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Azienda Agricola Pàcina, dove l’abito non fa il monaco, di Enzo Zappalà

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Azienda Agricola Pàcina, dove l’abito non fa il monaco

di Enzo Zappalà

Chianti Classico: un nome, un territorio, una garanzia. Si ha voglia di dire che tutti i chianti “possono” essere buoni. Alla fine, però, l’etichetta fa la differenza. Almeno a parole. In molti casi alle parole seguono anche i fatti, ma sicuramente non per l’Azienda Pàcina. Per lei l’abito non fa certo il monaco…

A pochi chilometri da Castenuovo Berardenga, a pochi metri dai capricciosi confini della denominazione più importante del Chianti, in un vecchio convento risalente all’anno 900, probabilmente sorto sul luogo di un insediamento etrusco (ecco forse la ragione dell’accento sulla prima “a”), sorge Pàcina. L’abbiamo conosciuta al Vinitaly e mia moglie ed io, in terra di Siena per vacanza, decidiamo di andarla a visitare.

Ci viene incontro Stefano, che insieme alla moglie Giovanna, titolare dell’azienda, accudisce con passione e serenità alcuni meravigliosi ettari di vigna, di uliveto e non solo. Il tempo sembra rallentare, mentre ci dirigiamo verso i filari, dove il sangiovese aspetta di essere raccolto. Acini piccoli, radi che fanno chiaramente intuire la forza, la fatica e la sofferenza della Natura. Il terreno appare sabbioso, ma nasconde al suo interno strati compatti del lavoro incessante del fondale di un antico mare. Davanti le crete senesi, a destra la sublime Siena irta di torri, a sinistra i campi verso Castelnuovo, alle spalle le colline di Sua Signoria il Chianti Classico.

Un vero paradiso, in cui le parole tranquille e precise di Stefano aiutano alla concentrazione. Ci accorgiamo di non calpestare soltanto un suolo ideale per la vite, ma secoli di cultura, di tradizioni che continuano a vivere nei gesti delle braccia e della mente. Anche la vigna sembra ascoltare e ti accorgi che è orgogliosa e fiera di essere stata capita nel suo profondo. Il vino, come spesso ripeto, non è solo opera tecnica e ripetitiva della Natura e dell’uomo, ma simbiosi continua tra diversità e abitudine, tra eccezionalità di un momento e ritmi incessanti senza tempo. L’uomo ne deve essere parte integrante, seguendo e vigilando le meravigliose operazioni naturali, calibrando con attenzione, dedizione, passione e raziocinio il suo intervento.

Tutto questo senti che a Pàcina è realtà e normalità. E allora ti trovi a pensare con un sorriso a quanto sia priva di valore vero e genuino un’etichetta, un nome, un territorio delimitato da decisioni prese dalla limitatezza umana che crede di poter dettare regole alla Natura. Essa non ha bisogno di simboli, di etichette, di indicazioni. Essa sa benissimo dove e cosa può fare. Basta saperla ascoltare in silenzio e capire le vibrazioni della sua voce. Giovanna e Stefano questo lo sanno fare perfettamente e ne sono fieri per loro stessi e per il vino che costruiscono lungo ogni istante di un anno d’attesa e partecipazione. Lo sa anche l’uva che sembra voler garantire il meglio di sé, senza nascondere le criticità di una stagione o gli acuti di una vendemmia memorabile.

Il colloquio assiduo e tacito tra Natura, vitigno e Giovanna e Stefano diventa cosa normale e i risultati eccezionali nascosti nelle botti, e poi nelle bottiglie, un’ovvia soluzione al teorema spesso non compreso dei rapporti tra essere viventi, siano essi pensanti o vegetali. Al ritorno non possiamo certo stupirci del meraviglioso Chianti dei Colli Senesi di Pàcina. Un Chianti vero e sanguigno, come sono veri la storia e il frutto di un’opera ancora una volta portata a compimento con serenità e dedizione. Si sentono la dolcezza dell’uva, la forza ruvida (evviva! perché nasconderla?) dei tannini, la vigoria e l’eleganza di quelle molecole che sono nate con la vita sul nostro pianeta.

Un Chianti “soltanto” dei Colli Senesi, ma a noi che l’abbiamo assaggiato e che ne abbiamo conosciuto la storia e i segreti, appare un vero capolavoro. Forse siamo anche contenti che sia soltanto dei Colli Senesi, relegato ad apparente controfigura del più celebre vicino di casa. Come un Davide che sembra sparire davanti al colosso Golia, il Chianti di Pàcina è in grado di vincere qualsiasi concorrenza. Provare per credere. In fondo la produzione dell’Azienda è limitata e non ha problemi a trovare chi ne capisce il valore. Resti pure in un’ombra parziale: fortunati coloro che la scoprono e ne vengono ammaliati.

Due ore di tranquilla chiacchierata sono volati in un lampo e siamo sicuri di tornare, anzi ne sentiamo il bisogno. Il 2008 sta riposando in cantina, sornione, ma ha già svelato la sua vera essenza fatta di equilibrio e di armonia. Incontriamo velocemente anche Giovanna, alle prese con lo splendido Agriturismo Pacinina che affianca l’Azienda. Il suo sorriso è già una chiara carta d’identità, come lo sono quelli dei due figli, Maria e Carlo, che tra non molto potranno partecipare direttamente a quel gioco meraviglioso che i genitori compiono con la Natura che li circonda.

Si è fatto tardi e andiamo a Castelnuovo Berardenga a mangiare qualcosa. Non avendo chiesto consigli, scegliamo a caso un lindo e invitante ristorante con tavoli all’ombra, l’Osteria al Prato. Sicuramente c’è stato un segnale invisibile, inviato dalle viti di Pàcina al nostro inconscio. Mangiamo crostini di fegatini e milza perfetti e una tagliata che dire squisita è troppo poco. Guardando nella carta dei vini non abbiamo tentennamenti: un Chianti dei Colli Senesi di Pàcina, del 2005. Fantastico come i suoi fratelli più giovani e a un prezzo “ridicolo”, da vino sfuso in tanti luoghi forse più rinomati, ma…

Una telefonata a Stefano per fargli i complimenti, un sorriso quasi udibile di risposta, un ringraziamento che non scivola verso un’ipocrita sorpresa, ma che è costretto a un’umile constatazione di una sicurezza ormai profondamente acquisita.

Azienda Agricola Pàcina di Giovanna Tiezzi Borsa
Loc. Pàcina
53019 Castelnuovo Berardenga, Siena
Tel. e Fax: 0577 355044
Email: pacinina@libero.it
Sito web: www.pacina.it

Osteria al Prato
Piazza Marconi 9/10
53019 Castelnuovo Berardenga, Siena
Tel. 0577 355411
Email: osteriaalprato@alice.it

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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