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Benvenuto Brunello 2008, il report

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Solitamente i Santi che tutti vorrebbero avere sono senz'altro in paradiso, ma altri "Santi" vissero e dimorano ancor oggi a Montalcino. Ovviamente sono i Santi del Brunello. Quasi alla fine dell'Ottocento, da una felice intuizione del garibaldino Ferruccio Biondi Santi, nacque il Brunello di Montalcino. Un vino divenuto mito, che oggi occupa le posizioni di vertice nel mondo del vino. Ma la sua ascesa non è stata così facile come si pensa. Da quella bottiglia datata 1888, una pietra miliare del vino toscano, sono seguiti i tempi duri e bui, prima della fillossera e poi quelli ancor più nefasti del periodo bellico. La lenta e difficile ricostruzione di case e delle attività agricole a Montalcino negli anni Cinquanta, portò gran parte dei suoi abitanti ad emigrare. Per merito d'alcuni produttori come i Santi e i Colombini, decisi sostenitori della qualità del vino locale, iniziò il lento ma graduale riscatto che condusse Montalcino all'attuale prosperità. Dal vino ha tratto la sua forza economica. Un esempio (tra i pochi al mondo) di come l'agricoltura può dare un reddito anche maggiore dell'industria, ma con effetti sull'uomo e sull'ambiente, indubbiamente migliori. E'stato il primo dei sette Docg toscani ad esserne insignito. Da alcuni decenni, per la sua elevata qualità che ne ha creato un'esclusiva immagine, legandola saldamente al territorio e l'opera fattiva del suo Consorzio, il Brunello di Montalcino ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti internazionali, che ne fa oggi uno dei pochi grandi vini di fascia alta, che non è toccato dalla crisi che serpeggia purtroppo nel settore.

La Manifestazione

Ma veniamo a Benvenuto Brunello 2008, una manifestazione d'assoluto rilievo internazionale, che richiama ogni anno, oltre il meglio della stampa (specializzata e non) mondiale, buyer, operatori del settore, enogastronomi, enoturisti, curiosi e, pensate, anche dei VIP. Nella grande tensostruttura allestita all'interno della Fortezza di Montalcino, nei giorni 22 e 23 febbraio, circa 200 giornalisti provenienti da tutto il mondo, sono stati invitati a valutare l'annata 2003 di Brunello di Montalcino, nonché (per chi ce l'ha fatta) il Rosso di Montalcino 2006 e, potendo, i Moscadello e i Sant'Antimo. Una kermesse oltremodo impegnativa, che li ha messi a dura prova, pensando che totalmente i vini in degustazione erano ben 351, di cui 178 Brunello di Montalcino tra quelli d'annata, selezione e Riserva, 141 Rosso di Montalcino, 7 e 25, rispettivamente di Moscadello di Montalcino e Sant'Antimo.

