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Parole e volti intorno a un calice

Intervista a Filippo Ronco, Editore di TigullioVino.it

di Alessandro Maurilli

MappaArticolo georeferenziato

Con Filippo Ronco, direttore del contenitore che ci ospita in questo momento, ho bevuto diversi calici di vino, rossi e bianchi, in varie parti d'Italia. Quando ho ricevuto l'invito per la Seconda Edizione di TigullioVino.it Meeting ho pensato diverse cose. Intanto che è troppo bravo chi disegna "l'omino del vino" come mi piace chiamarlo; poi che mi piace Rapallo, mi ricorda lo storico trattato e le palme nelle giornate calde della mia infanzia passata nella Liguria del mare tanto odiata perché priva di spiagge. Tanti altri pensieri, ma uno in particolare: cosa lega in maniera così forte Filippo Ronco al mondo del vino? Si è vero, su TigullioVino.it c'è un breve estratto della sua storia; si è vero, dal blog, per gli assidui, si possono capire un po' di suoi pensieri sul vino e su ciò che lo circonda. Una cosa però non l'avevo mai capita e davanti ad altri calici gustati insieme a Filippo non era mai saltata fuori, forse per mia discrezione: perché un avvocato "lascia la via della legge" e crea un piccolo, ma sempre più grande, mondo virtuale sul vino? Così, nel mese del Meeting di Rapallo, la mia proposta per l'intervista è caduta su di lui. Devo dire che ho dovuto penare abbastanza per convincere l'intervistato che, in questo caso da buon giurisprudente, ha cominciato a fare obiezioni, parlare di conflitto d'interessi ecc… Non sono bastate proposte di degustazione durante l'intervista davvero allettanti, come qualche Cru della mia misera collezione di "francesini". Alla fine sono dovuto ricorrere al ricatto visto che comunque lo spazio è "mio"! "O ti fai intervistare - ho detto con tono grosso - o dichiaro sfiducia alla direzione". Non ha avuto dubbi…. Scherzi a parte, capisco bene i motivi dei dubbi di questa intervista da parte del diretto interessato. Proprio per questo ho cercato di fare domande "cattive", piene di conflitto di interesse. Scherzo di nuovo, sono un burlone. Insomma, il vino lo ha scelto Filippo Ronco (visto che pagava lui) e devo dire che già mettendosi a sedere davanti a quel calice di Alto Adige Doc Pinot Nero Mazzon di Bruno Gottardi annata 1998 l'ispirazione viene. Da lì l'intervista che segue questa overture con la quale spero di aver fatto capire il rispetto e la professionalità dell'ideatore di TigullioVino.it.


D.Nel 2000 nasce TigullioVino.it - Vinix. Quando nasce e perchè invece la passione per il vino?

R. Nella mia famiglia si è sempre bevuto vino. Mio bisnonno era Chef al Savini di Milano, mio nonno, di Bassano del Grappa, alpino, ha sempre avuto una predilezione per il vino e per i distillati. I miei genitori hanno sempre bevuto vino ai pasti. Io come molti giovani, mi sono accostato al vino in modo molto superficiale già durante l'adolescenza, più che altro accompagnandolo in quantità alle numerose cene che già allora avevo modo di organizzare con gli amici. La passione vera e propria è maturata dopo quattro anni di servizio in un ristorante locale dove ho lavorato per quasi tutti i week-end del periodo universitario. Per carattere, se ricopro un ruolo non voglio sentirmi impreparato o inadeguato tanto che a volte ho la tendenza ad uscire dai confini canonici del ruolo stesso, cercando di migliorarmi e, se possibile, andare oltre. Facevo il cameriere ma mi soffermavo qualche minuto in più al tavolo, all'inizio, per suggerire un vino da abbinare alla cena. Lì cominciai ad imparare qualcosa, soprattutto da coloro che con la loro cultura del vino mi facevano sentire piccolo piccolo. L'intento era quello di dare un servizio migliore all'avventore. Cominciavo a prenderci gusto. Frequentai quindi i corsi Ais divenendo sommelier nel 2001.


