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Io, io e le guide., di Enzo Zappalà

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Io, io e le guide.

di Enzo Zappalà

Di tutte le erbe un fascio? No, però… (rivolto ai (pochi) veri esperti)

In un mondo in cui non si fa più niente senza un ritorno economico o di immagine è certamente difficile comprendere cosa mi possa stimolare ad assumere la posizione scomoda e facilmente “antipatica” di critico dei critici. La risposta è molto semplice: una vera, sincera, profonda passione per il vino, inteso come essenza culturale, emozionale e affettiva. Dietro ad esso vedo un gesto meraviglioso della Natura e uno altrettanto prodigioso dell’uomo. Non si può non esserne affascinati.

La mia è quindi una specie di battaglia contro chi cerca di snaturarlo e di renderlo prodotto su cui svolgere la propria attività più o meno lucrosa, condita di superbia e arroganza.

Dopo vari attacchi a guide ed elenchi, mi è stato fatto un appunto più che giusto: “Stai facendo di tutte le erbe un fascio!”. Sì, probabilmente è vero e cercherò quindi di “distinguere”, non senza però lanciare un accorato appello.

Vi rendete conto che in Italia ci sono di gran lunga più esperti e giudici del vino che denominazioni di origine controllata? E, riguardo a questo discorso, siamo veramente insuperabili (forse un giorno ogni pianta di vite avrà la sua DOC…). Come per il calcio, il numero di chi sa tutto, giudica e valuta, dà punteggi, si erge a critico illuminato, è praticamente infinito. Ognuno vuole dimostrarsi migliore dell’altro ed è pronto a insultare, creare polemiche, fare “gossip”, mostrare spudoratamente arroganza, solo e soltanto per ritagliarsi un posto al Sole e venire invitato, riverito, coccolato, seguito come un Messia. Sfruttare in tutti i modi il lavoro “vero” di altri.

Parliamoci chiaro, signore e signori! I veri esperti italiani, coloro che fanno giornalismo e divulgazione per aiutare e migliorare la conoscenza del frutto dell’uva, si contano -forse- sulle dita di due mani. A me ne basta sicuramente una… Ben pochi possono essere considerati professionisti, seri, coscienziosi, motivati. Gli altri no, sono avvoltoi assetati di visibilità, di autorità, di potere da Pulcinella. Non sanno nemmeno cosa vi è nel bicchiere, come nasce, come si trasforma eppure si sentono autorizzati a emettere giudizi e sentenze inappellabili, attraverso rituali e parole che spesso cadono nel ridicolo.

Chi non è in grado, come me, di valutare professionalmente (e il vino è cosa comunque non giudicabile oggettivamente) si limiti ad amarlo, a descriverlo nei suoi risvolti più vari e emozionanti, ma non pretenda di giudicare e di creare seguiti di adepti e adulatori. Pensate siano veramente necessarie e utili decine di guide o pseudo tali? O anche solo lunghi elenchi di giudizi seguiti da punteggi e dalle solite banalissime parole? Non sarebbe meglio raccontare storie, emozioni, brani di vita vissuta, spezzoni di meraviglie naturali, sensazioni discrete o esaltanti?

A questo punto, permettetemi di fare un appello ai veri professionisti, quei pochi che hanno maturato le giuste capacità per esprimere giudizi, pur sempre soggettivi, ma di una certa autorità scientifica e sperimentale.

Perché accettate con indifferenza il corteo infinito di falsi sapienti che vi circonda? Perché non alzate la voce nei loro confronti e mostrate agli appassionati l’inutilità di questi personaggi falsi e ipocriti? Attaccateli con le giuste prove e motivazioni, metteteli alla berlina. Non posso assolutamente credere che centinaia di esperti, di commentatori, di logorroici ripetitori di luoghi comuni abbiano la professionalità per comprendere, divulgare e soprattutto valutare una materia straordinariamente complessa come quella legata al vino e alle sue emozioni.

I dilettanti restino appassionati e non ambiscano a diventare protagonisti a tutti i costi: fanno solo del male al vino, ai suoi artefici e a coloro che vorrebbero apprendere con giusta umiltà. Voi che sapete, uscite allo scoperto e rinnegate chi sul vostro “amato” vino lucra e svolge opera di puro interesse personale sia mentale che materiale. Non si può sempre tacere e chiudere gli occhi. E non ditemi che ognuno è libero di esprimere le proprie idee. Sarebbe sacrosantamente vero se queste non deformassero una meravigliosa creatura naturale e umana come il vino.

