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Etilometro a fiato: il sasso è stato lanciato

di Enzo Zappalà

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Sarà sembrato strano a molti di voi che, dopo i ripetuti articoli e le dure prese di posizione (talvolta anche un po’ violente) contro l’etilometro a fiato, io me ne sia stato buono e zitto per parecchi mesi. Forse qualcuno avrà pensato: “Anche lui è rientrato nei ranghi. Non c’è niente da fare…”. E invece no. Il mio silenzio era dovuto alla preparazione, insieme a quella splendida Federazione che è la FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) e soprattutto insieme a persone dalle idee chiare e decise quali Costantino Charrere, Ampelio Bucci, Walter Massa, Peter Dipoli, Fausto De Andreis, Aldo Vajra e altri ancora, di una “discesa in campo” seria, completa, limpida e con la giusta e ampia visibilità.

La FIVI c’è riuscita il 15 settembre 2010, quando si è svolta la tanto attesa (da noi) Conferenza Stampa presso il Palazzo delle Stelline a Milano.

L’argomento era vasto e articolato, coprendo tutti i risvolti del mondo del vino, da quello culturale e storico, a quello del confronto tra alcolici e superalcolici, a quello relativo ai difficili rapporti con i giovani, a quello dei benefici salutistici della bevanda più antica e sacra del mondo. Fin qui una perfetta sintesi dei problemi medici, sociali, economici che stanno colpendo una delle più importanti fonti di reddito del nostro massacrato Paese. Il vero colpo da KO era, però, un altro. Per la prima volta non si è avuto paura di mettere al banco degli imputati, ufficialmente e con dati inoppugnabili, il tanto temuto “etilometro”.

Mesi di studi scientifici e di risultati ormai chiari e incontrovertibili sono stati messi a nudo. Dapprima con le chiare, nette, taglienti parole del presidente Costantino Charrere, simili per stile e limpidezza ai suoi splendidi vini valdostani e poi nientemeno che con la video conferenza di uno dei più famosi e reputati fisiologi polmonari mondiali, quel professor Hlastala a cui ho fatto continuamente riferimento nei miei articoli dei mesi scorsi e che ci aveva aperto gli occhi di fronte a un mondo di “scienza spazzatura” casualmente (o volontariamente) taciutoci dalle Autorità, che con tanto accanimento si affidano a questo strumento chiaramente falso e impreciso, prospettandocelo come il rimedio di tutti i mali legati all’alcol.

Lo stesso Hlastala, che negli Stati Uniti ha contribuito non poco a far eliminare la macchinetta fasulla dalle strade, dopo l’innumerevole serie di processi vinti da chi ne era stato ingiustamente colpito. Il grande studioso ha finalmente e direttamente (e non tramite le mie semplici parole di astrofisico e non certo fisiologo) gridato la verità scientifica nelle orecchie di chi non voleva o non era capace di sentire.

La platea era vasta e articolata. I mass media presenti alla grande, con servizi televisivi che andranno in onda sia sulle reti nazionali che private. L’interesse sollevato tra i produttori, ristoratori e dirigenti di prestigiose Istituzioni del mondo del vino veramente caloroso. Ancora una piccola nota triste da parte di alcuni giornalisti del settore, da me spesso “bacchettati” perché uscissero allo scoperto e mi dessero una mano nella difficile battaglia. Malgrado le parole nitide e precise di Charrere e di Hlastala, continuavano a porre fiducia nell’etilometro e nel suo uso sempre più allargato. Mi sono chiesto: “Ma ci sono o ci fanno?”. Poi mi sono risposto che ormai contava poco. Il sasso era stato lanciato anche senza di essi e ormai il loro apporto non era più necessario. Magari, adesso, che una Federazione come la FIVI non ha avuto paura di scendere in campo, si accoderanno. Ben vengano. La battaglia va avanti e siamo solo al primo “scontro”.

Un secondo momento importantissimo sarà a fine novembre in quel di Langa, quando il prof. Hlastala sarà presente in carne e ossa per presentare i suoi studi e stimolare ancora di più una diretta denuncia contro la Magistratura e il Ministero dei Trasporti che non possono ormai far finta di non sapere. La casa che costruisce l’etilometro (la Draeger) sarà difficilmente “toccabile” essendo una potentissima multinazionale, ma si dovrà sapere e far sapere che la sua presentazione dell’etilometro è truffaldina. Non si può infatti pubblicizzare un’esattezza quasi perfetta e poi chiedere al compratore di scegliere il fattore di conversione a lui più utile, permettendo così di commettere errori nel risultato finale che possono raggiungere il 50% ed anche più.

Insomma, sono piuttosto contento di come stanno andando avanti le cose e sarò sempre pronto a dare il mio modesto contributo agli amici della FIVI, che ringrazio di vero cuore, così come ringrazio le pagine di questo sito web che mi hanno sempre dato “carta bianca”.

Un’ultima provocazione, in attesa delle prossime azioni sempre più dure e profonde. L’arguta e ironica idea me l’ha data un grande vignaiolo ligure di cui non faccio il nome, ma che riuscirete facilmente a individuare. A questo punto l’etilometro ha mostrato chiaramente la sua faccia, in tutto il suo squallore e falsità. Non potrà mai tener conto (così com’è) delle diversità fondamentali che esistono tra un singolo individuo e un altro. Se si vuole continuare a utilizzarlo non resta che fare una nuova legge dello Stato, che sia superiore alle leggi fisiche e biologiche del corpo umano, una legge che dichiari tutte le persone FISICAMENTE IDENTICHE tra loro. In questo modo l’etilometro potrà essere usato senza problemi. E si avranno anche ulteriori benefici: basterà che una sola persona vada dal medico e tutto il resto della popolazione otterrà la giusta cura. Inoltre (finalmente) non esisterà più il razzismo. Non mi stupirei che si arrivasse anche a questo in un’Italia senza più valori etici e morali.

Concludo promettendovi di tenervi aggiornati in tempo reale e di comunicarvi, appena stabilite, le date e gli orari delle trasmissioni televisive che manderanno in onda la Conferenza Stampa di ieri.

Viva il vino, i suoi maestri e la sua cultura!

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74 Commenti

Inserito da Maria Grazia Melegari

il 16 settembre 2010 alle 10:20
#1
Poichè ero presente a tutta la conferenza e ho partecipato al dibattito finale in maniera seria e molto propositiva pregherei l'autore del post e i lettori di leggere anche questo mio intervento, grazie: http://tinyurl.com/2wz5aut
M.Grazia

Inserito da Enzo Zappalà

il 16 settembre 2010 alle 10:32
#2
insomma, preferisci essere colpita da uno strumento ormai dimostrato inaffidabile piuttosto che tornare ai metodi in uso negli USA (riflessi e capacità motorie e psichiche)? Boh...siamo proprio in Italia: ci prendono in giro, ma lo accettiamo supinamente. I metodi alternativi ci sono eccome. Forse non è stato recepito l'importanza fondamentale degli studi di Hlastala, ormai vincenti negli USA. La Tolleranza zero? Ma sì, intanto chi se ne frega dei vignaioli e degli appassionati, Un po' di vino da assaggiare per descriverlo con parole forbite ci sarà sempre. E chi se ne frega della cultura antica e delle tradizioni più che storiche... Mettiamo gli etilometri nei ristoranti e nei bar (tanto li paghiamo noi contribuenti o gli esercizi) anche se sappiano benissimo che il risultato che verrà fuori localmente potrà essere diverso anche del 50% da quello fatto dalle FFOO. Chiudiamo gli occhi, le orecchie e, meglio in certi casi, anche la bocca.
Scusami, ma non hai recepito il messaggio: noi non vogliamo guidare ubriachi, ma nemmeno essere condannati da uno strumento sicuramente inaffidabile. Chiediamo troppo? O non siamo abbastanza italiani perchè non accettiamo tutte le idiozie che ci propinano, stando in silenzio e subendo...

Inserito da Filippo Ronco

il 16 settembre 2010 alle 10:37
#3
Prima che parta la polemica, a me pare che ci perdiamo in un bicchier d'acqua. Il punto è: controlli si, ma affidabili e veritieri. Mi pare che mai e poi mai Enzo Zappalà o altri "crociati" dell'anti-etilometro abbiano proposto un'anti-proibizionismo tout court bensì contestano l'uso di una macchina che non fa bene il suo lavoro, e questo mi pare ormai assodato.

Se domani mattina l'etilometro a fiato andasse in pensione e al suo posto si usasse un altro strumento preciso o si passasse a prove pratiche su strada (es. camminare sulla linea bianca, prove di equilibrio...) o finanche si tornasse al prelievo del sangue, penso che nessuno avrebbe niente da ridire. O no?


Fil.

Inserito da Enzo Zappalà

il 16 settembre 2010 alle 10:40
#4
perfettamente d'accordo Fil. E' proprio quello che abbiamo sempre cercato di dire: ben vengano i controlli e le forme di prevenzione, ma che siano ONESTE e scientificamente affidabili!

Inserito da Fausto De Andreis

il 17 settembre 2010 alle 09:26
#5
Caro Enzo con vero piacere ho letto la tua relazione relativa al convegno fivi. Speriamo sia l’inizio di una seria analisi scientifica del discorso alcol e sicurezza sulle strade, al netto del becero proibizionismo che sulla emozione di alcuni incidenti stradali certa stampa ha fomentato, scaricandone la responsabilità sull’uso dell’ alcool e dimenticando che gli incidenti causati da uso di alcol e droga sono solo il 3%, e che gran parte del 97% restante è dovuto alla velocità. Sulla cronaca di Savona non passa giorno che si parli di incidenti per lo più mortali dove sono coinvolte delle moto, ma mai nessuno ha lanciato la crociata contro le moto. Questo e’ normale ed è accettato. Ma andare in moto non ce lo ha ordinato nessuno, come nessuno ci ha ordinato di correre in moto ai 200 km all'ora. Non essendo un obbligo andare in moto, si eviterebbero una quantità di incidenti ben superiore al 3% proibendo l'uso dei motocicli, mentre per la velocità sarebbe sufficiente fare in modo che non sia chi guida a scegliere la velocità del suo mezzo, ma la segnaletica stradale a condizionare la velocità. La velocità massima del mezzo dovrebbe variare in funzione della pericolosità della strada, cosa che con le tecnologie moderne sarebbe facilmente attuabile. In tal modo eviteremmo gran parte degli incidenti mortali e non saremmo più oggetto di insulti e strombazzate varie da parte di chi, incurante della segnaletica stradale, (qual’ora riuscisse a leggerla) fa il furbo mettendo a rischio la vita di terzi.
Ritornando all’etilometro, ho l’ impressione che tanta gente parli o peggio scriva, sull’onda della moda del momento senza avere una conoscenza approfondita dell’argomento che tratta. Innanzitutto l’etilometro è usato in maniera impropria, dal momento che di fatto determina l’idoneità alla guida. Facendo cosi si commettono due forzature: una nel rendere uguali le persone agli effetti dell’alcol, l’altra, nel calcolare la quantità di alcol nel sangue con un fattore di conversione uguale per tutti è pari a 2100 mentre è notorio che il valore del fattore di conversione può andare da 1100 a 3300. Ne segue che un fattore di conversione 2100 nel caso di un soggetto con il f.c. 1100 lo penalizza del + 85% mentre chi ha f.c. 3300 viene agevolato del 37.5%. In questo caso la legge non è uguale per tutti.
Alla luce di ciò fa a pugni la vantata precisione dello 0,5% dello strumento contro una possibilità di errore +85 % e -37,5
Non parliamo poi del fatto che il sensore dell’etilometro non è sensibile alla sola molecola dell’alcol etilico ma ha uno spettro abbastanza largo (colluttorio ,aceto,caramelle balsamiche,etcetc,) motivo per il quale anche sotto questo aspetto la misura non è sicura. Per non dire, infine, la cosa più grave, ribadita da un esperto mondiale come Hlastala, ossia che l'alcol nel fiato non è legato a quello del sangue.
Vorrei ricordare che, malgrado tutto ciò, all’esito dell’etilometro sono legate in automatico pene di natura penale e sanzioni amministrative pesantissime, che normalmente sconvolgono la vita: più volte si sono già registrati suicidi di gente controllata e trovata con tasso alcolico superiore a quello consentito. , Il bere consapevole è un cosa che chi ama il vino mette in pratica normalmente, ma a volte non ci mette al sicuro dall’etilometro. Vedi il caso di quel signore che dopo essersi documentato sulla gradazione del vino che avrebbe bevuto, sul suo peso effettivo, aveva calcolato che poteva bere tot vino per arrivare a 0.3 g di alcol nel sangue. Il vino era troppo buono e decise di arrivare a 0.4 bevendo ancora un terzo di quel nettare.
Sfortuna vuole che incappa in un controllo: lui è tranquillo e sereno si sente bene ed è lucidissimo, ha bevuto consapevolmente, purtroppo però il suo fattore di conversione è di 1100. All'etilometro della polizia il valore dell’alcol nel sangue risulterà 0,4:1100x2100=0.74. Una lieta serata finita in tragedia!

0.74 – 4 =3.4 3.4: 4 = X;100 X =85
E' questo sarebbe ancor peggio con gli etilometri nei bar: Uno è sicuro di essere sotto la soglia e poi si ritrova sopra (gli errori parlano chiaro). Andateglielo a spiegare alle FFOO che loro malgrado sono obbligati a far rispettare questa iniqua legge non che rimpinguare le casse dello stato.

Inserito da Maria Grazia Melegari

il 17 settembre 2010 alle 16:22
#6
Gentil.mo De Andreis,

ho una domanda: lei pensa che il signore dell' esempio citato, se avesse avuto la possibilità in quel locale, di autotestarsi CON LA STESSA APPARECCHIATURA in uso alle FFOO avrebbe rilevato un valore diverso dallo 0,74? E' ovvio che fidarsi del calcolo approssimativo fornito dalle tabelle che sono appese nei locali non mette al riparo assolutamente, perchè ci sono molti fattori che influiscono sull' assorbimento. Fidarsi delle tabelle mi pare proprio rischioso. Nell' attesa che si propongano metodi più affidabili, molto meglio avere la possibilità di autotestarsi con la stessa apparecchiatura, a mio parere. Cordialmente.