D. Quando l'idea di trasferire sul web questa passione?

R. Accadde durante il primo corso Ais. Tre sono state e sono le grandi passioni della mia vita - escluso l'amore, che va oltre la semplice passione - sono la musica (ho suonato con una band in gran parte della Liguria tra il 1996 ed il 2001, anni favolosi), la tecnologia (ricordate il Commodore Vic 20, il Commodore 64…l'Amiga !!) e l'enogastronomia (questa vissuta soprattuto in modo edonistico). Quando, intorno alla fine del millennio, mio fratello Davide acquistò un pc nuovo per casa - vivevo ancora con i miei al tempo - rimasi folgorato da internet. Erano passati cinque anni dal mio ultimo rapporto con un computer, un'infinità. Lì davanti a me trovai qualcosa che avevo sempre sognato o immaginato e che finalmente si concretizzava. L'unione tra le due passioni, quella tecnologica e quella enogastronomica è stata quasi automatica e ne è scaturito TigullioVino.it. Ci ha perso la musica che in effetti ho trascurato un po' anche se cerco sempre di trovare cinque minuti per suonare la chitarra.


D.Si può dire che tu sia stato tra i coraggiosi pionieri dell'informazione del vino in rete. Oggi tutti propongono siti, blog ecc. legati al vino. Una moda che sta facendo fiorire centinaia di siti tematici. Sei anni fa quali sono state le principali difficoltà nel creare il tuo progetto?

R. Sei anni fa, quando TigullioVino.it era agli albori - qualcosa di molto lontano da quello che è e rappresenta oggi - una persona di cui purtroppo mi sfugge il nome, mi disse una frase che mi è rimasta impressa e che ha fatto da traino alla mia attività online. Quella persona, tranquillizzando le mie titubanze nei confronti di esperienze diverse e più grandi, mi disse, l'importante è cominciare, esserci, domani è sempre tardi. Non si riferiva solo a TigullioVino.it ma a qualsiasi attività, idea o percorso editoriale scelto per la rete. Prima ci si butta meglio è, non importa come. Poi si perfezionerà in corso d'opera. E' proprio quello che è accaduto con TigullioVino.it, nato per gioco, è cresciuto su sé stesso. Oggi, con i pro e con i contro - per esempio il nome che gli va stretto - conta oltre 8,500 pagine in giornaliero aumento e circa 800.000 pagine viste mensili per circa 160.000 accessi unici al mese. E' incredibile a dirsi ma, nonostante il nome - che ne testimonia la nascita locale - è uno dei portali sul vino più noti a livello nazionale.

Allora, nel 2000 eravamo veramente in pochi. Pochi, soprattutto, quelli che intendessero provare a misurarsi con un progetto editoriale serio. Io non ci pensai subito, fu una cosa che venne da sé, col tempo, di fronte ad una crescita inarrestabile. Mi misi in corsa, quindi, crescendo passo passo, senza strafare, ma ringrazio ancor oggi la scelta di aver iniziato subito che mi ha consentito di arrivare ad un risultato - certo, non definitivo - di cui sono soddisfatto. Non voglio dire con questo che non ci sia spazio per il nuovo, anzi, la rete è abbastanza grande ed i fruitori abbastanza numerosi, da poter assorbire ancora molto. Certo, chi parte oggi deve misurarsi con realtà che hanno una storia alle spalle, un peso oggettivo, sia in termini di notorietà che di utenza fidelizzata (lettori che tornano a leggerti) che di relazioni stabilite, e molto altro. Quanto alle difficoltà, forse la maggiore è stata quella di creare una vera squadra di lavoro. Un gruppo di persone affiatate che collaborano e credono nella crescita di questo progetto.


