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Viaggi enogastronomici

Recioto: Villa Da Porto Barbaran (Terza Parte)

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Il tempo purtroppo è tiranno e dobbiamo alzarci perché ci aspettano a Gambellara per andare tutti insieme al convegno a Montorso Vicentino, nella Villa Da Porto Barbaran.
Si attraversa Montorso e dopo l’ultima curva a destra si ha sulla sinistra la facciata della villa, che lascia a bocca aperta. Qui davvero il tempo si è fermato. La facciata appare nella sua imponenza con alle spalle la macchia scura della collina della Fratta che sembra proteggere la villa come un angelo custode. Una larga scalinata bianca fa da tappeto alle quattro grandiose colonne ioniche che contornano la loggia. Le due colonne centrali sostengono tutto il portico, alto e slanciato. Le due laterali sono immerse per metà nel muro della villa. La struttura esterna e quella interna sono rimaste pressoché immutate dalla fine del 1600, epoca di costruzione della villa, e i segni del tempo che porta la ingentiliscono, la fanno sembrare una vecchia signora che ha mantenuto intatta la sua bellezza, che traspare dalle rughe che le crepe sui muri simulano qua e là.

Vedi anche: Recioto: Picai della Garganega e Museo Zonin (Prima Parte)

Vedi anche: Recioto: Palazzetto Ardi (Seconda Parte)

Ai lati del portico sulla sinistra una zona vuota, incompiuta, mentre a destra appare la parte che doveva completare l’assetto definitivo della villa, una lunga ala leggermente arretrata rispetto al corpo centrale, in modo da renderla ancora più solenne. Se fosse stata completata, avrebbe potuto far pensare a un enorme uccello che volesse prendere il volo agitando le sue poderose ali.
Prima della villa su quel terreno sorgeva la casa padronale dei Conti Da Porto dove, duecento anni prima, si trasferì e prese dimora Luigi nel 1511, a soli 26 anni, dopo che una profonda ferita di guerra lo aveva quasi sfigurato in volto e parecchio indebolito. Nei 18 anni di vita che ancora gli restavano si diede alle lettere e, si direbbe oggi, scrisse la prima stesura della “sceneggiatura” di uno dei grandi capolavori di Shakespeare, il Romeo and Juliet. La sua stesura si intitolò “Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti” e i protagonisti erano Romeus e Giulietta. Dalla villa si vedono ancora oggi nella collina di fronte i due castelli di Montecchio Maggiore in cui avveniva la vicenda descritta da Luigi e da cui viene il nome di una delle due famiglie dei protagonisti, i Montecchi, mentre dei Capuleti apparentemente non c’è qui alcun appiglio storico, anche se è proprio questo il cognome di Giulietta anche nella Historia del Da Porto. Sembra che la vicenda si sia svolta, nel testo del Da Porto, nella Pasqua del 1302, la sola Pasqua di Maggio o Pasqua tarda della Signoria di Bartolomeo della Scala.
Mentre la fantasia vola a immaginare storie d’amore e di guerra si entra nel salone centrale della villa. I soffitti sono altissimi, ancora originali, con le grosse travi che vanno da una parete all’altra sul lato corto, che comunque sarà vicino ai venti metri. La sala è fredda. Le finestre sono chiuse da assi di legno fissate ai muri e l’intonaco scrostato dà ancor più il senso del mistero e della storia. Un paio di stufe mobili a gas sostituiscono il calore originale dei camini in cui bruciava la legna. Pian piano ci accomodiamo nelle poltroncine e ascoltiamo Carla Urban che introduce il convegno presentando i quattro sindaci dei comuni della Strada e del Consorzio del Recioto.

