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Viaggi enogastronomici

Vernazza e gli enoeroici dello Sciacchetrà

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Arriva solo nel 2010 la prima edizione: "I vini Cinque Terre DOC" in due giornate nella ex chiesa dei Frati, accanto al Comune, in uno dei posti più belli della nostra costa ligure. Lo organizza l’Associazione culturale Cinque Terre con il Comune di Vernazza e il patrocinio del Parco Nazionale delle Cinque Terre. Nel chiostro accanto alla chiesa, sede del Comune, sono esposti i vini di cinque – sei produttori per volta. Nella chiesa accanto si tengono gli assaggi guidati, condotti da Franco Bugliani dell’Onav di La Spezia e le conferenze sul territorio e i suoi prodotti. Il luogo è incantevole, con le bifore che danno sul mare e sul porto di Vernazza, con le case colorate a tinte dolci gialle, rosa, azzurre e bianche, le due torri dei castelli antichi e i vigneti sparsi lungo la collina sui muretti a secco che sono lunghi come la muraglia cinese. Il tempo oggi è variabile, ma sostanzialmente ventilato e ogni tanto spunta qualche sprazzo di sole e di azzurro tra la nuvolaglia che viaggia in alto sopra di noi. Sono qui con Gabriella, Anna e Chito.

Domenica 30 maggio 2010

Da Chiavari a Vernazza sono una cinquantina di minuti, in treno, in compagnia di Gabriella e dei nostri amici. Poco dopo le undici scendiamo alla stazione e di qui in un attimo siamo sul porto, lungo la via stretta che dalla piazzetta porta all’imbocco del porto fino alla bella Chiesa di Santa Margherita di Antiochia, di origine romanica. Dopo un breve giro tra la folla che comincia ad essere numerosa, saliamo lungo una stradina interna fino al Comune, dove si tiene la manifestazione.
Ci aspetta il Presidente dell’Associazione culturale Cinque Terre Alessandro Villa, che ci tiene a raccontarci gli avvenimenti della giornata inaugurale di ieri pomeriggio, quando si è parlato di qualità dei vini delle Cinque Terre e dei vitigni autoctoni e tradizionali, delle tecniche di vinificazione con i consigli dell’enologo e del rapporto tra produttori e mercato locale, con la focalizzazione sui ristoratori ed enoteche che si adoperano per diffondere e far conoscere alla clientela i vini locali. Purtroppo, dice Alessandro, non si fa ancora abbastanza in questo senso. Occorrerebbe una maggiore sinergia tra le forze locali per dare veramente sviluppo a questa voce. Ci vuole tempo, dedizione e lungimiranza da parte di tutti. Come dice uno dei produttori “una noce da sola nel sacco non fa rumore”. Occorre unirsi, collaborare e fare gruppo per essere competitivi con prodotti di qualità elevata e di quantità limitate.
Dopo un’occhiata nel chiostro e alcuni assaggi di bianco secco inizia in Chiesa la presentazione delle aziende iscritte nella lista di oggi.
La prima è l’Azienda Albana La Torre di Maria Bechi. È una musica per le mie orecchie sentirla parlare in maniera così poetica e innamorata delle vigne che si arrampicano sulle colline bagnate dal mare. Della terra arida e scogliosa che racchiude in poco spazio le poche vigne sopravvissute alla fillossera di fine ‘800. Oggi si combatte giorno dopo giorno col territorio e quell’ettaro di vigna richiede tempo, voglia, impegno e risorse economiche. Loro fanno anche bianco secco ma il loro prodotto di punta è lo Sciacchetrà, che però si fa solo quando l’annata ha dato le uve migliori, altrimenti il vino sarà solo bianco. Da un po’ stanno anche cimentandosi con un loro rosso da uve Grenache e Aleatico dell’Elba, ma per ora la produzione è limitata ad un uso esclusivamente famigliare.
L’Azienda Cantine Litan dal 2006 produce in tutto meno di 4000 bottiglie su circa un ettaro di vigneto, di cui 3.000 di Bianco Cinque Terre e circa 700 di Sciacchetrà. L’azienda è condotta da tre soci / cugini che curano ogni aspetto della coltivazione e vinificazione nel tempo libero dai loro impieghi in ufficio.
L’Azienda Cantina Crovara di Manarola è al secondo anno di produzione per circa 1000 litri fermentati in acciaio. È una realtà microscopica che però mette tantissimo impegno e buona volontà in questa occupazione estremamente faticosa ma anche gratificante quando le cose vanno bene, come nell’ultimo anno.
Giacomo Cappellini, dell’Azienda Forlini Cappellini (Forlini è il cognome della madre, proprietaria dei terreni), con la sua imponente stazza e con la sua calma olimpica racconta in sintesi i venti anni di storia della sua realtà, quando per contare quelli che facevano vino si potevano usare le dita di una sola mano. Anche la loro realtà è piccolissima con circa un ettaro di vigneto per Bianco Cinque Terre e Sciacchetrà.
Ivan Giuliani dell’Azienda Giuliani e Pasini rappresenta una realtà più grande, con le loro centomila bottiglie da circa 20 ettari sparsi qua e là tra i confini di Liguria, Toscana ed Emilia. Hanno sviluppato reimpianti molto fitti nei circa 20 ettari di vigneto, con alberello modificato per il bianco Cinque Terre mentre hanno preferito la pergola per lo Sciacchetrà
Per ultimo Samuele Bonanini racconta la realtà dell’Azienda Possa di Riomaggiore. Lui preferisce il versante di marketing per ricordare l’importanza di queste manifestazioni che possono dare voce alle piccole realtà di quei produttori che fanno vini di nicchia con vitigni autoctoni (predilige essenzialmente Bosco e Albarola) che caratterizzano meglio il territorio. Ribadisce che la collaborazione delle Amministrazioni locali è molto importante, dai ristoratori alle enoteche, ai locali pubblici per promuovere la penetrazione dei vini nel territorio che è ancora ben lontano dall’assorbire buona parte della produzione vinicola locale. Delle cento mila bottiglie prodotte ogni anno il mercato assorbe meno di un terzo, nonostante i quasi due milioni di visite turistiche annue.
Alla fine della presentazione delle sei aziende di oggi inizia la degustazione guidata di quattro bianchi Cinque Terre e due Sciacchetrà, guidata da Franco Bugliani, che rappresenta l’Onav di La Spezia.
Dopo un volo pindarico sul territorio e le sue caratteristiche, Franco spiega che il Vermentino, pur essendo presente qui dalla fine del 1500, non viene considerato autoctono come il Bosco e l’Albarola. Ogni vino è diverso dall’altro perché ogni piccolo produttore ha i suoi metodi di coltivazione della vite, di raccolta, di appassimento delle uve, di vinificazione, inoltre ognuno ha appezzamenti orientati in modo diverso, a quote diverse e ciò influisce sulle caratteristiche organolettiche non solo di ogni produzione ma addirittura di ogni bottiglia.
Alla fine della degustazione di Franco ritorno nel chiostro per una degustazione personale degli Sciacchetrà presenti.
Il livello generale è altissimo, con prodotti tutti di eccellenza, tra i quali mi sono permesso di stilare la mia preferenza personale, tenuto conto della bottiglia assaggiata, delle condizioni climatiche della giornata, della temperatura e delle condizioni di assaggio.
È doveroso un plauso a tutti i produttori che hanno consentito questo assaggio e che meritano la nostra riconoscenza per il lavoro veramente eroico che ha consentito questo assaggio odierno.