Sareste d’accordo se centinaia di incompetenti decidessero di valutare e criticare le ricerche sulla fisica delle particelle o un’opera d’arte o il vostro stesso lavoro professionale? Eppure è quello che accade e che voi permettete che accada. Rifletteteci sopra, battete un colpo, e giuro che non vi romperò più le scatole…



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10 Commenti

Inserito da Andrea Nucci

il 10 ottobre 2011 alle 15:17
#1
Ciao Enrico, mi sembra che non troppo tempo fa avessi già proposto una riflessione simile, ma forse ricordo male. Se non spari qualche nome - almeno dei pochi virtuosi che meritano il nome di critici e che conti sulle dita di una mano - fai davvero di tutta l'erba un fascio e rischi di passare per qualunquista.

Per il resto condivido quasi tutto, a parte questa frase:
"Non sanno nemmeno cosa vi è nel bicchiere, come nasce, come si trasforma"
Quello che si valuta, in fin dei conti, è sempre il prodotto finale, personalmente mi interessa conoscere le fasi intermedie di lavorazione solo quando mi imbatto in una piacevole sorpresa

Ciao
Andrea

Inserito da Enzo Zappalà

il 10 ottobre 2011 alle 16:57
#2
scusa, ma sono Enzo...

probabilmente sì, ma a volte certi concetti vanno ripetuti...

I nomi li ho fatti nel mio blog di vinix. Qui non sono a casa mia e devo adeguarmi...
Comunque non ho problemi (se non me li cancellano): Masnaghetti e Pardini sono sicuramente persone serie e capaci!

Per la seconda parte, no non sono proprio d'accordo: giudicare un vino solo dai profumi e dal sapore è come guardare la Gioconda senza capire niente dell'arte (ho scritto un pezzo su questo problema su Acquabuona). Come il capolavoro di Leonardo non può essere liquidato con: "Che bello, che bel sorriso, che bel vestito, che bei colori", ma va capito nella sua essenza più profonda, così parlare di vino senza sapere le reazioni chimiche e biochimiche che l'accompagnano, le operazioni migliori per dare il cibo all'uva e mille cose del genere, anche legate all'uomo, alla storia e alla cultura, è operazione superficiale e, per me, senza importanza.

Tanto più se porta addirittura a valutazioni del tipo : più buono o meno buono. Al limite, potrebbe portare solo a: mi piace e non mi piace. Ma senza cultura alle spalle vale poco anche un giudizio esplicitamente soggettivo...

Ovviamente, è il mio modo di vedere il vino... Del tutto SOGGETTIVO!

Ricordati: mi chiamo ENZO

Inserito da Andrea Nucci

il 10 ottobre 2011 alle 20:11
#3
Pardon, ENZO;)

Ma quanta chimica, biochimica, geologia, climatologia, ecc.,ecc. bisogna masticare per osare aprir bocca su un vino in modo degno di considerazione? A tutta questa "scienza" continuo a preferire la "poesia" di un Soldati e i suoi racconti di vino vissuto

Ah, grazie per i nomi che hai fatto, ne approfitterò per capire meglio cosa intendi


Inserito da Filippo Ronco

il 11 ottobre 2011 alle 00:37
#4
Questa tua crociata sta diventando un po' stucchevole a mio modo di vedere. E' poco interessante, molto personale, poco argomentata e supportata da esempi concreti. Tra l'altro già affrontata e dibattuta più volte, stanca, per usare una parola. Francamente ti preferisco molto quando torni dalla Langa o da qualche altro tuo enoico peregrinaggio con qualche appassionato racconto.

Ciao, Fil.

Inserito da Enzo Zappalà

il 11 ottobre 2011 alle 07:41
#5
caro Fil,
sei proprio sicuro che stanchi? O magari aiuta ad aprire gli occhi, viste le reazioni che ho avuto personalmente? Comunque capisco che è un discorso scomodo, per cui, pur non essendo d'accordo ... mi adeguo! Spero che possano comunque sopravvivere i racconti fanta-vinosi... anche se non tutti forse li capiranno e magari qualcuno ci crederà.
ciao Enzo

Inserito da Filippo Ronco

il 11 ottobre 2011 alle 11:43
#6
Io penso alla qualità del giornale.
TigullioVino è certamente uno spazio aperto e libero ma non è un tuo spazio personale dove poter pubblicare qualsiasi cosa ti passi per la testa. Hai le chiavi per farlo se vuoi ma confido nel fatto che tu sappia dosare tempi, modi e frequenza, magari riservando la pubblicazione solo al meglio dei tuoi racconti. Per esempio, ti trovo interessante quando ritrai un produttore da te visitato perché è lì che dai il meglio, dove riesci a far uscire tutta la tua passione, molto meno quando ti lanci in polemiche abbastanza sterili senza mai indicare di preciso a chi ti riferisci, senza portare esempi concreti assumendoti le relative responsabilità come dovrebbe fare chiunque lancia sassi. Capisco che probabilmente fai tutto in buona fede ma sempre secondo il mio modestissimo parere, se vai forte sui report enoici, non hai sufficiente carisma, seguito e rilevanza per poter fare opinione su argomenti così delicati come questi.

