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Tutto sull'acqua, tra numeri e ambiente, di Pier Luigi Nanni

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Tutto sull'acqua, tra numeri e ambiente

di Pier Luigi Nanni

Acqua, H2O.
Due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno: formula chimica dall’apparenza banale e semplice per rappresentare un elemento naturale dalle innumerevoli rappresentazioni fisiche. L’acqua la riusciamo a percepire col tatto, con gli occhi e persino con l’udito sotto forma di nebbia, nuvole, pioggia, neve, ghiaccio, il mare, un fiume, un lago, una cascata: così l’acqua ci accompagna dal grembo materno per tutta la vita su questo pianeta.

Viviamo sulla terra, un corpuscolo perso nell’immensità dello spazio, la cui superficie è coperta per il 71% di acqua e che vista dallo spazio, sembra un’enorme sfera blu: trasparente come il corpo cristallino dei nostri occhi, l’acqua si tinge dei colori della natura e del cielo!

Apparentemente inodore e senza sapore proprio, è in grado di farci percepire tutti i gusti e gli odori pensabili. Non possiede una forma propria, se non a temperature inferiori a 0° C, l’acqua è caratterizzata dal continuo fluire, dalle trasformazioni e dal suo ciclo tra terra e cielo. E con tale proprio scorrere nei millenni, che l’acqua forma e trasforma il paesaggio scavando valli, scolpendo scogli, creando e distruggendo spiagge e banchi di sabbia, in continuo movimento alla ricerca di ritrovare la propria primordiale sfericità della goccia e dei corpi celesti.


All'origine della vita

Benchè non vi sia elemento naturale più puro e semplice dell’acqua, in essa si nasconde il grande mistero della vita: nei mari dell’era precambiana, più o meno pari a 3,8 miliardi di anni fa!, si sono formati i primordiali organismi viventi. Piccoli cianobatteri che, pur non sapendo ancora con quale sconosciuta dinamica hanno iniziato a produrre ossigeno, permettendo così l’evoluzione di tutti gli esseri viventi su questa terra.

Nessun organismo, per quanto possa essersi adeguato a situazioni vivibili di estrema siccità, può sopravvivere senza acqua. È indispensabile non solo per le funzioni corporee, ma anche per il pensare: senza liquido cefalorachidiano, il nostro cervello risulterebbe talmente pesante da schiacciare i vasi sanguigni.


L'acqua nella storia


Più di ogni altro elemento, l’acqua ha ispirato l’immaginazione e la fantasia creativa dell’uomo. Nella simbologia, nella mitologia e nell’arte, il mare rappresenta l’infinito, contrariamente al fiume, che divide: innumerevoli confini di stato sono nati naturalmente lungo i fiumi. Ciò si esprime fortemente nella mitologia etrusca, greca e romana, in quanto Stige ed Acheronte separano il regno dei vivi da quello dei morti.

Con l’evoluzione umana e sociale, dovuto all’impegno ed alla capacità di costruire imbarcazioni sempre più perfette ed adatte agli scopi, l’uomo ha conquistato l’infinità del mare ed a superare i confini fluviali utilizzandoli come vie di trasporto per collegare popoli e paesi. L’uomo del passato, che viveva ancora in stretto contatto con la natura, vedeva nella dinamicità dell’acqua l’attività di esseri elementari quali ondine, ninfe, sirene, nereidi e melusine che popolavano fonti, laghi e l’immensità dei mari. Il progresso tecnologico ed intellettuale ha fatto si che tali energie e forze vitali naturali non siano più visibili a noi, per cui possiamo soltanto immaginare che tali esseri rappresentino il beneficio ma, contemporaneamente, anche i pericoli intrinseci dell’acqua stessa: pur essendo un elemento indispensabile ed insostituibile, può divenire una terribile forza distruttrice e causa di devastazioni come alluvioni e tzunami.