Il Recioto e le sue belle figliole

Prende poi la parola il sindaco di Montorso Vicentino, Diego Zaffari per dare il benvenuto a soci del consorzio e ospiti presenti. Il vero suo orgoglio è che proprio oggi dopo circa cento anni si riapre questa splendida villa, proprio per dare lustro al vino Recioto. Si vuole cercare di conservare il fascino antico di queste mura e utilizzarle per dare un tocco di classe alle manifestazioni enogastronomiche del territorio e curare al meglio il suo sviluppo.
Dopo di lui si alza Giuseppe Zonin, il Presidente della Strada, per un grazie sincero a tutti coloro che si danno da fare per la valorizzazione dei prodotti del territorio in questo angolo prestigioso del territorio veneto. Qui oggi si fanno miele, olio, grappa, formaggio, salumi e insaccati, tanti prodotti tipici con in testa il delizioso “brasadelo”, un dolce di antica tradizione contadina. Sono questi i punti di forza della nostra Strada. Itinerari, degustazioni guidate e altre iniziative sono gli strumenti scelti per diffondere la conoscenza del territorio e i Picai del Recioto di oggi ne sono un esempio. Questa manifestazione è itinerante e ogni anno si invita un personaggio di spicco a fare da padrino o da madrina. Si è cominciato a Gambellara nel 2005 con Giancarlo Galan, presidente della regione Veneto, poi nel 2006 abbiamo invitato Tom Perry, lo scalatore scalzo e l’anno scorso Davide Rebellin, il nostro campione di ciclismo, di San Bonifacio, a 18 chilometri da Montorso. Quest’anno finalmente avremo una presenza femminile nella bellissima trentina Claudia Andreatti di Pergine Valsugana, Miss Italia 2006. Dobbiamo proseguire con la valorizzazione delle nostre tipicità, dal Gambellara classico al Capretto e per questo è fondamentale che ogni operatore faccia squadra con gli altri evitando egoismi e mostrando una sana lungimiranza da parte di tutti.
Ora tocca al Presidente del Consorzio, Silvano Conte, che rappresenta oltre 400 soci conferitori. Ci parla dei lavori che stanno per concludersi per la stesura del Disciplinare del DOCG del Recioto, quarta denominazione controllata e garantita della regione Veneto. Sono state fatte e sono tuttora in corso campionature e analisi dei terreni, per determinare le caratteristiche peculiari e valorizzare le differenze ambientali e microclimatiche di ogni zona vinicola. Un altro progetto su cui si sta lavorando è la caratterizzazione del Vin Santo con una cura particolare delle procedure di preparazione e affinamento, attraverso lo studio dei lieviti più adatti per migliorare lo sviluppo qualitativo del prodotto finale. Il Consorzio svolge una capillare attività di assistenza tecnica alle imprese mediante certificazione dei servizi di consulenza e formazione delle figure professionali necessarie, con sostegni anche pubblici da parte della Regione e della Camera di Commercio. Non meno importante è l’attività di promozione dei propri vini con investimenti nella comunicazione della qualità sia attraverso campagne pubblicitarie nazionali, sia mediante l’uso di nuovi strumenti comunicativi tipo Internet. Il Consorzio vuole raccogliere le sfide del mercato nazionale e internazionale per accrescere la propria quota di mercato in maniera ambiziosa.
Francesco Soletti è il curatore delle guide enogastronomiche del Touring Club Italiano e ci tiene a sottolineare, all’inizio del suo intervento, che è milanese di nascita ma vicentino di adozione e ha coordinato la redazione della Cartoguida della Strada del Vino. Poiché oggi però la carta sta sempre più lasciando spazio agli strumenti on-line è suo compito curare anche il sito enogastronomico del Touring su Internet.
Inizia la proiezione dei dati sul territorio e il paesaggio estratti dal quinto e sesto rapporto del Censis con l’elenco delle 108 strade del vino divise in quattro categorie a seconda del livello di dettaglio e di diffusione delle loro iniziative. La migliore è la categoria “Champions”, che comprende nove strade, seguita dalla categoria “Classiche” con sette strade, dalla “Emergenti” con 37 e infine dalla “Primavera” con le restanti 55.
Passa poi in analisi la Strada del Recioto e dei Vini Gambellara Doc che raccoglie 19 aziende agricole, 5 agriturismi, 6 ristoranti e trattorie e 7 aziende di produzioni gastronomiche tipiche, con realtà di diverse dimensioni ma anche con nomi importantissimi come Zonin e altri. Anche le risorse del territorio limitrofo meritano di essere ricordate perché troviamo nomi di ristoranti di eccellenza, le Terme di Recoaro, il campo da golf di Brendola. Per dare un saggio delle bellezze di questo territorio ci fa vedere un breve filmato con le ville, le terre vulcaniche, i cippi miliari, gli uliveti e l’olio extravergine, i picai, il museo del vino, i centri storici, i paesaggi collinari, Montecchio Maggiore con Romeo e Giulietta, le chiese romaniche, la Rotonda del Palladio, le piccole Dolomiti, Arzignano, le Terme, l’artigianato dell’oro, la sopressa, il mais Marano e le altre delizie della cucina vicentina.
Dopo la proiezione a volo d’uccello delle bellezze del territorio si riprende con le schede sui dati Censis relativi al turismo del vino del dicembre 2006. Si vede che i visitatori delle cantine crescono di anno in anno, anche se lentamente e crescono anche le manifestazioni che ogni strada del vino riesce a organizzare. Le schede riguardano i fattori di successo, il livello di competenza, la fascia di età, il livello di reddito, la tipologia dei turisti, la distanza di provenienza, la spesa media giornaliera, che si posiziona attorno a 167 Euro, la provenienza del turismo estero, l’adeguatezza dell’offerta, le attività delle Strade del vino, la manifestazione Cantine Aperte.
Come elemento di attenzione, su cui riflettere da parte degli organizzatori, emerge la scarsissima considerazione verso il turista e il cliente con un indicatore di agevolazioni, sconti e convenzioni fermo al 14%, che sta a significare che solo una strada del vino su sette invoglia i visitatori con riduzioni o con prezzi di favore. In sostanza sono un po’ autocontemplative.
Da quello che Francesco ci fa vedere mi viene da pensare che è come se queste strade fossero delle belle figliole che si guardano continuamente allo specchio ma non fanno nulla per piacere di più agli innamorati che le vanno a trovare.
Tra i fattori di attrazione si cita il ruolo del vino nello sviluppo del territorio, nella promozione del territorio, il ruolo del vino per gli operatori, i canali di comunicazione, la valutazione delle politiche e i canali di finanziamento, le opportunità di promuovere alleanze. Molto interessante e da imitare l’esempio della strada del vino di Caldano, che ha deciso di offrire ai visitatori le degustazioni in un calice personalizzato, ha aperto una interessante e fornita enoteca pubblica e illustra uno per uno le caratteristiche dei cru che fanno parte del suo territorio.
Giuliana Fontanella, Consigliere regionale, parla del progetto regionale per le Alpi vicentine inquadrando la funzione di questa regione come filtro naturale del turismo soprattutto internazionale che si sposta sia da Nord a Sud, sia da Est a Ovest. La regione si sforza di promuovere una stretta collaborazione tra i singoli territori dal punto di vista non solo turistico, ma anche delle bellezze naturali e dei prodotti dell’enogastronomia.
Alla chiusura della conferenza si distribuiscono le bottiglie di Recioto della vendemmia del 2005 firmate dalle personalità che avevano partecipato a quella manifestazione e poi un aperitivo nella sala della villa alle spalle del salone delle conferenze, con vari stuzzichini, che riesco ad evitare anche perché tra breve è previsto un pranzo a base di capretto da Gambellara, da leccarsi i baffi (chi li ha!).

Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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