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Al forte di Gavi protagoniste storia, arte, musica e gastronomia

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Per due giorni, il 18 e 19 settembre 2010, Gavi Ligure ha vissuto due intense giornate all’insegna della storia, dell’arte e della gastronomia unendo in un abbraccio virtuale Gavi Ligure e Genova. Teatro dell’evento, un’esclusiva e suggestiva location come la Fortezza, vero e proprio simbolo di quest’industre cittadina alessandrina. La storia di Gavi Ligure è intrisa di genovesità, essendo stata per alcuni decenni (decreto Rattazzi del 1859) sotto la Repubblica Genovese.

Fondata nel remoto 972 d.C, tra i sui primi abitanti, i liguri della tribù dei Cavaturini. Anticamente appartenne a Tortona, poi ai Malaspina e nel 1202 a Genova. Dopo alterni domini, nel 1528 tornò a Genova col potere di Andrea Doria. In tempi successivi continuarono gli scambi commerciali tra le due città. Nel periodo bellico, molti genovesi si rifugiarono a Gavi, sia ospitati da parenti ed amici, sia nelle loro proprietà. Gran parte di quest’ultime, sono diventate poi aziende agricole produttrici dell’omonimo e famoso vino che, dal 1998 si fregia della Docg.


L’idea dell’evento

La manifestazione che ha ottenuto un grande e meritato successo, decretato sia dal pubblico che dalla stampa, è nata dall’incontro tra il dr Nicola Galleani d’Agliano Presidente “Amici del Forte di Gavi” ed il dr Pietro Bellantone responsabile della Sezione Culturale dell’Associazione Gruppo Città di Genova.
Il primo, Galleani, ha fondato nel 2007 l’Associazione che presiede, per collaborare con la Sovrintendenza ai Beni Architettonici alla promozione del Forte di Gavi come monumento storico, nonché con finalità esclusivamente culturali, farlo conoscere al grande pubblico e al mondo scolastico, creando un’opera museale. Inoltre, impegnandosi fattivamente e col contributo di Enti e privati, anche di ampliare le aree visitabili, arredarle, ricercandone i mobili, armi e divise dei soldati, che si sono alternati nelle varie epoche storiche.

Il secondo, Bellantone, oltre che funzionario della Provincia di Genova, è responsabile culturale del Gruppo Città di Genova, associazione nata per recuperare, valorizzare e diffondere storia, arte, tradizione, costume e gastronomia genovese e ligure. Da anni progetta e realizza importanti eventi culturali e gastronomici nazionali ed esteri, coinvolgendo personaggi del Perù, Ungheria, Tunisia e Thailandia. Di grande rilievo i concerti musicali e canori, mostre pittoriche, rappresentazioni teatrali e poetiche, convegni, corsi di cucina regionale ed estera in collaborazione di enti e ipercoop.


La manifestazione

Un’autentica kermesse di due giorni, con un ricco programma articolato giornalmente in varie parti, animando tutti gli spazi consentiti della Fortezza. A presentare l’evento ai numerosi presenti ed alla stampa, Nicola Galleani d’Agliano e Pietro Bellantone. Di seguito, relazioni ed interventi d’autorevoli personaggi della cultura e comunicazione. Nell’ordine, la dottoressa Maria Cristina Castellani, scrittrice e già Assessore Provinciale alla Cultura, ha incantato la platea coniugando la storia che unisce le due città, cesellandola con aneddoti ed espressioni poetiche, unendo poi spazi di sogno e realtà, riferite al leiv motiv della mostra pittorica: le Sirene.

Per la parte storica, ben tre qualificati scrittori che, nell’occasione, presentavano ognuno le loro opere. Stefano Finauri, autore del volume “Forti di Genova”, ha minuziosamente raccontato e descritto la storia, le vicissitudini belliche di tutti i forti genovesi, arricchendone il vasto quadro con spaccati politici e sociali dell’allora Superba. Mentre Alberto Rosselli, anche giornalista, dopo aver presentato “I Balestrieri Liguri, ha illustrato l’interessante ed inedita storia dei nostri balestrieri. Dotati d’infallibile mira, acume tattico e coraggio, questi valenti uomini d’arme spesso mercenari con onore, sono stati determinanti nel condurre e vincere decisive e cruente battaglie. A concludere il ciclo storico, Armando Di Raimondo con suo “Il Forte di Gavi”. Mirabile cronista dei fatti storici appartenenti all’imponente Fortezza. Un percorso fatto con rara perizia sulle tecniche di costruzione e di armamenti che si sono succedute nel tempo.
Lasciati forti e armigeri, era la volta dell’arte musicale.