Nei tempi antichi, l’uomo vide in queste catastrofi della natura, la mano di Dio. Miti come il diluvio universale sono ricorrenti in quasi tutte le antiche popolazioni della terra: dagli indiani d’America agli esquimesi, ai popoli dell’Africa e dell’Asia. In luoghi ed epoche diverse, si racconta come lo spirito divino punisca l’umanità e purifica la terra dal male. La forza purificatrice dell’acqua si rispecchia in innumerevoli riti espiatori, sia pagani che cristiani: col battesimo, la benedizione o con un bagno nel fiume sacro, l’acqua libera anima e spirito dai peccati e contemporaneamente, la stessa forza liberatoria purificante e rigenerante, dona beneficio anche al corpo. L’effetto terapeutico dell’acqua è nota dalla notte dei tempi. Sorgenti e fontane con poteri magici, terme della Grecia classica e dell’epoca imperialistica dell’aquila romana, per giungere ai super attrezzati ed accessoriati centri benessere dei giorni nostri.

In oriente, il Giappone è conosciuto anche per la millenaria cultura e tradizione della purificazione nel rito del bagno, che ha le origini nella religione dello shintoismo, in quanto la pulizia è una delle componenti essenziali: infatti, la pulizia del corpo consente purezza e la purezza è una delle massime virtù poiché fondamentale per condurre una vita armoniosa.

Dopo la caduta dell’impero romano d’occidente - 646 d.C. - la venerazione e la fiducia nell’acqua come forza guaritrice e di purificazione, ebbe un forte calo anche a causa della trascuratezza a cui i famosi acquedotti romani furono soggetti. Mentre le popolazioni delle città crescevano continuamente, il servizio pubblico per la fornitura idrica scompare quasi totalmente e fino al termine del XVIII° sec. l’Europa visse un lungo e drastico periodo di scarsa disponibilità di acqua potabile. Immancabilmente, durante tale periodo si manifestarono gravi problemi igienici derivanti dalla presenza di acque stagnanti permettendo così l’insorgere di gravi malattie quali il colera e la malaria, e poiché legate all’uso dell’acqua potabile, portarono a pensare che il bagno fosse tuttaltro che sanificante e l’uso dell’acqua, sia per l’alimentazione che per la pulizia, fosse addirittura nefasta!

Credenze pagane influenzate anche dalla iniqua moralità religiosa dell’epoca, vedevano nella cura del proprio corpo vanità e peccato. Finalmente, con l’approfondimento delle scienze naturali, l’uomo cominciò a staccarsi da questi subdoli preconcetti, involando verso una nuova percezione della propria fisicità. Il codice sociale in auge in tale periodo, precisava nuove regole comportamentali e la stanza da bagno si diffonde sempre più sia nei ceti medi che alti, diventando così luogo in cui la borghesia ottocentesca può liberarsi da parrucche, busti ed altri scomodi ed ingombranti accessori che l’etichetta dell’epoca “obbligava” ad indossare.

Grazie ad invenzioni tecniche del ‘900, finalmente l’acqua ritorna a sgorgare nelle città, permettendo così un uso per l’igiene settimanale se non addirittura quotidiana. Con le scoperte scientifiche sui batteri ed altri importanti microorganismi, la cura personale diventa sempre più non solo importante, ma necessaria. Assieme a questa fondamentale sanitaria, rinasce il piacere della pulizia in quanto tale e socialmente, poiché sinonimo di benessere, salute e prosperità.


L'acqua oggi

Attualmente, nei paesi industrializzati si considera la presenza dell’acqua “scontata”, cioè normale che sia sempre presente e disponibile per cui, immancabilmente, la sprechiamo, la sporchiamo e la trattiamo come se fosse una qualsiasi merce di uso comune e senza importanza ma questo diamente blu è un bene prezioso che appartiene a tutti e deve essere trattato col rispetto che merita, poiché possa essere fonte di vita per le future generazioni.


Le acque minerali

Le acque minerali sono regolamentate da una speciale normativa, il D.Lgs. 105/92 e successive modifiche, che identifica con assoluta precisione le sue caratteristiche:

a - Le acque minerali devono essere già pure all’origine, poiché non possono essere sottoposte ad alcun tipo di trattamento risanante, in quanto devono mantenere inalterate le loro naturali caratteristiche originarie ed essere imbottigliate così come sgorgano.

b - Hanno origine da una falda o da un giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate, possiedono caratteristiche igieniche particolari ed eventuali proprietà favorevoli alla saluto.

c - Si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria, il tenore dei minerali ed oligoalimenti, ed eventualmente per taluni loro effetti.

d - L’elemento che le distingue dalle altre tipologie d’acqua, è il “tenore dei sali minerali ed altri oligoelementi”.