Inserito da Enzo Zappalà

il 17 settembre 2010 alle 17:03
#7
mi spiace, cara Maria Grazia, ma non vuoi proprio capire. Cercherò di essere ancora più chiaro... L'etilometro delle FFOO è fasullo e quindi (e avresti dovuto sentirlo da Hlastala che rimane una delle massime autorità in materia, che tu ci creda o no), a causa dell'errore che può causare, dipendendo solo dall'alcol disperso nelle vie aeree, darebbe risultati diversi se usato dentro al locale e poi in strada. magari anche del 50% o più. Ciò non solo perchè il fattore di conversione dipende da persona a persona, ma anche da momento a momento. Inoltre avresti dovuto sentire che non essendo collegato all'alcol nel sangue, il risultato dipende essenzialmente dall'inspirazione e dalla espirazione. Questo è quello che stiamo dicendo. Se poi credi che Hlastala sia un pinco pallino qualsiasi vai a leggere i suoi articoli scientifici e le sue referenze. Basta usare un poco internet, prima di lanciare sentenze senza sapere...
Vedrai che forse le idee si chiariranno. Ripeto ancora: per i problemi che sono insiti nella fallacità dello strumento, una misura fatta in tempi diversi e in condizioni di stress, di temperatura, ecc. porta facilmente a risultati completamente diversi!
Non capisco come tu non possa capire questo semplice ragionamento, a meno che tu non sia pagata dalla Draeger per vendere etilometri... (Ovviamente sto scherzando!!!)
cari saluti

Inserito da Larry Loffari

il 17 settembre 2010 alle 19:32
#8
Prima di tutto complimenti a Enzo per questa battaglia e alla FIVI per la conferenza stampa. Aggiungo solo una nota.

Penso che la maggior parte delle persone siano d'accordo sull'ammettere che bersi una bottiglia di vino quando si è a cena fuori con la moglie o la fidanzata sia una cosa che dovrebbe rimanere lecita senza farsi prendere dal panico ("Avrò più di 0,5? Meno? Come faccio a saperlo? Mi compro un etilometro? E se poi segna diverso da quello della polizia al momento del controllo?").

Al tempo stesso penso che la maggior parte delle persone siano d'accordo anche nel considerare assolutamente irresponsabile l'atteggiamento di tanti giovani o alcolizzati che guidano lasciandosi trasportare "dall'euforia alcolica" dopo essersi bevuti chissà cosa in orari in cui spesso è anche facile cadere vittime di una crisi di sonno.

Ben vengano quindi test su riflessi, coordinazione e tutto il possibile, come avviene in altri paesi! Ma visto che questo è un problema prevalentemente italiano (o di poche altre nazioni, perché ad esempio nell'Europa del nord generalmente il "bere" è qualcosa di molto diverso dalla nostra bottiglia di vino), perché non andare oltre ed insistere qui in Italia su leggi ad hoc che differenzino le due categorie di persone applicando trattamenti diversi?

Se ci pensate sono categorie che si possono distinguere in base a tanti fattori: età del conducente, fascia oraria (chi va a cena fuori è difficile che torni alle 5 di mattina), cartella clinica (alcolizzato o non), velocità a cui viaggia l'automobile, ecc.

In questo modo si potrebbero raggiungere due obiettivi: promuovere ed incoraggiare il bere consapevole da una parte e applicare sanzioni ancora più pesanti dall'altra riducendo ulteriormente il numero di ragazzi che si uccidono la notte del week-end, di alcolizzati che fanno danni, ecc.

Saluti a tutti

Larry

Inserito da Enzo Zappalà

il 17 settembre 2010 alle 19:52
#9
@Larry,
sono perfettamente d'accordo con te e penso che la FIVI abbia la tua idea tra le sue priorità più urgenti. Differenziare chi si "sballa" da chi cerca una cena conviviale per "gustare" il vino e non per usarlo come eccitante è un punto fondamentale. Sarà mia cura di spingere più che posso anche in questa direzione. Come già detto: si distrugge qualcosa solo per poter ricostruire e su questo ho le idee molto chiare, anche se qualcuno in fondo preferirebbe lasciare tutto com'è. Ma la politica dello struzzo è troppo lontana dalla mia visione dell'esistenza consapevole e razionale. Forza! Tutti insieme ce la faremo a bloccare gli incoscienti che si sballano perchè preda dei mass media e a ridare al vino la sua vera matrice culturale.

Inserito da Fausto De Andreis

il 18 settembre 2010 alle 12:15
#10
@ Maria Grazia.

Data la criticità della misura dovuta alle molteplici variabili che la condizionano , molto difficilmente la misura effettuata nel ristorante coinciderà con quella delle ffoo anche perche vengono fatte in tempi differenti e sicuramente chi va al ristorante non aspetta, prima di uscire, il tempo necessario per permettere all’organismo di assimilare l’alcol ingerito e quindi una misura all’uscita dal locale, se fatta a bocca pulita, sicuramente sarà inferiore di un'altra misura fatta alla distanza di mezzora.

Ma siccome non tutti mangiano regolarmente al ristorante (la maggior parte dei pasti viene consumata nelle proprie case), vogliamo obbligare le persone a non guidare dopo i pasti consumati nelle loro case costringendoli di fatto a spendere dai 5000 ai 7000€ per procurarsi un etilometro uguale a quello delle ffoo in modo da potersi controllare ,questo nella logica di chi sostiene che l’etilometro e uno strumento affidabile.

Personalmente, ritengo che l’etilometro non sia affatto affidabile che la misura che effettua non possa assolutamente determinare con un minimo di precisione la quantità di alcol nel sangue e tanto meno determinare lo stato di ebbrezza di una persona.

Comunque l’esempio voleva evidenziare come una persona seria e giudiziosa .con coefficiente di conversione 1100 con 0,4 g/l di alcol nel sangue, quindi perfettamente in regola con la legge, soffiando nell’etilometro delle ffoo si ritrova senza patente, senza macchina, etc etc. Non mi sembra una bella cosa sponsorizzare uno strumento che sicuramente ha rovinato e continuerà a rovinare molte altre persone,e a farne ricche poche, su questo c’è molto da meditare, nonché
e, documentarsi alla fonte, onde evitare di sponsorizzare crociate deleterie.

distinti saluti
fausto

Inserito da Danilo Bruzzone

il 18 settembre 2010 alle 13:26
#11
Intanto approfitto per salutare gli amici Enzo e Fausto...sottolineando la gratitudine e riconoscenza che abbiamo nei loro confronti, tutti quelli a cui sta a cuore l'eliminazione di una ingiustizia....!!!!!
Se uno strumento è SCIENTIFICAMENTE inaffidabile, perchè bisogna continuare ad utilizzarlo...misurereste forse la febbre con un termometro tarato in modo diverso dagli abituali ai Vostri figli?
Sul piano "pratico" può essere un espediente, prima di uscire da un locale dove si è degustato del vino, verificare se si è in "regola" con l'erroneo strumento..giusto per una specie di ranquillità; ma eticamente e culturalmente può voler dire "assoggettarsi" ad una iniquità...

Danilo

Inserito da Enzo Zappalà

il 18 settembre 2010 alle 15:07
#12
caro Danilo,
l'espediente pratico non sta in piedi comunque, in quanto qualcosa che non funziona correttamente darebbe comunque risultati diversi e fasulli ogni volta che lo usi e non certo uguali tra loro. Tutto il resto mi trova ovviamente d'accordo...

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 11:00
#13
Lavoro nei cantieri di costruzione di centrali termiche e impianti chimici, dove ci sono tanti, troppi incidenti sul lavoro per gente che scivola, inciampa, si appoggia male anche a certe altezze. Abbiamo degli ottimi sistemi di sicurezza, molti controllori in campo, ma siamo impotenti con il problema dell’alcolismo, che e’ una malattia sociale e che provoca piu’ della meta’ degli incidenti sul lavoro, anche per un paio di bicchieri al bar prima di timbrare il cartellino. Noi abbiamo messo gli etilometri ai cancelli e tutti i santi giorni chi vuole entrare in cantiere deve passarci davanti e se lo pescano va a soffiare. Se lo trovano alticcio, gli fanno un’altra prova con un altro etilometro i medici dell’ambulatorio da campo. Se viene confermato, non lo fanno entrare al lavoro, lo sospendono per due giorni e danno una multa alla sua ditta. Altri lavoratori, quelli che vanno in altezza (oltre 1 metro, precisa oggi la legge), fanno questo controllo tutti al 100% e tutti i giorni anche in spogliatoio prima di cominciare. Anche i loro capi.
Si e’ scelto l’etilometro soltanto perche’ e’ il mezzo piu’ veloce e comunque perche’ fa sicuramente da deterrente. Non perche’ sia il piu’ preciso e affidabile. Sappiamo tutti che ha un margine d’errore troppo elevato. Ma grazie a quello troviamo ancora tutti i santi giorni degli scriteriati che vengono al lavoro un po’ troppo su di giri. Se si ammazzassero o si facessero male da soli… ma il brutto e’ che provocano incidenti gravi anche agli altri, dipende dal tipo di lavoro! Certo che bisognera’ scegliere un altro mezzo piu’ preciso, per esempio il prelievo del sangue, ma la gente dovra’ poi attendere l’esito purtroppo piu’ a lungo prima di accedere al posto di lavoro, quindi dovra’ venire al lavoro molto prima (e chi gli paga le ore di attesa?). Insomma non e’ così semplice questo argomento se si ha a cuore la riduzione degli incidenti sul lavoro.
Lo stesso, credo, per i limiti del tasso alcolico del sangue per chi guida. Non si usi l’etilometro se lo si ritiene una macchinetta truffaldina. Ma in quel caso si dovra’ usare il prelievo del sangue fatto sul posto in un ambulatorio mobile attrezzato a disposizione della pattuglia oppure nel piu’ vicino ospedale, quindi il sospetto “brillo” dovra’ perdere molto piu’ tempo per il controllo e per l’esito prima di tornare al volante, ore e non minuti. Lo accetteranno gli automobilisti ed i camionisti? Oppure che si faccia una visita medica sul posto per analizzare a fondo i riflessi della persona con i soliti mezzi diagnostici, come camminare, parlare, eseguire movimenti, ecc., ecc. purche’ condotta da un medico. Sarebbe un’ottima soluzione perche’ fermerebbe anche i drogati e gli ammalati o i troppo stanchi che non reggono momentaneamente il volante.
Ma il medico presente a bordo strada costera’ molto di piu’ dell’etilometro. Una settimana di lavoro di un medico costa piu’ di un etilometro a disposizione per qualche anno. Chi li paghera’? Sono disposti gli automobilisti ad un aumento delle tasse automobilistiche per mettere dei medici sulle strade e sulle autostrade a fianco della Polizia Stradale? Perche’ con l’etilometro o senza, i controlli vanno comunque fatti e devono essere efficaci. Ben venga qualcos’altro, insomma, ma finche’ non c’e’ bisogna fare lo stesso qualcosa per fermare chi si mette alla guida con un eccesso di alcool nel sangue, non soltanto gli ubriachi fradici.
Il codice penale deve prevedere il reato di omicidio volontario per chi viene pescato con il tasso alcolico superiore al consentito dopo aver provocato un incidente mortale. E quello di lesioni volontarie nel caso di incidente che causa ferimenti e/o mutilazioni. In Italia, invece, vengono considerati attualmente soltanto dei reati colposi, quindi preterintenzionali. La differenza invece e' notevole, a parte le pene che sono senza dubbio superiori: viene ribadito il principio che uno che si mette al volante brillo, alticcio o ubriaco e' comunque un potenziale assassino volontario, lo e' coscientemente e non e' soltanto un pirata della strada che "non sa" di poter uccidere o di mutilare quelli che incrocia per caso sulla sua strada.
Introduciamo lo stesso principio anche in Italia se vogliamo poi andare pure a discutere sui vari strumenti di misura del tasso alcolico, ciascuno con un proprio spettro di errore, di affidabilita', di prontezza d'uso e di deterrenza. Altrimenti combattere l’unico strumento adottato oggi diventerebbe solo una campagna a favore dell’alcoolismo al volante.

Inserito da Filippo Ronco

il 21 settembre 2010 alle 11:27
#14
Caro Mario,

grazie per questo tuo intervento, che mi giunge gradito. Premetto che la "crociata" contro gli etilometri (a fiato) è un pallino che sta molto a cuore a Enzo Zappalà, astronomo, appassionato di vino, che di tanto in tanto collabora inviandoci qualche sua riflessione o qualche suo scritto comico. Su questo aspetto si e impegnato piu che per altre cose, ha dedicato tempo e fatica, ha studiato ed approfondito fonti, contattato esperti internazionali, messo insieme un gran materiale e addirittura fatta una presentazione alla nostra non-conferenza di giugno, prima di terroirvino.

Il tutto dal mio punto di vista andava in qualche modo "premiato", non condividendone aprioristicamente le conclusioni, quanto rispettando il punto di vista diverso di chi si e impegnato per costruirne le fondamenta.

La premessa di Enzo è, si, chi è ubriaco o non in grado di guidare deve andarsene a casa a piedi, non deve guidare e se viene pescato al volante deve pagare pegno. Il punto al centro del suo discorso però è che lo strumento attualmente utilizzato non solo è fallace ma è anche truffaldino. Da un lato è stato dimostrato scientificamente come la correlazione tra alcool nel fiato e alcool nel sangue sia completamente precaria e come, per es. uno che abbia appena masticato una caramella al rhum sottoposto alla prova del palloncino possa per esempio risultare non in regola o, viceversa, uno che si e bevuto tre negroni, a distanza di mezz'ora dall'assunzione e dopo aver arieggiato un po' potrebbe anche passarla liscia.

La parte "truffaldina" risiede invece nel famoso fattore di conversione che addirittura l'azienda produttrice richiede al cliente come desideri venga tarato (per ottenere piu o meno accertamenti positivi, naturalmente).

Ora, quello che a me sta a cuore, prima ancora di tutti gli aspetti tecnici, è il sano e naturale istinto di ribellione verso le restrizioni della libertà (e relative pene durissime) quando queste, di fatto, si rivelino inique (e solo in questi casi vorrei sottolineare). Sarà che sono bevitore di vino, sara che anche dopo una bottiglia a cena sono sempre tornato a casa sano e salvo e senza recare danno ad alcuno ma penso che il mondo non sia bianco o nero ma composto da un'infinita
varietà di sfumature di grigio. E' per questo che, nonostante i toni spesso
polemici e arroganti dell'amico Zappala - questi si danno fastidio anche a
me quando capita - toni che probabilmente sono dettati da frustrazione per non essere del tutto capito (e per questo tante volte li ho perdonati) ho deciso di dargli una mano, con TigullioVino e la sua reputazione, a diffondere la sua "causa".