Detto con amicizia.


Fil.

Inserito da Enzo Zappalà

il 11 ottobre 2011 alle 14:53
#7
caro Fil,
appunto per questo avevo deciso di togliere il post... Sai, le polemiche sono sempre sterili finchè non si lanciano. Io ho fatto anche i nomi di alcuni, ma il mio punto di arrivo è la gran parte di un tutto e non pochi. Il problema delle guide fa un gran male al vino e la polemica la può lanciare solo chi non ha interessi "diretti" nel variegato e spesso squallido mondo che l'accompagna(come sono io).

I produttori hanno ovviamente paura a uscire in prima persona (e sai benissimo perchè e non facciamo finta di non saperlo...) e io cerco solo di portare alla luce la loro indignazione (nessuno ha il coraggio di farlo tra coloro che li usano in tutti i modi).

Se io avessi il carisma che dici tu sarei diventato probabilmente uno dei tanti che lucrano su chi lavora e produce nel mondo del vino. E' facile etichettare come qualunquista e sterile polemico chi espone senza paura alcune verità sacrosante, come quella dell'unitilità e del pressapochismo delle guide. Lo stesso era successo con l'etilometro: sono rimasto solo senza alcun aiuto da parte dei soloni del vino, dei grandi esperti, paurosi e vigliacchi come pochi. Anche quella era forse polemica sterile? Sicuramente sì per chi preferisce sfruttare che aiutare.

Riguardo al resto, d'accordo ho capito alcune cose: devo solo parlare di aziende e NON cercare di fare ironia perchè è sempre pericolosa e dà dispiacere, anche se il numero dei lettori non sembra rifiutare articoli un po' meno melensi del solito e con un po' di vitalità. Tant'è che uno di quelli "controcorrente" ha anche vinto un premio giornalistico a cui hanno partecipato anche grandi esperti CARISMATICI (e che ho dovuto citare io su Vinix, perchè pur proponendotelo non era stata forse giudicata notizia all'altezza di queste pagine). Molto meglio un pezzo in cui si dice che i VIP di Venezia hanno bevuto certi vini bianchi? Grande notizia, eccezionale per il mondo del vino vero, dai risvolti variegati e profondi!!!

Non passo gli articoli alla tua visione diretta solo perchè se accettati dopo parecchi giorni vanno direttamente tra quelli già apparsi in prima pagina tra gli esperti. Forse sarebbe meglio così? OK, non voglio essere una spina nel fianco. Ne parlo qui direttamente e non in privato, perchè lo stesso hai fatto tu.

Poi dici che produco troppo (si legge tra le righe): beh...dillo chiaramente. Non vuoi che diventi praticamente l'unico che scrive su Esperti? Sii esplicito.
Se Dio vuole per me tutto ciò è un passatempo e espressione (quasi unico in questo) di vera passione.

Ad esempio parlare di banana per i pigato è una polemica sterile? Devo fare nomi? No, perchè la maggioranza dei pigati in commercio sa di banana e la banana non proviene dal pigato, ma dai lieviti che vengono bellamente introdotti. Queste le cose che gli appassionati dovrebbero sapere e non che ai VIP si regala il vino... E non c'è bisogno di dire i nomi delle azience che lo fanno, perchè sono la maggior parte!!

Lascio a te le decisioni: puoi sempre cestinare in diretta un post che non ti piace. Non me la prendo per niente. Almeno saprò meglio i tuoi gusti...

Lascio questo post ancora per poco, perchè si legga il mio commento e poi, permittimi, di toglierlo, dato che in fondo l'ho scritto io...

Ok... avrei preferito una chiaccherata privata, ma adesso vorrei anche una risposta chiara:
vuoi solo recensioni di aziende o anche racconti assurdi e ironici? Fermo restando che io non sono un esperto del vino e non so "giudicare" ciò che produco.

Attendo una chiara risposta in proposito e poi agirò di conseguenza

con amicizia

Enzo

Inserito da Filippo Ronco

il 11 ottobre 2011 alle 15:16
#8
In questo momento sono preso al 100% sulla pubblicazione del nuovo vinix, in serata. Appena ho 10 secondi ti rispondo per bene ma ho già detto più o meno tutto sopra.


Fil.

Inserito da Luigi Bellucci

il 12 ottobre 2011 alle 12:49
#9
Cari Enzo e Fil
ricordate Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera

Godiamoci dunque i raggi di sole bianchi e rossi e magari anche rosati che qua e là ogni tanto ci trafiggono
e pazienza (o peggio per lui) chi non li capisce o non se ne accorge!
AD MAIORA

Inserito da Enzo Zappalà

il 12 ottobre 2011 alle 14:09
#10
direi che Luigi ha pienamente ragione. io ci sto!

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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