Classificazione delle acque minerali

  • Acqua minimamente mineralizzata - Residuo fisso non superiore a 50 mg/l. È un’acqua “leggera” che stimola la diuresi ed è particolarmente indicata per la ricostituzione di latte ed alimenti per l’infanzia.
     
  • Acqua oligominerale - Residuo fisso non superiore a 500 mg/l. Favorisce la diuresi e contiene poco sodio.
     
  • Acqua Mediominerale - Residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l. Consigliata per specifiche necessità in quanto ricca di sali minerali.
     
  • Acqua ricca di sali minerali - Residuo superiore a 1500 mg/l. È un’acqua particolarmente ricca di sali, indicata nello sport ed in situazioni specifiche o cure terapeutiche.
     
  • Acqua indicata nell'alimentazione dei neonati - Nitrati presenti inferiori a 10 mg/l.


La distribuzione e i consumi della risorsa acqua sul pianeta

Oltre un miliardo di persone beve acqua non sicura, in quanto non batteriologicamente pura. Un abitante e mezzo della terra su cinque, non ha acqua potabile a sufficienza: 1,8 miliardi di persone. Ogni anno 3,4 milioni di persone, tra cui 5000 bambini al giorno, muoiono a causa di malattie trasmesse dall’acqua impura: sono 2 milioni all’anno i morti per dissenteria.

Il consumo d’acqua nel mondo negli ultimi anni, è aumentato di sei volte ad un ritmo più che doppio rispetto al tasso di crescita della popolazione mondiale. Il potenziale mercato che ruota intorno alla gestione del sistema idrico mondiale, è stimato, ma sicuramente per difetto, pari a 1000 miliardi di dollari.

Oltre cinquanta sono i conflitti legati alla disputa sul controllo delle risorse idriche mondiali, tra questi Egitto da un lato, e Sudan ed Etiopia dall’altro, per lo sfruttamento del Nilo; quello tra India e Pakistan per il controllo del Gange; quello tra Iraq, Siria e Turchia per il Tigri e l’Eufrate; quello tra Palestina ed Israele per il controllo delle falde.

I paesi ricchi consumano circa l’80 % delle risorse idriche mondiali, ma solo la metà è utilizzata per bere, cucinarsi e lavarsi: il restante serve per l’agricoltura e l’industria.

La ripartizione del consumo è così suddivisa:
60 % ad uso agricolo, 25% per l’uso industriale e solo il 15% si utilizza per l’uso domestico.


Curiosità sul'acqua

Le cascate del Niagara, uno dei più suggestivi spettacoli che la natura ci possa offrire, si stanno ritirando! In meno di cento anni, tra il 1842 ed il 1927, sono già arretrate di ben 102 metri, ma come può essersi verificato tale processo decisamente allarmante? Tutta l’acqua che salta, sviluppa un’enorme forza che è stimata equivalente a quella sprigionata da 25000 trattori dalla potenza di 100 hp. La cascata agisce come una gigantesca lima che prima crea un’incisione, poi un canale per giungere a formare una profonda gola: si crea così un’erosione che cammina lentamente ma costante, verso monte. I 48 km. che separano il lago Erie dal lago Ontario saranno “mangiati” in circa 3000 anni da parte di tale continua erosione. L’acqua che cade in un solo giorno al ritmo di 64498 mc/sec., basterebbe per dissetare una città 500000 abitanti per ben 25 anni!

