Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in
Pubblicità
Home > Autori > Vino > Parole e volti intorno a un calice

Parole e volti intorno a un calice

Intervista ad Angiolino Maule

di Alessandro Maurilli

MappaArticolo georeferenziato

E' maggio, il mese del post (Vinitaly, ma non solo). Abbiamo deciso di incontrare uno dei (o forse sarebbe meglio dire "il") precursori dei movimenti italiani sul vino biodinamico. Da "Vini Veri" a "Vin Natur". Non importa il nome, conta la sostanza. E la sostanza che abbiamo messo dentro al nostro calice di maggio è quella di uno dei più famosi produttori di vino biodinamico (ma non soltanto), Angiolino Maule, anche lui pronto a raccontarci del post Verona, ma non quello della Fiera. Con Maule abbiamo parlato dell'ultima edizione dell'appuntamento di Villa Favorita, alle porte di Verona, che anche quest'anno ha suscitato critiche positive e negative circa la semi concomitanza con l'appuntamento del quarantenne Vinitaly. Abbiamo cercato anche di farci spiegare cosa si intende per vino naturale e qual è la posizione di questo prodotto nell'attuale mercato italiano.


D. Volendo fare una premessa all'intervista, ci può spiegare la sostanziale differenza tra un "vino naturale" (un vino vero) e un vino "tradizionale" o normale?

R. Il vino è frutto della terra trasformato dalla cultura dell'uomo. In questi ultimi anni il vino che lei chiama "tradizionale" o normale è diventato una bevanda che si stacca molto dal frutto del territorio. Il vino naturale è prodotto dall'uomo con interventi in vigna ed in cantina nel rispetto dell'espressione territorio e nel rispetto della salute del consumatore evitando l'utilizzo di prodotti di sintesi.


D. Esiste quindi una cultura del fare "vino naturale"?

R. Sì esiste! E' un movimento marginale e polverizzato in tante piccole realtà che lavorano silenziosamente in Europa riscoprendo il valore di ciò che nei secoli passati era assolutamente normale.


D. Qual è la filosofia (se ce n'è una) che anima la manifestazione di Villa Favorita?

R. La filosofia di Villa Favorita è quella di riunire queste realtà in un momento di incontro, per presentare al pubblico ed ai giovani produttori il risultato di questa cultura di fare vino.


D. Come è nata l'idea di rendere "pubblico" questo aspetto del fare vino?

R. E' nata dalla comprensione del fatto che per far conoscere un'idea che ha dei contenuti innovativi è necessaria la diffusione e lo scambio.


D. L'ultima edizione, come le altre, ha creato diversi voci contrarie. Le "accuse" più frequenti sono state il perché accavallare la manifestazione dei vini naturali a quella dei vini per eccellenza, il Vinitaly. Altro concetto che è stato ribadito più volte è perché non ritagliare uno spazio a sé stante di promozione di questi vini. Insomma critiche e critiche. Lei come risponde a chi va contro l'iniziativa dei produttori di vino naturale?

R. Mi dispiace molto creare voci contrarie riguardo ai giorni in cui si svolge la manifestazione, anche se alla cosa non presto molta attenzione. Sono convinto che in questo modo si dà un migliore servizio (attrazione) all'importatore, al ristoratore o all'appassionato che arriva da lontano, con un unico viaggio può fare le due o più manifestazioni.


D. Quest'anno in particolare la manifestazione ha riscosso il successo preventivato?

R. L'edizione 2006 di Villa Favorita è stato un successo oltre le aspettative.


D. Perché secondo lei questo successo cresce?

R. Secondo me questo è dovuto ad un maggior interesse da parte dei consumatori e degli addetti ai lavori derivante da una crescente ricerca e desiderio di autenticità ed espressività.


D. In questi ultimi mesi si è molto parlato della "scissione" di Vini Veri e la nascita di Vin Natur. Quali sono stati i veri motivi della sua scelta?

R. Quando è nato il gruppo Vini Veri, io sono stato come si sa tra i fondatori, l'idea comune era quella di infondere nei giovani produttori, come anche nei consumatori, la cultura del fare e bere vino in maniera naturale. Ci siamo riusciti credo in maniera molto significativa. A un certo punto ho notato che lo spirito iniziale è stato contaminato da un forte senso commerciale. E' fondamentale per noi produttori vendere il vino, quello lo facevamo già da prima. L'idea di un gruppo però era nata per stimolare a produrre in un certo modo, non solo a vendere di più. Da lì il mio distacco.


D. L'approccio di Teobaldo Cappellano come ha influito sulla sua decisione?

R. Diciamo che con Cappellano ci sono state delle incomprensioni nel momento in cui la scelta del gruppo è andata, contro le mie aspettative, in una direzione commerciale. A quel punto ci siamo separati, come succede quando non ci sono più elementi comuni da portare avanti insieme.


D. L'entrata di Luca Gargano invece quanto ha influito?

R. Gargano è una persona che rispetto moltissimo. Credo sia uno dei professionisti più capaci nel settore. Tuttavia la sua linea non rientra nella mia idea del movimento Vini Veri e quindi si può dire che anche questo motivo mi abbia spinto ad allontanarmi e a continuare le idee iniziali con altre persone che in quel momento mi sembrava rispecchiassero di più la filosofia.


