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Vocacibario

Franciacorta, territorio e vini

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Poche zone viticole al mondo possono vantare un bagaglio enoico-storico-qualitativo come la Franciacorta, soleggiato anfiteatro di origine morenica colmo di ubertose colline vitate, manieri, torri e ville patrizie, posto a sud del Lago d'Iseo in provincia di Brescia. Il suo nome deriva da "curtes francae", ossia piccole comunità di monaci benedettini che nell'Alto Medioevo si insediarono in questo territorio, godendo, per la loro opera a favore dei contadini e del territorio, del privilegio di essere esentati dal sovrano di turno, di dazi e gabelle. Non a caso le curtes erano il fulcro dei commerci di quei tempi lontani. Per la prima volta, il toponimo Francia Corta è citato nel 1277. Appunto in quell'anno, in un'ordinanza del libro degli Statuta Communis Cibitatis Brixiae, è usato per identificare la zona ovest di Brescia, comprendente i comuni di Gussago, Rodengo, Ronco, Sale e Urago. La prima carta toponomastica della Franciacorta risale al 1429, comparendo in uno Statuto del Doge Francesco Foscari. La nota curiosa è che questa carta tracciava già gli attuali confini della zona di produzione del Franciacorta. Ma non solo. Una delle prime pubblicazioni al mondo sulla tecnica dei vini spumanti, redatta dal medico bresciano Gerolamo Conforti, fu stampata in Italia nel 1570. Nel volume dal titolo "Libellus de vino mordaci", il medico bresciano traccia le tecniche enologiche, precedendo di gran lunga, l'intuizione dell'abate Dom Perignon.


La zona e i vitigni

Diciannove i comuni che fan parte del disciplinare di produzione del Franciacorta (già Doc nel 1967) Docg, blasone ottenuto nel 1995: Adro, Capriolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio d'Iseo, Rodengo Saiano, Rovato e Brescia, per una piccolissima parte. Mentre le uve da cui è prodotto, derivano dai vitigni chardonnay, pinot bianco e pinot nero. Le loro rese non devono superare i 100 quintali per ettaro.


Le ferree norme di produzione

La resa in vino non deve superare il 65%. Da 153,85 kg di uva, si devono ottenere non più di 100 litri di vino. Dei 25 mesi minimo dell'intero ciclo di produzione, ben 18 sono dovuti alla lenta rifermentazione in bottiglia a contatto dei lieviti. Mentre per i millesimati, i mesi salgono a 37 di cui almeno 30 a contatto con i lieviti.


Le tipologie

Franciacorta Docg, è ottenuto dalle uve dei vitigni chardonnay, pinot bianco e pinot nero. Franciacorta Satèn Docg, ottenuto solo da uve bianche (chardonnay e pinot bianco) e con una pressione inferiore a 4,5 atmosfere.
Franciacorta Rosè Docg, ottenuto da uve bianche e nere vinificate separatamente. Il pinot nero partecipa almeno al 15%. Franciacorta millesimato Docg, è ottenuto con le uve dei tre vitigni, di cui i rispettivi vini devono provenire per almeno l'85% da un'unica annata.

In etichetta, tutti tranne il Satèn che è solo Brut, possono portare le diverse tipologie di sapore: Non dosato (Pas Dosé, Dosage Zèro e Nature), Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec, Demi Sec. La loro gradazione alcolica minima è di 11,5%.


Le caratteristiche dei tipi Brut

Franciacorta Docg Brut - Aspetto: brillante. Colore: giallo paglierino con lievi riflessi verdolini. Perlage: fine, fitto e continuo. Al naso è ampio, intenso, persistente, fine, con sentori di crosta di pane caldo, fiori di sambuco e, lievi, di frutti canditi e secchi. In bocca è secco, fresco, sapido, discretamente pieno, continuo. Al retrogusto, nette le note floreali-fruttate e le percezioni fresche e sapide. Servirlo a 6-7°c in slanciate flutes. Abbinamento: antipasti freddi e caldi di mare conditi con olio extravergine di oliva ligure (senza limone!), sformati di verdure con salse bianche, risotti e pasta con frutti di mare, orata o branzino al sale. Ottimo come aperitivo.

