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Finalmente una legge che salva l’alcol, di Enzo Zappalà

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Finalmente una legge che salva l’alcol

di Enzo Zappalà

Nella baraonda di votazioni, di fiducia, di compravendita di voti e di molto altro ancora, i legislatori non sono stati fermi. Anzi, proprio sfruttando questo momento di caos mediatico e parlamentare, hanno messo a punto una legge che è passata senza che nessuno se ne accorgesse. Con abile manovra politica la sua approvazione è stata inserita e votata insieme alla fiducia. Che dire? Il metodo non sarà stato limpido (cosa c’è, però, di limpido nella politica odierna?), ma il risultato meritevole e risolutivo per il mondo del vino. Giustizia è stata fatta.

Come scienziato, e matematico in particolare, ne sono più che contento. Finalmente la statistica e la ragione hanno avuto la meglio sull’ipocrisia e sulla falsa retorica. Attraverso le indiscrezioni avute dal nipote di un Onorevole, sono riuscito a ricostruire l’iter legislativo e non posso che esprimere tutta la mia ammirazione.

Si è partiti da un dato di fatto indiscutibile: la velocità delle automobili è un dovere istituzionale e non può in alcun modo essere inserita tra i rischi legati agli incidenti stradali. Al limite è vittima della neve, del gelo, della nebbia, della pioggia, del vento, sempre e comunque assassini. Tuttavia, non si possono fare leggi che puniscano i fenomeni atmosferici. In realtà, la Protezione Civile aveva provato a farlo, ma con risultati estremamente deludenti. Oltretutto, sarebbe immorale colpire ancora la povera industria automobilistica che cerca disperatamente di trovare manodopera a basso prezzo perfino tra gli scimpanzé del Ruanda e i pinguini della Terra di Ross, pur di risollevarsi da una crisi disperata.

Eliminata la velocità tra le cause degli incidenti, non è stato difficile - come ben sappiamo - individuare il maggior colpevole: l’alcol e in particolare il vino, che ha sicuramente meno multinazionali alle spalle. Si è preferito mettere da parte la droga o al limite inserirla come alcol o derivato dell’alcol (in fondo le formule chimiche sono molto simili). E poi gli interessi legati alla droga sono un po’ troppo forti anche per un legislatore onesto e incorruttibile. Stendiamo allora un velo pietoso e pensiamo alla fatica e al sudore versato dai lavoratori che si prodigano a produrla e a smerciarla per la gioia di tanti pimpanti ragazzi durante le loro innocenti serate in discoteca.

Fermiamoci all’alcol e vediamo come le percentuali lo inchiodino ai suoi peccati. Le più recenti statistiche dicono che il 27% degli incidenti automobilistici sono dovuti alla sua assunzione. Questa volta le cifre sono chiare e indiscutibili. Nella legge precedente erano state considerate più che sufficienti per iniziare una campagna proibizionistica durissima e intransigente. Si erano usati tutti i mezzi, anche le meraviglie della tecnologia più elevata, benché estremamente care (ma intanto le pagavano gli stessi peccatori che venivano scoperti durante le loro azioni criminali). Il risultato, però, non era ancora adeguatamente severo e punitivo. Bisognava fare di più, colpire ancora più duramente. Si pensava già al tasso zero o addirittura negativo.

Ecco, però, che il legislatore, o meglio uno dei suoi consulenti di chiara formazione matematica, ha avuto l’idea rivoluzionaria. Non ha fatto niente di speciale, in fondo: ha solo applicato le regole ferree dei numeri e delle percentuali. In realtà, ha preso spunto da uno studio americano condotto congiuntamente dal Dipartimento della Salute e della Motorizzazione. Un limpido esempio di collaborazione internazionale. La legge è sembrata subito meravigliosa e risolutiva alle menti sofisticate dei politici addetti alla stesura finale ed essa è diventata applicativa la sera stessa dell’ormai celebre voto di fiducia.

I primi arresti si sono avuti già pochi giorni dopo e hanno coinvolto delinquenti incalliti che fino a pochi giorni prima l’avrebbero tranquillamente fatta franca. A un ragioniere che si stava dirigendo in banca dopo aver consumato un cappuccino nel solito bar, è stata strappata la patente davanti a una folla furiosa. Per tranquillizzare il popolo che chiedeva vendetta lo stesso ragioniere è stato messo alla gogna per sedici ore e frustato a turno dai pedoni di passaggio. Una professoressa di italiano è stata scoperta colpevole dopo essere andata a prendere un succo di frutta con una collega. Si pensa venga radiata da ogni scuola della Repubblica.

Sembra che si stia per vietare l’uso del caffè in tutti i luoghi pubblici e che le mucche debbano essere considerate spacciatrici e quindi multate pesantemente. Ma il problema più grande riguarda l’acqua sia minerale che del rubinetto. Come fare a colpire i peccatori che abusano di una sostanza criminosa senza costringerli ad una morte orribile tra gli spasmi della sete? Forse si obbligherà ogni cittadina e cittadino a deglutire una certa quantità di vino per compensare la carenza di liquidi: tra i due mali meglio il minore. Al momento è ancora concesso ai neonati bere il latte materno e ai bambini trastullarsi con i succhi di frutta. Tuttavia, si sta già lavorando per una campagna educativa che faccia giusta opera di prevenzione. Anche i giovanissimi potranno un giorno ottenere la patente ed è meglio che certi vizi pericolosi siano estirpati dalla radice.

Vedo che qualcuno di voi ha gli occhi spalancati e sembra meravigliato. Altri stanno pensando che alla fine sono diventato veramente matto. No, no, cari amici. E’ tutto vero e basato su una logica matematica ineccepibile! Ve lo spiego in un attimo, se ancora non avete afferrato l’ovvia conseguenza delle cifre che vi ho illustrato in precedenza. Abbiamo visto e anche compreso perché la velocità delle automobili non possa e non debba essere considerata una causa degli incidenti stradali. Abbiamo anche dovuto accettare che gli eventi naturali non possano rientrare tra gli accusati e soprattutto non possano essere adeguatamente perseguiti. Abbiamo infine saputo che l’alcol (a cui viene accoppiata giustamente anche la droga) è causa del 27% del totale degli incidenti.

Qual è la logica e razionale conclusione di questa lettura statisticamente ineccepibile? Una e una soltanto: il 73% delle sciagure stradali è dovuto a tutti coloro che guidano sotto l’effetto di altri alimenti, quali il caffè, i succhi di frutta, il latte, l’acqua stessa. Chi non beve alcol, ma solo altri liquidi nefasti, causa un numero di sciagure stradali tre volte superiore. Tutto ciò è inaccettabile. L’epoca della tolleranza è finita. Finalmente i veri colpevoli sono stati smascherati e la legge non avrà più pietà dei veri criminali della strada!

Segue il testo originale del comunicato emesso dalle maggiori agenzie di stampa americane, a seguito dello studio congiunto di cui si è detto nel testo:

Please, take care of yourself this Christmas. A recent joint study conducted by the Department of Health and the Department of Motor Vehicles indicates that 27% of traffic accidents are alcohol related. This means that the remaining 73% are caused by assholes who just drink coffee, carbonated drinks, juices, milk, water, and shit like that. Therefore, beware of those who do not drink alcohol. They cause three times as many accidents. This message is sent by someone who cares about your well being.

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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