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Concorso "L'olio di casa mia"

Dove (CE)

Quandodal 17 febbraio 2010 al 02 marzo 2010

di Redazione di TigullioVino.it

MappaArticolo georeferenziato

Concorso riservato a chi produce olio per passione in Terra di Lavoro.
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Da una ricerca svolta da Nomisma emerge che in Italia esiste una parte di territorio agricolo che non è in capo ad agricoltori e che viene gestita secondo criteri non funzionali all’attività produttiva e commerciale, ma secondo logiche rivolte soprattutto al mantenimento paesaggistico e, più in generale, alla tutela ambientale. Per dare il giusto riconoscimento a quanti, per pura passione, si dedicano alla cura di oliveti e ne scongiurano l’abbandono, nell’ambito del premio nazionale degli oli DOP “Sirena d’oro di Sorrento” e del Mese degli Oli DOP della Campania, l’Assessorato regionale all’Agricoltura, l’Associazione nazionale Città dell’Olio, l’Associazione Città Paesaggio e le Condotte Slow Food Massico-Roccamonfina, Matese e Volturno, in collaborazione con i comuni di Caiazzo, Piana di Monte Verna, Raviscanina, S. Angelo d’Alife, S. Pietro Infine e Sessa Aurunca, hanno istituito il concorso “L’Olio di casa mia”, riservato agli oli extravergini di oliva prodotti in provincia di Caserta dagli agricoltori amatoriali.

Il Premio prevede una prima fase di selezione che si svolgerà in cinque comuni della provincia (Caserta, Piana di Monte Verna, S. Angelo d’Alife, S. Pietro Infine e Sessa Aurunca) e una finale che avrà luogo il 5 marzo prossimo a Raviscanina, in concomitanza con il convegno indetto dal Comune, dall’Associazione nazionale Città dell’Olio, dall’Associazione Città Paesaggio e dalla condotta Slow Food Matese, sul tema “Oleopolis: il paesaggio agrario fra tradizione e futuro”. Insieme ai produttori amatoriali saranno premiati anche i titolari dei frantoi oleari presso cui sono stati prodotti gli oli. Il Regolamento del concorso e la scheda di partecipazione sono scaricabili dal sito web: www.slowfoodcampania.com.

Questo ritrovato interesse per l’agricoltura da parte di “non addetti ai lavori” sta assumendo oggi particolare rilevanza, in un momento in cui la crisi economica porta molte persone a riscoprire le bontà e la convenienza dei prodotti del proprio orto e frutteto. La compagine degli hobby farmer (il termine anglosassone sta ad indicare gli agricoltori amatoriali) è molto variegata: impiegati, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, operai, pensionati. Tutti sono accomunati dalla passione di coltivare e praticare l’attività agricola, al fine di ottenere prodotti per l’autoconsumo familiare o da regalare agli amici, ma anche per stare all’aria aperta, per risparmiare nell’acquisto di derrate alimentari o consumare prodotti più sani e genuini.

Si tratta di benefici sottostimati o addirittura non riconosciuti dal punto di vista collettivo - alla luce della mancanza di rilevazioni statistiche ufficiali – che però permettono, assieme al contributo preponderante dell’attività propriamente agricola, una conservazione degli spazi rurali i cui vantaggi finiscono con il ricadere sull’intera popolazione. Il fenomeno degli hobby farmer presenta purtroppo anche dei risvolti preoccupanti in materia di sicurezza nei lavori agricoli e di salute nella produzione e conservazione degli alimenti. Di questi temi si parlerà nel corso di un convegno che si terrà il 2 marzo a Piana di Monte Verna, organizzato dal Comune, dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, dall’Associazione nazionale Città dell’Olio, dall’Associazione Città Paesaggio e dalla condotta Slow Food Volturno, dal titolo “Sicurezza e salute nelle pratiche agricole degli hobbisti dell’olio”.

Le statistiche sugli incidenti sul lavoro nel comparto agricolo confermano che le vittime sono soprattutto lavoratori autonomi, estranei al settore agricolo, e persone con più di 65 anni di età. Il livello di pericolosità dell’attività agricola, già di per sé rischiosa, aumenta tra gli hobbisti per la scarsa informazione sul funzionamento di una macchina o di un processo produttivo, per l’utilizzo di materiali, macchine o processi produttivi non adeguati o per lo scarso addestramento ad un loro uso corretto; per la mancanza di corrette procedure d’impiego, per le modifiche improvvisate alla funzionalità e alle caratteristiche di un materiale o di una attrezzatura o di un processo; per la mancata o errata manutenzione preventiva, ordinaria e straordinaria delle macchine o delle attrezzature, spesso vecchie e destinate alla rottamazione. Il convegno di Piana di Monte Verna sarà un momento di riflessione importante per promuovere una cultura della prevenzione sui luoghi di lavoro e uno stile di lavoro sicuro anche tra gli appassionati di agricoltura.

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