D. Oggi rispetto a ieri cosa è cambiato nell'informare sul vino in rete?

R. Ieri i siti e i portali erano molto orientati alla staticità dell'informazione. Nozioni, dati, pagine che raramente venivano aggiornate. Oggi chi ha iniziato prima ha dovuto misurarsi con il c.d. web 2.0, il nuovo modo di fare informazione che, in gran parte, vede come protagonisti i blog che hanno avuto l'enorme vantaggio di introdurre al grande pubblico alcuni strumenti fondamentali che consentono una maggiore "usabilità" e "portabilità" dell'informazione. E' anche per questo che, già da qualche anno, abbiamo deciso di intensificare la frequenza degli aggiornamenti e, di recente, di introdurre un'area blog che stesse al passo con l'evoluzione "collaborativa" della rete. Collaboratività che comunque abbiamo sempre tenuto presente anche con il progetto editoriale principale. Basti pensare all'area "Esperti", piuttosto che alla sezione dedicata alle iniziative enogastronomiche che, ogni giorno, viene "riempita" da centinaia di persone in tutta Italia.


D. Quindi credi che la qualità dell'informazione sia cresciuta o diminuita?

R. La quantità è certamente aumentata. Ma anche la qualità. Chi si vuole presentare oggi sulla rete con un progetto editoriale, specie in un settore così ricco di competitors come è quello del vino e dell'enogastronomia in genere, deve partire da un livello qualitativo molto alto per poter avere la speranza di trovare una nicchia di utenza e fidelizzarla. Gli stessi lettori sono oggi molto più smaliziati ed esigenti di un tempo.

Oggi non accettano molto volentieri contenuti preriscaldati, la newsletter spedita con l'errore - Dio solo sa come un webmaster vorrebbe sprofondare nell'oblio quando capita - il mancato o lento aggiornamento. Insomma, pretendono molto, generalmente gratis e in fretta. Inoltre, specie i lettori non fidelizzati, quelli che capitano su un sito per la prima volta, sono estremamente instabili e ci mettono davvero poco a decidere che quel progetto a loro non interessa. Recuperarli sarà molto molto dificile.

La partita si giocherà tutta sulla qualità, certo, ma anche sulla velocità dell'informazione e sul livello di collaboratività - la famosa "community" - che si riuscirà a stabilire e mantenere nel tempo con la propria audience (il pubblico dei lettori, il target di riferimento). Dimmelo se parlo troppo "trendy" che ci do subito un taglio.


D. Mah va bene il "trendy". Invece una recente indagine condotta da Città del Vino sull'editoria enogastronomica parla di un appiattimento dell'informazione del settore vino complice la moltiplicazione di riviste, spazi di approfondimento e soprattutto siti e blog internet (ne sono stati censiti oltre 200 italiani). Tu da addetto ai lavori come vedi questo settore?

R. Oltre 200 ? Bene, tu quali conosci di questi ? O meglio, quali segui con costanza ?

Lo spazio c'è per tutti. Essere rilevanti è un'altra cosa. E' il lettore stesso che fa la propria selezione. Chi c'è da molti anni dovrà fare molta attenzione a stare al passo con ogni novità e su ogni fronte, senza mai abbassare la guardia se non vorrà perdere credibilità verso i propri lettori. Chi arriva ultimo dovrà faticare non poco a crearsi una credibilità prima ancora che uno spazio, una nicchia. Sicuramente sarà fondamentale la specializzazione, come in ogni altro settore. Un aspetto che forse risente - ma allo stesso tempo si avvantaggia - della moltiplicazione delle testate, è quello dei comunicati stampa.

Sempre più spesso capita di leggere newsletter o indici di aggiornamento con le stesse notizie. Questo perché - specie chi si improvvisa - non filtra nulla e si limita al deleterio "copia incolla". Noi da anni facciamo un lavoro manuale su ogni news inserita. Ogni domenica notte ci si mette lì e si decide quale news entra e quale no. Per scelta non pubblichiamo mai news prettamente aziendali a meno che non siano d'interesse generale. Agli inserzionisti, è possibile avere una pagina web sul nostro portale o promuoverlo in altri modi ma questa è l'area commerciale ed è disgiunta e riconoscibile rispetto ai contenuti normali.

Allo stesso tempo è innegabile come il moltiplicarsi dei canali di distribuzione, spesso assetati di contenuti da pubblicare, dia oggi agli uffici stampa un potere non indifferente. La partita su questo fronte a mio avviso si gioca in due direzioni che possono anche essere alternative e non complementari : a) la velocità e capillarità di aggiornamento per i portali più grandi, b) la massima selezione per le riviste più di nicchia. Più quantitativa la prima scelta, più qualitativa la seconda. In rete a mio avviso premiano entrambe ma per ragioni diverse.