L’acqua cosiddetta “gassata” che quasi tutti a volte ne facciamo uso, è stata scoperta dal chimico inglese Joseph Priestley nel 1768. L’anidride carbonica - CO2 - gas prodotto dalla fermentazione o dalla combustione, era stata scoperta solo quattro anni prima, appunto nel 1764. Priestley abitava vicino ad una grande fabbrica di birra dove la fermentazione del luppolo produceva enormi quantitativi di biossido di anidride carbonica, per cui averla a disposizione per degli esperimenti non gli era difficile e durante una di queste ricerche, scoprì che dissolvendone un poco nell’acqua, si otteneva una gradevole bevanda. L’idea fece presto a diffondersi a tal punto di diventare un vera e propria produzione industriale.


La carbonatura dell'acqua


L’argomento riguardante il gas presente nelle acque, ha sempre fatto sollevare quesiti pro e contro la salubrità sia di quelle “addizionate” che la presenza naturale di CO2. A tale proposito si ricordi che già dal 2003, con due specifici decreti ministeriali, in Italia sono state recepite le norme comunitarie sulle acque definite “minerali”: prevedono, riportate in etichetta, diverse menzioni obbligatorie, tra le quali, importantissima, la denominazione legale di acqua minerale naturale eventualmente integrata da indicazioni sul’eventuale presenza di CO2.
Le acque minerali naturali possono essere sottoposte a trattamenti di modifica del contenuto di anidride carbonica e, in riferimento a quest’ultima possibilità, essere denominate:

a) acque minerali naturali totalmente degassate;
b) acque minerali naturali rinforzate col gas naturale presente nella sorgente;
c) acque minerali naturali con aggiunta di anidride carbonica.

La carbonatura presenta sicuramente alcuni innegabili vantaggi come quello di aumentare la sensazione dissetante offerta dall’acqua stessa, e di donare una maggior capacità “detergente” consentendo così l’ottimale abbinamento con cibi untuosi e grassi. Una leggera effervescenza aiuta il processo digestivo, anche se un eccesso di bollicine potrebbe aumentare un’infiammazione della mucosa gastrica già presente.


L'acqua virtuale

Ebbene sì, esiste anche virtuale!
Tale concetto è stato sviluppato da John A. Allan del King’s College di Londra e per tale motivo gli è stato attribuito a Stoccolma nel 2008 il WATER PRIZE.
Il concetto sembrerebbe molto semplicistico, ma invece è alquanto complesso.
L’acqua viene utilizzata in grande quantità anche per la preparazione di tutti i beni alimentari o più in generale, di consumo. Il consumo idrico non si limita all’acqua che si vende, ma anche quella nascosta, considerata appunto, virtuale. Acqua che comunque è necessaria per la produzione ed il commercio, ma come la si può calcolare?

L’acqua virtuale contenuta in un bene rappresenta “il volume di acqua dolce utilizzata per produrlo, misurato nel luogo in cui è stato effettivamente prodotto e rappresenta la somma dell'acqua impiegata nelle varie fasi della catena produttiva".

Alcuni esempi: 1150 litri per una classica pizza di 525 g.;
780 litri per un pacco di pasta da 500 g.;
2500 litri per 500 g. di formaggio;
1000 litri per un litro di latte.


I costi dell'acqua

Attualmente, in Italia l’acqua costa meno rispetto a quasi tutti gli altri stati europei, ma c’è un ma: negli ultimi cinque anni se n’è persa una quantità pari a 2,1 miliardi. di euro. Nel dettaglio, ogni anno la perdita è di circa 800 mq, che si riscontrano maggiormente nel Molise - 56% - ed Abruzzo - 51% -, mentre i più bassi sono in Emilia Romagna - 22% -, Liguria - 20% e Lombardia col 15%.

L’acqua del rubinetto di casa qualitativamente non ha nulla da invidiare a quella in bottiglia ad un costo decisamente inferiore: mediamente € 1,62 per 1000 litri e soprattutto, protegge l’ambiente!

Chiamiamolo paradosso o effetto della capacità persuasiva e seduttrice della pubblicità, in quanto l’Italia è ricca di fonti idriche, eppure in Europa è al primo posto e terzo al mondo per consumo di acqua minerale in bottiglia, con una media pro-capite di 195 litri. Inoltre, il consumo tra acqua minerale e bibite varie per ogni italiano, equivale a 180 bottiglie da 1,5 litri.