La richiesta, in fin dei conti, per nulla confligge con i sacrosanti principi da te enunciati: avere una misurazione che rifletta la mia reale capacità o meno di guidare, cosi da preservare la sicurezza sulla strada da un lato e la possibilità di bersi due-tre bicchieri di vino al ristorante senza terrore (mio padre ha smesso di bere vino al ristorante da quando ci sono le nuove norme).

Ti ringrazio e ti saluto con stima.


Fil

Inserito da Enzo Zappalà

il 21 settembre 2010 alle 11:35
#15
Utilizzare una macchina truffaldina per spendere meno mi sembra un discorso poco costruttivo. Come già detto esistono altri metodi come i riflessometri o l'analisi delle capacità motorie e senzienti. Come le FFOO possono utilizzare una macchinetta inaffidabile e che avrebbe bisogno di una ben maggiore valutazione e capacità di utilizzo, potrebbero benissimo effettuare i controlli come fanno in America. A me sembra solo un discorso che cerchi di nascondere la polvere sotto al tappeto e non faccia niente per eliminare un'ingiustizia che colpisce migliaia di innocenti, oltre che la stessa cultura del vino (e non dei superalcolici e delle pasticche). Almeno noi stiamo provando ad agire in modo scientificamente valido, dando alternative logiche. L'utilizzo (ad occhi e orecchie chiuse) di un sistema sicuramente sbagliato intorpidisce e annula la capacità di essere logici e razionali. Quello che in fondo vogliono i governi e la TV: avere tanti amorfi personaggi che "bevono" tutto quello che gli si dice. Infine, scaricare sull'alcol (e soprattutto sul vino) gli incidenti sul lavoro è un alibi troppo facile che pulisce troppo facilmente le coscenza.

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 11:53
#16
La tua risposta, Filippo, mi ha chiarito esaurientemente alcune cose e spero le chiarisca finalmente anche al tante volte perdonato. Comunque posso dare anche un altro contributo, spero utile, frutto di una prova su me stesso. Ho sperimentato su me stesso appunto ogni giorno prima di entrare in cantiere, diversi etilometri; quello della PS ha il tubo troppo lungo, noi ne abbiamo di digitali affidabili e velocissimi, con coprilabbra e basta, per testare due persone al minuto prima di cominciare a lavorare e dove e' sufficiente un alito fievole ma continuo, senza soffiare assolutamente a forza. L'incrocio dei vari dati mi ha dimostrato che la sera bevendo fino a 1 bottiglia e un quarto a cena di vino rosso col tenore del 13%, entro le ore 21, al mattino alle 6,45 il tasso rilevato era comunque lo 0,00% (e andavo al lavoro in auto, guidando per diversi chilometri). Al lavoro da noi si chiede appunto 0,00% prima di entrare (e velocita’ 20 km/h dentro il cantiere, anche qui c'e' da litigare con certe guardie se superi di 1 km o 2...). Ne ero rimasto pero' sorpreso, perche’ mi sentivo ancora un leggero rimbambimento al mattino, infatti guidavo molto piano, capivo cioe' di non avevo proprio il massimo dei riflessi. Errore di tutti quegli etilometri a mio favore, oppure no? Il dubbio mi rimane, ma mica tanto, perche' poi ho ripetuto le prove in un altro cantiere con etilometri di altra marca e sono arrivato alla conclusione che e’ vero che se il fegato lavora bene e’ in grado di azzerare un bicchiere di vino ogni ora e mezza circa. Il pericolo non e’ dunque dopo una buona dormita, semmai e’ nelle prime ore subito dopo il consumo a tavola, dove all'alcool si aggiunge anche la pesantezza del cibo da digerire. Secondo me ciascuno dovrebbe poter conoscere bene il proprio corpo e le sue reazioni al vino, anche alla birra, alla grappa, in modo che la gente sia cosciente di quali sono i propri limiti e regolarsi di conseguenza. In ogni caso mi sono abituato a guidare a tasso 0,00 e mi trovo benissimo. Si trova benissimo anche mia moglie, che quando ci sono i bambini in macchina e' piu' tranquilla sapendo che non ho bevuto. Ovvio che bevo di piu' quando guidano gli altri, quindi il ristorante o la trattoria in media non ci rimettono di certo con me, ma neanche i produttori. Se uno smette ma gli altri bevono anche per lui, il consumo globale alla fine non cambia...

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 12:02
#17
In Italia il 97% degli infortuni sul lavoro sara' anche colpa, come sempre... di Berlusconi. Ma nei cantieri dove lavoro io gli incidenti sul lavoro si sono ridotti di piu' della meta', anche se per motivi diversi: sia per la sorveglianza ai cancelli che dentro (le guardie si avvicinano molto per parlare quando ti fanno mostrare il cartellino, in modo da fiutare l'alito), sia per l'uso quotidiano degli etilometri e per la frequenza delle visite mediche periodiche, sia per le numerose riunioni con la gente in cui si cerca di responsabilizzarla (perche' senza collaborazione non si ottiene molto), sia perche' si licenzia in tronco chi viene beccato oltre il limite (e non parlo di qualche decimale che potrebbe essere frutto di errore dello strumento: chi beve sul lavoro lo fa a bottiglie intere e non a bicchiere, arriva a tassi che sfiorano lo shock anafilattico, quasi sempre sopra il 2 per mille). Direi che tutti dovrebbero mantenersi la coscienza pulita operando in maniera che sia sul lavoro che in strada vengano ridotti al minimo gli incidenti. Si vivrebbe meglio anche con i piedi per terra e non soltanto con la testa fra le nuvole.

Inserito da Filippo Ronco

il 21 settembre 2010 alle 12:13
#18
Mario il problema tecnico però rimane.
L'etilometro a fiato nulla centra con la misurazione dell'alcol nel sangue e con il lavoro del fegato. Mi pare che questo sia stato ampiamente dimostrato. Detto questo, convengo in modo assoluto su questa tua frase che poi riassume tutto con il semplice buon senso:

"Secondo me ciascuno dovrebbe poter conoscere bene il proprio corpo e le sue reazioni al vino, anche alla birra, alla grappa, in modo che la gente sia cosciente di quali sono i propri limiti e regolarsi di conseguenza".

E' esattamente il mio modo di agire.

Ciao, Fil.

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 12:26
#19
Sì, senza conoscenza e coscienza puoi anche etilometrare a raffica ma non ottieni risultati apprezzabili. Anche i punti sulla patente all'inizio hanno ridotto di molto gli incidenti, poi tutto e' tornato praticamente come prima nonostante il ritiro di decine di migliaia di patenti. Il tuo modo di agire e' percio' anche il mio.

Inserito da Enzo Zappalà

il 21 settembre 2010 alle 14:39
#20
caro Sig. Crosta,
il "tante volte perdonato" non ha alcun bisogna di chiarirsi le idee. Soprattutto attraverso la sua esasperata difesa dell'etilometro. Se be ricordo è proprio lei che, un po' di mesi fa (osannando l'idea di fare una sceneggiata al Vinitaly), diceva che per le patenti dei camionisti usano il riflessometro. O sbaglio? Se sbaglio, mi perdoni. Questo "strano" cambiamento di idee e la sua foga mi gettano parecchi dubbi sulla "vera" buona fede. Quasi che il mio lavoro sulla scoperta di uno strumento truffaldino sia stato un grave danno... Per chi? Per che cosa? Dato che mai e poi mai (e lo può anche confermare, come ha fatto, anche Filippo che -bontà sua- mi ha "perdonato") ho minimamente pensato di usare metodi più blandi per bloccare la guida da ubriachi. Si ricordi che alla mia età e dopo aver svolto una vita da scienziato, so benissimo quando si cerca di imporre con la forza una strumentazione che può soddisfare il popolo pronto ad abboccare a tutto, ma non chi segue correttamente (anche se con foga) una verità scientifica. Oltretutto, il fatto di essere a zero la mattina dopo, non dimostra assolutamente niente sulla validità dell'etilometro. Esso lavora solo sull'alcol residuo nelle alte vie respiratorie e non mi stupisco affatto che dopo ore e ore dia comunque un risultato nullo. Il problema è che lo dà sballato quando si è bevuto pochissimo o tantissimo. Provi a sciacquarsi la bocca con un bicchiere di grappa. Lo sputi senza ingoiarlo e poi aspetti pure una mezz'ora e faccia la prova dell'etilometro. Pronto a scommeterci che avrà valori da ritiro della patente... E questo mi basta per lottare contro un'ignominia scientifica, anche se lei la difende a spada tratta. Non si combatte una tragedia dei giorni nostri (che comunque colpoisce solo il 3% degli incidenti automobilistici e che non è certo dovuta al vino, ma a misture alcoliche e droga)con uno strumento-truffa. E perchè non dice niente contro le automobili che possono superare bellamente i 130 km/h e non si erge come paladino contro le case automobilistiche che continuano a fare bolidi che causano il 90% degli incidenti a causa della velocità. Su questo nessuno vuole rispodermi e lei per primo. Non mi sembra quindi che lei sia veramente interessato alla salute delle persone, ma a difendere una strumentazione in particolare, malgrado sia fasulla. O sbaglio? Come vede, a chi non insulta non rispondo mai con insulti... Qualche esame di coscienza a volte sarebbe gradito e necessario. Anche verso i suoi carissimi amici.
Buona giornata.

Inserito da Filippo Ronco

il 21 settembre 2010 alle 14:58
#21
Enzo, non te la prendere per quel "perdonato". E' amichevole.
Scusa se ti ho offeso comunque, non era mia intenzione.

Fil.

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 15:12
#22
Filippo, dopo l'ultimo commento del tuo "perdonato" mi sa che mi conviene pure rinunciare ad andare oltre: sei proprio sicuro che abbia capito le parole che ho scritto, oppure sta continuando imperterrito nei suoi pregiudizi, frutto delle sue frustrazioni, che gli suggeriscono astio nei confronti miei e di chiunque non lo incensi come dio della verita' assoluta? Che vada a... e si ricordi di tirare la corda!

Inserito da Filippo Ronco

il 21 settembre 2010 alle 15:25
#23
State boni.

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 15:39
#24
Come si fa a star buoni con uno che addirittura confonde le persone, quello che dicono e quello che scrivono ("Se ben ricordo è proprio lei che, un po' di mesi fa..."), esattamente come quell'arbitro sciagurato che ha confuso un giocatore con un altro senza neanche guardare il numero sulla maglia? Ma ti rendi conto che questo vive di pregiudizi, di frustrazioni, di astio, di interpretazioni assurdi di qualcosa che non si ricorda nemmeno chi l'ha scritto, quando, come e perche' e poi "candidamente" scrive di perdonarlo se si e' per caso sbagliato? Un atteggiamento intellettuale che non ha niente di diverso da quello del pirata della strada che investe ed uccide e poi dice che gli dispiace, che non sapeva, che non s'immaginava e che forse si era sbagliato a bere un po' troppo. No, Filippo, questo ha dei grossi problemi a rapportarsi con altri interlocutori e se dai spazio a lui non posso certo venire qui a farmi prendere ancora per il cosiddetto da uno del genere...

Inserito da Fausto De Andreis

il 21 settembre 2010 alle 15:43
#25
@ fil

Come si possono fare delle misure di precisione con un metro elastico.

Misurare lo stato di ebbrezza di una persona con l’etilometro e come voler misurare l’ altezza di un persona dal suo dna o dalla lunghezza dei suoi piedi.

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 16:20
#26
Bravo Fausto!
Convinceresti pure un arabo a comprarsi la sabbia...

Inserito da Enzo Zappalà

il 21 settembre 2010 alle 17:05
#27
@Crosta e Fil
a questo punto si è visto CHIARAMENTE chi insulta e spererei che Filippo fosse altrettanto onesto nei miei confronti cercando di bacchettarlo come di dovere e non solo a "perdonare" me. Io collaboro attivamente con TigullioVino, inserendo molti articoli (non sempre polemici) e mi sembra che il numero di lettori sia dalla mia parte (almeno come visite). Non penso proprio che mi continui a ospitare solo per fare "beneficienza" a un povero squilibrato mentale. Non ne ho proprio bisogno e non si può andare solo in una direzione. E' dal Vinitaly che cerco di spiegare al suddetto signore le motivazioni della mia ricerca, ma lui si ostina a parlare della sua fabbrica. Chi è che non capisce? Non credo sia un peccato imperdonabile confondere una persona con un'altra su un vecchio commento. Io almeno non vivo solo di blog e l'avevo anche detto, scusandomi in anticipo se avessi sbagliato...E poi mi sembra che ti stia addirittura ricattando: (cito testualmente)"Ma ti rendi conto che questo vive di pregiudizi, di frustrazioni, di astio, di interpretazioni assurdi di qualcosa che non si ricorda nemmeno chi l'ha scritto, quando, come e perche' e poi "candidamente" scrive di perdonarlo se si e' per caso sbagliato? Un atteggiamento intellettuale che non ha niente di diverso da quello del pirata della strada che investe ed uccide e poi dice che gli dispiace, che non sapeva, che non s'immaginava e che forse si era sbagliato a bere un po' troppo. No, Filippo, questo ha dei grossi problemi a rapportarsi con altri interlocutori e se dai spazio a lui non posso certo venire qui a farmi prendere ancora per il cosiddetto da uno del genere... " Mi dà addirittura dell'assassino. Se non fosse un signor Crosta qualsiasi agirei in ben altro modo.
Comunque, caro Crosta, se non ha interessi privati nella vendita degli etilometri, la pregherei di smettere di rivolgersi a me in tono così arrogante, frustrato e astioso. Mi ricorda altre persone con le quali preferirei non avere più rapporti. Ognuno si tenga le proprie convinzioni e scriva magari anche lei un bel post dove porterà le sue argomentazioni scientifiche e professionali.
A mai risentirci... spero. E magari aspetto anche qualche scusa: io non ho mai usato toni come quelli usati da lei. Si vada a rileggere i suoi numerosissimi post nei vari blog e poi faccia un po' di riflessione critic anche su se stesso. Non è mai male farlo, mi creda e lei sembra averne bisogno.Veramente assurdo!