D. Quale sarà secondo te il futuro di questo settore?

Bella domanda. Non saprei risponderti però. Io vivo il presente con un occhio volto al vissuto ed un altro attento a non inciampare…


D. Sempre diplomatico.. ogni tanto spunta il tuo lato di avvocato. E se qualcuno ti venisse a dire "Ronco sei uno dei tanti che speculano sul vino" tu che risponderesti?

R. Mi servirebbe un libro per risponderti. Cercherò comunque di essere il più breve possibile.

Qualsiasi attività editoriale ha generalmente uno scopo di lucro o, almeno, di autofinanziamento. Qualcuno scrive e pubblica, qualcuno paga per leggere. In rete è diverso, non funziona così. In rete il contenuto è prevalentemente gratuito e i pochissimi esperimenti editoriali condotti in senso opposto sono tristemente naufragati. Il contenuto a pagamento può funzionare ma deve essere talmente "focused" e finalizzato allo specifico lettore che richiede sforzi e costi che alle volte superano il ritorno economico. L'alternativa è fare solo publiredazionali ma c'è qualcuno che li legge ancora ?

La rete è prevalentemente gratuita dicevo. L'unica forma di sostentamento connaturata alla rete è da sempre la pubblicità. Pubblicità sui motori di ricerca, pubblicità su testate giornalistiche nazionali e pubblicità su magazine o portali verticali (che si occupano prevalentemente di uno specifico argomento). Gli unici introiti economici di TigullioVino.it, completamente gratuito in lettura da oltre 6 anni, derivano infatti dalla pubblicità degli inserzionisti da una parte e dal disavanzo (quando c'è !) dell'organizzazione del meeting nazionale dall'altra. Con una piccola particolarità, la pubblicità è tabellare, ben visibile e distinguibile dai contenuti che non sono mai "venduti" se non nell'area commerciale chiaramente riconoscibile. Tutto il resto è investimento e rischio del sottoscritto.

Molti editori - specie sulla carta stampata - spesso scendono a compromessi e danno ampio spazio a publiredazionali. Qualche volta fanno anche di più. Quello che posso dirti è che noi degustiamo vini gratis, li recensiamo nel bene e nel male - chi ci legge e chi ci manda i vini lo sa - e scriviamo di vino, senza compromesso alcuno parlando "male" anche dell'inserzionista quando è il caso, a costo di perderlo, come per altro è già accaduto. Questa la linea editoriale. Se poi da tutta questa attività uno riesce anche a campare, bé non ci vedo nulla di male. L'editoria è un lavoro come un altro, o no ?


D. Parliamo di una cosa a te molto cara. Il blog. Pregi, difetti, potenzialità, modalità d'uso. Senza pretendere un vademecum del bloggista in cinque righe, non sarebbe neanche la sede adatta, ci puoi spiegare perché l'esigenza di crearne uno nel tuo sito e perché con quella particolare strutturazione? E visto che ci siamo puoi dirci in cosa differisce, se differisce, il tuo blog dagli altri? O comunque quali sono le sue peculiarità?

R. Mentre in America si blogga già da una decina d'anni e più, qui in Italia la moda è relativamente recente. Diciamo 5 a livello underground e due-tre anni in modo più importante e visibile. La scelta di aprire un blog istituzionale per TigullioVino.it matura intorno alla metà del 2005 quando mi resi conto che il fenomeno cominciava a prendere piede anche in Italia e ad avere un certo numero di lettori oltre che di editori. Come ho scritto più sopra, anche in questo caso mi sono affidato al motto "l'importante è cominciare, non importa come". Per non restare indietro - anzi, mi pare di essere stato il primo tra i competitor con portale enogastronomico - decisi di dotare anche TigullioVino.it di un blog istituzionale (nel resto del mondo si dice "corporate blog") e così fu, a partire da ottobre 2005. Un "male" necessario quindi, un lavoro in più da svolgere al meglio ed ulteriore impiego di tempo e risosrse più che "una cosa a me cara".