I Vini

Puntualizzando che i Brunello di Montalcino 2003 li abbiano assaggiati tutti nell'arco dei due giorni, ovviamente, ci è rimasto il tempo necessario per assaggiare solo parzialmente, i vini delle altre tipologie. Dalle nostre personali valutazioni, sono emerse le seguenti considerazioni. Considerando l'annata 2003 buona, ma con un andamento climatico con temperature elevate e dei periodi siccitosi, i vigneti situati in posizioni collinari più alte, ne hanno sofferto meno, dando in generale, vini di maggior freschezza e con profumi più compositi. Mentre da vigneti posti in condizioni opposte, hanno (in generale) presentato profumi più intensi ma un po'opulenti, corpo e alcolicità maggiori, ma poco o limitatamente freschi, più o meno sapidi. A tutto questo, vanno aggiunti l'età dei vigneti, le tecniche di vinificazione e d'affinamento adottate. Ecco le nostre valutazioni: cinquantuno di un livello ottimo, trentanove sul molto buono, ventitre sul buono, trentasei sul medio-buono e i restanti ventinove sul discreto. Quelli di maggior qualità ed armonia, presentavano un color rosso granato intenso, un bouquet intenso e persistente, fine, ampio, composito e (sentori fruttati, speziati con note di tabacco, cacao e goudron) discretamente boisé, dal sapore secco, sapido, giustamente o ancora un po' troppo astringente, caldo, di buona struttura e continuità, dal retrogusto netto che richiama le note olfattive. Seguono nell'ordine: i 39, simili ma leggermente disarmonici per limitata freschezza ma, molto sapidi, dall'intenso e fine profumo, dal sapore secco ma morbido, caldo, leggermente tannico, di buon corpo e continuità. Poi i 23 dal colore granato non molto intenso, dall'intenso profumo fruttato e speziato con note piacevolmente boisé, e dal sapore abbastanza equilibrato, cosi come per la struttura e persistenza. Quelli giudicati medio-buoni, presentavano un colore rosso granato più scarico o, come in alcuni casi, rosso rubino, dal bouquet intenso ma poco ampio, dal sapore discretamente armonico. Mentre i restanti 29, presentavano caratteristiche molto attenuate e meno fini rispetto ai precedenti, in particolare al naso (troppo boisé, e note vegetali) e al sapore (un po' magri e tannici o un po' piatti e poco persistenti).


Calici di Brunello in degustazione.


Gli altri vini

Valutando parzialmente i Rosso di Montalcino 2006, li abbiamo trovati molto validi, dotati di ottimi colore e struttura, profumi ampi, fini e fruttati, con valutazioni che spaziavano dal buono all'ottimo. Da ottimo (3; buono 2) a discreto (2) i Moscadello di Montalcino. Ci scusiamo invece per i Sant'Antimo, in quanto ne abbiamo assaggiato solo un terzo, di cui gran parte sul buono.

Cena di Gala

In serata, giornalisti, buyer e produttori, sono stati accolti con signorilità e simpatia dal Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Francesco Marone Cinzano nella grande sala dell'enoteca del Castello di Poggio alle Mura per l'aperitivo di benvenuto. Alle ore 20, in varie sale del Castello è stata servita una cena d'autore con piatti firmati da Guido Haverkock, chef stellato del ristorante Castello Banfi di Montalcino, abbinati da pregiati vini di varie tipologie dei produttori presenti, serviti da impeccabili sommelier.

L'assegnazione del Leccio d'Oro 2008

Nello storico Teatro degli Astrusi, colmo all'inverosimile, sono stati premiati da Francesco Marone Cinzano, dal sindaco di Montalcino Maurizio Buffi e da altre personalità, ai personaggi che hanno contribuito a valorizzare e diffondere il Brunello di Montalcino nel mondo. Quest'anno la commissione ha selezionato un ristorante, un'osteria e un'enoteca. Ecco, nell'ordine, i premiati con l'ambito Leccio d'Oro 2008: La Francescana, rinomato 2 stelle Michelin di Modena, con ai fornelli lo chef Massimo Bottura ed il sala il sommelier Giuseppe Calmieri. La fornitissima cantina con 800 etichette per 6000 bottiglie, di cui una cospicua scelta di Brunello di Montalcino. Il Bru. sta (sigla che sta per Brunellista), un'osteria nel centro di Tokio che richiama in tutto Montalcino, gestita da Tsunashige Nishiyama, un giovane giapponese innamorato del Brunello, dove si trova il 70% di etichette di Montalcino, con 60 produttori diversi. Infine l'Enoteca Costantini di Roma, che vanta una selezione di oltre 4000 vini, dove nel suo caveau oltre i grandi francesi, troneggiano numerose e prestigiose annate di Brunello di Montalcino. Altri importanti riconoscimenti: Il Premio alla Carriera a John Mariani, fondatore della griffe del Brunello Castello Banfi, e a Carlo Ferrini Enologo dell'Anno. Tra i personaggi di spicco invitati, l'Onorevole Damiano, Ministro del Lavoro.