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 17:36
#28
Non ho interessi privati nella vendita degli etilometri e non la smettero' di risponderle per le rime ogni volta che lei mi attacca gratuitamente e senza motivo(sempre lei per primo e sempre con il nick "enzo", cioe' da furbetto) sui blog dove scrivo liberamente quello che penso. Lei non sopporta nel modo piu' assoluto qualsiasi anche parziale dissenso dalle sue opinioni. Si curi. Mussolini a piazza Loreto e' finito a testa in giu' da un bel pezzo. Viviamo finalmente in un Paese democratico, nonostante gente come lei.

Inserito da Filippo Ronco

il 21 settembre 2010 alle 17:41
#29
Da che sono online, e sono un po' di anni, mi vanto di non aver mai rimosso un post, né un commento, quand'anche la composizione delle controversie fosse molto difficile. Tutto in rete resta per sempre quindi è bene stare attenti a cosa si dice e si scrive. Non ho intenzione di mettermi qui a fare da arbitro tra voi due, non cancellerò questo post e non cancellerò eventuali ulteriori commenti che resteranno qui a qualificare chi li scrive anche per come li scrive.

Vorrei semplicemente che se qualcuno ha qualcosa da dire sul tema - per il personale ci sono le mail private e, almeno qui, non interessa a nessuno - lo facesse in toni pacati, pronto ad ascoltare l'altro in modo civile anche quando non è d'accordo. E lo dico a tutti, indistintamente.

Questo spazio gode di una certa reputazione anche perchè evitiamo accuratamente di occuparci di "merda e sangue" (cit.) e perchè quando ci occupiamo di argomenti scomodi, cerchiamo sempre di farlo con estrema obiettività. Quindi vediamo di tenere alta la consuetudine. Sul tema io ho già espresso il mio punto di vista, tecnicamente mi pare che le considerazioni di Vincenzo non facciano una piega, fosse anche solo il problema della sincronia tra rilevazioni su fiato e rilevazioni su sangue. Potremmo invece discutere delle alternative possibili, tenuto presente che anche il prelievo del sangue, certo più preciso, non è un metodo facilmente digeribile, soprattutto per la sua estrema invasività nella sfera personale dell'individuo.


Fil.

Inserito da Enzo Zappalà

il 21 settembre 2010 alle 17:42
#30
aspetto le sue scuse per gli insulti che continua a mandare. Fil fai qualcosa...
Il mio "nick" è enzo perchè mi chiamo enzo e come enzo scrivo qui e su acquabuona. ma tutti possono tranquillamente vedere chi sono. E poi chi mi dice che Mario Crosta non sia un nome inventato? E si tenga i Mussolini per lei. Adesso sta superando il maestro!!

Inserito da Enzo Zappalà

il 21 settembre 2010 alle 17:44
#31
caro Fil,
me ne guardo bene dal chiedre di cestinare dei post. Ma vorrei evitare insulti come assassino e Mussolini! Questo lo posso anche chiedere, mi sembra?

Inserito da Enzo Zappalà

il 21 settembre 2010 alle 18:35
#32
@tutti coloro che sono interessati al tema del post,
la mia personale convinzione è che i metodi alternativi ci siano e come! basterebbe addestrare minimamente le FFOO a riconoscere i segni ben evidenti dell'ubriachezza pericolosa. I riflessi e le capacità motorie non solo colpirebbero i cosiddetti "ubriachi a tasso zero", ossia gli squilibrati che per farsi vedere corrono come disperati in preda a pasticche o a turbe psichiche, ma anche e sicuramente chi non è in grado di guidare per eccesso di alcol. Ho letto, tempo fa, la legge che vige in alcuni stati americani e che, penso, sia addirittura troppo clemente (detto da me...). Un guidatore viene fermato solo e soltanto se sta infrangendo la legge (alta velocità) o se dà segni di guida incerta (zig-zag, troppo in centro alla strada, e cose del genere). A quel punto viene fermato e gli viene fatto l'esame dei riflessi (ci sono addirittura mecchine già in uso in Italia che servono per la conferma delle patenti ai camionisti professionali). Quindi passano alle parole e fanno numerare da 30 a 20 in senso contrario e cose del genere. Se il fermato dimostra solo un accenno di ebbrezza (risponde bene ed è solo un po' allegro), gli si impone di aspettare per una mezz'ora o più ai bordi della strada. Se invece è in condizioni "pietose" veramente, lo si invia a fare l'esame del sangue (e non del plasma) come si fa comunemente da noi, in quanto vi è una differenza di circa il 20%. Questo è un metodo leale e non legato a interessi economici dello Stato e non offende nè i guidatori nè gli appassionati di vino che hanno bevuto solo un bicchiere in più. L'etilometro resta nel cassetto, perchè troppo menzognero per poter dare una condanna o una assoluzione. Le cause vinte nei tribunali parlano chiaro. Infine volevo dire che il prof. Hlastala verrà in Italia a novembre non solo per ribadire le sue indiscutibili conclusioni sull'etilometro (talmente inattacabili che nessuna casa produttrice ha osato fargli causa. E' questo la dice lunga), ma per discutere dei metodi alternativi e dei sintomi veramente importanti. Solo che questo sistema non colpirebbe a casaccio anche troppi innocenti, quindi porterebbe molti meno soldi allo Stato e alle case produttrici di etilometro che adesso stanno aspettando affari d'oro con le macchinette inutili che si vogliono imporre ai ristoranti. Dopo di chè uno esce con un bel 0.2, viene fermato dalle FFOO e si ritrova un bel 0.7, senza prova d'appello.
Viva la democrazia e la voglia di educare con la prevenzione!!

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 18:46
#33
Per completezza d'informazione su cio' che capita negli USA e in altri Paesi, ecco un link mirato: http://www.segretariatosociale.rai.it/atelier/altriluoghi/incidenti/usa.html

Inserito da Enzo Zappalà

il 21 settembre 2010 alle 19:01
#34
per completezza, ricordo che nei vari post inseriti in questo sito nei mesi passati avevo riportato siti UFFICIALI (e non possibilmente travisati dalla nostra informazione interessata)sui siti americani dove si potevano leggere sentenze e leggi. In italiano rimando al documento che avevo raccolto e anch'esso già postato tempo fa. D'altra parte pensate che le case costruttrici non facciano causa a un "povero" scienziato come Hlastala che li sta minando dal profondo, se non avesse ragione? Potete consultaree la sua pagina facilmente scrivendo su internet Michael Hlastala. E poi avrete tutti gli originali e le referenze più qualificate. Il metodo scientifico ce l'ha insegnato Galileo Galilei 400 anni fa, ma ormai è del tutto dimenticato dai Media e dai falsi scienziati televisivi che imperversano ovunque arricchendosi alle nostre spalle, come ben poco si è fatto per ricordare uno dei massimi geni razionali italiani. Chi sapeva che il 2010 è l'anno internazionale dell'astronomia e il quattrocentesimo anniversario della prima osservazione di Galileo e la nascita del pensiero scientifico? Non certo chi crede nell'etilometro che di scienza non ha nulla.

Inserito da Mario Crosta

il 21 settembre 2010 alle 20:07
#35
Gesummaria! M'ero proprio dimenticato che ai servizi giornalistici della RAI c'erano soltanto i travisatori delle informazioni ed i manipolatori delle masse stile Minzolini, servi ovviamente del solito... Berlusconi.
Scusatemi, non proporro' piu' nessun link di nessun giornale, visto che non sono ben accetti e contraddicono il verbo incarnato che arrivera' dall'America per illuminarci. Tra l'altro avrei dovuto aspettarmelo tutto questo livore contro i giornalisti, visto come ne parla l'autore di questo thread nella sua introduzione (cito a caso "alcuni giornalisti del settore, da me spesso bacchettati..." e poco piu' avanti "ma ci sono o ci fanno?", il che e' tutto dire).
Chiudo, Filippo, ho sbagliato a inserirmi in una discussione cominciata con l'attacco gratuito dell'autore del thread a Maria Grazia, cui e' stato ucciso il compagno della sua vita da un pirata della strada che guidava ubriaco. Dovevo capire prima il clima. Faccio ammenda e spero vivamente che il 27 novembre a Castiglione Falletto non finisca in rissa.

Inserito da Larry Loffari

il 22 settembre 2010 alle 00:24
#36
Invito tutti alla calma :-)

Due parole in difesa di Enzo (non ha bisogno certo di difesa, ma mi sento di scriverle ugualmente). Io è dal 2006 che cerco di convincere famigliari, amici, colleghi, conoscenti e persone su Internet di quanto a mio avviso siano ingiuste le pene applicate tramite l'etilometro, perché l'etilometro non è una prova reale della pericolosità alla guida del singolo individuo.

Bene, sono anni che mi sento rispondere frasi del tipo: "Sì, ma senza etilometro come si fa..." oppure "tu vivi in una società e ti devi adattare" o cose simili... tutte opinioni che da una parte accettano la punizione severa di tante persone che potrebbero benissimo non essere affatto pericolose e dall'altra non incentivano affatto chi beve ad avere una guida prudente, ma si limitano a dirgli di non bere... o di bere molto poco.

Solo pochissime persone (una su dieci o forse meno) mi danno timidamente ragione, ma comunque non hanno il coraggio di muovere nemmeno un dito per cambiare questa situazione.
Trovare persone come Enzo che in nome della razionalità hanno il coraggio di perseguire un ideale di giustizia dandosi da fare in prima persona è una cosa rarissima!!!
Questo per dire che a volte un po' di fermezza è necessaria, per andare avanti nella battaglia e non arenarsi tra paure, dubbi e incertezze tipiche di tante persone.

Una riflessione che ho fatto spesso e ripropongo ancora: come fate a dire che l'alcool è responsabile del 30 o del 40% degli incidenti gravi? Eravate presenti al momento dell'incidente? E soprattutto, l'alcool colpisce tutti allo stesso modo, dal ragazzo stanco morto che torna alle 6 di mattina a velocità folle alla persona che va al ristorante con la moglie e torna con calma rispettando i limiti?
Perché se così non è come si fa a dire (cito dal link di Mario) "il 40 per cento degli incidenti stradali gravi e mortali è causato dalla guida sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti e psicotrope"?
Non sarebbe più corretto dire: "nel 40 per cento degli incidenti stradali gravi e mortali, tra le tante cause si è riscontrata anche la presenza di alcol e/o sostanze stupefacenti e psicotrope, che non si sa bene fino a che punto possano essere considerate responsabili?"

Spero di non alimentare ulteriori "litigi", è mia intenzione solo ribadire in modo razionale alcuni concetti base.

Inserito da Enzo Zappalà

il 22 settembre 2010 alle 05:44
#37
grazie Larry,
come hai visto, comunque, dopo un po' di giusta (almeno per me) reazione agli insulti sono tornato all'argomento base. La lotta contro l'etilometro purtroppo non è certo finita. Molte cose ci sono ancora da fare e molte persone o per scarsa conoscenza o per interesse preferiscono che le cose non cambino o magari vadano ancora peggio. Ne approfitto per fare un'ulteriore precisazione tra leggi in uso negli USA (acci al gioco di parole)e applicazione delle stesse. In tutti gli stati è previsto l'uso dell'etilometro, ma in pochissimi si utilizza e si preferisce seguire le regole di cui dicevo prima. Anche da noi sarà difficile cambiare legge (senza politici che si interessino alla questione, ma...conoscendoli...) ma l'applicazione sì. Ricordiamoci infine che la stessa legge italiana ha già uno spiraglio aperto per far ciò. Essa dice (è facile trovare le parole esatte). "Si PUO' far uso ANCHE di apparecchiature elettroniche per valutare la percentuale di ALCOL NEL SANGUE". Il che vuol dire che si potrebbero anche utilizzare metodi diversi e che potrebbe essere escluso l'etilometro che NON misura l'alcol nel sangue, ma solo e soltanto nel fiato. E ormai sappiamo fin troppo bene che non esiste relazione significativa tra i due. L'etilometro non potrà mai dare un valore di 0,5 o 0,6 mg/l perchè misura una ben diversa concentrazione (circa 2000 volte più bassa). Solo il fattore di conversione (scelto dallo Stato e non dalla Scienza) può inventarsi il numero magico che decide chi colpire e chi no. Ma, oltretutto, quel numero magico (a parte che può variare tra 1100 e 3200) non ha più alcun senso dato che la legge di henry si è vista non essere più applicabile dopo i nuovi accurati studi sull'alcol delle vie aeree e degli alveoli polmonari.
Scusate se mi ripeto, ma questo sembra un discorso che molti, troppi non riescano o vogliano capire...

