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Villa in Verticale, resoconto

di Redazione di TigullioVino.it

MappaArticolo georeferenziato

Diamant Pas Dosè millesimato in una verticale firmata Villa Franciacorta.

Lunedì 13 giugno 2011 si è tenuta presso l’azienda Villa Franciacorta a Monticelli Brusati, la XVII edizione di Villa in Verticale, uno degli eventi più importanti dell’Azienda. Il consueto appuntamento annuale, divenuto col tempo sempre più ambito e rinomato per invitati selezionatioi (clienti, ristoratori, giornalisti, sommelier, professionisti e opinion leader) che sono stati accolti da Roberta Bianchi con il marito Paolo Pizziol nella sala degustazione all’interno della suggestiva cornice del borgo Villa dove c’erano due grandi tavole imbandite con calici, otto per ogni ospite, che corrispondevano alle otto annate di Diamant Pas Dosè millesimato: dall’anteprima del 2006 sino alla storica 1999.

Cuore e anima delle cantine Villa, questa bollicina rappresenta la punta di diamante della collezione aziendale, non a caso il nome che gli fu conferito dalla nascita con il millesimo 1999. Per tutti da quel momento fu semplicemente “Diamant”. Ottenuto da uve Chardonnay (85%) e Pinot Nero (15%) questo vino affina dapprima parzialmente in pregiati carati francesi in legno di rovere di Allier per oltre sei mesi e in seguito alla messa in bottiglia riposa per altri quattro anni sui lieviti. Questa lenta maturazione conferisce al prodotto intriganti note organolettiche. Cristalline sfumature dorate catturano subito l’occhio, al naso i profumi fragranti si alternano a note fruttate e leggere spezie dolci.

2006 - Ottima annata. Ripresa vegetativa in condizioni climatiche ottimali, che ha favorito una buona emissione di grappoli al punto che in taluni appezzamenti si è reso necessario il diradamento. Un inizio dell’estate particolarmente caldo e asciutto ha fatto temere un ripetersi dell’annata 2003. Grazie però ad un sostanzioso cambiamento delle condizioni climatiche che hanno portato acqua in quantità ideali per lo svolgimento delle fasi vegetative della vite, per l’accrescimento degli acini,la formazione degli zuccheri e la salvaguardia del patrimonio acido e aromatico, al momento della raccolta le uve si sono presentate perfette dal punto di vista sanitario con un ideale contenuto di zuccheri, acidità buone con una concentrazione alta di componenti aromatiche. Freschezza ed estrema immediatezza, dal punto di vista olfattivo si presenta acido e dolce. Non di grande struttura ma di morbidezza; molto asciutto senza essere amaro; un perlage che può essere percepito come un satèn anziché un pas dosè millesimato, finale medio/lungo, non invadente.

2005 - Buona annata, con andamento altalenante. Al germogliamento ritardato sono seguite fioritura, allegagione e invaiatura più che soddisfacenti in termini quantitativi ma anch’essi in ritardo rispetto alla norma. Il mese di agosto ha regalato giornate molto soleggiate e notti fresche: escursioni termiche molto utili alla sintesi e alla preservazione degli aromi delle uve. Già più compiuto, con maggiore speziatura, caratteristiche aromatiche ed equilibrio.

2004 - Ottima annata, al limite dell’eccellenza. Ripresa vegetativa riitardata che ha favorito un buon rigoglio vegetativo e una buona emissione di grappoli, sviluppati in condizioni ottimali di temperatura e umidità. La fase di maturazione, a causa delle temperature miti, si è protratta fino al mese di settembre. Gradazioni non elevate, ma acidità molto buone. Un crescendo di sensazioni, fresco e armonioso, non ha difficoltà a sfidare il tempo. Lievito un po’ più ricco, grasso, e finale sorprendente (fiore essiccato che va verso il fieno-balsamico), con più mineralità. Al naso è intrigante abbina un’estrema freschezza. Pienamente fruttato può ricordare la susina mirabella, dolce ma ben acido. Riflessi dorati e perlage che sembra non finire mai. Potenza, generosità e ricchezza sono le prerogative migliori di questo prodotto complesso e ampio al naso, in bocca appare meravigliosamente morbido e persistente.

2003 - Buona annata di cui si è parlato tantissimo. Fino alla fine di giugno andamento climatico nella norma. Durante i mesi di luglio e agosto si è manifestato un periodo molto caldo e asciutto con temperature prossime ai 40°. Vendemmia molto anticipata rispetto alle annate precedenti con gradazioni spesso elevate e bassa acidità. Non presenta una differenza abissale rispetto agli altri. Zucchero filato di canna candito e una nota ricca di caramello biondo che lo rendono zuccheroso, caramellato, sciropposo, per una cremosità, una ricchezza e un impatto gustativo sorprendenti. .

2002 - Annata problematica dovuta ad un inverno particolarmente rigido ed asciutto che ha indotto un germogliamento della vite disforme e piuttosto stentato che poi si è ripreso grazie alle condizioni meteo promaverili che hanno favorito il recupero vegeto-produttivo della coltura. L’estate si è caratterizzata per le basse temperature medie e le elevate piogge. Il tutto si è tradotto in una vendemmia che quantitativamente si colloca al di sotto della media degli ultimi anni, caratterizzata però da eccellenti parametri analitici delle uve. Presenta un carattere più chiuso ma untuoso, burroso, con una tostatura un po’ più evidente, un’acidità abbastanza elevata. E’ un vino che essendo non dosato con carattere molto crudo, non vegetale, e poi un naso che si evolve rapidamente nel calice, un vino che ha una certa leggiadria.