Cinque Stelle all'annata 2007

Dallo stesso palco, il Presidente Francesco Marone Cinzano e il direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino Stefano Campatelli, tra gli applausi del pubblico, hanno proclamato il 2007 un'annata da cinque stelle.

La posa della Piastrella

Come ormai e d'obbligo, ogni anno con l'assegnazione delle stelle all'annata, c'è stata la posa sulle mura del duecentesco palazzo comunale, di un'artistica formella opera del designer Roberto Gioito, raffigurante un cuore che cinge il territorio di Montalcino, dove spiccano una mignon di Brunello e un modellino della fiat 500, nonché cinque stelle e l'anno. A deporla sul muro, l'Amministratore della Fiat Marchionne, alla presenza dell'Onorevole Damiano, Ministro del Lavoro, del sindaco di Montalcino Maurizio Buffi, del direttore e del presidente del Consorzio Stefano Campitelli e Francesco Cinzano Marone, di altre autorità locali.


Marchionne mentre pone sul muro l'artistica formella.


Un altro evento

A fianco della salita che porta alla Fortezza di Montalcino, sede della manifestazione Benvenuto Brunello, ha stazionato per alcuni giorni lo stand della Fiat con la nuova 500 premiata come auto dell'anno. Un primato che si accomuna all'eccezionale annata per celebrare il Brunello 2007, che uscirà in commercio il 1° gennaio del 2012. Infatti, a firmare l'artistica formella del designer Roberto Gioito, è stato Il Centro Stile Fiat.

Organizzazione & ospitalità

Ottimali la sede della manifestazione, la postazione delle degustazioni, l'ospitalità alberghiera, i buffet nella pausa delle degustazioni. Inoltre, la cortesia ed efficienza dei funzionari del Consorzio, in particolare della d.ssa Marta Ripaccioli e delle sue collaboratrici.

Sponsor

FIAT, Monte dei Paschi di Siena, TOSCANA Promozione, RCR Da Vinci Collection, Acqua PANNA, BANCACRAS, PULLTEX. S. PELLEGRINO.

Trend & Marketing

Metà del Brunello di Montalcino 2003, prima ancora di uscire sul mercato, e gia stato venduto. Un exploit di rilievo mondiale, tenuto conto che dei sette milioni di bottiglie prodotte in quest'annata, 3 milioni e mezzo sono già state collocate. A darne notizia il Consorzio del vino Brunello di Montancino che, avendo ricevuto dai produttori la richiesta di circa 3.500.000 fascette, vuol dire che altrettante bottiglie di Brunello sono state vendute o ordinate, in quanto le fascette sono richieste dai produttori quando la vendita e ormai sicura. Dei 7,1 milioni di bottiglie annue, il 60% è venduto all'estero.


Il Brunello & C. in cifre
(Fonte: Consorzio del Vino Brunello di Montalcino)

La produzione media annua di Brunello di Montalcino è di 7.100.000 bottiglie, secondo la qualità dell'annata.
La superficie complessiva vitata è di 3500 ettari.
La superficie vitata iscritta all'Albo del Brunello è di 2000 ettari.
Complessivamente sul territorio operano 250 produttori, di cui 200 imbottigliatori. Tutti i produttori (il 100%) sono iscritti al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.
Dimensione delle aziende: il 22% sono inferiori ad un ettaro, il 29% sono tra i e 3 ettari, il 15% sono tra i 3 e 5 ettari, un altro 15% è tra i 5 e i 15 ettari, il 9% sono tra i 15 e i 100 ettari, l'1% è sopra i 100 ettari; il 9% sono imprese esclusivamente commerciali. Principali Paesi importatori: USA 25%, Germania 10%, Svizzera 7%, Canada 5%, Inghilterra 3%, Giappone 3%, il resto è distribuito in circa 60 Paesi. Il restante 40% è consumato in Italia, in prevalenza: Toscana 7%, Nord Italia 8%, Centro Italia 5%, Sud Italia 1%, Montalcino 17%, di cui l'8% con vendita diretta in azienda. Attualmente un ettaro di vigneto di Brunello di Montalcino, si aggira sui 500.000 euro.