Inserito da Mario Crosta

il 22 settembre 2010 alle 07:41
#38
Nelle costruzioni meccaniche esistono i coefficienti di sicurezza che vengono usati nel calcolo di progettazione delle strutture portanti di un ponte, di un palazzo, di uno stadio, di un supermercato, eccetera. I coefficienti di sicurezza moltiplicano per una certa cifra gli spessori teoricamente sufficienti a garantire la tenuta meccanica e la resistenza nel tempo e sono stati introdotti dopo il calcolo scientifico teorico proprio per essere ANCORA PIU' SICURI di evitare catastrofi e stragi. Il problema e' che anche questi sono dei numeri magici, non sono delle percentuali precise, per esempio 24% oppure 48% o anche 72%; sono delle variabili da stabilire di volta in volta con dei criteri DA SCEGLIERE a seconda dei materiali, del modo di unirli, dello stress, delle condizioni di esercizio, del clima, eccetera. Cioe' sta al progettista decidere se usare 20, 40 oppure 80 e in genere la scelta va argomentata. Per la sicurezza delle strutture questo va benissimo. Non e' mai sbarcato nessun guru americano a dirci che stiamo usando un metodo inaffidabile. Invece per misurare l'alcool in strada velocemente e fermare un potenziale assassino no, ecco che si pretende la precisione scientifica (astrofisica, magari!) quando invece e' una questione di scelte da fare. E' la pattuglia di controllo ai bordi delle strade o fuori delle discoteche che sceglie chi fermare e chi no, se a campione oppure al 100%, e non c'e' nessun altro strumento veloce disponibile oggi per cominciare a stabilire un primo stato di fermo del potenziale pericolo pubblico al volante. Che non e' solo chi beve, ma anche chi si droga, chi prende delle medicine che in certi momenti non permettono di guidare (e qui ci dovrebbe davvero essere del personale preparato alla visita e non solo all'uso dell'etilometro). Ovvio che, sapendo che lo strumento ha un fattore di conversione che puo' falsare di due o tre volte il risultato, ci vuole immediatamente una controprova scientifica plausibile e incontestabile. Non ho mai sostenuto da nessuna parte che l'etilometro a fiato e' uno strumento preciso. Sostengo invece che questo strumento si debba usare fino a quando non si adottera' un altro metodo veloce ma affidabile. Non mi interessa se ha il plauso della scienza. Ripeto che e' una questione di scelte. Non e' con la scienza che si fermano le stragi del sabato sera. Se fossi in divisa certe volte potrei anche fermare gente assolutamente astemia, ma che si comporta da pirata o che si vede che non riesce a controllare il suo mezzo. Una volta invece ho guidato di notte per un'ora e mezza dietro un camion che mi ha fatto strada con grande perizia, eppure quando sono sceso a fare i complimenti all'autista mi sono accorto che era un po' brillo e ne sono ancora scioccato. Non sempre l'alcool e' un male e non tutte le persone reagiscono all'alcool allo stesso modo. Se il tante volte perdonato la smettesse una buona volta di attaccare a testa bassa chiunque non accetta immediatamente le sue tesi e tenesse conto che c'e' chi ha bisogno di un dibattito e certamente di toni diversi prima di cambiare idea, forse non arriverebbe a farsi mandare a quel paese come gli capita ormai dovunque, non solo con me, basti vedere quanto danno ha fatto alla sua causa perfino sul blog di Franco Ziliani da un anno a questa parte.

Inserito da Fausto De Andreis

il 22 settembre 2010 alle 12:39
#39
dal tema salviamo le vite costi quel che costi.


“Non funziona però va bene perche è un deterrente, ed è bene tenerlo finche non ci sono alternative" è il motto di chi per i motivi piu svariati è pro etilometro.

Questo sarebbe accettabile se l’uso di questo non fosse già stato causa di diversi suicidi ,di danni morali irreparabili, di dissesti economici familiari, di perdite di lavoro ,etc, etc.

Come la mettiamo con chi è stato colpito ingiustamente, come quell’ analista che a un km dal suo laboratorio è stato controllato con l’etilometro dalle ffoo risultandone positivo. Sapendo di non aver bevuto appena arrivato in laboratorio si fa l’esame nel sangue, e risulta alcool zero: aveva mangiato una insalata condita con aceto! purtroppo, anche se non alcolico, l'aceto fa reagire la diabolica macchinetta.
Per l’analista oltre al danno del verbale la beffa di sapersi perfettamente innocente e non potersi difendere

E come la mettiamo con i cari di quelle persone che per DISPERAZIONE a seguito della perdita di lavoro, della macchina appena comprata e ancora da pagare, dalla impossibilita di potersi difendere
dimostrando che al momento del controllo era perfettamente sobri, si sono tolti la vita, e con coloro che hanno superato il momento ma che sono costretti a subire le conseguenze di una ingiustizia decretata da una macchina che non funziona?

anche la tanto decantata macchinetta salvavita fa le sue vittimee e intanto la gente continua a morire a seguito di un’ebbrezza chiamata velocità che nulla a che a vedere con il vino e alcol ed è ben controllabile, basterebbe che la velocità max che puo esprimere un mezzo non sia libera ma condizionata dalla segnaletica stradale relativa al tratto di strada che il mezzo sta percorrendo. , ma di questo non se ne vuole parlare .

Inserito da Mario Crosta

il 22 settembre 2010 alle 13:07
#40
Ho la patente dal 1973 ed ho percorso, guidando per tutte le strade d'Europa, almeno 1.200.000 km. Non sono mai stato fermato per soffiare in un etilometro. Anzi, in Cechia a Mikulov hanno fatto soffiare un altro automobilista fermato nello stesso momento, perche' gia' guardandogli nell'occhio si vedeva che non era completamente sobrio, ma a me no. In ogni caso se mi avessero fermato per soffiare non avrei accettato in nessun Paese, neanche sotto minaccia armata. Che mi portassero a fare un prelievo del sangue in ospedale o in un laboratorio mobile, questo sì, anche se e' una perdita di tempo ulteriore. Infatti circola gia' da molto tempo fra camionisti ed automobilisti questa cosa dell'etilometro a fiato inaffidabile. Ma c'e' gente che non vuole perdere tempo, che non vuole farsi prelevare il sangue e che non vuole nemmeno essere sottoposto a visita (e' un diritto di ogni paziente scegliere il medico o rifiutare un medico). In questo caso il poliziotto cosa dovrebbe fare? Lo si lascia guidare e magari ha superato davvero il limite di alcool nel sangue? Come Paris Hilton? Non credo proprio che si voglia portare la lotta ad uno strumento non proprio affidabile, ma che fa da deterrente per ora, al livello della rivolta degli automobilisti contro i controlli dell'alcool al volante stabiliti da una legge dello Stato che tutti sono tenuti a rispettare. Allora che si fa? Lo si arresta per resistenza a pubblico ufficiale? E' questo che si vuole? Come paris Hilton? Io ci starei, in questo sono completamente d'accordo con cio' che hanno fatto negli USA (tra l'altro riportato in un film sulla vita dell'ereditiera che e' girato su tutte le televisioni d'Europa e che ho visto): il poliziotto l'ha fatta camminare, lei dopo pochi passi ha inciampato e lui alla radio ha avvertito il comando che l'arrestava e la portava in cella, visto che cominciavano a fermarsi anche gli amici dell'ereditiera e lui si trovava da solo.
Ottima invece l'idea della velocita' max che puo esprimere un mezzo da condizionare alla segnaletica stradale relativa al tratto di strada che il mezzo sta percorrendo. In Austria i limiti sono segnalati tanto bene e in un modo così efficace che le segnalazioni stesse diventano convincenti (a meno di uno che stia scappando da un inseguimento...). E le multe che fioccano sono talmente salate che non conviene proprio sgarrare per piu' dell'8 o 9%. Anche perche' si ammette un errore del 10% del fotoradar. Questo errore non lo contestiamo, vero? Questo strumento lo riteniamo affidabile?

Inserito da Enzo Zappalà

il 22 settembre 2010 alle 18:07
#41
caro Fausto,
parli proprio bene! E ovviamente la penso come te. Volevo fare presente a tutti una situazione che è ormai reale nella nuova legge sulla guida: NON SI PUO' PIU' CHIEDERE DI ESSERE MANDATI A FARE L'ANALISI DEL SANGUE. SE UNO RIFIUTA L'ETILOMETRO GLI VIENE SOMMINISTRATA, SEDUTA STANTE, IL MASSIMO DELLA PENA. Lo sim poteva fare prima, ma adesso non più... Purtroppo nemmeno le FFOO sanno ancora tutti di questo fondamentale cambiamento. Ne ho avuto la prova poco tempo fa...

Inserito da Mario Crosta

il 22 settembre 2010 alle 19:15
#42
Adesso ho capito la rabbia di fondo che c'e' in molti dei tuoi commenti "d'assalto" che fai e che provocano subito la repulsione di chi ti legge (per finire magari a litigare) per i toni. E' quest'ingiustizia della nuova legge che ti da' fastidio. Ma lo da' anche a me, anzi credo che lo dia a tutti!
Ricapitoliamo: la Legge e' stata modificata pochi mesi fa e precisa per l'accertamento anche lo strumento da usare, citando espressamente l'etilometro, non altri. E' una formulazione assolutamente sbagliata, ingiusta, che deve essere subito cambiata perche' e' un sopruso nei confronti del cittadino che viene torturato "o così o pomì"!
Questo e' il vero bandolo della matassa. Finche' c'era la possibilita' di scegliere lo strumento, era tutta un'altra cosa. Chi decide di perdere tempo con altri controlli perche' sa che lo strumento e' inaffidabile, deve poterlo fare ancora. Altrimenti e' proprio una dittatura e hai perfettamente ragione a pensare che sia una truffa legalizzata a favore della casa produttrice dello strumento.
Ci sarebbe comunque una scappatoia. A differenza dell'accertamento dell'uso dei narcotici, per l'accertamento dell'abuso di alcool e' stata usata la seguente formula ( fonte http://www.prefettura.it/index.php?f=Spages&id_sito=1150&nodo=1281&s=multisezione.php ):
"- chi senza giustificato motivo, si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti preliminari non invasivi ovvero al controllo con l'etilometro...." eccetera (che equivale ad arresto, ritiro patente, sequestro immediato del mezzo, migliaia di euro di multa eccetera).
Ecco, suggerirei di spiegare al poliziotto il "giustificato motivo", di farlo scrivere sul verbale, di proporre l'esame del sangue o una visita medica, insomma parlare con lui delle cose di cui si e' parlato qui, del tema del convegno FIVI. Ci sono anche persone intelligenti in divisa e se capiscono che uno e' in grado di spiegarsi, capiscono anche che non e' certamente ne' brillo ne' ubriaco. Potrebbero anche soprassedere, perche' la decisione di fare un controllo e' a loro esclusivo giudizio (sempreche' non ci sia stato un incidente) e di riportare la cosa al comando. Bisogna convincere anche gli uomini in divisa.
Se c'e' stato un incidente, anche senza ferite si puo' sempre chiamare l'ambulanza e farsi controllare in un ospedale (ci puo' essere anche semplicemente uno shock o una lesione interna) anche il tasso alcolico, poi opporsi alle sanzioni adottate eventualmente per il rifiuto di sottoporsi all'etilometro a fiato.
In ogni caso si deve fare opera di educazione su questo tema importante. Zappala', se la smettessi di attaccare subito a testa bassa quando intervieni sui commenti degli altri otterresti molti piu' risultati, te lo assicuro. Nessuno e' contrario alle tue tesi. Si tratta di convincere, di conoscere, di lavorarci sopra.
In bocca al lupo. E scusa se ho ecceduto nelle mie reazioni, ma non capivo la tua rabbia di fondo, che trovo adesso perlomeno giustificabile.

Inserito da Enzo Zappalà

il 23 settembre 2010 alle 05:36
#43
@Mario
a Milano ho parlato con un maresciallo. Lui era una persona sensata e pronta al dialogo, anche se non conosceva ancora la legge nuova. Tuttavia, da amici in Friuli e Trentino ho saputo che addirittura viene fatta la posta dietro ai bar per colpire il maggior numero di bevitore da "ombretta" a tutte le ore del giorno. Spesso fegandosene della mezz'ora necessaria o di verificare l'acol residuo, sperando nella paura e spesso ignoranza di chi subisce. In un paese di 2300 anime, ben 700 patenti sono state ritirate. Questo è chiaramente un utilizzo fatto solo e soltanto per accaparrare soldi per il comune e con la guida sicura non ha niente a che vedere. Nello stesso Friuli, regione in cui si era usi alle cene tra amici e alla comunicazione tra gente, nessuna famiglia va più a cena fuori e si isola sempre di più. Nemmeno questo va verso la guida sicura. Analoghe storterie accadono un po' ovunque (lago maggiore, dove molti ristoranti stanno eliminando la carta dei vini.Fermo restando sempre che l'etilometro NON funziona e non può funzionare secondo i principi fisici e chimici su cui si poggia. Comunque, mettiamoci una pietra sopra e ti assicuro che sarò magari veemente, ma non insulto mai e nemmeno mi avvicino lontanamente a Mussolini o a un pirata della strada. Mai avuto un incidente e l'ultima multa per divieto di sosta risale a parecchi anni fa...

Inserito da Mario Crosta

il 23 settembre 2010 alle 16:32
#44
@ Vincenzo
E' necessario che la segreteria della FIVI mandi quei documenti che dimostrano l'inaffidabilita' dell'etilometro a fiato a tutti i singoli uffici delle questure e delle prefetture, dei commissariati, delle casermette e delle stazioni dei CC, sono qualche migliaio ma va fatto. Bisogna poter credere che in divisa ci siano anche persone intelligenti in grado di capire:
1) che l'etilometro NON misura l'alcol nel sangue, ma solo e soltanto nel fiato e purtroppo sulla base di una concentrazione più bassa di circa 2000 volte, quindi il fattore di conversione (che puo' variare da 1100 a 3200) NON è affidabile ed e' ingiusto punire qualcuno sulla base di un errore del genere;
2) che comunque va prevista nella legge la possibilita' per il fermato di fare appello al "giustificato motivo" in caso di rifiuto di sottoporsi appunto ad uno strumento che non ritiene idoneo, scrivendolo sul verbale e ovviamente facendosi immediatamente visitare da un medico e prelevare il sangue in una struttura pubblica (i pronti soccorsi sono aperti anche di notte).
Con la collaborazione di qualche ufficiale in divisa otterremo sicuramente quei risultati per cui ti stai battendo, anche perche' sul Web seguo diversi dibattiti (non solo sul vino, ma anche su moto, discoteche, auto ecc. ecc.) e non ho mai visto nessuno sostenere che l'etilometro a fiato va benissimo, anzi e' un coro di proteste che si avvicinano sempre piu' alla verita'. E gli ufficiali in divisa sanno benissimo che la collaborazione dei cittadini gli rende molto piu' facile il compito anche dei controlli, in quanto e' meglio prevenire che reprimere e si previene quando si dimostra di usare davvero la giustizia (cioe' strumenti incontestabili) e non certo il sopruso (che e' fatto di strumenti manipolabili).
E poi si puo' sempre usare anche la via di un sacco di cause da aprire presso la corte europea, per obbligare l'Italia a modificare questa legge nel caso non lo faccia presto e non lo faccia bene.

Inserito da Enzo Zappalà

il 23 settembre 2010 alle 20:54
#45
sono perfettamente d'accordo. La FIVI ha intenzione di muoversi con la giusta cautela (per non creare caos) verso la denuncia alla magistratura e al ministero. Io partirei in quarta, ma probabilmente hanno ragione loro e la visita di Hlastala potrà facilitare delle prese di posizione se giustamente pubblicizzata. E' un cammino non facile, ma bisognerà coinvolgere tutti, non ultime le FFOO, che in fondo sono obbligate a seguire certe regole. Speriamo in bene... I politici hanno nicchiato questa volta in quanto c'era odore di elezioni. Ma più tardi speriamo che qualcuno si muova. Infine, la FIVI intende allargare il discorso verso la Francia e altre federazioni di vignaioli europei. Costantino è tranquillo e calmo, ma estremamente deciso!

