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Viaggi enogastronomici

Chiavari: Vino e cose buone

di Luigi Bellucci

MappaArticolo georeferenziato

Mi sono goduto tutta la giornata a Chiavari per la prima edizione di "VINO ... naturalmente ... VINO". Lo hanno organizzato Biowine con la F.I.S.A.R e il patrocinio del comune di Chiavari. Si è svolto nella tensiostruttura all’interno del giardino di Palazzo Rocca, sul lato monte di Piazza Matteotti, la vecchia Piazza delle Carrozze, quella dove oggi c’è il monumento a Garibaldi. Erano quattro le file di banchi, con una trentina di produttori. Uno anche dalla Champagne francese. Gli altri, in maggior parte, da tre regioni: Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna. Alla fine della visita mi sono rilassato in giro per Chiavari, alla ricerca di luoghi della tradizione e del gusto. per ritrovare sé stessi e il proprio spirito.

Domenica 23 maggio 2010

Il tempo oggi è finalmente bello, l’aria è fresca e sono qui con Gabriella, Letizia e Piero. Chi assaggia sono solo io. Loro a quest’ora non sono proprio abituati a ingurgitare alcolici, perciò mi tengono compagnia nella passeggiata tra i banchi.
Sono vini molto spesso biologici o quasi biodinamici. Generalmente ben fatti, anche se non proprio a livello di eccellenza, a parte qualcuno che si distingue sugli altri.
C’è di tutto, bianchi, qualche rosato, rossi, due o tre bollicine e molti passiti o simili, quelli davvero sorprendenti per equilibrio, piacevolezza e struttura zuccherina in bocca.
Assaggio qualcosa dalla zona di Montalcino, qualche vino dell’Azienda Agricola Campi di Fonterenza di Francesca Padovani e qui assaggio anche il suo olio, di buona fattura con un bel fruttato verde, fresco e gradevole. Poi mi sposto in Alta Irpinia per i vini di Il Tufiello e nel Monferrato per la Tenuta Grillo. Ancora un assaggio di Champagne e altre produzioni nostrane per chiudere con i vini di Magnoni Guicciardini da Vico d’Elsa nel fiorentino, proprio “dirimpetto” a San Gimignano.
Indubbiamente ancora una conferma che il livello medio dei produttori nazionali è nettamente migliorato negli ultimi dieci anni. La tecnologia offre soluzioni valide per tutte le tasche e ormai quasi tutti hanno capito che basta un po’ più di attenzione per lavorare in qualità e accontentare i gusti di una clientela sempre più attenta ed esigente. Un occhio di riguardo è rivolto anche ai prezzi che sono spesso concorrenziali anche nei confronti di vini già affermati.
Selezione attenta in vigna, diradamento drastico e vinificazione secondo le migliori procedure consentono di fornire numeri limitati di ettolitri per ettaro e quindi buona qualità con rese basse ma prodotti che si ricordano e che vorresti avere tutti i giorni alla tua tavola.
A quest’ora della tarda mattinata siamo ancora in pochi. Il grosso dei curiosi arriverà nel pomeriggio, ma già adesso c’è che compera qualche bottiglia da bersi a casa in tranquillità, magari con i ravioli fatti in casa o un buon arrosto di agnello ben rosolato nel forno.

Finita la visita andiamo in cerca di qualche posto sfizioso per il pranzo e il … dopo pranzo.
Vogliamo onorare la tipicità e la cucina di una volta e allora niente di meglio che infilarci al numero 33 di Via Bighetti, proprio al centro della piazza dove d’inverno si fa pattinaggio su ghiaccio. Qui, sotto i portici centrali, lato mare, c’è “Da Vittorio”; Osteria con cucina dal 1925 Torte e Farinata, la vecchia insegna con il nome scritto sul fondo della teglia di rame bronzato, gemella di quelle su cui ancora oggi si prepara la farinata, cibo antico ma sempre attuale in questa Liguria non lontana dal capoluogo. Il locale è sempre stato gestito dalla stessa famiglia, i Devoto. Al posto di Vittorio, che ha fondato il locale, oggi c’è il figlio Alfredo, Dino per gli amici, con la sua famiglia. Dino racconta che all’inizio il locale era prevalentemente un’osteria dove si smerciavano almeno 100 litri di vino ogni giorno per accompagnare le tante colazioni di fritture, farinate, rosette ancora calde, tutta crosta e croccanti e profumate di forno, riempite da qualche pietanza molto sostanziosa.
Oggi il locale è una trattoria ben frequentata, con tanti clienti anche stranieri. Ricordo una delle prime sere che la frequentavo che ero circondato da clienti di lingua tedesca, tanto che mi sembrava di essere capitato a Monaco o a Frankfurt. Alla cassa, davanti al banco, ci trovi quasi sempre la figlia Silvia e in cucina l’altra figlia Elena e la nipote Pamela. Il personale è prevalentemente femminile. Spesso devi aspettare a sederti, nonostante la cinquantina di posti a sedere.
Nel locale d’ingresso, a destra, sono in mostra le specialità “da asporto”. La farinata, appunto, ma anche la panissa, i frixeu o cuculli, le frittelle di baccalà, strepitose, il polpo bollito, la cima. Se invece vuoi assaporare quei cibi succulenti ancora caldi non ti resta che dare il tuo nome a Silvia, che sta alla cassa, e in pochi minuti sarai chiamato con l’altoparlante all’esterno mentre prendi il sole sulla piazzetta della Fenice davanti alla trattoria. I tavoli all’interno sono spartani ma coglierai subito la pulizia e la cortesia del personale. Quando la fa, io prendo la gallina bollita oppure la testina di vitello, accompagnate dalla salsa verde che ha il bel colore della verdura fresca e, come deve, sa di aglio e di aceto, e le patate, spolverate di una manciata di prezzemolo tritato, salate con pochi grani di sale grosso e condite da te direttamente al tavolo con un buon olio extra vergine del Tigullio.
Ottimi anche i ravioli o la pasta al pesto o il minestrone alla ligure, con tante belle verdure fresche e ben denso. Ottime anche le prugne cotte e le pere cotte per dessert. Oggi le trovi solo qui e sono eccellenti per digerire bene e con naturalezza. Non spenderai più di 20 – 25 Euro e avrai mangiato bene, con qualche buona bottiglia di vino, per lo più ligure, esposto sulle mensole alle spalle del banco d’ingresso, da scegliere a vista, se ti fa piacere.