Franciacorta Docg Satèn Brut - Aspetto: brillante. Colore: giallo paglierino scarico con lievi riflessi verdolini. Perlage: molto fine e persistente. Al naso è discretamente ampio, intenso e persistente, fine, con sentori di fiori di campo e frutti bianchi leggermente essiccati. In bocca è secco ma equilibratamente morbido, fresco, sapido, discretamente caldo e pieno, continuo. Nette al retrogusto, le note fruttate e la percezione sapida. Servirlo alle modalità del precedente. Abbinamento: acciughe impanate e fritte, ortaggi ripieni al forno, primi piatti con piselli e fiori di zucchino o con telline e muscoli, sgombri al verde. Godibile per tutto il pasto.

Franciacorta Docg Rosé Brut - Aspetto: Brillante. Colore: rosa pallido ma vivo con nuances ramate. Perlage: fine, fitto e continuo. Al naso è ampio, intenso e persistente, fine, con sentori delicatamente fruttati (vi si coglie mora, ciliegia e ribes nero maturi). In bocca è secco, fresco e sapido, delicatamente caldo, pieno e continuo. Persistono al retrogusto, le note fruttate. Servirlo a 7-8°c in slanciate flutes. Abbinamento: salmone affumicato, tortino di melanzane alla parmigiana, salumi freschi, molluschi e pasta e risotti con salsa di pomodoro, zuppette di pesce con pomodoro e zafferano.

Franciacorta Docg Brut Millesimato - Aspetto: Brillante. Colore: giallo paglierino. Perlage: molto fine, fitto e continuo. Al naso è ampio, intenso e persistente, fine, con sentori di delicati di agrumi maturi o canditi, e frutti secchi appena tostati. In bocca è secco, fresco, molto sapido, leggermente caldo, pieno e di molta persistenza. Persistono al retrogusto, le note d'agrume, la sapidità e la pienezza. Servirlo come il precedente. Abbinamento: ostriche nature, carpaccio di storione, terrina di branzino con erbe aromatiche, coda di rospo in guazzetto. Da brindare in ogni occasione e per conversazioni brillanti.


Un fruttuoso 2004

Il 2004 è stato l'anno boom. Sono state vendute oltre cinque milioni e trecentomila bottiglie, con un incremento di circa il 13% rispetto al 2003, toccando al consumo, la quota di 70 milioni di euro. Un risultato clamoroso, pensando che nel 2002 il numero delle bottiglie era inferiore di poco più di un milione. Un'affermazione di prestigio derivata dalla qualità, dalla giusta immagine e dal severo controllo del Consorzio per la Tutela del Franciacorta. Riviste e pubblicazioni sia di settore che mondane, ne evidenziano la raffinatezza, la versatilità negli abbinamenti (dagli antipasti al dolce a seconda del tipo) e, non ultimo, il piacere di berlo in tutto il pasto ed in qualsiasi ora del giorno. Conglobando la produzione dei vini Docg, Doc ed IGT della Franciacorta, il suo valore economico sul mercato si aggira sugli 85 milioni di euro. A confermare ulteriormente il meritato carisma del Franciacorta, il privilegio di indicare in etichetta il proprio nome, al pari di Champagne e Cava (gli unici tre vini con rifermentazione in bottiglia), Porto, Barolo, Bordeaux ecc.


Festival del Franciacorta

Per tre giorni, migliaia di entusiasti visitatori (enofili, gourmet, ristoratori, enotecari e curiosi intelligenti) hanno gremito la splendida Abbazia di Rodengo Saiano, per rendere omaggio al Franciacorta. Un continuo via vai di persone, che si può conteggiare sul 30% in più rispetto allo scorso anno. Quarantaquattro banchi d'assaggio di altrettante azienze per complessivi 83 tipi di Franciacorta. Tra le molte etichette, oltre le autorevoli conferme, molte le sorprese in positivo. In particolare i vini di aziende agricole, non ancora molto conosciute sul mercato nazionale. Oltre lo scenario, perfetta la regia. Professionalità e simpatia dei produttori, servizio inappuntabile dei sommelier dell'Ais, soste con grissini, pane e formaggio Parmigiano Reggiano Dop ed acqua, accoglienti e gentili gli addetti all'ingresso. A corollario della kermesse di bollicine, ben 20 cantine hanno aperto i battenti per accogliere (su prenotazione e pagando 5 euro) i molti visitatori. Oltre le degustazioni e la visita alle cantine, in undici di queste, si sono tenuti eventi enoico-culturali. Interessanti e frequentati, i corsi monotematici per appassionati ed esperti per conoscere tutto sul Franciacorta.