Inserito da Filippo Ronco

il 23 settembre 2010 alle 23:43
#46
Come mi fa piacere che siate riusciti ad intendervi. Forse adesso Mario vedi anche il fatto dello spazio dato a Vincenzo qui in un'altra prospettiva. Almeno lo spero.

Fil.

Inserito da Enzo Zappalà

il 24 settembre 2010 alle 07:35
#47
@tutti,
so che forse mi ripeto... ma vorrei chiarire ancora meglio la situazione attuale:

Fino a qualche tempo fa si considerava l'alcol nel fiato collegato direttamente all'alcol nel sangue. Sotto queste premesse si sono costruiti gli etilometri che sfruttavano la legge di Henry applicata al corpo umano. A questo livello gli errori erano già enormi, per vari motivi: il sangue non è acqua e quindi la legge non è applicabile in modo serio, il fattore di conversione varia da persona a persona e da momento a momento (da 1100 a 3200, dando errori maggiori del 50%, le condizioni al contorno influenzavano pesantemente le misure, dato che la legge di Henry si applica in un "sistema" chiuso, ecc., ecc.

Già a questo punto la macchinetta diabolica era completamente inaffidabile, in quanto ci creava tutti uguali a una pentola piena d'acqua in cui si scioglieva un pò di alcol, fregandosene bellamente delle differenze da individuo a individuo e da momento a momento (e questo potrebbe già servire anche a Maria Grazia), della temperatura polmonare (nessuno può misurarla sulle strade), della pressione, ecc., ecc. In più la macchina era già "truffaldina", in quanto dichiarava di avere una precisione dello 0,5%, ma non specificava chiaramente che questo errore era quello sull'analisi del fiato (sicuramente accurato)e non quello dell'alcol nel sangue che diventava per colpa della maledetta moltiplicazione superiore al 50% e variabile da momento a momento (per essere chiari: dall'interno del ristorante prima alla strada poi, anche dopo solo pochi minuti).

Pur sapendolo perfettamnte nessuno ce lo diceva, ma la Draeger CHIEDEVA espressamente allo Stato che coefficente voleva, in modo da essere più o meno severo nella media, fregandosene che ovviamente il numero di innocenti "beccati" poteva anche essere superiore al 50%. prima era solo ignoranza scientifica, adesso diventava una vera truffa.

Tuttavia, questo stato di cose è addirittura superato al giorno d'oggi, in quanto si è dimostrato che non vi è relazione accettabile tra alcol nel sangue e nel fiato. Quello che misura la macchinetta (sempre comunque da 7000 euro che paghiamo noi per essere poi presi in giro)è l'alcol presente nelle vie aeree superiori e dipende dai residui di alcol liquido avvenuti nell'ispirazione e nell'espirazione. Gli alveoli polmonari (gli unici da cui provenirebbe l'alcol nel sangue)sono appena lievemente interessati all'intera faccenda. Ciò vuol dire che la legge di Henry non è più applicabile e quindi cade il significato di fattore di conversione, ma soprattutto NON HA PIU' SENSO usare una macchina che si basa proprio su quella legge (anche se elaborata in modo non scientifico). Sapendo che la legge di henry non vale per lo scambio tra alcol nel sangue e nel fiato, che validità può avere (anche come deterrente)una macchina che misura la quantità di alcol presente nelle vie aeree che niente ha a che vedere con quello del sangue, che è l'unico a influenzare la capacità di guida? E' come se io misurassi la lunghezza di un piede per valutare l'altezza di una persona (riprendo l'ottimo paragone di fausto.

Chi avesse letto per bene il mio dossier (CHE NON ERA ALTRO CHE UNA TRADUZIONE LETTERALE) che ho messo a disposizione di tutti e chi avesse sentito le parole di Hlastala a Milano dovrebbe già sapere perfettamente queste cose. Ecco perchè mi arrabbio con certi giornalisti che o non vogliono leggere o non vogliono cercare di capire. E poi parlano di deterrente, meglio che niente, e cose del genere. Vorrei vedere se si dicesse: "cari amici, da domani si pagano le tasse non in base al reddito, ma in base al proprio peso". Eppure, siamo allo stesso livello...

Inserito da Mario Crosta

il 24 settembre 2010 alle 08:56
#48
Filippo, siamo riusciti ad intenderci perche' il documento pdf che mi aveva spedito mesi fa era gia' chiarissimo e mi aveva gia' convinto. Purtroppo, pero', la "rabbia" (che solo in uno degli ultimi suoi commenti ho potuto capire quanto fosse forte, ma soprattutto giustificabile, perche' questa legge e' pari ad un "arbeit macht frei" di nazimemoria) gli ha fatto vedere dei nemici e degli avversari da bacchettare dove invece non ne aveva affatto, poi il carattere ribollente tipico dello scienziato che non ammette ombre lo ha fatto litigare, ma non soltanto con me, bensì con tutti quelli che gli mettevano dei paletti o gli esprimevano dei se e dei ma peraltro giustificabili, perche' nessuno nasce perfetto. Io penso che sia servito comunque anche "cioccare" animatamente, così le spiegazioni sono venute finalmente fuori e adesso la FIVI puo' contare su un'atmosfera piu' distesa. Sempreche' a Castiglione Falletto il 26 Novembre non si ripeta l'errore di attaccare a testa bassa i giornalisti e sui blog si intervenga come in casa d'altri e cioe' togliendosi le scarpe e mettendo le pantofole. Anche perche' sono certo che i giornalisti sono curiosi, hanno voglia di capire, sanno leggere. Soltanto i pennivendoli stanno dalla parte opposta, eppure sono mesi che leggo migliaia di commenti sull'argomento e ti giuro, Filippo, che non ne ho ancora visto uno o due che sostengano che l'etilometro a fiato e' il non plus ultra, e' preciso ed e' caduto come la manna dal cielo. Semmai ne ho letti alcuni (come anche qualcuno dei miei) che non gli affibbiano soltanto dei difetti, quindi almeno il 99% di chi scrive e' gia' dalla parte di Hlastala, della FIVI e di Vincenzo e percio' non c'e' assolutamente bisogno di inimicarsi chi lo e' anche con dei distinguo, semmai c'e' bisogno di approfondire appunto i distinguo. Il fattore di conversione di una concentrazione 2000 volte piu' bassa, che puo' essere stabilito arbitrariamente dall'utilizzatore dello strumento tra 1100 e 3200, e' l'elemento che taglia la testa al toro. Nessun sano di mente oserebbe affermare che i numeri che escono da un'applicazione aleatoria del genere sono veritieri. Se Vincenzo avra' questa serenita' interiore e sapra' vincere la rabbia determinata da un'ingiustizia, sono certo ch i risultati verranno. Lo spazio che tu gli hai dato io non l'ho mai visto da un'altra prospettiva, senno' non sarei nemmeno intervenuto: credo sempre nei contradditori, anche i piu' spinti. Comunque se ne parli, l'importante e' che se ne parli. In ogni caso, spero che adesso sia piu' facile non accendersi come dei fiammiferi.

Inserito da Enzo Zappalà

il 24 settembre 2010 alle 11:33
#49
caro Mario,
d'accordo su tutto e cerchiamo di provarci e di riuscirci entrambi...
Voglio però puntualizzare qualcosa sui giornalisti o almeno molti di loro (sicuramente, spero, non tutti).
Cito ciò che dici per facilità di comprensione: "Anche perche' sono certo che i giornalisti sono curiosi, hanno voglia di capire, sanno leggere. Soltanto i pennivendoli stanno dalla parte opposta, eppure sono mesi che leggo migliaia di commenti sull'argomento e ti giuro, Filippo, che non ne ho ancora visto uno o due che sostengano che l'etilometro a fiato e' il non plus ultra, e' preciso ed e' caduto come la manna dal cielo".
Riprendo la trafila di mesi e mesi. Nessun giornalista, e dico nessuno, ha cercato di saperne di più sull'etilometro e su quanto capitasse e si dicesse nei siti "non italiani". E questo mi sembra molto strano per un "giornalista" vero. Dovrebbe proprio essere lui a investigare a fondo, cercare dati, contattare persone e specialisti. Soprattutto essendo dentro profondamente al mondo del vino e conoscendo la crisi che ha colpito tutto il mondo che lo circonda. Ma non basta. Mettiamo pure che i nostri giornalisti del vino non sappiano l'inglese o abbiano impegni stressanti muovendosi da una degustazione all'altra o quello che vogliamo. Eppure, anche quando ho scritto a molti di loro, mandandogli il dossier tradotto e integrale, NESSUNO si è mosso in prima persona. Nessuno si è offerto di aiutarmi schierandosi apertamente a favore ( o magari contro). Ma non a parole, bensì con i fatti e con le azioni. Al limite, un articoletto che diceva che vi erano dubbi e poi tutto di nuovo nel dimenticatoio. Non è certo così che si combatte. Perchè non hanno cercato di aiutarmi e scendere in campo, magari usando molto meglio le pantofole di quanto sia capace di fare io. Se avessi visto una leale e onesta presa di coscienza o almeno di comprensione su quanto avevo faticosamente raccolto per il bene del vino e dei suoi artefici, perchè non hanno alzato la testa, muovendo magari conoscenze più importanti delle mie. Sembrava quasi che gli scocciasse che era arrivato oltre loro chi sul vino non ci mangia... Se non lo fanno loro, che il vino lo conoscono e lo scrivono come nessun altro, chi deve farlo? Un astrofisico in pensione? Ti sembra giusto? E non parlo certo degli articoletti buttati lì e senza seguito di indagini... Puoi quindi capire la mia rabbia e -stai sicuro- anche di molti vignaioli che di loro sono abbastanza stufi, anche se temono di dirlo a causa delle valutazioni e dei punteggi... Devono campare...
Come vedi, una spiegazione c'è e anche abbastanza semplice e corroborata da fatti.
Per il resto, uniamoci e muoviamoci onestamente, lealmente e magari con i sandali...

Inserito da Mario Crosta

il 24 settembre 2010 alle 12:06
#50
Ho visto pero' che te l'eri presa con persone serie come Franco Ziliani che pure ti dava ragione ma a cui i modi inurbani fanno venire la mosca al naso, come Maria Grazia Melegari che voleva soltanto capirci un po' di piu' come fa sempre per una esemplare curiosita' intellettuale, come Bortolotti che ci raccomandava delle cautele per non dar fiato a chi vuole tolleranza 0,00 e anche come me che combatto l'alcolismo nei cantieri per evitare gente che cade da 80 metri e non ho altro a disposizione se non quello che ho raccontato (e preferisco comunque un morto in meno anche a costo di litigare con te o con qualcun altro). Nessuno di questi e' un pennivendolo al servizio della Draeger, la casa produttrice dell'etilometro a fiato che si e' dimostrato inaffidabile dal punto di vista della certezza delle rilevazioni rispetto ai dati reali. Puoi esserne certo. E poi dovresti pensare che tu sei un astrofisico, cioe' tu non puoi aver ombre di dubbio, anche per formazione mentale sei preciso e sei abituato a vedere o la luce o la mancanza di luce, ma i giornalisti invece vivono dei dubbi fra mille penombre e non prendono mai niente per oro colato, neanche la scienza!!! E poi non sono i giornalisti quelli che si devono muovere, loro sono quelli che possono soltanto riportare i dibattiti ed in questo tam tam non s'e' mai tirato indietro nessuno. Non te lo vengono a dichiarare quello che fanno, ma ti assicuro che oltre a cio' che risulta scritto c'e' una fittezza di corrispondenza privata che e' molto fruttuosa. Secondo me dovresti essere piu' sereno della bonta' delle affermazioni di Hlastala e tue, dovresti aver fiducia di esporle a delle intelligenze che se magari non ti ascoltano subito e ti sembrano contrari riescono pero' a rimuginare, perche' il tarlo che gli metti in testa lavora, lavora, lavora e alla fine ci riesce a bucare anche le menti piu' restìe. Non e' il tuo ambiente, lo capisco anche, ma proprio per questo bisognerebbe andarci piu' cauti e non prendere di petto i commenti. Senno' sono cannonate subito, anche perche' noi non siamo abituati a mandarla a dire.
Buon convegno il 26 Novembre a Castiglione Falletto. Spero che Franco Ziliani ci venga e vedremo lì se quello che ci siamo qui detti e' servito a smussare gli angoli o ad accendere dei falo'. In bocca al lupo.

Inserito da Fausto De Andreis

il 24 settembre 2010 alle 12:56
#51
Molto bene

Vorrei solo ricordare che la lotta all’etilometro e stata iniziata perche allora si era visto che l’etilometro indipendentemente> che funzionasse o no nella sua progettualità aveva una potenzialità di errore che andava dal +85% al-36% legata al fattore di conversione, anche se poi la precisione come sensore nel prove di collaudo deve essere del 0,5%, , allo stato delle cose gli studi dr prof hastala, hanno dimostrato che , è praticamente sbagliato usare la legge di henrj per risalire dall’alcol nell’espirato al tasso alcolico nel sangue..
Attenzione vige ancora una altra grave e grande ingiustizia che è la legge che
identifica lo stato di ebbrezza con lo0,5 alcol nel sangue , a 0.49 si e liberi di violare il codice della strada sfrecciando oltre ai 200km/h, a 0,51 l’inferno.

Per il legislatore reagiamo all’alcol tutti alla stessa maniera cosi come ci, ha considerato uguali nell’espirare avendo adottato per tutti 2100 come fattore di conversione, in natura a pari quantità di alcol nel sangue, ogni persona reagisce in modo diverso. Vi sono persone che con 0,1 sono ebbre altre con 0,8 sono perfettamente in grado di lavorare ,di guidare di comportarsi normalmente .

Mi sembra assurdo andare a misurare la quantità di alcol che uno ha nel sangue perche questo puo alterare la prontezza dei riflessi, ridurre la capacita di guida di una persona etc etc quando queste cose sono facilmente verificabili con riflessometri e con test pratici o marchingegni atti a verificare con certezza l’idoneità alla guida del soggetto esaminato.