La produzione media annua di Rosso di Montalcino è di 5.500.000 bottiglie, mentre la sua superficie vitata è di 250 ettari.
La produzione media annua di Moscadello di Montalcino è di 80.00 bottiglie, mentre la sua superficie vitata è di 50 ettari.
La produzione media annua di Sant'Antimo è di 700.000 bottiglie, mentre la sua superficie vitata è di 900 ettari. Il giro d'affari: nel 2007 il distretto del vino di Montalcino ha raggiunto un business di circa 120 milioni di euro.

I Produttori

Marchesato degli Aleramici, Mastrojanni, Maté, Mocali, Molino di Sant'Antimo, Montecarbello, Pacenti Franco-Canalicchio, Palazzo, Pecci Celestino, Pian dell'Orino, Pian delle Querci, Pian delle Vigne, Piancornello, Pietroso, Pinino, Piombaia, Podere Trizio-Roberto Bellini, Podere Canalino, Podere La Vigna, Podere Paganico, Poggio Antico, Poggio dell'Aquila, Querce Bettina, Quercecchio, Renieri, Ridolfi, Santa Lucia, San Filippo, San Lorenzo, San Polino, San Polo, Sancarlo, Santagiulia, Sassodisole, Scopone, Sesta di Sopra, Sesti, Solaria, Siro Pacenti, Villa I Cipressi, Talenti, Tassi, Tenimenti Angelini, Tenuta Caparzo, Tenuta Crocedimezzo, Tenuta di Collosorbo, Tenuta di Sesta, Tenuta Greppone Mazzi, Tenuta La Fuga, Tenuta La Torraccia, Tenuta Le Potazzine, Tenuta Oliveto, Tenuta San Giorgio, Tenuta Vitanza, Tenute Niccolai-Podere Bellarina, Tenute Silvio Nardi, Terralsole, Terre Nere, Tiezzi, Tornesi, Uccelliera, Valdicava, Vasco Sassetti, Ventolaio, Verbena, Villa a Tolli, Villa Le Prata, Villa Poggio Salvi, Abbadia Ardenga, Agostina Pieri, Agricola Centolani-Tenute Friggiali e Pietranera, Altesino, Argiano, Baccinetti, Banfi, Barbi, Baricci, Batoli Giusti-Tenuta Comunali, Belluria, Belpoggio, Bolsignano, Brunelli, Casigliano, Campogiovanni, Canalicchio di Sopra, Canneta, Cantina di Montalcino, Cantine Bonacchi, Capanna, Capanne Ricci, Caprili, Casanuova delle Cerbaie, Casisano Colombaio, Castelgiocondo, Castelli Martinozzi, Castello di Velona, Castello Romitorio, Castello Tricerchi, Castiglion del Bosco, Ciacci Piccolomini d'Aragona, Citille di Sopra, Col di Lamo, Poggio Il Castellare, Col d'Orcia, Collisole, Collelceto, Collemattoni, Corte Pavone, Cupano, Donatella Cinelli Colombini, Donna Olga, Fanti, Fattoi, Ferrero, Ferro, Fornacella, Fornacina, Fossacolle, Fuligni, Gianni Brunelli-Le Chiuse di Sotto, Il Colle, Il Forteto, Il Marroneto, il Palazzone, Il Paradiso di Manfredi, Il Poggiolo, Il Poggione, Il Valentiano, Innocenti, L'Aietta, La Campana, La Colombina, La Fiorita, La Fornace, La Fortuna, La Gerla, La Lecciaia, La Magia, La Mannella, La Palazzetta, La Poderina, La Rasina, La Serena, La Togata, La Velona-Monade 90, Lombardi, Lazzeretti, Le Chiuse, Le Gode, Le Macioche, Le Presi, Lisini, Lucani.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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