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Ercole Olivario, i vincitori

di Redazione di TigullioVino.it

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È stata la Sicilia la regione protagonista della diciottesima edizione dell'Ercole Olivario, il premio destinato ai migliori oli italiani e consegnati nel teatro Caio Melisso di Spoleto, tempio dell'olivicoltura d'eccellenza italiana, al termine della finale che ha visto impegnate cento etichette che hanno superato la selezione regionale, scelti tra un campione di 260 aziende provenienti da 17 regioni.
Cinque premi sono andati alla Sicilia, quattro alla Toscana, uno a testa a Campania, Lazio, Marche, Puglia e Sardegna. Ecco i vincitori nelle varie categorie: Questi i vincitori nelle varie categorie. Tra gli extravergini fruttati leggeri ha vinto l'azienda agraria Tore di Ittiri (Sardegna) davanti alla Agostini di Petritoli (Marche).

Tra i dop fruttati leggeri successo dell'azienda Terraliva di Siracusa davanti al Frantoio Pruneti di San Paolo in Chianti (Firenze). Tra gli extravergini fruttati medi doppietta siciliana: primo premio alla azienda Manfredi Barbera e figli di Palermo e secondo alld Oleificio Asaro di Trapani. Tra i dop fruttati medi trionfo dei Frantoi Franci di Montenero d'Orcia (Grosseto) e secondo posto per l'azienda Torretta di Battipaglia (Salerno). Per gli extravergini fruttati intensi primo premio a Fattoria La Vialla di Arezzo e secondo all'azienda Quattrociocchi Valentina di Alatri (Frosinone). Tra i dop fruttati intensi ancora una doppietta isolana: primo premio al Frantoio Cutrera di Chiaramonte (Ragusa) e secondo a all'azienda Rollo Giorgio di Ragusa. Premio speciale Amphora Olearia (dedicato all'etichetta che meglio racconta la storia del prodotto, del territorio e dell'azienda che lo produce) al Frantoio Galantino di Bisceglie (Bari). Menzione speciale per l'olio biologico alla Fattoria la Vialla di Gianni Antonio e Bandino Lo Franco (Arezzo).

L'edizione 2010 della manifestazione di Spoleto ha mostrato ancora una volta la buona salute di uno dei prodotti simbolo del made in Italy in cucina e del vero asso della consideratissima dieta mediterranea. E questo malgrado il calo del 24 per cento di produzione della campagna olivicola del 2009 rispetto al 2008 (480mila tonnellate di olio di oliva rispetto alle 600mila circa). Ma mai come in questo caso, evidentemente, quantità e qualità vanno in due direzioni opposte.
Ma non finisce qui. «Per i vincitori dell'edizione 2010 - annuncia Giorgio Mencaroni, presidente del comitato organizzatore del premio nazionale e della Camera di Commercio di Perugia - il comitato dell'Ercole Olivario ha già in programma missioni commerciali in Francia, Belgio e Olanda. Vogliamo raddoppiare il successo dello scorso anno in Russia, dove l'export di olio made in Italy è cresciuto del 2 per cento grazie anche alle nostre iniziative di promozione su quel mercato».

Non solo. «A maggio, presso la sede di Unioncamere a Roma - afferma Sergio Mercuri, presidente di Promocamere - stiamo organizzando Piazza Affari, un workshop pensato per i protagonisti dell'Ercole Olivario, che potranno incontrare i principali promotori commerciali del settore alimentare europeo». Il futuro del made in Italy a tavola? Liscio come l'olio...


Fonte news: Il giornale.it

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