. Si potrebbe cosi , individuare i cosi detti ciucchi a tasso zero i drogati , le persone impasticcate di medicinali, e anche quelle persone che effettivamente non hanno i requisiti fisici per guidare e che sono dei veri pericoli pubblici.

Inserito da Larry Loffari

il 24 settembre 2010 alle 13:35
#52
D'accordo con Fausto, gli errori degli etilometri vanno sommati agli errori che sono alla base, in quanto "Mi sembra assurdo andare a misurare la quantità di alcol che uno ha nel sangue perche questo puo alterare la prontezza dei riflessi, ridurre la capacita di guida di una persona etc etc quando queste cose sono facilmente verificabili con riflessometri e con test pratici o marchingegni atti a verificare con certezza l’idoneità alla guida del soggetto esaminato".

Riguardo ai giornalisti di settore (del vino) che si sono sempre dimostrati restii nel pubblicare articoli che mettessero in evidenza i difetti degli etilometri: verissimo! Se avessero avuto un po' più di coraggio (o di volontà di analizzare criticamente la situazione) avrebbero dovuto iniziare 3-4 anni fa (o forse prima) a discutere seriamente l'utilizzo dell'etilometro.
Ma io ricordo benissimo il clima: c'era una paura folle degli incidenti e quando dicevo a tutte le persone che conoscevo che l'etilometro era a mio avviso ingiusto ed andava abolito, spesso le reazioni erano a dir poco sdegnate... mi guardavano come se fossi un folle, un egoista, un pericolo pubblico! Ed io che invitavo solo le persone a fare banali esperimenti e qualche ragionamento razionale!

Inserito da Mario Crosta

il 24 settembre 2010 alle 14:12
#53
Larry Loffari, io ho fatto nomi e cognomi di alcuni giornalisti del vino che non si sono dimostrati restii. Lei perche' continua invece a lanciare un'accusa in genere ai giornalisti del vino? Non ce l'ha lei "un po' piu' di coraggio" per dire nomi e cognomi di quelli le cui "reazioni erano a dir poco sdegnate"? Non e' giusto fare di ogni erba un fascio. Se io facessi come lei, potrei accusare invece proprio gli allora detrattori dell'etilometro a fiato per non aver avuto altri argomenti che le loro generiche lamentele, quindi sarebbero semmai loro che avrebbero dovuto iniziare 3-4 anni fa (o forse prima) a discutere seriamente l'utilizzo dell'etilometro...
Non le pare?

Inserito da Enzo Zappalà

il 24 settembre 2010 alle 15:42
#54
mi raccomando non ricominciamo...
però resto d'accordo con Larry. Come dicevo già io, i giornalisti devono essere pronti a uscire allo scoperto per "definizione". Sono loro che in altri paesi hanno fatto scoppiare bombe da 90. E non sono certo quelli che devono aspettare e parlare sottovoce. Lo stesso Franco Ziliani, che aveva alla fine recepito le mie argomentazioni (e non è certo lui che può parlare a me di toni poco urbani...è ben conosciuto da tutti per la sua schiettezza, ma anche aggressività), era uscito allo scoperto nel suo blog, per poi tornare indietro (magari gisutamente) e promettere battaglie che però non si sono più viste. Purtroppo, con i mormorii e le mezze frasi non si fanno le battaglie... Nel frattempo, l'etilometro continua a mietere le sue vittime. Comunque sia, io andrò a Castiglione Falletto solo perchè ho iniziato la battaglia che è ormai della FIVI (non mi interessa di avere un ruolo di primo e nemmeno di secondo piano, come puoi notare non ho voluto essere citato da alcuna fonte ufficiale per la riunione di Milano)e per incontrare Hlastala, che nel frattempo è diventato un amico via email. Abbiamo già in programma un paio di cene e qualche "buona"bevuta. Non cercherò certo la polemica, ma sarò sempre disponibile a spiegare a chi, malgrado ripetute spiegazioni e dati (come Maria Grazia, non riesce a comprendere il punto essenziale. Non sono certo la persona che rovina il lavoro costruttivo degli altri, anche perchè NON sono giornalista e non ho interessi economici nel mondo del vino, che amo e basta! Stai tranquillo, nessuno falò, anche se siamo nella terra di Pavese...

Inserito da Mario Crosta

il 24 settembre 2010 alle 15:55
#55
No, Vincenzo, non si puo' pretendere dai giornalisti che facciano scoppiare le bombe da 90 in campi dove si rischiano milioni per le possibili querele e in certi casi anche la vita, se gli interessi dell'industria e della mafia relativa sono alti. Si deve piuttosto cercare il massimo possibile di collaborazione con i giornalisti perche' la bomba scoppi nel posto giusto al momento giusto, ma sulla base della ricerca di un consenso volontario e convinto. Cioe' siamo tutti coinvolti e bisogna esser capaci di essere vincenti senza pretendere l'apporto OBBLIGATORIO di tutti quanti (io non sono giornalista, ma vivo da sempre del semplice stipendio di manager della qualita' in cantieri di costruzioni meccaniche o fabbriche di prodotti diversi e scrivo qua e la' di vino solo per hobby). Resto del parere che sia meglio convincerne bene 10 che trascinarsene dietro in qualche maniera 10.000. Pavese si e' suicidato, non e' un bel richiamo. Meglio Nuto Revelli...

Inserito da Enzo Zappalà

il 24 settembre 2010 alle 16:03
#56
scusa Mario, ma tu mi stai dicendo che dietro al vino c'è la mafia e che i giornalisti che scrivono di Brunello e di Chianti e delle varie polemiche rischierebbero la vita a parlare male degli etilometri con i dati alla mano. Io non pretendo 10000 a favore, nemmeno 10, ma almeno 5... E allora, la sto rischiando anch'io... No, non credo proprio. Non sono stati uccisi nemmeno quelli che hanno sollevato il Watergate... o anno fatto destituire Clinton. Bastava solo un po' di aiuto mediatico e di supporto disinteressato. E' quello che temo non ci sia in un certo campo... Sai, ho citato Pavese solo per i falò...non certo per altre motivazioni!!!!

Inserito da Mario Crosta

il 24 settembre 2010 alle 16:28
#57
Non dietto al vino. Dietro all'etilometro... per esempio. E poi se tu la rischi sei ammirevole ma non puoi pretendere che anche gli altri lo facciano come hai deciso di fare tu. Guarda che non abbiamo bisogno pero' di altri eroi. Gli argomenti che usi sono sufficientemente fondati e forti per poter lavorare insieme senza incazzarci gli uni contro gli altri per qualche virgola di differenza. Io sono convinto che sono moltissimi quelli che riusciresti a convincere se tu mantenessi dei toni piu' soft nelle critiche. Poi fai come ti pare. Certo che l'ho capita quella di Pavese (La luna e i falo'... ma pur sempre suicidio), ma tu sei sicuro di aver capito bene la mia? Ripeto: Nuto Revelli: cioe' la resistenza... l'unica che ha saputo vincere un nemico che sembrava invincibile due anni prima!

Inserito da Enzo Zappalà

il 24 settembre 2010 alle 17:11
#58
sì, sì... stai tranquillo. Comunque il giornalismo per me non è solo onori, ma anche oneri... ma fa poca differenza... Sappiamo benissimo come gira il girnalismo del vino. E non mi incavolo di certo. Non aver paura. Però chi non vuole essere convinto, non lo convinci comunque... a meno che non sia una testa di legno. Il documento l'avevano letto (??) tutti prima che io mi incavolassi con qualcuno (e sempre per reazioni a discorsi poco "soft"...). Diamo a Cesare quel che è di Cesare...e a pinco p. quello che è di pinco p.
OK...stiamo intasando tigulliovino. Passiamo ad altro.
A presto!! (Sto cuocendo un paio di chili di funghi trovati ieri...mmmmhhh!!!)

Inserito da Mario Crosta

il 24 settembre 2010 alle 17:31
#59
Non ti preoccupare che non "intasiamo" proprio nessuno, anzi Filippo e' contentissimo! Specialmente per i funghi! Io me li sono fatti ieri proprio come te, i porcini, nonostante che da te a me in Polonia ci siano almeno 1.250 km, tanto per dire che tutto il mondo e' Paese e nelle mezze stagioni non c'e' poi quella gran differenza come in estate ed in inverno. Aglio, olio, prezzemolo e una puntina di pomodoro. Non avendo il Freisa busciante da berci insieme, me li sono annegati nel Lambrusco Grasparossa di Castelvetro versione "macho". Beato te, invece, che in Piemonte ti puoi scegliere il vino che vuoi. Io devo fare i salti mortali, purtroppo, con quel che trovo.

Inserito da Larry Loffari

il 24 settembre 2010 alle 20:45
#60
Oppss... non vorrei essere stato frainteso!!

Io avevo detto: "Riguardo ai giornalisti di settore (del vino) [..]" e poi nel paragrafo successivo "Ma io ricordo benissimo il clima: c'era una paura folle degli incidenti e quando dicevo a tutte le persone che conoscevo che l'etilometro era a mio avviso ingiusto ed andava abolito, spesso le reazioni erano a dir poco sdegnate [..]"
Ora c'è un equivoco di fondo: le persone che conosco io non sono giornalisti, sono amici, colleghi (ed io non sono un giornalista), conoscenti. ecc. Ho fatto riferimento a loro per descrivere l'aria che si respirava ogni giorno, parlando di queste cose! Riguardo ai giornalisti del settore del vino volevo solo dire che a mio avviso erano un po' restii a discutere seriamente il problema.

Comunque chiedo scusa se sono stato frainteso; per Mario Crosta se non è un problema ci possiamo dare del tu.
L'importante è andare avanti tutti insieme in questa battaglia ed avere gli obbiettivi ben chiari!

Inserito da Mario Crosta

il 25 settembre 2010 alle 12:22
#61
Larry, certo che andiamo avanti tutti insieme! I distinguo che sono stati fatti non erano certo stati fatti per osannare l'etilometro a fiato e per sostenere la bonta' di questa legge capestro. Ma il potenziale assassino stradale va fermato, sia che si droghi, sia perche' e' annebbiato dai farmaci, sia che si addormenti perche' ha mangiato e bevuto troppo, sia perche' e' uno stronzo di pirata, eccetera... perche' e' un potenziale assassino e basta. Invece oggi viene tutelato piu' delle sue stesse vittime, in quanto gli si consente di coprirsi dietro il "reato colposo", cioe' preterintenzionale, fuori dalle intenzioni, mentre secondo me e' perfettamente conscio di rappresentare un pericolo appena si mette al volante e dunque commette un "reato volontario".

Inserito da Fausto De Andreis

il 26 settembre 2010 alle 20:06
#62

Mi fa molto piacere che vi siano persone non dipendenti dal mondo del
vino, ma interessati, che si siano preso a cuore il problema dell’etilometro, mentre
continua a stupirmi, la ignavia che gli stessi produttori manifestano nel non
partecipare, nel non reagire, nel subire, limitandosi a lamentarsi. Tutto questo
e confermato dal fatto che a questo dibattito non ha partecipato nessun
produttore, che io sappia, eccetto il sottoscritto.
Ricordo che a seguito di un articolo di Franco Ziliani ,”io non
ci sto” su de Vinis e poi sul post “proibizionismi esagerati ed
esagitati” il 18/12/09 gli avevo scritto una lettera di sfogo. Denuncia
che Ziliani pubblicò sul sito ufficiale A.I.S. http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&ID_Articolo=1780
E poi il 12/01/10 la riprese sul suo blog nell’intento di accendere
una discussione costruttiva http://vinoalvino.org/blog/2010/01/contro-il-neo-proibizionismo-e-la-criminalizzazione-del-vino-la-parola-ai-produttori.html
mi aspettavo una grossa partecipazione, invece fu scarsa anche se
qualificante.
La reazione fu di cercare il tallone di Achille nel funzionamento dell’etilometro e
trovato la "porcata" del fattore di conversione, Enzo si involò con la sua
ricerca producendo un copioso e documentato dossier scientifico che ha corso il
rischio di naufragare sia perche i miei colleghi continuavano ad essere
latitanti sia perchè chi partecipava ai vari dibattiti il più delle volte era
interessato a sfruttare la situazione per fini terzi
Meno male che i dirigenti FIVI , “anche se produttori”, si
sono fatti carico di portare avanti la battaglia non lasciando cadere nel vuoto
il lavoro di Enzo dando cosi speranze di riportare le cose al loro giusto posto
Secondo voi perche i diretti interessati sono cosi latitanti : per allergia al web,
per incapacità di affrontare un discorso scientifico , per paura di esporsi, etcetc.

Altro argomento già toccato nella lettera, questa mattina ritornando da Pieve di Teco nella galleria di Ranzo in quel momento al buio ,dietro una curva mi sono trovato in ordine sparso un gregge di PECORE in bicicletta da corsa , naturalmente sprovviste di ogni minima senaletica e tantomeno nessun ciclista aveva indumenti con striscie fosforescenti o i famosi giubbini obbligatori per gli automobilisti,io non so se la legge lo permette o se le ffoo lasciano correre,voi a proposito cosa ne pensate, vi sembra il tutto in linea conla tanto decantata sicurezza stradale totale.

Inserito da Larry Loffari

il 26 settembre 2010 alle 23:50
#63
Provo a rispondere alla domanda di Fausto "Secondo voi perche i diretti interessati sono cosi latitanti"?
A mio avviso per paura di esporsi, perché temono di ricevere le solite critiche "preconfezionate" del tipo "pensi solo a vendere e non ai ragazzi che muoiono"... o cose del genere.
A questo scopo penso sia veramente fantastico l'articolo di Enzo (Due storie moderne, http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=6864) che coinvolgendo emotivamente il lettore gli fa vedere anche l'altra faccia della medaglia!