La novità dei blog ? Tecnicamente il fatto che consentano al lettore di rispondere, commentare ciò che legge in diretta. Dal punto di vista dei contenuti mette invece a nudo le persone che lo mantengono, o comunque avvicina il lettore alla persona o al gruppo di cui è espressione.

Dopo qualche mese dall'apertura del blog, nell'ottica innovatrice ed originale che credo contraddistingua TigullioVino.it, ho deciso di tentare una strada non ancora percorsa da nessuno con i blog di categoria.

E' da lì che nasce la struttura a cui fai riferimento, che vede unirsi al blog principale una serie di blog dicamo così "di gruppo" (dei ristoratori, degli enotecari, dei produttori di vino, degli agenti, dei giornalisti).

L'intento non è solo quello di dare spazio e sfogo a nuovi pensieri provenienti da varie categorie del settore. Considerata l'estrema arretratezza tecnologica che ancora oggi contraddistingue la maggior parte degli operatori, l'intento è soprattutto quello di avvicinare ed istruire a questo strumento che ha il vantaggio di essere molto semplice da utilizzare da chiunque e permette in pochi minuti di pubblicare scritti e pensieri online senza avere alcuna conoscenza tecnica specifica. Perché proprio questa è la forza del blog che in fondo non è altro che un sito internet dotato di un sistema di content managing (gestione del contenuto) estremamente semplice.

La parte più difficile è stata ed è quella di "educare" le aziende che abbiano raccolto il nostro invito ad utilizzare - gratis, ci mancherebbe ! - questo strumento al meglio e non esclusivamente a fini promozionali. Vaglielo a dire che non è indicando il sito internet e l'indirizzo dei telefono che si possono promuovere attraverso un blog…ma il discorso è lungo.


D. A giugno, il 19, arriva la seconda edizione del TigullioVino.it Meeting, Vino, Persone e Riscontri. Ci avresti mai creduto sei anni fa?

R. No guarda, veramente no. Non voglio sbrodolarmi addosso e ti dirò solo una cosa in proposito. Il solo fatto che tutto questo sia possibile mi dimostra il credito che produttori in primis e numerosi operatori del mondo del vino hanno verso il nostro lavoro. E' un discorso - quello del credito - che andrebbe ampliato. E' una cosa che ti guadagni negli anni con grande fatica e che ti viene riconosciuta solo se c'è effettivamente qualche base solida e credibile in quello che fai. Questo è indubbiamente fonte di orgoglio e mi sprona a far meglio.

Ci ho messo anche del mio, certo, ma il merito è di molti, anche tuo.


D. Ora mi fai sciogliere.. troppe lusinghe. No invece vuoi dirci come è nata l'idea del meeting?

R. L'idea del meeting è nata dopo. Dopo cosa ? Ti starai domandando !

E' nata dopo il "Premio Aziende" che nasce già nel 2002.

Si trattava di una semplice cena con degustazione dei 5 migliori vini degustati nell'arco dell'anno. Una cosa semplice semplice che per impegno organizzativo e dispendio di energie non è neppure paragonabile al meeting. L'idea nasce comunque dalla necessità di dar sfogo all'esigenza di un incontro diretto e "reale" con i nostri lettori, con gli operatori, con la stampa.

Sai, per chi opera sempre e solo online, ogni tanto è forte il desiderio di vedere e toccare con mano il risultato del proprio lavoro, di vedere e conoscere in cane ed ossa le persone che, leggendoti, ti sostengono. Ti da il metro di quello che stai facendo, di che cosa, a livello concreto, tu stia costruendo e sono lieto che insieme a noi, ci sia un altro portale a cui siamo molto legati (l'AcquaBuona) che si sia mosso in tal senso. Fare qualcosa "che si tocca", fa sentire meglio, gratifica, crea qualcosa e lascia un segno importante. Chissà se c'è ancoa qualcuno che dice che "internet è un covo di pedofili" !