D. Quali sono quindi le principali differenze, secondo lei, tra i due movimenti, Vini Veri e Vin Natur?

R. Tra i due cambia molto l'approccio. Diciamo che col tempo Vini Veri ha spostato il suo baricentro più su una linea commerciale, mentre Vin Natur nasce per infondere una cultura. Proprio in questi giorni mi sono avvicinato a un giovane produttore che sta cominciando a produrre vini naturali. La sua incertezza nella scelta, comunque difficile e coraggiosa, e il fatto che in qualche modo con la mia, nostra esperienza possiamo dargli una mano a prendere una decisione, mi hanno fatto capire il senso dell'associazione che è quello appunto di trasmettere delle sensazioni culturali. Io cerco sempre di crescere e credo che farlo insieme ad altre persone sia più "facile" e senza dubbio più costruttivo.


D. Lei dice che Vin Natur, al contrario di Vini Veri, è meno commerciale. Allora come spiega Villa Favorita?

R. Villa Favorita, così come per Vini Veri, è un momento soprattutto di ritrovo, quasi una vetrina attraverso la quale promuovere la nostra filosofia. Certo, siamo produttori e facciamo il vino per venderlo, questo è il nostro mestiere. A Villa Favorita come ho già detto, si ha modo di far conoscere il nostro prodotto anche agli operatori. Tuttavia non importa vendere di più, non è questo il senso della manifestazione che è strettamente legato al nostro modo di vedere il vino.


D. Ci sono antagonismi tra Vini Veri e Vin Natur?

R. Non credo proprio e anzi mi dispiace leggere articoli in cui si allude a polemiche tra le due associazioni. Io ho passato otto anni insieme a persone che ancora oggi stimo e con le quali sono cresciuto come produttore facendo crescere il livello del mio vino attraverso il confronto e la dialettica. Oggi le due associazioni vanno per due strade diverse, non potrebbero essere antagoniste perché evidentemente hanno obiettivi diversi e modalità diverse per raggiungerli.


D. Se dovesse a oggi fare un punto della situazione sulle campagne di promozione dei vini naturali quali sono gli aspetti più significativi e quanto ha giovato la nascita di movimenti intorno a questo tipo di vino?

R. La promozione di vini naturali si è mossa per mano di persone coraggiose e carismatiche che per prime hanno scoperto questa tradizione e l'hanno diffusa. Oggi, che questo primo passo è stato fatto, Villa Favorita ed altre manifestazioni locali hanno un ruolo fondamentale nella comunicazione di questo movimento. In Francia i "Salon du Vin Naturel", eventi diffusi e ricorrenti, sono l'unico strumento di comunicazione dei vigneron d'oltralpe.


D. L'Italia è tra i primi tre produttori di vino al mondo. Sono molte poche rispetto alle tante le aziende che producono seguendo la filosofia dei vini naturali. Se i vini che fanno riferimento al suo manifesto sono "naturali, veri" gli altri (i tanti) non lo sono?

R. Certamente esistono numerosi altri produttori di vini naturali e veri che purtroppo ancora non conosciamo. Ci piacerebbe conoscerli ed incontrarli per coinvolgere anche loro nella nostra attività di crescita e scambio.


D. E al vignaiolo piemontese o toscano che produce da secoli secondo la tradizione, ma che non si riconosce nel manifesto dei vini naturali lei cosa dice?

R. A chi agisce nel rispetto della natura e della propria etica va tutta la mia stima indipendentemente dal fatto che aderiscano o meno al movimento di VinNatur.


D. Bevendo uno dei suoi vini un commensale evidentemente non proprio esperto, ma comunque buongustaio, ha detto che il suo vino era "strano ma buono". Perché i suoi vini, o alcuni, possono fare questo effetto?

R. Con i vini, ma anche con il resto degli alimenti, ci è stato addomesticato il palato, ci siamo fatti dei punti di riferimento basati su alimenti costruiti con poca genuinità ed espressività.

E' normale che uno che assaggia un vino naturale dica : "strano!" . Tra i vini naturali pochi sono "perfetti" e questo perché c'è ancora poca conoscenza ed ancora molto da imparare da parte di noi produttori.


D. Quindi un consumatore perché dovrebbe scegliere un vino naturale in luogo di uno tradizionale?

R. Perché la sua salute ne guadagna e si divertirà di più!


D. Attualmente cosa bolle in pentola?

R. Più che una pentola il mio è un tino in continua fermentazione.

Letto 7558 voltePermalink[0] commenti

0 Commenti

Inserisci commento

Per inserire commenti è necessario essere registrati ed aver eseguito il login.

Se non sei ancora registrato, clicca qui.
PUBBLICITÀ

Alessandro Maurilli

Alessandro Maurilli

 Sito web
 e-mail

Alessandro Maurilli è nato nel 1980 in un piccolo paese della provincia di Arezzo, nel cuore della Valdichiana. Dopo aver frequentato gli studi...

Leggi tutto...

Archivio Risorse Interagisci

 feed rss area vino

PUBBLICITÀ

Ultimi Commenti