Inserito da Enzo Zappalà

il 27 settembre 2010 alle 06:40
#64
@Fausto e Larry,
il discorso si fa ampio e complesso. Provo a dare qualche ragione, prima terra-terra e poi un po' più profonda. Innanzitutto, per scrivere in questo sito bisogna iscriversi e questo già limita moltissimo il numero dei commentatori (Fil mi ha spiegato più volte le ragioni più che sensate), poi bisogna ... scrivere e spesso i produttori non hanno tempo o non amano troppo mettersi alla tastiera. Inoltre a molti risulta difficile esprimere le proprie opinioni per paura di fare brutta figura o di dire cose banali e sbagliate (non capita solo qui). In effetti, ricevo molti più commenti sulla posta personale, dovuti proprio a queste ragioni "semplici". Ma sarei falso se dicessi che il problema sta solo qui. No di certo. Come dice Larry molti hanno paura di esporsi, altri hanno paura di andare contro quella che sembra la linea d'azione (un po' troppo comoda) di molti giornalisti, che preferiscono rifarsi alle sole frasi fatte: "bere consapevole, "in attesa di nuovi risvolti", "cambiare le abitudini del bere", e via dicendo. Ricordiamoci che molti di questi giornalisti sono gli stessi che giudicano freddamente i loro vini, con punteggi o a parole, a volte distruggendoli sulle guide e sui numerosissimi blog. Anche quella "comoda" abitudine ha creato (anche se oggi fortunatamente le cose cominciano a cambiare) un senso di paura dei produttori, spesso "ricattati" moralmente e psicologicamente dai loro giudici. In altre parole, è meglio tenerseli "buoni" che non rischiare attacchi pesanti per le loro vendite. Molti mi dicono: "dobbiamo vendere e dobbiamo avere pazienza". Questa remissione continua in parte anche sul problema dei controlli stradali. Vi è già una crisi profonda, ci mancherebbe ancora essere presi di mira dalla stampa perchè istighiamo a bere per vendere!
Fortunatamente è uscita allo scoperto la FIVI che non ha avuto alcuna paura, anche perchè molti dei suoi membri e soprattutto dirigenti hanno una tal fama raggiunta da metterli al di fuori dei giochi un po' vili dei dispensatori di bicchieri, stelle, bottiglie, corone, tappi, capsule, e chi ne ha più ne metta. Quale giornalista penserebbe mai di poter ricattare con i suoi giudizi i vini di Charrere, o di Bucci o di Walter Massa? In questo caso, la figuraccia ce la farebbero loro e quindi è meglio che seguano le regole. Un gioco, quindi, molto articolato e sfaccettato, in cui si mischiano paure, reticenze, voglia di emergere, ecc. A Milano vi erano molti produttori presenti, ma le domande finali e i commenti, spesso improntati alle solite frasi fatte e che non fanno mai male, ma regalano quell'aria impegnata e seriosa tipica di molti operatori della carta e del web, sono state fatte quasi soltanto da questi ultimi. La stessa FIVI ha dovuto affrontare una riunione in cui si dovevano mischiare luoghi comuni (il vino fa bene, i giovani bevono superalcolici, bere consapevole,...) perchè un attacco diretto all'etilometro, senza un po' di contorno, sarebbe stato controproducente. E qualche girnalista presente non è riuscito a capirlo e si è detto annoiato per i luoghi comuni che poi sono gli unici che loro stessi mandano avanti per non prendersi responsabilità. Come avevo già detto altre volte: "perchè la ricerca sull'etilometro l'ha fatta un astrofisico qualsiasi e non un giornalista che ha molti più mezzi a disposizione?". Perchè non è abbastanza intelligente o perchè vuole vivere in pace con le sue polemicuccie e i suoi voti? Questo insieme di situazione ha creato un clima di remissione, di paura, di vigliaccheria a volte. Doppia lode quindi alla FIVI!
Invece chi non mi convince per niente sono gli enotecari e soprattutto i ristoratori. Loro non fanno vini, ma li vendono soltanto. E adesso rischiano anche di comprarsi delle patacche "salate" che dovrebbero aiutare nel solito "bere consapevole" trito e ritrito. Perchè non dicono qualcosa loro? Perchè non si ribellano o almeno si fanno sentire? Hanno sicuramente più tempo di scrivere dei produttori. Eppure, silenzio, silenzio e silenzio... E nei ristoranti si beve sempre meno. Cosa sono dei masochisti?
Ecco, proprio su questi, vorrei sentire il vostro parere...
Infine, noi stiamo qui a discutere del bere consapevole, quando si sa benissimo che gli amanti del "vero" vino lo fanno già da sempre (chi mai si ubriacherebbe con un vino di Charrere, di Massa, di Bucci o di Fausto?). Il vino è piacere assoluto, non ricerca di ebbrezza stupida e mediatica, mentre il gregge di ciclisti viaggia senza segnali, attraversa SEMPRE col rosso (come le moto), passa a destra, si allarga sulla strada e vive nel buio del tunnel e del pensiero. Ma loro fanno sport e rappresentano il lato sano delle persone!

Inserito da Larry Loffari

il 27 settembre 2010 alle 13:46
#65
Non so per i ristoratori, forse può valere un discorso simile agli altri, del resto anche loro hanno dei clienti... è ovviamente una mia opinione.

Come dicevamo in un altro post forse affinché la gente non abbia più paura di ragionare criticamente bisognerebbe presentare una soluzione concreta ed alternativa che non solo permetta di bere responsabilmente, ma al tempo stesso protegga gli individui a rischio più di quanto faccia l'etilometro ora. Del resto gli incidenti sono calati, ma purtroppo ce ne sono ancora tanti. In questo modo nessuno (penso... anzi spero!) avrebbe più niente da ridire!

Inserito da Enzo Zappalà

il 27 settembre 2010 alle 14:32
#66
caro Larry,
tu dici bene. A parte l'utilizzo del riflessometro o quantomeno l'analisi dei riflessi psico-fisici (già attuabili), direi che dovrebbero pensarci anche un po' i diretti interessati, siano vignaioli, enotecari, ristoratori, giornalisti del settore. Dobbiamo proprio dargli tutto su un piatto d'argento? Si muovano alla fin fine!! Il mestiere di Don Chisciotte alla lunga stufa! Si creino comitati, riunioni. Si finanzino studi, contatti, alternative. Quando si vuole fare pubblicità i soldi ci sono sempre, ma per queste cose nessuno sa mai cosa fare... A parte la FIVI chi si è mossa? Ricordiamoci che il capo dell'ONAV è il tuttologo televisivo Giorgio Calabrese che imperversa alla TV e che potrebbe dare un contributo essenziale alla questione essendo un medico. E invece? Silenzio e solo silenzio, pur essendo stato eletto "personaggio dell'anno dell'enogastronomia". Ma stiamo scherzando? I membri dell'ONAV non bevono mai? Il vino se lo raccontano soltanto? E l'AIS e le altre associazioni? Dove sono finite? E' meglio che stia tranquillo, se no....

Inserito da Larry Loffari

il 28 settembre 2010 alle 23:39
#67
Sì, purtroppo condivido il disappunto. Per non parlare di tutte quelle persone che ti dicono "ah no, l'etilometro ci vuole perché bla bla e bla bla..." e poi appena si beccano la relativa sanzione si lamentano a non finire e cercano subito se esiste il modo di fare ricorso... bella coerenza.

Tornando al discorso principale, provo a buttare lì un esempio, il primo che mi viene in mente. Se ci fosse anche solo una sorta di fascia oraria protetta (riservata magari a chi ha già la patente da qualche anno, non è alcolizzato e soprattutto a chi rispetta i limiti di velocità) nella quale se corrispondi ai requisiti puoi scegliere di non sottoporti all'etilometro ma di fare test psicofisici... giusto qualcosa che consenta a chi si è bevuto qualche bicchiere di vino al ristorante o ad una degustazione ed è in grado di farlo di tornare a casa senza mille paure... forse potrebbe venire considerata come un invito al bere (e soprattutto al guidare) in modo responsabile e non come un potenziale pericolo.

Inserito da Enzo Zappalà

il 29 settembre 2010 alle 06:26
#68
caro Larry,
la tua idea in principio non mi dispiace affatto! D'altra parte quando i "bevitori" di vino da ristorante vanno a casa, inizia appena l'ora dello sballo. Forse basterebbe la fascia oraria e non ci sarebbero più bisogno di altre discriminazioni. Come in fondo si fa già perle zone a traffico limitato, per i parcheggi e cose del genere.
Direi che fino all'una di notte vale la dascia "riflessi" e dopo scatta quella della prova del sangue (l'etilometro comunque DEVE essere eiminato perchè è una frode e non è giusto che nemmeno uno che esca molto tardi sia colpito ingiustamente. Al limite lo si può usare per farsi un'idea, ma NON PER CONDANNARE. Solo il sangue può farlo e poi ci sarebbe ancora da parlarne...) Prova del sangue comunque eseguita dopo aver guardato anche i riflessi. Agli "sballati" basterebbe e avanza la prima... Se ne accorgerebbe anche una gallina...
Purtroppo, questo tipo di comportamento ha un gravissimo "handicap": porterebbe molti meno soldi allo Stato, alla Draeger e quindi... Chi potrebbe volerlo mai? I risultati sarebbero almeno uguali per la salute, ma ben più positivi per la democrazia. Democrazia, democrazia...è un nome che non mi suona nuovo...Ma non ricordo più che cos'è veramente...

Inserito da Larry Loffari

il 29 settembre 2010 alle 13:39
#69
Sì, certo! Sono d'accordissimo sul fatto che l'etilometro non dovrebbe essere mai usato per condannare, in nessun caso.

La mia idea andava nella direzione di raggiungere questo obiettivo iniziando con il costruire una piccola base comune su cui potessero confluire molti appassionati, ristoratori, associazioni e soprattutto tutti fossero stimolati a dare il loro apporto mediatico, per coinvolgere più persone possibile e convincerle che si tratta di una giusta causa.
Poi è chiaro che è solo un piccolo mattoncino, ma poi chissà... che sul primo mattoncino qualcuno dopo non ne riesca a mettere con più facilità un secondo... e poi un terzo...

Inserito da Fausto De Andreis

il 30 settembre 2010 alle 08:25
#70
Anche a babele mettevano un mattoncino qua e uno la , ma il risultato
non fu dei migliori.
Non sta a noi trovare soluzioni riguardo definizione e determinazione dello
stato di ebbrezza e tantomeno determinare l’idoneità alla guida di una persona,
vi sono gli organi preposti che dovrebbero già aver definito i requisiti
necessari per poter ottenere la patente e quindi condurre un mezzo.
Con questi parametri non e impossibile attrezzare le macchine della
polizia con una postazione di controllo a bordo macchina dove il controllato
deve superare una serie di test , dai riflessi,a prove di guida etc etc.
In questa maniera,viene veramente controllata l’idoneità alla
guida, verrebbero pescati anche i così detti ciucchi a tasso zero, le patenti
facili, i fuori per droga, per medicine etc etc, e poi sarebbe molto più
umano e più accettato, il "ti punisco perche non sei in grado di guidare e
sei alla guida” che “il ti punisco e ti rovino perche l’etilometro
a detto hai 0,51 (forse) di alcol nel sangue e potresti non avere i requisiti
per guidare” .Per vincere una causa non e necessario essere in molti,
bisogna solo dimostrare di aver ragione. Va da sè che una volta dimostrata la non
idoneità dell’etilometro e informata la magistratura e le ffoo, chi lo utilizzasse ancora commetterebbero un reato.
E si potrebbero anche eseguire azioni retro attive: chi sbaglia deve pagare, non solo i cittadini!

Inserito da Enzo Zappalà

il 30 settembre 2010 alle 09:00
#71
caro fausto,
potrei dirti che mattone su mattone si sono anche costruite le Piramidi e le grandi cattedrali. Tuttavia, capisco perfettamente ciò che vuoi dire. Non starebbe a noi, ma nemmeno la ricerca sull'etilometro era un nostro compito... Purtroppo l'apatia dilaga e la paura con essa. Perfettamente d'accordo su dare un chiaro segno alle FFOO e alla Magistratura. Devono sapere, per non potere dire: "nessuno ci ha avvertito ed eravamo in buona fede". Penso, comunque, che questo sia compito di una grande organizzazione come la FIVI e non di persone singole come noi. D'altra parte nessuno al di fuori di questa realtà vinicola vuole muoversi e non farmi ripetere lo scoramento di fronte a categorie di operatori e di giornalisti che fingono di non sentire... Ah già!! ma adesso è il momento delle guide e loro hanno sempre la precedenza: i problemi del vino si risolvono con i punteggi e le dicussioni che lasciano il tempo che trovano... Cose ben più importanti dell'etilometro sono all'attenzione dei "soliti" addetti ai lavori....

Inserito da Mario Crosta

il 28 novembre 2010 alle 14:14
#72
Questa e' la posizione ufficiale di Enotime, il magazine on line per cui ho l'onore di curare una rubrica sull'Est Europa: http://www.enotime.it/zoom/default.aspx?id=3963
Spero che quanto scritto sia gradito e serva alla causa. In bocca al lupo!

Inserito da Enzo Zappalà

il 28 novembre 2010 alle 17:09
#73
caro Mario,
non capisco come mai sia stato inserito il mio documento (preparato solo e soltanto da me) senza alcun riferimento specifico. Va bene lavorare per la causa, ma approfittare del lavoro degli altri come fa enotime senza citare la fonte mi sembra molto grave... Comunque ho deciso di percorrere altre strade e in modo del tutto personale... Anche la FIVI si è dimostarta uno struzzo che pensa solo ai propri interessi (di pochi capi)... Mi spiace, ma il mondo del vino è proprio plagiato e dominato da persone piccole, piccole... Non fa per me. meglio il vino e pochi veri amici!

Inserito da Mario Crosta

il 28 novembre 2010 alle 17:28
#74
Non gliel'ho certo mandato io quel documento a Fabrizio Penna, direttore di Enotime, percio' non posso certo rispondere io del mancato riferimento specifico, che probabilmente gli e' sfuggito e quindi non giudico "molto grave". Ti suggerirei di scrivergli pero' subito (f.penna@enotime.it) e di chiedergli di inserire nella frase introduttiva il riferimento specifico a te che lo hai preparato, cosa che fara' senz'altro immediatamente perche' ha gia' sposato le tue tesi e percio' non avra' difficolta' alcuna a presentarle al meglio indicandone l'autore. Ti auguro una maggior fiducia nelle persone, perche' nessuna battaglia e' mai stata vinta da un solo essere umano.

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Astrofisico per 40 anni, ho da sempre coltivato la passione per il vino e per il mondo che lo circonda. Vedo di traverso la seriosità che...

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