Gli assaggi di Sciacchetrà:

Primo vino:
Azienda La Torre Sciacchetrà DOC 2006 di 13 gradi dal lotto L1 e bottiglia di 375 ml.
Colore: ambrato luminoso e pieno
Naso: sentori di frutta appassita, di albicocca matura, di mela
Bocca: si presenta pieno, armonico, gradevole, equilibrato, di lunga persistenza.
Punteggio personale: 17/20

Secondo vino:
Azienda Forlini e Cappellini Sciacchetrà DOC Riserva 2005 di 15,5 gradi dal lotto LEC330/09 e bottiglia di 375 ml. Residuo zuccherino attorno ai 196 g/l.
Il vino si ottiene da uva Bosco per il 70%, Albarola 15% e Vermentino 15%. Ffa un primo anno in acciaio, cui seguono due anni in legno ma prevalentemente scarico e infine altri due anni in acciaio per una chiarificazione finale. Non si fa filtraggio, non si aggiungono solfiti.
Colore: ambrato dorato e brillante.
Naso: sentori di uva passa, di frutta appassita, di miele
Bocca: è ancora molto fresco, pieno, di grande struttura, armonico ed elegante, molto lungo e con un piacevolissimo retrogusto di albicocca, mela, frutta matura.
Punteggio personale: 18/20

Terzo vino:
Azienda Litan Sciacchetrà DOC 2008 di 14 gradi dal lotto L2-10 e bottiglia di 375 ml.
Colore: paglierino dorato lievemente ambrato.
Naso: sentori vinosi delicati con lievi note di mandorla.
Bocca: è fresco, sapido, molto gradevole ed elegante, assolutamente non stucchevole.
Punteggio personale: 16/20