Dopo due fortunate edizioni del "Premio Aziende", nasce il "Meeting" che incarna la volontà di fare qualcosa più in grande e di dare spazio e visibilità a quelle aziende testate e recensite che nel frattempo divenivano sempre di più. La prima edizione, l'anno scorso, con 23 espositori al Ristorante La Brinca di Ne (GE) con cui sono molto legato, la seconda edizione quest'anno con 70 espositori all'Excelsior Palace Hotel. Come vedi cerchiamo di crescere mantenendo i piedi per terra e, soprattutto, ancorando la crescita con quella, parallela, che si svolge online durante l'anno.


D. Per chi è pensato questo appuntamento?

R. Prima di tutto per le aziende che presentiamo. Sono aziende in cui crediamo, piccoli e grandi produttori - senza distinzione alcuna - che ci abbiano colpito con uno o più vini o che, come nel caso delle aziende già premiate nelle precedenti edizioni, abbiano mostrato una grande costanza qualitativa nel tempo sull'intera produzione. Sono aziende che vogliamo "spingere" attraverso una nuova e diversa visibilità. In secondo luogo ci rivolgiamo agli operatori del settore che vorremmo mettere in contatto con queste realtà produttive - più e meno note - nell'ottica di fornire un servizio ad entrambi i soggetti. In terzo luogo, non certo per importanza, ai nostri lettori ed al pubblico degli appassionati con i quali, attraverso questo evento, cerchiamo di stabilire una relazione più diretta e concreta, basata sulla conoscenza personale.

Vino, persone, riscontri, questi i protagonisti di TigullioVino.it Meeting : i migliori vini da noi degustati nell'arco di anni di degustazioni, i vignaioli, gli operaoti e i lettori che ci seguono con passione ed il riscontro/confronto di e con tutti sul nostro operato.

Questo il senso della manifestazione.


D. Il meeting, potrei chiamarlo ormai tradizionale, di giugno torna in una versione allargata rispetto al 2005. 70 aziende da tutta Italia e soprattutto dalla piccola azienda del vignaiolo alla grande potenza del mercato. Cosa unisce questi due mondi e modi di fare vino secondo te?

R. Hai toccato un aspetto fondamentale. Al meeting si trova la piccola azienda sconosciuta ed il grande produttore semi-industriale già noto al pubblico. L'intento è proprio questo. Mettere tutti alla pari, in una manifestazione "senza etichetta" dove l'unico parametro di ingresso e selezione è costituito dalla qualità del vino proposto tenuti presenti numerosi parametri e fattori.

Faccio un esempio. La microproduzione di 10.000 bottiglie in grado di offrire un prodotto eccellente, originale, magari addirittura "emotivo" ha a mio modo di vedere la stessa identica dignità di esistere e di essere apprezzata rispetto all'azienda che produce 3.000.000 di bottiglie di un vino che offre uno straordinario rapporto qualità / prezzo ed una costanza qualitativa invidiabile - sia pur inevitabilmente più "standard" - su tutta la linea. La costanza qualitativa su tre milioni di bottiglie è un bene prezioso per il mercato a mio avviso e non deve essere motivo di denigrazione. Anzi ! Allo stesso modo ci sentiamo di dare la medesima visibilità ad una produzione senza particolari mezzi per farlo da sola che sia ancora in grado di "emozionare". Ma non facciamo l'evento per il vignaiolo o per l'industria, il biodinamico o il naturale. Qui tutti entrano alla pari, a noi non interessa molto chi sei, interessa cosa e come lo fai.

Onestamente, credo che un'azienda che venga selezionata per partecipare al meeting abbia di fronte un'opportunità interessante. Soprattutto, ribadisco, per la libertà di giudizio che una commissione degustatrice professionale e non pagata è in grado di garantire Ma anche per la visibilità che questo evento ha ormai acquisito, se non altro, sul media internet.