2001 - Ottima annata, periodo vegetativo regolare con buon sviluppo dei tralci e una buona emissione dei grappoli. Aspetto sanitario senza problemi, andamento climatico della maturazione particolarmente caldo alternato ad abbondanti piogge che hanno favorito una regolare fotosintesi, consentendoci di ottenere uve con alte gradazioni. Estrema finezza, la frutta che si è un po’ candita e speziata ma il carattere balsamico è ancora più evidente. Non c’è una grande ampiezza nei profumi, sentore di mela golden dolce e molto salino, molto cremoso con notevole acidità e lunga persistenza già in fase di prima fermentazione. E’ un vino che tutto sommato non urla nulla, non ha nessuna caratteristica preponderante e che può passare per un vino di tutti i giorni.

2000 cuvette Diamant Pas Dosè – Grande struttura e notevole morbidezza caratterizzano questo prodotto, fiore all’occhiello dell’azienda. Il 2000 è stata un’annata giudicata eccezionale, sia per la qualità organolettica che per lo stato sanitario delle uve. Clima molto caldo, pur con la giusta piovosità; ciò ha permesso una perfetta maturazione delle uve, leggermente anticipata. Cremosissimo, belle caramelle alla frutta, nocciole, mandorle. Bolla più ricca, più pungente, molto più presente la gasatura, carattere gustativo ancora fresco non così cremoso rispetto al 2001. Ha un piano di carico molto largo, entra nel naso con maggiore larghezza di sensazioni piacevoli, sensitive. Frutta molto dolce, molto cremosa, e quel legno di mobile antico consumato, trattato con olio paglierino. Un vino con un’ampiezza di profumo e che non ha nessuna paura dell’ossigeno.

1999 Cuvette Diamant Pas Dosè - La prima annata prodotta, in poco più di 2000 esemplari che lo ha reso famoso donandogli la complessità, l’eleganza ed il sapore costante anno dopo anno. Annata contraddistinta da una buona ripresa vegetativa. Buona produzione e stato sanitario eccellente. Gradazioni medio-basse con buona acidità caratterizzata da alti lvelli di acido malico, che hanno consentito un eccellente sviluppo delle potenzialità aromatiche dell’uva. Sembra un vino di un’annata corrente, molto speziato, morbido, dolce. Colore oro antico brillante, al naso si sprigionano profumi fragranti, fruttati e leggere spezie dolci. Al gusto è schietto, deciso, signorile e allo stesso tempo fresco ed armonioso. Le ultime bottiglie conservate come testimonianza della produzione d’eccellenza nella storia di Villa sono state presentate dall’enologo Corrado Cugnasco, che da sempre segue la storia produttiva aziendale, che ha spiegato il percorso evolutivo e ha caratterizzato le diverse vendemmie negli anni di riferimento. La degustazione sensoriale è stata invece guidata da Nicola Bonera, miglior Sommelier d’Italia 2010 nonché esperto conoscitore del territorio Franciacortino. Inseme ci hanno spiegato il percorso evolutivo che ha caratterizzato le diverse vendemmie negli anni di riferimento e le loro caratteristiche organolettiche. Siamo partiti dai più recenti e man mano siamo andati a ritroso nel tempo per verificare le differenze delle varie annate.

La degustazione ha rafforzato un concetto della flosofia produttiva che l’azienda sta portando avanti con convinzione da molti anni: una ulteriore conferma che l’eccellenza può essere raggiunta solo attraverso il rispetto del prodotto. I partecipanti sono stati chiamati a valutare le diverse annate di Villa Franciacorta esprimendo le loro preferenze considerando sia gli aspetti tecnici, sia le qualità organolettiche delle annate. La giornata è poi proseguita nella nuova sala di pigiatura dove si è svolto il pranzo curato come di consueto da Carlo Bresciani chef dell’Antica Cascina San Zago. Inaugurata per l’occasione, la nuova area di 200 mq è stata ideata appositamente per la pressatura delle uve. Questa sala permette infatti di garantire le condizioni ottimali per la pigiatura soffice dei grappoli durante la vendemmia ed estrarne delicatamente il “mosto fiore”, base essenziale per i futuri Franciacorta DOCG. Nel corso della degustazione i partecipanti sono stati chiamati a valutare le diverse annate di Villa Franciacorta Diamant millesimati, considerando sia gli aspetti tecnici sia quelli organolettici. Le preferenze si sono così espresse:

1. Villa Franciacorta Cuvette Diamant Pas Dosè millesimato 2000: 91/100
2. Villa Franciacorta Diamant Pas Dosè millesimato 2004: 90/100
3. Villa Franciacorta Diamant Pas Dosè millesimato 2001: 90/100

Così si è concluso questo splendido evento, a mio avviso ben organizzato nei minimi dettagli, e le signore presenti sono state omaggiate di un originale appendi borse firmato Villa. L’unione tra tradizione e innovazione in un unico Franciacorta: Diamant Pas Dosè, la sfida millesimale e la purezza. Intrigante, suadente, elegante e raffinato. Si presenta sempre così il carattere di Villa Cuvette. Grazie alla sua personalità spiccata, si è contraddistinto nel tempo non solo per la meticolosa ricerca qualitativa, ma in particolare per saper sposare una gamma infinita di abbinamenti a tutto pasto.

La storia di Villa è da sempre una storia che parla di passione. Una passione profusa per la terra e per i segreti che custodisce. Convinti da un’esperienza decennale, che solo attraverso il rispetto per la materia prima, per la tradizione e per la natura, si possa puntare all’eccellenza. L’utilizzo di sostanze biologiche e naturali per la gestione del vigneto, la scelta di esaltare le caratteristiche del terroir vinificando esclusivamente le uve provenienti dai cru di proprietà e di commercializzare unicamente i Franciacorta millesimati sono la testimonianza concreta che contraddistingue da sempre la filosofia di casa Villa.


Fonte news: Mariella Belloni

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