Quarto vino:
Azienda Bonanini Sciacchetrà DOC 2008 di 13,5 gradi dal lotto L1/2010 e bottiglia di 375 ml.
Il vino si ottiene da uva Bosco per l’80%, Rossese 10% e Altro 10%. Fa un primo anno in acciaio, cui seguono due anni in legno ma prevalentemente scarico e infine altri due anni in acciaio per una chiarificazione finale. Non si fa filtraggio, non si aggiungono solfiti.
Colore: ambrato dorato e brillante.
Naso: sentori di uva passa, di frutta appassita, di miele
Bocca: è ancora molto fresco, pieno, di grande struttura, armonico ed elegante, molto lungo e con un piacevolissimo retrogusto di albicocca, mela, frutta matura.
Punteggio personale: 18/20


Dopo la degustazione e due passi in centro è prevista la visita alla Cantina Cheo, l’unico produttore di Vernazza. Le sue vigne sono proprio sopra la cantina, sulla costa della collina di fronte. Si vedono bene i muri a secco e il trenino a cremagliera che porta le uve dalla vigna alla cantina nel periodo della raccolta, tra la fine di Agosto (dipende dalla stagione più o meno calda) e la fine di Dicembre (dipende da dove si decide di fare appassire, e per quanto tempo, i grappoli per lo Sciacchetrà).
La cantina è nuova, ricavata da un vecchio capannone che è stato demolito per lasciare spazio a questo locale ben coibentato e ben aerato dove il bianco fermenta e poi riposa in recipienti di acciaio a temperatura controllata, dove Cheo fa anche un po’ di rosso da un vitigno che forse aveva portato la nonna triestina e che sembra assomigli molto al Refosco dal peduncolo rosso (la nonna lo chiamava “gambu russu”).
Di Cheo assaggio tre vini il bianco base, il bianco più di classe e il rosso.

Primo vino.
Cheo Cinque Terre DOC 2009 Vermentino Bosco Piccabun di 13,5 gradi dal lotto L 1-10.
Ne ha fatto 4.200 bottiglie.
Il colore è un giallo paglierino brillante con lievi riflessi verdognoli. Al naso presenta una bella pulizia con note minerali intense e persistenti. In bocca è fresco, di buona acidità, armonico, equilibrato, pieno. Al retrogusto si avverte la piacevolezza della mandorla verde.
Gli do 16 punti su 20.

Secondo vino.
Perciò il nome del vino, un Cheo Cinque Terre DOC 2009 Vermentino Bosco Piccabun di 13,5 gradi dal lotto L 2-10.
Ne ha fatto 10.000 bottiglie.
Il colore è un giallo paglierino vivo e luminoso. Al naso è pieno, pulito, con note minerali e balsamiche. In bocca è intenso, sapido, di buona struttura con una mandorla verde in retrogusto molto lunga e persistente.
Gli do 17 punti su 20.

Terzo vino.
Golfo dei Poeti, Rosso Cheo IGT 2008 di 13,5 gradi dal lotto L 1-10. un Refosco dal peduncolo rosso con una lunga storia famigliare alle spalle.
Ne ha fatto 1.250 bottiglie.
Il colore è un rubino intenso con riflessi granata. Al naso presenta una nota vinosa marcata, con note di vaniglia e frutta rossa matura e un leggero sentore speziato. In bocca ha una buona acidità, è caldo, armonico, lungo e persistente. Al retrogusto si avverte il mirtillo e poi anche la ciliegia e la prugna rossa fresca.
Anche al rosso do 17 punti su 20.

Alla fine della giornata facciamo ancora due passi con Anna e Chito per ammirare il centro di Vernazza dal loro terrazzino a due passi dal mare e per una visita alla Chiesa di Santa Elisabetta di Antiochia e alla gelateria in centro per ammirare le foto della mareggiata di qualche anno fa che ha spazzato via parte del molo e delle barche ancorate.
Tra le quattro e le cinque torniamo in stazione per il treno che in un’oretta ci riporta a Chiavari.

Queste le aziende che hanno presentato i loro vini nel chiostro della chiesa e nelle degustazioni guidate nelle due giornate:

           Azienda                                                               Sede
Cooperativa agricola Cinque Terre           Riomaggiore località Groppo
Azienda Valter De Battè                               Riomaggiore
Azienda Cantina dei Tobioli                        Manarola
Azienda Arrigoni Riccardo                           La Spezia
Azienda Begasti                                             Monterosso al Mare
Azienda Burasca                                            Manarola
Azienda Buranco                                            Monterosso al Mare
Azienda Cheo                                                  Vernazza
Cooperativa Sentieri e Terrazze                  Riomaggiore località Groppo
Azienda Campogrande                                 Riomaggiore
Azienda Giuliani e Pasini                              Riomaggiore
Azienda Forlini Cappellini                             Manarola
Azienda Sassarini                                           Monterosso al Mare
Azienda Possa di Samuele Bonanini          Riomaggiore
Azienda La Polenza                                         Corniglia
Azienda Cantina Crovara                                 Manarola
Azienda Albana La Torre                                 La Spezia località Campiglia
Azienda Cantine Litan                                     Riomaggiore

Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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