D. Tra le novità dell'edizione 2006 cosa in particolare?

R. Bé, del numero di espositori presenti abbiamo già detto, da 23 passiamo a 70, riposizionando l'evento un un'ottica nazionale. Ci saranno circa 250 vini in degustazione, di cui circa 35 selezionati come miglior rapporto qualità / prezzo in abbinamento alla cena a buffet. Senza nulla togliere al Ristorante La Brinca che ha ospitato con grande competenza ed impeccabile servizio la prima edizione del meeting, una delle novità più interessanti di quest'anno è senz'altro la nuova location del meeting, l'Excelsior Palace Hotel di Rapallo, una cornice sicuramente in linea con la crescita dell'evento. Quest'anno abbiamo raddoppiato il numero di giornalisti presenti e, soprattutto, amplificato molto le attività di comunicazione. Solo per quanto riguarda gli inviti, siamo passati dai 350 operatori liguri invitati dell'anno precedente ai 1600 del centro - nord Italia di quest'anno. L'anno prossimo, se tutto andrà bene, si crescerà ancora ma di misura.


D. Qualche giorno fa abbiamo letto sul tuo blog l'annuncio di un'iniziativa interna alla manifestazione, il Blogger's corner.
Ci spieghi come è nata l'idea e quale pensi sia la sua finalità?

R. Il blogger's corner, piccolo angolo qualche metro prima dell'ingresso alla manifestazione, darà la possibilità a tutti i blogger, muniti di megafono, di esternare da una pedana, anatemi (spero di no!), complimenti e suggerimenti verso il mondo del vino, ripresi da una telecamera. I filmati verranno poi pubblicati online com'è nostra consuetudine. Questa di coinvolgere i blogger è un'iniziativa che nasce insieme all'amico Antonio Tombolini che da anni fa comunicazione online. Sia pur con obiettivi diversi, entrambi abbiamo la consapevolezza che tale mondo è ormai assolutamente influente e prezioso per amplificare la comunicazione di un qualsiasi evento e/o prodotto. Vogliamo i blogger perché si parli di più dell'evento, ovvio, prendendosene anche i rischi dacché potrebbero anche non parlarne bene. Magari poi, le aziende capiranno finalmente l'utilità di aprire un proprio blog. Quella della crescita tecnologica e comunicativa dell'azienda (specie della piccola) è una cosa che mi sta molto a cuore.


D. Per l'edizione 2007 cosa ci stai preparando di bello?? Ovvero, come pensi si svilupperà il TigullioVino Meeting?

R. Guarda, il lavoro per questa edizione mi sta letteralmente schiacciando. Non mi è quindi consentito al momento fare alcun progetto. Molto dipenderà dall'andamento di questa seconda edizione. Molto dipenderà dall'affluenza di pubblico e di operatori e dal livello di soddisfazione degli espositori. Una cosa è certa. Se crescerà, non sarà di molto. Vogliamo infatti preservare la qualità del meeting mantenendo un numero di espositori accessibile ed umano, orientativamente non superiore ai 100. Nelle edizioni future porteremo senz'altro con noi le nuove aziende testate nel corso del 2006/2007 insieme alle aziende "del cuore", già premiate, a cui però non ci sentiamo di poter rinunciare per la consolidata costanza qualitativa nel tempo.


D. Ho deciso che d'ora in avanti (l'avanti dipende proprio da te, l'intervistato) concluderò le mie interviste con la domanda molto banale "cosa bolle nel tino"? (su ispirazione "vera" del vignaiolo "natur" Angiolino Maule n.d.a.)

R. Gli sforzi maggiori di TigullioVino.it, subito dopo il meeting, saranno orientati in tre direzioni. Crescita e potenziamento dell'infrastruttura del portale, soprattutto ampliando le parti dinamiche del sito, anche per una migliore gestione dell'ormai immane lavoro che comporta il tenerlo aggiornato quotidianamente.

Crescita e potenziamento dell'area blog con l'apertura di nuovi blog d'autore come quello recentemente aperto per la nostra Elisabetta Tosi "Vino Pigro". Crescita dell'interazione e dei servizi per operatori e lettori.

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Alessandro Maurilli

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Alessandro Maurilli è nato nel 1980 in un piccolo paese della provincia di Arezzo, nel cuore della Valdichiana. Dopo aver frequentato gli studi...

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