E il penultimo giorno, la domenica, la Caccia al tesoro organizzata dalla Strada del Franciacorta: un percorso tra vigneti, ville, manieri e rigogliosa natura per scoprire e godersi la Franciacorta. Cinquanta equipaggi che percorreranno strade e sentieri a cavallo, in bici e in auto, a caccia del tesoro. Premi in bottiglie di Franciacorta, weel-end in dimore storiche, agriturismo ed alberghi.


Franciacorta a Genova

Genova per un giorno sarà più effervescente. Nel cuore della città, a due passi dalla Stazione ferroviaria di Brignole e a 500 metri dalla Fiera internazionale, il prestigioso Starhotels President di Corte Lambruschini ospiterà per la prima volta, il Festival del Franciacorta. L'incontro tra i genovesi e un gran vino Spumante Docg, sinonimo di raffinata qualità nostrana. Infatti, lunedì 24 ottobre, dalle 16 alle 21, nella grande sala dell'hotel, operatori del settore e appassionati, avranno la gradita occasione di degustare il primo vino spumante Docg d'Italia. Venticinque aziende presenteranno ben 43 Franciacorta Docg nelle tipologie Extra Brut, Satèn e Brut anche millesimati, Dosage Zéro, Rosé Brut e Demi Sec, di cui due in magnum. E attraverso il vino si potrà conoscere la realtà di un territorio ricco di storia e cultura che, molti esperti enofili chiamano questo "giardino vitato", la Champagne italiana. Il tutto abbinato al meglio della gastronomia ligure. Ma non solo. Prenotandosi, sarà possibile partecipare a due corsi monotematici sul Franciacorta. Due appuntamenti di circa un'ora ognuno, il primo alle 17 ed il secondo alle 19, per conoscere ed apprezzare la personalità poliedrica del Franciacorta. Per iscriversi ai Corsi monotematici promossi dal Consorzio per la Tutela del Franciacorta, telefonare all'Ufficio Relazione Esterne (Via Verdi, 53 - 25030 Erbusco (BS): 030/7760477 o per Fax: 030/7760467.


Aziende e vini presenti al 1° Festival del Franciacorta a Genova

Antica Cantina Fratta: Brut Magnum e Satèn Magnum - Barone Pizzini: Extra Brut Millesimato 2001 Bagnadore e Brut - Bellavista: Cuvée Brut s.a. e Gran Cuvée Brut Millesimato 2001 - Berlucchi Guido: Brut Cuvée Storica s.a. - Bonomi Tenuta Castellino: Extra Brut Millesimato 1999 Cuvée Lucrezia e Brut - Cà del Bosco: Dosage Zéro Millesimato 2000 e Satèn Millesimato 2000 - Contadi Castaldi: Brut e Satèn Millesimato 2001 - Cornaleto: Brut Millesimato 1992 e Satèn Millesimato 1999 - Ferghettina: Brut e Satèn Millesimato 2001 - Fratelli Berlucchi: Pas Dosé Millesimato 2001 e Brut Millesimato 2001 - Gatta: Brut e Satèn Millesimato 1999 - il Mosnel: Brut e Satèn Millesimato 2001 - La Montina: Satèn e Rosé Demi Sec - Lantieri de Paratico: Extra Brut e Satèn - Majolini: Pas Dosé Millesimato 1999 Aligi Sassu e Satèn Millesimato 2001 Ante Omnia - Mirabella: Brut e Rosé - Monte Rossa: Brut Prima Cuvée e Brut Millesimato 2000 Cabochon - Montenisa: Brut e Satèn - Ricci Curbastro: Extra Brut Millesimato 2001 e Satèn - Ronco Calino: Brut e Brut Millesimato 1998 - Tenuta Monte Delma: Brut e Satèn - Uberti: Extra Brut e Satèn Magnificentia - Vezzoli di Vezzoli Giuseppe: Brut e Satèn Millesimato 2001 - Villa: Satèn Millesimato 2001 e Cuvette Extra Dry Millesimato 2000 - Villa Crespia Fratelli Muratori: Dosaggio Zero Numerozero e Satèn Cesonato.

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Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia e già docente della stessa materia in diversi Istituti Professionali di Stato...

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