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Viaggi enogastronomici

Borzonasca e dintorni per un Invito al Gusto

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Sabato 6 novembre 2010.

Il Centro Anidra organizza in autunno quattro serate dedicate al gusto. Dopo la patata quarantina tocca stasera all’olio con Oleum Nostrum, poi sarà la volta dell’autunno in tavola con l’esaltazione dei funghi, della zucca e delle castagne e infine a chiudere il maiale con le sue carni saporite.
Si arriva al centro risalendo da Chiavari il primo tratto della strada che porta verso Piacenza, fino a Borzonasca e risalendo ancora per circa otto, nove chilometri fino a Stibiveri, località Casali. L’ultimo chilometro si fa percorrendo una deviazione di strada sterrata, in discesa, fino alle strutture del Centro dove troverete l’agriturismo Il Mulino, l’eco villaggio tutto in legno e l’agri campeggio nel periodo estivo e il Parco rurale per conoscere bene il bosco a piedi o a cavallo.
Dentro al villaggio sono proposti vari servizi benessere, con la sauna finlandese, il massaggio olistico, lo Shiatsu e altri.
Infine potrete degustare i loro prodotti naturali della terra come l’olio che viene dagli ulivi di Cavi di Lavagna e le verdure o la patata quarantina raccolte qui attorno, e quelli ricavati dagli animali che allevano, salumi e carni dai maiali e miele dalle api.
La cena di stasera è dedicata all’olio.
In cucina Beppe Zanoni e i suoi collaboratori hanno preparato degli ottimi piatti che saranno accompagnati dal vini dell’azienda agricola La Celata di Luigi Molinelli, che a Ziano Piacentino, dove l’azienda opera da almeno un secolo e mezzo, segue una continua e assidua sperimentazione ispirandosi molto alla scuola francese.
Il locale è la baita centrale del villaggio, tutta in legno, riscaldata da una stufa a legna e attrezzata con una quarantina di posti a sedere.
Gabriella ed io arriviamo un po’ in anticipo per un pre assaggio dell’olio nuovo, appena spremuto, che presenta una buona struttura, un bel sentore fruttato con note di mela e lievi di carciofo. In bocca è giustamente amaro e ha un bel piccante, pregio dell’olio nuovo, appena franto.
Ne scopriremo la delicatezza nei piatti che seguiranno durante la cena.
Tra le otto e le nove arrivano tutti gli ospiti e si inizia con un brindisi di Vigna Beneficio, un vino vivace Colli Piacentini DOC Ortrugo 2009, di 11 gradi dal lotto 250110, di colore giallo paglierino chiaro e con un gradevole sentore di mandorla e note di lampone al naso. In bocca si presenta pieno, piacevole, fresco per la buona acidità.
Lo accompagniamo con una bruschetta di farine di Gramizza condita con olio nuovo e ingentilita da fettine di mela Carla.
Per antipasto un primo sale di capra con olio e pepe, delle verdure amare grigliate sott’olio e due fette di lardo di suino allevato in azienda allo stato semibrado.
Il vino scelto da Alessandro, che ha curato insieme al cuoco gli abbinamenti cibo vino è un Arvinà, un Provincia di Pavia IGT Riesling 2009 di 13 gradi dal lotto 290710, fresco al punto giusto e di pronta beva.
Il piatto successivo è di quelli da ricordare, un raviolo di mela Carla con salsa di formaggio e olio novello abbinato a un Route 212, un Colli Piacentini DOC Malvasia 2009 di 14 gradi dal lotto 140610, in cui il dolce della mela e il leggero abboccato della Malvasia sono ben stemperati dal sapore piccante dell’olio nuovo. Peccato che la sfoglia del raviolo sia un po’ troppo consistente. Sarebbe stato da urlo con una sfoglia leggermente più sottile.
Ancora un primo piatto delizioso sono gli gnocchetti di quarantina bianca genovese con funghi porcini ed erbe aromatiche, accompagnato da un gradevole Battaglia della Trebbia, Colli Piacentini DOC Gutturnio 2008 di 14,5 gradi dal lotto 311009, un bel rosso, con la Malvasia precedente i migliori vini della serata.
Prima del piatto forte un buon sorbetto di mela verde che precede l’assaggio dell’olio novello come si fa nel panel, con la fase di riscaldamento sul palmo della mano, la ricerca dei sentori fruttati direttamente dal bicchiere e l’analisi sensoriale in bocca con l’assaggio diretto dal bicchiere, che molti ospiti riescono a fare, vincendo una prima naturale repulsione a mettere in bocca questo grasso liquido, come se fossero veterani dell’assaggio.
Infine il piatto principale di questa cena in baita, l’Insalata di stoccafisso “ragno” e verdure dell’orto saltate, il tutto condito con l’olio nuovo. Anche il vino in abbinamento è una chicca. Si tratta del Tabula Rasa, Molinelli Vino da Tavola bianco di 14 gradi dal lotto 291208 prodotto da uve stramature di vitigno autoctono Molinelli da piede franco con una maturazione di nove mesi in barrique. Straordinario il piatto e straordinario il vino, con bei profumi fruttati e floreali, persistente al naso e lungo in bocca, con note di rosmarino e mandorla.
Il dessert prevede un gelato ai petali di rosa e un eccellente gelato all’olio extravergine su una base di limone con correzione al limoncello. Sarebbe andato bene anche così, da solo, ma i cuochi hanno voluto abbinare una Moretta Colli Piacentini DOC Bonarda 2007 di 12 gradi dal lotto 040609, vendemmia tardiva, che con la bassa temperatura del gelato non ha potuto esprimere le sue potenzialità, figurando come il più “povero” dei vini presentati.
Si chiude con un caffè del commercio equo e solidale e poi distillato al miele, amaro del monte Carevolo e un plauso, per la sua cucina, a Beppe che si presenta in sala con la sua grande simpatia nella figura alta e magra che lo contraddistingue, i capelli lunghi raccolti dietro la nuca e un viso che personalmente trovo somigliante al grande Ciccio Ingrassia.
È passata mezzanotte quando risaliamo il chilometro di strada sterrata che ci riporta alla provinciale 586 per scendere da Borzonasca a Carasco fino a Chiavari tra tornanti, curve e paesini che sembrano usciti da un antico presepe. Il vento della notte spoglia i rami degli alberi e le foglie secche che cadono sulla strada mi fanno sentire come dentro la palla di vetro girata da un bimbo.

Foto Credit: Dal sito www.centroanidra.it

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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