Inoltre, la spesa media annua di una famiglia di quattro persone per il consumo di acqua in bottiglia, è pari € 234. La stima sul costo medio di un bicchiere di acqua minerale è € 0,06, contro quello medio pari a € 0,0001 di un bicchiere di acqua pubblica. L’impatto ambientale è pari al consumo di 22 litri di petrolio e 108 litri d’acqua utilizzati per la produzione ed il relativo trasporto, oltre all’emissione di 23 kg. di CO2.


L'acqua in bottiglia, il paradosso italiano

Uno dei tanti misteri italiani: da una parte ci dichiariamo strenui difensori dell’ambiente e dall’altra ci comportiamo con un atteggiamento decisamente opposto! L’Italia, dopo gli Stati Uniti, è il paese consumatore che compra più acqua in bottiglia del mondo: la spesa per tale acquisto è in crescita da decenni, in quanto, attualmente, in media si consuma mezzo litro di acqua al giorno in bottiglia pro capite.

L’acqua in bottiglia oltre all’immancabile consumo delle risorse, utilizza per la sola produzione delle bottiglie, tonnellate di materiale inquinante che deve essere smaltito dopo il consumo ed inquina l’ambiente stesso col trasporto su strada necessario alla sua distribuzione.


L'impatto ambientale


Che impatto genera bere l’acqua minerale in bottiglia? E quanto ci costa l’acqua in termini di impatto ambientale? In Italia, mediamente ma tale produzione è in crescita dovuta chiaramente alla sempre maggior richiesta: si imbottigliano circa 12 miliardi (!) di litri d’acqua e ciò comporta una produzione di 8 miliardi di bottiglie pari a 240 tonnellate di plastica, l’equivalente del peso di 44000 elefanti; inoltre, l’emissione di circa 1000000 di tonnellate di CO2 pari alle emissioni di anidride carbonica prodotte per illuminare Pechino, l’uso di 490000 TIR che messi in fila, risultano una colonna ininterrotta pari a 8000 km. Si può concludere affermando che l’impatto relativo alla produzione e distribuzione di 100 litri di acqua minerale in bottiglia di PET da 1,5 litri e trasportata per 100 km., equivale a quello generato da un’auto di media cilindrata che percorre 68 km. mentre per la stessa quantità di acqua del rubinetto è come se la stessa auto percorresse soltanto 350 metri: l’impatto, in termini di produzione di gas che alterano il clima e di rifiuti, è nettamente differente per le due acque.

Attualmente, le fonti di acque minerali, autorizzate da parte del Ministero della Salute, in quanto in perfetta regola con le varie normative riferite sia alla qualità delle acque che al processo d’imbottigliamento, sono 33 così distribuite sul territorio nazionale:

Piemonte: 4; Lombardia: 5; Liguria: 1; Veneto: 4; Friuli Venezia Giulia: 1; Emilia Romagna: 6; Toscana: 2; Marche: 2; Umbria: 3; Lazio: 1: Campania: 2; Basilicata: 1; Sicilia: 1.

L’acqua del rubinetto è molto più controllata e non di qualità inferiore a quella che si trova in commercio. Mediamente, costa solo € 0,0016 al litro, non inquina né direttamente per lo smaltimento delle bottiglie e né indirettamente col trasporto.
Viene fornita solamente dalle Aziende Acquedottistiche attraverso la rete idrica con il requisito fondamentale della loro potabilità. L’acqua pubblica è uno dei settori più vigilati e controllati. A garantirne la qualità, sono le migliaia di verifiche effettuate ogni anno dalle ASL, dal sistema ARPA [Agenzie Regionali Protezione ed Ambiente] e dai gestori del servizio idrico, utilizzando i parametri previsti dalla legge. Tali garanzie però valgono solo fino all’allacciamento con le abitazioni: da questo punto in poi, la responsabilità della gestione delle tubature e delle eventuali cisterne, è dei cittadini.