Eccezionale interprete, Eliano Calamaro, uno dei Primi violini del Teatro Carlo Felice di Genova. La sua applauditissima esibizione, preceduta dell’intervento storico biografico del metodo d’insegnamento del Maestro Francesco Sfilio, basato su regole didattiche dell’insuperato Niccolò Paganini, è stata semplicemente straordinaria. Dal suo violino le note diventavano voci, creando una miriade di sensazioni.

Dopo l’arte musicale, un’arte minore ma sicuramente di gusto: la gastronomia, in particolare il pesto genovese. A parlarne sia nell’aspetto storico che nella realizzazione del pesto genovese nel classico mortaio, chi ha scritto, che nell’occasione, oltre a fornire l’autentica ricetta della più nota delle salse fredde da mortaio, oggi la più diffusa nel mondo occidentale, ha tracciato un escursus sulla Mostra dei mortai storici di Franco Fassone.

A concludere la prima giornata, l’inaugurazione della mostra pittorica collettiva nelle sale espositive della Fortezza, “Le Sirene, il Mare, il Sogno…”. Oltre quaranta straordinarie opere tra dipinti e sculture dedicate alle sirene e al mare. Dipinti policromi, materici e colmi di luce, grandi e piccoli, realizzati ad olio e con tecniche miste. Terrecotte sul tema, con fogge fuse tra realtà e sogno. Opere come cibo per la mente e lo spirito, create da Maestri come Lucio Nocentini, Enrico Merli, Agostino Calcagno e Leonardo Alberto Caruso. A raccontarne il “dialogo visivo” di ciascun opera, Maria Cristina Castellani.

Dulcis in fundo, un ricco buffet di autentiche golosità genovesi e liguri preparate per l’occasione da Lorenzo Deiana (Vignolo Ricevimenti), sposate ai tre ottimi tipi di Gavi Docg 2009 dell’Azienda Agricola Marchese Luca Spinola. Inoltre, non poteva certo mancare il grande Pestopiù di Franco Fassone.

Il secondo giorno, confermando alcuni motivi d’interesse su cui è imperniata la manifestazione, si è svolto all’insegna della cultura culinaria con un seguito convegno enogastronomico e un intramontabile folclore di canti e balli genovesi.
Nella Sala convegni della Fortezza, la scrittrice Maria Cristina Castellani con perizia ed entusiasmo illustra compiutamente le finalità dell’iniziativa, corredando con cenni storici e poetici, gli eventi della giornata. Di seguito, scendendo nei particolari, gli interventi degli organizzatori, Nicola Galleani d’Agliano e Pietro Bellantone.

La parte gastronomica ha visto la realizzazione in diretta di 4 salse da mortaio (pesto, salsa di noci, salsa di pinoli e salsa di maggiorana), la loro storia, la ricetta dei ravioli di Paganini e un escursus sui mortai storici di Franco Fassone, curata da chi ha scritto, seguita da altri due interessanti interventi.

Nel primo, il buon mangiare visto nell’aspetto storico e culinario. A parlare della storia dei piatti gaviesi, in particolare del Raviolo, Renato Bino Presidente dell’Associazione “Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi”. Ampia e dettagliata la sua relazione, dando ricette, aneddoti storici, “fotografando” la cucina non solo gaviese.

Nel secondo, la giovane e graziosa Roberta Rocchi, valente chef del rinomato ristorante “Le Cantine del Gavi”, ha illustrato tutti i piatti più antichi della cucina dell’Oltregiogo, soffermandosi su quelli del territorio gaviese.

Per le tradizioni e i costumi, l’applaudita esibizione del gruppo folclorico Città di Genova, nato nel lontano 1912. Il Gruppo composto di donne e uomini, con i suoi canti, trallalleri e canzoni dialettali della vecchia Genova, vestendo i costumi tradizionali della Città (e del suo immediato entroterra), risalenti al XVII - XVIII secolo, hanno letteralmente coinvolto il numeroso pubblico.

Mentre per l’arte a tutto campo, l’affollata mostra artistica collettiva “Le Sirene, Il Mare, il Sogno…” con opere dei Maestri Lucio Nocentini, Enrico Merli, Agostino Calcagno e Leonardo Alberto Caruso, raccontate e descritte dalla d.ssa Maria Cristina Castellani. Per l’interesse che ha riscosso, la mostra è proseguita per un’altra settimana.

Come il giorno prima, Lorenzo Deiana ha deliziato i centinaia di visitatori con autentiche golosità nostrane (irrinunciabile il minestrone genovese con scucuzù) che, assieme al Pesto di Franco Fassone, sono state abbinate ai Gavi dell’Azienda Luca Spinola. Un doveroso ringraziamento per la riuscita della manifestazione, a Erga Edizioni, Vignolo Ricevimenti, Azienda Agricola Marchese Luca Spinola, Pestopiù di Franco Fassone, Valter e Fabio Mereta del Gruppo Città di Genova e Vittoria Mazzoni di EventidAmare.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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