Per il caffé, che Vittorio non ti fa, facciamo un passo nella vicina Via Giuseppe Raggio, al numero 26, sotto i portici a destra della bella facciata della Chiesa ex Oratorio dei Filippini, per un caffé rilassante da Fabio, che viene da Parma. Anche lui ha aperto da poco. Il bar si chiama Lino’s Coffee e propone diverse qualità di caffé che puoi prenderti di corsa al banco, ma è meglio se puoi sederti, magari nella saletta di fondo, prenderti un libro di quelli che sono esposti nella bacheca lungo il muro e leggerlo o semplicemente sfogliarlo, per ritrovare i tempi giusti, i tuoi ritmi veri e goderti il tuo caffé mettendoci tutto il tempo che vuoi. Meglio ancora se in piacevole compagnia a fare due chiacchiere.

Per il dopo pranzo infine ancora un salto in via delle Vecchie Mura al numero 14 dove da poco Carla Lombardi ha aperto una vetrina di grande cioccolateria, con i prodotti di Mirco Della Vecchia e qualche altra sfiziosità particolare. Non c’era ancora niente di simile a Chiavari e sarebbe bello se potesse essere lo spunto per far nascere qualche piccolo artigiano del cioccolato, sulla scia dei vari Zuccotti, Viganotti, Buffa e gli altri che puoi trovare invece a Genova.

Se avete ancora tempo andate in Via Gerolamo Filippini al numero 8, il vicolo che porta dal “Carrugiu Dritu” (Via Martiri della Liberazione, all’inizio, verso Genova) verso il mare. Lì c’è il Feeling Blue e ci troverete Oscar che vi propone di rilassarvi ascoltando dischi inglesi originali. Oscar ha sia dischi in vinile, sia CD, nuovi e usati. A lui piace tutta la musica Pop, Rock, Progressive, Canterbury, New Wave, Jazz, Fusion, Country, English Folk. Lo vedete subito per le due bandiere inglesi ai lati della porta d’ingresso. Un altro posto che è unico, dove recuperare melodie antiche e rientrare in possesso di sé stessi e delle proprie origini musicali magari smarrite.

Infine se dovete tornare a casa col treno per non fare code in autostrada o per non rischiare il palloncino fate una sosta ai giardini davanti alla stazione nel dehors del Bar San Marco. È un luogo di tutto relax. Vi sembra di essere dentro a un bosco, tanto è fitta la vegetazione degli alberi attorno al chiosco e state freschi e all’ombra anche nelle giornate più calde. Antonio e i suoi collaboratori sono gentili e preparano deliziose tartine salate e dolci, tramezzini e focacce e anche qualche piatto più fresco nell’ora di pranzo. Se avete poco tempo fermatevi comunque anche solo per l’ultimo caffé. È delizioso e poi potete completare l’assaggio in bellezza con un piccolo quadratino di cioccolata sempre a disposizione dei clienti.

Nomi nuovi, sensazioni antiche ma nuovissime, ritmi a cui non siamo più abituati ti possono far ritrovare i tuoi spazi e ti possono far riconciliare con il tuo buon umore e il tuo desiderio di vivere.
È bello ogni tanto concedersi un pomeriggio per venire a scoprire i posti meno conosciuti di Chiavari e le sue belle novità!

Foto Credit: Gabriella Repetto

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Sono nato in una torre malatestiana del 1350 sulle primissime colline del Montefeltro romagnolo. Forse per questo mi ha sempre...

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