ci vuole poco più di mezz’ora per arrivare davanti all’aia di Casal Farneto, dove si tiene il Convegno. C’è una vista bellissima sui diciotto castelli di Jesi che si contano tutto intorno a 360 gradi. Peccato che il cielo sia grigiastro stamattina e il freddo non invogli a sostare all’esterno.
Il convegno si tiene nella barricaia. Alle spalle del tavolo dei relatori quattro belle botti da 25 ettolitri, a destra una fila di tonneaux e a sinistra una fila di barriques, dove il vino sta maturando. Il condizionamento è reciproco: noi lo respiriamo nell’aria (il vino), che sa di ciliegia matura e di prugna fresca e lui (il vino) di sicuro sarà “disturbato” dai nostri rumori, dalle nostre voci, dai nostri odori. Di sicuro cambierà, speriamo in meglio, come succede a noi e alle nostre emozioni positive vissute in queste tre ore passate in cantina.
Il primo saluto è quello del padrone di casa, Paolo Togni, che insieme alla Signora, sta seduto tra il pubblico ad ascoltare. Le sue parole sposano il Verdicchio, ambasciatore delle Marche e dei loro vini, con Internet, visto come strumento principe per la comunicazione, strumento che consente al consumatore di vivere da vicino la vita della cantina anche da casa e cogliere l’essenza del ciclo di vita della bottiglia e del suo contenuto.
Dopo Paolo tocca al Sindaco di Serra de’ Conti, questo bel paese antico che ci ospita, che accenna all’importanza del Web dal punto di vista del fatturato. Chi lo usa bene aumenta il proprio fatturato di un 2% all’anno, chi lo usa poco e male diminuisce il proprio fatturato del 2%, chi non lo usa per niente perde il 4%. Ma oltre alla comunicazione occorre anche tanta professionalità e qualità nei prodotti, altrimenti l’azienda non migliora e non cresce.
Tra gli ospiti c’è anche Giancarlo Sagramola, attivissimo Vice Presidente della Provincia di Ancona. Il Verdicchio diventa oggi ambasciatore di un territorio ricco e fecondo e con il Web 2.0 la comunicazione diventa bidirezionale. Il prodotto va verso il cliente e il cliente va verso il produttore.
Tutti devono infine fare squadra per ottimizzare le sinergie.
Per la Regione Marche Fabio Badiali propone un plauso per Casal Farneto per aver organizzato questo convegno e per tutti gli operatori e produttori che collaborano in sinergia tra loro tramite idee, progetti e risorse, cui contribuisce anche la Regione con la quota parte di provenienza europea degli otto milioni in tre anni che sono stati investiti per far conoscere i vini marchigiani nel mondo. Progetto che è stato condotto e coordinato da IMT tramite il suo impareggiabile Direttore Alberto Mazzoni, vera eminenza grigia del Verdicchio e del vino marchigiano.
Apre la discussione Franco Ziliani, giornalista con esperienza trentennale e curatore di Vino al Vino. Franco ricorda spunti e critiche che devono sempre essere positivi, se si vuole crescere. È come quando si chiede un parere al medico, non bisogna aspettarsi che ci dia un giudizio che ci aspettiamo, ma ci sarà d’aiuto se saprà fare un’analisi obiettiva della situazione e ci saprà dare la medicina migliore per la nostra “indisposizione”. A ruota tutti i relatori intervengono, scambiandosi il testimone l’un l’altro.
Emerge che è sì importante che tutto il vino sia venduto alla fine di ogni annata, ma se si vuole veramente migliorare e crescere in qualità è opportuno e quasi indispensabile che i produttori più lungimiranti conservino qualche decina di bottiglie per poter fare un’analisi seria dell’evoluzione del vino nel tempo perché il Verdicchio si presta a un invecchiamento anche lungo, per la struttura e le caratteristiche che possiede. Le degustazioni verticali sono uno strumento indispensabile per capire l’evoluzione di un vino, per capire e apprezzare gli aromi secondari e terziari che emergono dal bicchiere.
Tornando ai produttori, IMT gioca in questo consesso un ruolo fondamentale. Il suo compito è quello di garantire che ogni produttore che ne fa parte si senta protagonista e non comparsa. Devono essere i produttori a decidere dove e come dirigere il timone della barca della comunicazione. È corretto che la regione partecipi con il contributo della metà circa del finanziamento, ma nella direzione voluta dalla base.
Etica, Costanza, Contenuti, Comunicazione sono i quattro punti, sottolinea Andrea, che le aziende devono avere sempre presenti per ricavare il massimo contributo dal Web 2.0: per dirla con l’acronimo ECCC – Salute!
Marche e Verdicchio sono i due brand che l’Istituto vuole comunicare, piuttosto che i nomi dei singoli soci. Web, carta stampata e radio sono gli strumenti scelti oggi per la comunicazione.
E' giunto il momento del dibattito tra relatori e pubblico per approfondire qualche aspetto legato all’efficacia della comunicazione e per affermare l’importanza della trasparenza, sia nella definizione degli obiettivi, sia nella descrizione della tracciabilità, sia nella divulgazione di prezzi chiari al consumatore finale.
Altro elemento importante che emerge è la convenienza del rapporto qualità prezzo per quanto riguarda l’enogastronomia della Regione Marche e anche il turismo.
Si chiude la mattinata con un buffet in cantina di cose buone e prodotti del territorio, in mezzo alle cisterne e appoggiandosi sulle barriques esauste messe in verticale, con i vini di Casal Farneto a bagnare l’ugola.
Ciauscolo, prosciutto crudo tagliato a violino, a mano col coltello ben affilato, ripieni vari, orzo e salsiccia, orzo e ciauscolo, arista di maiale, zucchine, melanzane e un arcobaleno di dolci, uno più buono dell’altro. Tutta la cucina è preparata da Manuel Simonetti chef patron del ristorante “Al 44” di Serra de Conti, con esperienze all’Hotel Savoy di Londra e a Lodi.
Da Manuel, per lettori e lettrici appassionati di cucina, questa ricetta dell’orzotto (risotto di orzo, cicerchia e ciauscolo):
Ingredienti (per 4 persone): 240 gr orzo perlato di Colfiorito; 30 gr cipolla dorata tritata; 20 gr carote tritate; 40 gr di vino verdicchio; brodo vegetale (quanto basta); 140 gr cicerchia di Serra dei Conti (lessata); 100 gr ciauscolo I.G.P.; 60 gr burro; 30 gr grana padano (o formaggio di fossa).
Preparazione: Mettere in ammollo la cicerchia per 12 ore. Lessarla poi per 40 minuti circa. Fare appassire in un tegame dell’olio extra vergine di oliva con la cipolla e la carota dopo di che aggiungere l’orzo perlato. Lasciar brillare e sfumare con il vino bianco. Una volta evaporato aggiungere la cicerchia, precedentemente lessata, e proseguire nella cottura aggiungendo man mano il brodo vegetale. Nel contempo, in una padella antiaderente, far sgrassare il ciauscolo tagliato a pezzettini e lasciarlo da parte. Ultimata la cottura dell’orzo mantecare fuori dal fuoco con il burro e il grana. Impiattare ultimando con il ciauscolo precedentemente sgrassato.

Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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