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I Barolo di La Morra

di Alessandro Megna

MappaArticolo georeferenziato

Il Barolo di La Morra e' noto per la sua finezza ed eleganza, per le sue note fruttate, per la sua immediatezza, tutte caratteristiche che lo rendono pronto e di conseguenza apprezzabile prima dei suoi "compagni" provenienti dagli altri comuni della denominazione, in particolare da quelli di Castiglione Falletto e Serralunga d'Alba.

Ma e' errato dire il "Barolo di La Morra" e basta: bisogna tener presente che la superficie vitata e' di circa 380 ettari, pari al 33% dell'intera area a Docg; di conseguenza, pur nello stesso ambito comunale possiamo distinguere tre aree ben distinte.

La prima, la piu' settentrionale, e' la zona di Santa Maria, caratterizzata in prevalenza da terreni di natura sabbiosa e limo-sabbiosa, che forniscono Nebbioli dalle caratteristiche estremamente fruttate, molto semplici nella loro struttura, apprezzabili sin da giovani e di longevita' relativamente breve; possiamo comunque trovare dei buoni crus, in particolare i Roggeri, Rive, San Biagio, Bricco Chiesa e il Capalot.

La seconda, leggermente piu' a sud e' quella dell'Annunziata, che ha visto - in particolare in quest'ultimo decennio - una grande valorizzazione dei singoli crus da parte dei numerosi produttori che sono riusciti, chi con tecniche piu' innovative, chi con sistemi tradizionali, ad esaltare le caratteristiche espressive di ogni singolo vigneto. I Baroli provenienti da quest'area, pur mantenendo le caratteristiche di finezza ed eleganza proprie dell'area tortoniana, mostrano una maggiore complessita', una struttura leggermente superiore, una buonissima attitudine all'invecchiamento e profumi intensi tra i quali, oltre alle note fruttate, spiccano le sensazioni di liquirizia dolce, tabacco, cacao e anice.

Vi sono numerosi crus: tra i piu' rinomati, la Conca e le Rocche dell'Annunziata, i Giachini, l'Arborina, il Monfalletto (o Gattera), la Turna Lunga.
La terza zona e' quella piu' a sud e una piccola parte dei suoi crus sconfina nel territorio comunale di Barolo. Qui le forme espressive del Nebbiolo si fanno piu' complesse ed affascinanti, pur mantenendo una struttura non eccessivamente potente (anzi, il contrario) la trama olfattiva si "complica" in senso positivo, spaziando dalle note di piccoli frutti rossi, menta, genziana, canfora in gioventu' per diventare complesse ed affascinanti con l'invecchiamento: cuoio, tabacco, liquirizia, tartufo e lieve goudron le note di evoluzione, ma attenzione, non siamo a Serralunga: il tutto e' da pensare sempre in un ottica di estrema eleganza e soavita', una finezza quasi borgognona, oserei dire, stile "Volnay".

I due "grand crus" li possiamo definire nelle Brunate (o Brinate) e Cerequio; di alto livello sono i confinanti Fossati, Case Nere e piu' in alto La Serra; sotto il Cerequio un altro cru, il Sarmassa, scende verso la valletta del Rio Fossati per portarsi nel comune di Barolo.

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