Acqua, ridurre gli sprechi

È possibile ridurre gli sprechi nell’ambito delle mura domestiche?
Certamente si, adottando piccoli e sistemi di praticità. In considerazione che nelle nostre case si usa solo il 10% dell’acqua consumata in Italia, in quanto è una percentuale veramente piccola, ma non è trascurabile dal punto di vista delle quantità in gioco, per cui una parte del risparmio d’acqua è sotto la nostra responsabilità.

Alcuni semplici, pratici ed attuabili consiglio onde poterne ridurre il consumo:
  • Chiudere il rubinetto quando non lo si usa direttamente
  • inumidire lo spazzolino da denti e poi sospendere il getto;
  • bagnare il corpo ed i capelli sotto la doccia poi chiudere ed insaponarsi;
  • è decisamente inutile far scorrere acqua a profusione su verdura e frutta da lavare non da annegare!
  • Si possono pulire in una bacinella ed i più attenti riutilizzano l’acqua per irrorare le piante poste in casa o nel terrazzo.
  • Lavare la propria macchina non considerandola come un oggetto di culto, ma un mezzo a nostra disposizione per trasportarci.
Durante una degli ennesimi convegni sulle risorse del territorio, secondo il sociologo dei consumi Vanni Codeluppi, le ragioni di un orientamento così evidente e marcato da parte degli italiani verso l’acqua in bottiglia sono molteplici, “ma riconducibili soprattutto ad un radicale sentimento di sfiducia verso le istituzioni, quindi verso coloro che dovrebbero garantire la purezza dell’acqua che arriva nelle abitazioni attraverso il rubinetto”.

La classica bottiglia di plastica comunemente utilizzata per l’impiego dell’acqua minerale, impiega quasi sette secoli (!) prima di decomporsi completamente ed il 90% del costo di una bottiglia d’acqua è riconducibile al contenitore che la contiene e ben l’80% di quelle utilizzate non vengono affatto riciclate.

Se si potessero mettere insieme tutte le acque del nostro globo, otterremmo un cubo pari a 115 km. di lato con un volume di 1390 milioni. di km3. Il 97% dell’acqua della terra è salata e solamente i due terzi del restante 3% sono costituiti da ghiacciai e nevi perenni: l’acqua disponibile per l’uomo arriva a malapena allì1% della scorta totale.

È possibile che “non fare” abbia un costo? Certamente, ed il costo, se si parla di acqua, è anche piuttosto alto: 28,9 miliardi di euro. Tale è la cifra che le famiglie italiane rischiano di pagare nell’arco dei prossimi venti anni, qualora al sistema idrico nazionale vengano a meno quelle minime necessarie ed improrogabili innovazioni: investimenti, interventi di ripristino e manutenzione che riguardano ogni anno 3400 km. di acquedotto.

Non fare, significa fare male, anzi, malissimo! Significa, in parole povere e facilmente comprensibili, far pagare ad ogni famiglia una “bolletta occulta (!)”, il che oscilla, a seconda delle aree geografiche, dai 400 ai 2300 euro. Non fare? No, grazie!

Il corpo umano, come già accennato, è costituito per la maggior parte d’acqua [circa il 60%], fondamentale per processi quali la respirazione, la digestione, il metabolismo, la regolazione della temperatura corporea, per il trasporto di ossigeno e sali minerali attraverso il sangue. È bene quindi bere regolarmente piccole quantità d’acqua nel corso di tutta la giornata onde mantenersi in salute.

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3 Commenti

Inserito da Mike Tommasi

il 05 marzo 2011 alle 16:06
#1
Molto interessante e informativo. Grazie.

Inserito da Enzo Zappalà

il 05 marzo 2011 alle 18:03
#2
molto bello e istruttivo! Tuttavia, la vita nello spazio potrebbe anche originarsi senz'acqua... Le molecole sempre più complesse dello spazio interstellare sembrano indicarci questa via insospettabile fino a pochi anni fa. Sarebbe un bene o un male?

Inserito da Enzo Zappalà

il 05 marzo 2011 alle 18:15
#3
aggiungo: non voglio sconfinare in campi diversi, ma a qualcuno potrebbe interessare
http://www.astronomia.com/2010/10/21/su-titano-piove-la-vita/
comunque questa chiaccherata mi ha fatto venire ... SETE!!!

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